Galleria Doria Pamphilj

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Galleria Doria Pamphilj
Palazzo doria pamphili, galleria doria, 01.jpg
Una delle gallerie storiche attorno al cortile, la Doria
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Roma
Indirizzo Via del Corso 305
Caratteristiche
Tipo pinacoteca/palazzo storico
Sito web

Coordinate: 41°53′52″N 12°28′53.96″E / 41.897778°N 12.481656°E41.897778; 12.481656

La Galleria Doria Pamphilj è una grande collezione privata esposta a Roma nel Palazzo Doria Pamphilj. Il palazzo che la ospita è situato tra Via del Corso e via della Gatta.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La galleria Doria Pamphilj nacque nel 1651 quando Giambattista Pamphilj diventato papa col nome di Innocenzo X vincolò le pitture e gli arredi del Palazzo Pamphilj a Piazza Navona con la restituzione ereditaria, così investì suo nipote Camillo della primogenitura. In questo periodo era già stato eseguito il ritratto di Innocenzo X da Velazquez nel 1650 ma già tre anni prima la collezione si era notevolmente arricchita col matrimonio di Camillo con Olimpia Aldobrandini, matrimonio che apportò delle opere di Raffaello, Tiziano, Parmigianino e Beccafumi. Verso la metà del XVII secolo Camillo già possedeva quattro opere di Caravaggio di cui una, dal titolo "La buona ventura", fu regalata a Luigi XIV nel 1665 ed è ora al Louvre. In seguito comprò molti quadri bolognesi, di Claude Lorrain ed alcune opere delle collezioni Bonello e Savelli. La collezione ora aveva bisogno di una collocazione appropriata: venne scelto il palazzo di Via del Corso, già appartenuto ai Della Rovere, che era passato nel 1601 agli Aldobrandini. In questo palazzo erano state allestite, in un periodo compreso tra il 1678 ed il 1681, una "Stanza dei quadri", una "Stanza degli Animali" e una "Stanza dei Paesi". Nel 1760, quando subentrò ai Pamphilj il ramo dei Doria Pamphilj, si ebbero gli acquisti di opere del Bronzino e di Sebastiano del Piombo e di una serie di arazzi (oggi esposti a Genova). Del 1838 è l'inaugurazione della sala Aldobrandini. Del XIX secolo è l'ultimo acquisto di opere.[1]

Il palazzo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Palazzo Doria-Pamphili.

Con il crescere delle fortune della famiglia, il palazzo si è esteso quasi continuamente ed è ancora il più grande a Roma (tra quelli privati)[senza fonte] e rappresenta una sede adeguata per la collezione ospitata. La maggior parte della collezione è ospitata in una serie di sale di rappresentanza, che comprendono la cappella, progettata da Carlo Fontana, che contiene anche una vasta raccolta di reliquie. Tuttavia il nucleo fondamentale è esposto in una successione di quattro gallerie decorate ed affrescate che corrono intorno al cortile. Un ampio insieme di ulteriori stanze è stato trasformato in gallerie espositive che contengono una mostra permanente a tema "La pittura di paesaggio nelle ville Doria Pamphilj".

La collezione[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei gioielli della collezione Doria Pamphilj: il Ritratto di Innocenzo X di Velázquez (1650)

L'ampia raccolta di pitture, arredi e statue che comprendono lavori di Jacopo Tintoretto, Tiziano, Raffaello Sanzio, Correggio, Caravaggio, Guercino, Gian Lorenzo Bernini, Parmigianino, Gaspard Dughet, Jan Brueghel il Vecchio, Velázquez e molti altri artisti importanti è stata creata a partire dal XVI secolo dalle famiglie Doria, Pamphilj, Landi e Aldobrandini che sono ora unite tramite matrimoni e discendenze con il cognome semplificato di Doria Pamphilj, dopo essere state a lungo conosciute come Doria Landi Pamphili.

Il capolavoro della collezione, secondo l'opinione generale, è il ritratto di papa Innocenzo X, opera di Velázquez. Il papa, nato Giovan Battista Pamphilj, ascese al trono pontificio nel 1644.

Nel ritratto l'artista non idealizza l'espressione del papa, tuttavia il ritratto non è sgradevole: le caratteristiche di Innocenzo X erano ritenute dai contemporanei come simboliche di uno stile di vita dispotico e di un carattere vendicativo.

Il ritratto, dipinto verso il 1650 per commemorare l'anno santo, fu commissionato dalla cognata Olimpia Maidalchini che era sua stretta confidente e consigliere e, secondo alcuni, amante. Il quadro di Velázquez è stato sistemato nel 1927 in una piccola stanza dedicata interamente al papa; infatti vi è esposta anche una scultura di Bernini che ritrae Papa Innocenzo X.

Salomè (1515) di Tiziano

In occasione dell'anno giubilare, la collezione è stata aperta per la prima volta al pubblico nel 1950 dal Principe Filippo Andrea VI Doria Pamphilj.

Successivamente Donna Orietta e Don Frank Pogson Doria Pamphilj (D. Orietta aggiunse il cognome di suo marito al suo) fecero molto per restaurare la collezione ed il palazzo, e dopo la loro scomparsa, nel 1998 e nel 2000 la cura della collezione fu assunta dai loro figli Don Jonathan Doria Pamphilj e Donna Gesine Pogson Doria Pamphilj, che risiedono nel palazzo.

Assieme alle collezioni dei Colonna e dei Pallavicini-Rospigliosi, questa è una delle più grandi collezioni private di arte a Roma

Opere esposte[modifica | modifica wikitesto]

Alessandro Algardi
  • busto di Olimpia Maidalchini
  • bronzo di Innocenzo X
Gian Lorenzo Bernini
  • busto di Innocenzo X
Paul Brill
  • Paesaggio con scena di caccia
Pieter Bruegel il Vecchio
Caravaggio
Annibale Carracci
Ludovico Cigoli
  • Cristo nella case dei Farisei
Domenichino
  • Paesaggio
Guercino
  • Erminia e Tancredi
  • Ritorno del figliol prodigo
  • San Giuseppe
Filippo Lippi
Claude Lorraine
  • Paesaggio
Lorenzo Lotto
Jan Mabuse
  • Ritratto di Cristoforo Columbo
Ludovico Mazzolino
  • Cristo al tempio
Parmigianino
Sebastiano del Piombo
Raffaello
Guido Reni
  • Madonna in adorazione del figlio
Carlo Saraceni
  • San Rocco e l'angelo
Sassoferrato
  • Sacra famiglia
Antonio Tempesta
  • Passaggio del mar Rosso
Tiziano
Diego Velázquez
Marcello Venusti
  • Crocifissione
  • Cristo nell'orto

Altre opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Eduard A. Salarik, La galleria, in Galleria Doria Pamphilj, Roma, Arti Doria Pamphilj s.r.l., 1993, p. 4-5.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN152281785 · ISNI: (EN0000 0001 2353 7394 · BNF: (FRcb12312420c (data)