Collezioni Gonzaga

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Mantova, Palazzo Ducale
Mantova, Palazzo Ducale
Mantova, Palazzo Te
Mantova, Palazzo Te

Le collezioni Gonzaga o la Celeste Galeria sono storicamente le cospicue raccolte di opere d'arte commissionate e appartenute alla dinastia dei Gonzaga, un tempo esposte in Palazzo Ducale, in Palazzo Te, in Palazzo San Sebastiano e in altri edifici di Mantova e dintorni.

Attualmente le opere d'arte appartenute ai Gonzaga sono disperse nei musei (e collezioni private) di tutto il mondo. Questa diaspora fu evocata dalla mostra Gonzaga. La Celeste Galeria. Il Museo dei Duchi di Mantova che dal 2 settembre 2002 al 12 gennaio 2003 riportò nei palazzi Te e Ducale una selezione di novanta degli oltre duemila dipinti appartenuti ai Gonzaga (oltre a bronzi, armi, gioie, disegni, ecc.).

Insieme alle opere pittoriche i signori di Mantova portarono nei palazzi ducali il meglio in materia di oreficeria, pietre preziose e mirabilia. Tra queste il Cammeo Gonzaga che dal 12 ottobre 2008 all'11 gennaio 2009 fu il pezzo più pregiato della mostra organizzata nell'Orangerie in Palazzo Te, Il Cammeo Gonzaga - Arti preziose alla corte di Mantova, che idealmente proseguiva l'esposizione della "Celeste Galeria".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fu nel XV secolo che si formarono le maggiori collezioni d'arte ad opera dei Principi del Rinascimento. Le maggiori erano quelle dei Papi, dei Medici e dei Gonzaga. Queste raccolte inizialmente erano preferibilmente indirizzate verso le testimonianze del mondo classico, e quindi sculture, bronzi, monete e medaglie di epoca greca e romana. Ma i Principi, divenuti mecenati, cominciarono a commissionare opere agli artisti contemporanei.

Ispirazione dei Gonzaga furono le Wunderkammer dei Principi di Baviera. A tale modello in particolare guardò Isabella d'Este creando un proprio studiolo personale che acquisì notorietà internazionale. Le collezioni gonzaghesche divennero esse stesse esempio per le corti europee, anche per la proverbiale intuizione dimostrata dai Gonzaga nella scelta delle opere dei contemporanei. Altresì il collezionismo d'arte divenne strumento di rappresentazione e di comunicazione nel sottile gioco diplomatico al quale doveva necessariamente applicarsi il piccolo stato mantovano. Il massimo splendore si ebbe durante il governo dei duchi Vincenzo I Gonzaga e Ferdinando (figlio di Vincenzo I). Per volontà di quest'ultimo le opere d'arte furono inventariate, per l'epoca un inventario predisposto con criteri all'avanguardia, la cui utilità si rivelò ancora maggiore perché stava per avere inizio la diaspora delle opere custodite nei palazzi di Mantova.

La decadenza della casata gonzaghesca portò alla dispersione delle collezioni. Una prima mutilazione fu inferta da Vincenzo II che aveva iniziato dal 1625 lunghe trattative con Carlo I Stuart, re d'Inghilterra.[1] Quest'ultimo, utilizzando la mediazione di un noto mercante d'arte di Venezia, il fiammingo Daniel Nijs (1572-1647)[2], nel 1627, infine, riuscì a prezzi irrisori a farsi recapitare a Londra gran parte delle collezioni Gonzaga. Paradossalmente questo evento si rivelò provvidenziale in quanto consentì la salvaguardia delle opere ormai "inglesi", sottratte alla razzia e ai danneggiamenti che subirono le collezioni d'arte ancora presenti a Mantova nel 1630, quando la città fu occupata dai Lanzichenecchi che diedero corso al Sacco di Mantova, tragico episodio della guerra di successione di Mantova e del Monferrato.

Dipinti appartenuti alle collezioni sino ad ora identificati[modifica | modifica wikitesto]

Indice
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A[modifica | modifica wikitesto]

Sofonisba Anguissola, Bernardino Campi ritrae Sofonisba Anguissola
Sofonisba Anguissola

B[modifica | modifica wikitesto]

Giovanni Baglione
  • Allegoria della Giustizia e della Pace, olio su tela, 255,3×227, Hampton Court, Royal Collection
  • Apollo, olio su tela, 195×150, Arras, Musée des Beaux-Arts
  • Calliope, olio su tela,195×150, Arras, Musée des Beaux-Arts
  • Clio, olio su tela, 195×150, Arras, Musée des Beaux-Arts
  • Erato, olio su tela, 195×150, Arras, Musée des Beaux-Arts
  • Euterpe, olio su tela, 195×15, Arras, Musée des Beaux-Arts
  • Polymnia, olio su tela, 195×150, Arras, Musée des Beaux-Arts
  • Terpsichore, olio su tela, 195×150, Arras, Musée des Beaux-Arts
  • Thalia, olio su tela, 195×150, Arras, Musée des Beaux-Arts
  • Urania, olio su tela, 195×150, Arras, Musée des Beaux-Arts
Jacopo Bassano
  • Cristo in casa di Marta, Maria e Lazzaro, olio su tela 98×126,5, Houston, Sarah Campbell Blaffer Foundation
Pieter Bruegel il Giovane

C[modifica | modifica wikitesto]

La macelleria, Annibale Carracci
Annibale Carracci
Ludovico Carracci
  • Estasi di san Francesco, olio su tavola, 67×51, Parma, Collezione privata
Correggio
Correggio, Allegoria della Virtù
Lorenzo Costa
  • Regno del Dio Como, 1504, olio su tavola,160×192 cm, Parigi, Musée du Louvre
  • Isabella d'Este nel regno di Armonia o Allegoria della corte di Isabella d'Este, 1505, olio su tavola, 164,5×197,5 cm, Parigi, Musée du Louvre
  • Ritratto di una dama con cane, 1500 circa, olio su tavola, 45,5×35,1 cm, Windsor, Royal Collection
  • Madonna con Bambino[3], 1500 circa, dipinto su tavola, 71×55 cm, Londra, Collezione privata
Lucas Cranach (copia da)
  • Lucrezia, olio su tavola, 42×27,7, Siena, Pinacoteca Nazionale

D[modifica | modifica wikitesto]

Domenichino (Domenico Zampieri detto il)
  • Rinaldo e Armida, olio su tela, 121×167, Parigi, Musée du Louvre
  • Sant'Agnese, olio su tela, 212,7×152,4 Hampton Court, Royal Collection
Ludovico Dondi
  • Giulio Cesare sul carro trionfale, olio su rame, 19,5×18,5 Monaco di Baviera, Alte Pinakothek
  • Portatori del bottino e di trofei di armature reali, olio su rame, 18,5×10 Monaco, Alte Pinakothek
  • Portatori di bottino, tori sacrificali e trombettieri, olio su rame, 19,5×16,5 Monaco, Alte Pinakothek
  • Prigionieri, giullari e portainsegne, olio su rame, 19,5×19, Monaco, Alte Pinakothek
  • Trofei e macchine belliche, rappresentazione di una città sottomessa e iscrizioni, olio su rame, 20×18, Monaco, Alte Pinakothek

F[modifica | modifica wikitesto]

Domenico Fetti, Santa Maria Maddalena penitente
Domenico Fetti
  • Cristo nell'orto, olio su tela, 90,5×55,5 Praga, Galleria Nazionale
  • Elia trionfa sui profeti di Baal, olio su tavola, 61,2×70,5, Hampton Court, Royal Collection
  • Parabola del seminatore di zizzania, olio su tavola, 60,8×44,5, Praga, Galleria del Castello
  • Margherita Gonzaga riceve il modello della Chiesa di S.Orsola, 1619-1623, olio su tela, 245×276 cm, Mantova, Museo del Palazzo Ducale
  • Ritratto di astronomo, olio su tela, 98×73,5, Dresda, Gemaldegalerie
  • Ritratto retrospettivo di Federico II Gonzaga, I Duca di Mantova, olio su tela, 99×88, Vienna, Kunsthistorisches Museum, Gemaeldegaleire
  • Visione di San Pietro, olio su tavola, 66×51, Vienna, Kunsthistorisches Museum
  • Santa Maria Maddalena penitente, 1617-21, olio su tela, 98×78,5 cm, Roma, Galleria Doria Pamphilj
Lavinia Fontana
  • Ritratto di Antonietta Gonzalus, 1594-1595, olio su tavola,57×46 cm, Blois, Musée du Chateau
  • La Regina di Saba fa visita al Re Salomone, Dublino, National Gallery of Ireland

G[modifica | modifica wikitesto]

Lorenzo Garbieri
Garofalo
  • La Sacra Famiglia con San Giovannino e Santa Elisabetta, olio su tavola, 47,5×32, Londra, Courtauld Institute of Art
Guercino
  • Erminia tra i pastori, olio su tela, 149×178, Birmingham (UK), Birmingham Museum & Art Gallery

L[modifica | modifica wikitesto]

Triplice ritratto di orefice, Lorenzo Lotto
Lorenzo Lotto

M[modifica | modifica wikitesto]

Andrea Mantegna
Andrea Mantegna, Morte della Vergine
Domenico Morone

P[modifica | modifica wikitesto]

Frans Pourbus il Giovane, Ritratto di Vincenzo I Gonzaga
Pietro Perugino
Frans Pourbus il Giovane

R[modifica | modifica wikitesto]

Guido Reni
  • La toeletta di Venere, Londra, National Gallery
  • Le fatiche di Ercole, 1617 - 1621, quattro tele[5], Parigi, Musée du Louvre
Giulio Romano
  • Madonna col Bambino e sant' Anna, olio su tavola, 58×48, cornice in costruzione, Praga, Galleria del Castello
  • Giove, Nettuno e Plutone, olio su tavola, 110,5×133,4, Mantova, Coll. Privata
  • Imperatore a cavallo, olio su tavola, 83×54 Londra, Trafalgar Galleries
  • Nascita di Bacco, olio su tavola, 126,5×80, Los Angeles, Paul Getty Museum
  • La Perla, 1518-1520 circa, olio su tela, 144×115 cm, Madrid, Museo del Prado (con Raffaello)
  • Ritratto di Margherita Paleologa, 1531 circa, olio su tela, 115,5×90,5 cm, Hampton Court, Royal Collection
Bottega di Giulio Romano
  • Fortuna, 1520-46, olio su tela, 96,2×49,8 cm, Hampton Court, Royal Collection[6]
  • Giove e Giunone prendono possesso del trono del Paradiso, 1530, olio su tela, 111×135,5 cm, Hampton Court, Royal Collection[7]
  • Il camerino dei Cesari: Nerone suona mentre Roma brucia, 1536-9, olio su tela, 121.5 x 106.7 cm, Hampton Court, Royal Collection[8]
Ritratto di Eleonora Gonzaga all'età di tre anni, Pieter Paul Rubens
Pieter Paul Rubens

T[modifica | modifica wikitesto]

Domenico Tintoretto
  • Tancredi battezza Clorinda, 1585 circa, olio su tela, 168×115 cm, Houston, Museum of Fine Arts
  • Maddalena, Roma, Pinacoteca Capitolina
Jacopo Tintoretto
Tiziano
Tiziano, Ritratto di Federico II Gonzaga

V[modifica | modifica wikitesto]

Veronese
  • Giuditta con la testa di Oloferne, olio su tela, 111×110 cm, Vienna, Kunsthistorisches Museum
Antonio Maria Viani
  • Annunciazione della Madonna, olio su rame, 54,5×42,5 cm, Siena, Pinacoteca Nazionale

Sculture ed oggetti appartenuti alle collezioni sino ad ora identificati[modifica | modifica wikitesto]

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A[modifica | modifica wikitesto]

C[modifica | modifica wikitesto]

M[modifica | modifica wikitesto]

Michelangelo

V[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vincenzo II, settimo duca di Mantova, su fermi.mn.it. URL consultato il 26 dicembre 2011.
  2. ^ Favaretto, p. 131
  3. ^ Attribuzione di Federico Zeri, fe.fondazionezeri.unibo.it
  4. ^ Royal Collection[collegamento interrotto]
  5. ^ Ercole sul rogo, Ercole e Archeloo, Ercole e l'idra e Nesso rapisce Deianira, opere commissionate dal duca Ferdinando Gonzaga
  6. ^ Royal Collection
  7. ^ Royal Collection
  8. ^ Royal Collection
  9. ^ Frammento della Trinità adorata dalla famiglia Gonzaga della chiesa dei Gesuiti della santissima Trinità.
  10. ^ Lapenta, Morselli, p. 243
  11. ^ Lapenta, Morselli, p. 197
  12. ^ Lapenta, Morselli, p. 336
  13. ^ Lapenta, Morselli, p. 322

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Raffaella Morselli (a cura di), La Celeste Galleria, Milano, Skira, 2002.
  • Stefania Lapenta, Raffaella Morselli, LE COLLEZIONI GONZAGA La quadreria nell'elenco dei beni del 1626-1627, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (Mi), 2006. ISBN 88-8215-427-0
  • Irene Favaretto, Arte antica e cultura antiquaria nelle collezioni venete al tempo della Serenissima, L'Erma di Bretschneider, Roma, 1990.
  • Adelaide Murgia, I Gonzaga, Milano, Mondadori, 1972. ISBN non esistente

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]