Castello baronale (Fondi)

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Castello Caetani Fondi
CastelloFondi.jpg
Castello Caetani Fondi
Ubicazione
Stato attualeItalia Italia
RegioneLazio Lazio
CittàFondi
Coordinate41°21′28.44″N 13°25′44.76″E / 41.3579°N 13.4291°E41.3579; 13.4291Coordinate: 41°21′28.44″N 13°25′44.76″E / 41.3579°N 13.4291°E41.3579; 13.4291
Mappa di localizzazione: Italia
Castello baronale (Fondi)
Informazioni generali
TipoCastello medievale
Altezza33 metri
CostruzioneXIII secolo-XV secolo
Primo proprietariofamiglia Caetani
Condizione attualePerfetto, fruibile, visitabile
Proprietario attualeComune di Fondi
Visitabile
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Il castello Caetani è sito a Fondi (provincia di Latina).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Si hanno tre epoche della costruzione del castello:

  • la 1ª detta base o zoccolo (prima parte del XIII secolo circa)
  • la 2ª detta torre squadrata e torri angolari (inizio del XIV secolo)
  • la 3ª il mastio o maschio (2ª metà del XV secolo).

L'inizio della costruzione, tuttavia, è da datare nel 1319, data in cui venne costruita o rimaneggiata anche la cinta muraria di Fondi, quando il castello fu utilizzato dai Caetani.

Nel 1378, sotto Onorato I Caetani, fu sede dell'elezione dell'antipapa Clemente VII, elezione che valse alla città l'appellativo di "città di Satana" e che segnò l'inizio dello scisma d'Occidente. Passò ai Colonna e ai Gonzaga (di cui fu importante per la città di Fondi la principessa Giulia Gonzaga cantata nell'Orlando furioso).
All'epoca di Giulia Gonzaga la città venne chiamata "la piccola Atene", per via degli eventi culturali effettuati nel castello.

La bellezza della principessa di Giulia Gonzaga arrivò al corsaro Barbarossa, il quale la volle rapire per portarla al sultano Solimano, ma avvertita dai suoi fedeli Giulia fuggì attraverso i sotterranei.

Il periodo di massimo splendore del palazzo Caetani di Fondi coincide con la stagione quattrocentesca in cui ‒ grazie a un’accorta politica di fedeltà ai sovrani di Napoli, angioini e poi aragonesi – Cristoforo e Onorato II Caetani innalzano ad altissimi livelli la ricchezza e il prestigio del ramo napoletano della Domus Caietana. Fondi divenne il centro di direzione politica e amministrativa di un rilevante complesso di feudi e il palazzo, più volte ingrandito e abbellito, assunse il valore di emblema della grandezza raggiunta dalla famiglia. A Cristoforo Caetani ‒ conte dal 1423 al 1441 ‒ è da attribuire un ruolo importante nel rifacimento di quello che i documenti coevi chiamano il magnum palatium, il cui nucleo originario, addossato alle mura romane e al torrione normanno, si espande verso la piazza antistante alla cattedrale. Tuttavia fu il conte Onorato II, figlio di Cristoforo, a dare al palazzo l’impronta che esso ancora conserva: rinnovò la decorazione lapidea commissionando le finestre in stile tardogotico aragonese – che tuttora si possono ammirare – e i portalini di gusto rinascimentale che adornavano il suo appartamento privato. Rinnovò anche la cappella e fece installare nella “sala grande” e nelle sue stanze i camini recanti il nuovo stemma dei Gaetani d’Aragona, ottenuto per privilegio reale nel 1466.

Dopo la fioritura quattrocentesca, con l’allontanamento dei Gaetani d’Aragona da Fondi, ha inizio per il palazzo un periodo di costante declino, interrotto forse dal breve periodo (1526-1535) in cui la contessa Giulia Gonzaga ne fece la propria dimora abituale, talora insieme alla figliastra Isabella Colonna e al nipote Vespasiano Gonzaga Colonna, che a Fondi nacque nel 1531. Su questo processo di lenta decadenza incise in modo traumatico l’incendio divampato – a quanto pare – il 24 dicembre 1798 in occasione dell’entrata delle truppe francesi nella città. Le fiamme investirono, presumibilmente, la sala grande e le camere adiacenti, provocando danni tali che i principi Di Sangro, ‒ allora signori di Fondi ‒ preferirono chiudere quell’ala dell’edificio.

Il castello in seguito venne più volte rimaneggiato.

Nel 1840, causa pericolosità, venne abbattuta la merlatura del mastio. Dal 1861 al 1931 venne trasformato in carcere. In taluni antri si possono ancora mirare dei graffiti di prigionieri.

Successivamente parte del castello venne adibito a museo civico.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La struttura principale è composta da un maschio o torrione cilindrico a merlatura spiccante da una torre squadrata sottostante a pareti irregolari e dozzinali le sue parti della torre (la circolare e la squadrata) sono separate da un'intercapedine.

Più o meno dello stesso periodo sono alcune altre parti della rocca tra cui delle torri cilindriche angolari.

Note[modifica | modifica wikitesto]


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