Galleria Borghese

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Galleria Borghese
Galleria borghese facade.jpg
La facciata e l'ingresso del museo.
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Roma
Indirizzo Piazzale del Museo Borghese, 5
Caratteristiche
Tipo pittura, scultura
Fondatori Scipione Caffarelli-Borghese
Apertura 1902
Proprietà Italia
Direttore Anna Coliva
Visitatori 527 937[1] (2016)
Sito web

Coordinate: 41°54′50.4″N 12°29′31.2″E / 41.914°N 12.492°E41.914; 12.492

La galleria Borghese si trova in piazzale Scipione Borghese 5, all'interno della villa Borghese Pinciana a Roma in Italia. Il museo espone opere di Gian Lorenzo Bernini, Agnolo Bronzino, Antonio Canova, Caravaggio, Raffaello, Perugino, Lorenzo Lotto, Antonello da Messina, Cranach, Annibale Carracci, Pieter Paul Rubens, Bellini, Tiziano. Si può considerare unica al mondo per quel che riguarda il numero e l'importanza delle sculture del Bernini e delle tele del Caravaggio[2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del XVI secolo, i Borghese, una ricca famiglia di Siena, acquisì un terreno a nord di Roma, fuori Porta Pinciana, per creare gradualmente un immenso parco. Nello stesso periodo, la famiglia Borghese estese la sua influenza nell'aristocrazia romana, soprattutto quando Camillo Borghese fu eletto Papa nel 1605 sotto il nome di Paolo V. La famiglia intraprese così importanti opere di costruzione: una villa nel suo parco del Pincio[3].

Il progetto iniziò nel 1607 e fu affidato all'architetto Flaminio Ponzio, che aveva già lavorato per i Borghese nel loro palazzo urbano sulla sponda sinistra del fiume Tevere. L'architetto Giovanni Vasanzio fu incaricato di completare i lavori dopo la morte di Ponzio, avvenuta nel 1613, mentre i lavori dei giardini, opera di Carlo Rainaldi, continuarono fino al 1620. Già ​​nel marzo 1613, opere della importante collezione raccolta dal Cardinale Scipione Borghese, nipote di papa Paolo V, vennero trasferite dal palazzo Dal Borgo, dove vissero i fratelli del papa, alla villa del Pincio[4][5].

La villa, la cui architettura è ispirata alla Villa Medici e a Villa Farnesina, con un portico che si apre sui giardini, viene poi decorata nello stile caratteristico del XVI secolo. L'intera facciata viene impreziosita da 144 bassorilievi e 70 busti. L'edificio presenta numerose finestre, per dare la luce necessaria alla buona visione delle opere e anche la distribuzione delle stanze viene organizzata in base alla stressa logica. Lodovico Cigoli dipinge alcuni affreschi della Villa in particolare la Storia di Psiche.

Dal 1770, Marcantonio IV Borghese incaricò Antonio Asprucci di rinnovare completamente l'interno della villa. Quest'ultimo invitò molti scultori, pittori e produttori di marmo ad occuparsi delle decorazioni sempre visibili. Vengono eseguiti affreschi, stucchi e decorazioni in marmo policromo. La maggior parte dei dipinti rappresenta la storia della famiglia: dal mistico eroe romano Marcus Furius Camillus ai Borghese dell'epoca. 

Lo Stato italiano ha acquistato la villa e tutte le sue collezioni nel 1902 per trasformarla in un museo. 

La galleria viene riaperta nel giugno 1997.

Fu costituita nel 1902 a seguito dell'acquisizione da parte dello Stato italiano delle raccolte facenti parte del Fidecommisso Borghese. Primo direttore della galleria Borghese fu Giovanni Piancastelli (1845-1926)[6] a cui succedette nel 1906 Giulio Cantalamessa, già direttore delle gallerie dell'Accademia di Venezia[7].

Chiusa nel 1983, la galleria subisce un restauro completo durato quattordici anni, ripristinando all'esterno dell'edificio il suo aspetto originale con i suoi intonaci, le sue statue, e soprattutto la sua scalinata con due rampe.

Nel 2013 è stato il nono sito statale italiano più visitato, con 498.477 visitatori[8].

Nel 2015, il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, ha nominato Anna Coliva direttore della galleria Borghese[9].

Le opere maggiori[modifica | modifica wikitesto]

Gian Lorenzo Bernini, La Verità svelata dal tempo. Foto di Paolo Monti.

Lista in ordine alfabetico, per nome dell'autore, delle principali opere esposte in galleria.

Bacchiacca
Giovanni Bellini
Bernini
Canova
Caravaggio
Cesare da Sesto
Correggio
Lucas Cranach il Vecchio
Dosso Dossi
Giorgione
Lorenzo Lotto
Parmigianino
Pinturicchio
Raffaello
Pieter Paul Rubens
Savoldo
Tiziano

Le sale[modifica | modifica wikitesto]

  • Sala XVIII di Giove e Antiope: due bellissimi Rubens: "Suzanne ei vecchi" e "Lamento sul Cristo morto"
  • Sala XX - Sala di Amore e Psiche : il soffitto del XVIII secolo rappresenta gli amori di Eros e Psiche. La sala è dedicata ai grandi maestri veneziani del XV e XVI secolo: Giorgione (1507), Tiziano (il famoso " Amor Sacro e Amor profano" 1514), Veronese, Carpaccio, Giovanni Bellini e Lorenzo Lotto anche il siciliano Antonello di Messina ("Ritratto dell'uomo", 1475).

Il progetto Dieci Grandi Mostre[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2006, la galleria Borghese ha dato avvio ad un grande progetto denominato "Dieci Grandi Mostre"[10]. All'interno del Museo, infatti, sono conservate opere somme dei maggiori artisti del Cinquecento e Seicento; per citarne solo alcune, la Deposizione di Raffaello, la Paolina Bonaparte di Canova, la Danae di Correggio, la Madonna dei Palafrenieri di Caravaggio, Venere e Amore di Lucas Cranach il Vecchio, l'Amor Sacro e Amor Profano di Tiziano, Apollo e Dafne di Bernini, la Caccia di Diana di Domenichino.

Gran parte di queste opere è inamovibile dalla propria sede. Sono infatti troppo delicate, troppo grandi o su supporto troppo fragile per spostarsi; è perciò impossibile il trasferimento a quelle mostre temporanee che in giro per il mondo vogliono approfondire l'attività pittorica di questi artisti. L'obiettivo è quindi quello di colmare questa lacuna con un progetto programmatico di dieci grandi mostre monografiche in dieci anni. Il ciclo di mostre infatti vuole approfondire la conoscenza che studiosi e grande pubblico hanno di autori, anche molto noti, accostando per la prima volta ai capolavori della collezione Borghese prestigiosi prestiti dalle maggiori istituzioni museali del mondo.

La prima delle dieci grandi mostre del programma espositivo, dedicata alla opera di Raffaello, si è svolta nel periodo tra maggio e settembre 2006. Un'importante serie di disegni arricchiva la mostra e dava la possibilità di esplorare il processo creativo del grande pittore.

Da ottobre del 2007, fino a febbraio 2008, la galleria Borghese ha ospitato la seconda grande mostra che prendeva in esame l'opera di Antonio Canova. Insieme quindi alla Paolina Borghese, opera "padrona di casa", la galleria ha avuto l'onore di ospitare circa 60 opere di cui 18 sculture.

La terza mostra, che si è svolta da maggio ad ottobre 2008, prendeva in esame il delicato rapporto tra Correggio e l'Antico. Una serie di paralleli meditati per analizzare ed approfondire l'opera del grande pittore cinquecentesco e verificare le sue ispirazioni dall'antico.

La quarta mostra ha affiancato due personalità estreme, Caravaggio e Francis Bacon entrate nell'immaginario collettivo come artisti “maledetti”, che hanno espresso nella pittura il tormento dell'esistenza con pari intensità e genialità inventiva.

La quinta mostra, che si è svolta da ottobre 2010 a marzo 2011, ha preso in esame il lavoro di un grande pittore tedesco: Lucas Cranach il Vecchio. Si voleva dare un'immagine complessiva della produzione artistica del pittore rinascimentale, artista di corte e innovatore, legato alle tradizioni fiamminghe ma contaminato anche dalle novità figurative italiane.

A dicembre del 2011, si è aperta la sesta grande mostra dedicata a "I Borghese e l'Antico", a cui farà seguito Tiziano (2012), Dosso Dossi (2013), Domenichino (2014), Bernini (2015).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dati visitatori dei siti museali italiani statali nel 2016 (PDF), beniculturali.it. URL consultato il 17 gennaio 2017..
  2. ^ (IT) Anna Coliva. La Biografia della N.1 di Galleria Borghese, in ExpoItalyArt, 02 settembre 2015. URL consultato il 14 settembre 2017.
  3. ^ Villa Borghese: Storia, su www.campusluccastudenti.it. URL consultato il 14 settembre 2017.
  4. ^ (IT) La Galleria Borghese, in Sito ufficiale del turismo in Italia, 23 marzo 2015. URL consultato il 14 settembre 2017.
  5. ^ (IT) aministra, Galleria Borghese - Orario di apertura e costo del biglietto, su www.museionline.info. URL consultato il 14 settembre 2017.
  6. ^ (IT) PIANCASTELLI, Giovanni in "Dizionario Biografico", su www.treccani.it. URL consultato il 14 settembre 2017.
  7. ^ (IT) Galleria Borghese, in Associazione culturale Michelangelo Merisi, 06 novembre 2014. URL consultato il 14 settembre 2017.
  8. ^ (IT) Frida Nacinovich, Galleria Borghese, tesori italiani da custodire e tutelare - di Frida Nacinovich, su www.sinistrasindacale.it. URL consultato il 14 settembre 2017.
  9. ^ Anna Coliva alla Galleria Borghese di Roma, in Il Sole 24 ORE. URL consultato il 14 settembre 2017.
  10. ^ (Sito dedicato del progetto)

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN135862740 · ISNI: (EN0000 0001 2163 9792 · BNF: (FRcb123124195 (data)