Federico Frigerio (architetto)

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Federico Frigerio (18731959) è stato un architetto italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il Teatro Politeama nel 2019

Dopo la laurea da ingegnere-architetto nel 1896 presso il Regio Istituto Tecnico Superiore (futuro Politecnico di Milano), ottiene anche un diploma da professore di Disegno presso l'Accademia di Belle Arti di Brera, unendo alla rigorosa formazione tecnologica anche un'ampia formazione storico-artistica.

Nel 1910 Federico Frigerio realizza il primo edificio di Como con parti strutturali in calcestruzzo armato, il Teatro Politeama.

Tempio Voltiano

Il capolavoro di Federico Frigerio è il Tempio Voltiano di Como, voluto e finanziato dall'imprenditore Francesco Somaini, di Lomazzo, per ospitare i cimeli di Alessandro Volta.[1] Alcuni dei cimeli voltiani erano stati recuperati dallo stesso Frigerio dall'incendio dei padiglioni della Grande Esposizione del 1899, realizzata a Como per celebrare il centenario della pila voltiana.

Nel 1931 Federico Frigerio compie il restauro del palazzo vescovile, rimuovendo le superfetazioni e recuperando porzioni del primitivo fabbricato alto medioevale.[2]

Del Frigerio è anche la sede policroma della Banca Commerciale, sita fra piazza Grimoldi e il duomo.

Dopo l'incendio del 27 settembre 1935 che danneggia la cupola di Filippo Juvarra del Duomo di Como, si occupa di progettare e sovrintendere all'intervento di ricostruzione. L'originaria cupola dello Juvarra era stata ricoperta a metà '700 da una sovrastruttura dall'architetto Giulio Galliori. In un acceso dibattito, Frigerio si impone su Giuseppe Terragni per la rimozione delle sovrastrutture che alteravano le proporzioni originarie pensate da Juvarra.[3]

A Lomazzo attua il restauro di Villa Somaini (palazzo Raimondi Odescalchi) e l'intervento di modifica della facciata della chiesa di San Siro.

Di Federico Frigerio è infine il progetto della sede di via Sirtori (1945) della "Magistri Cumacini", la scuola per periti edili di cui Frigerio ricoprì il ruolo di commissario prefettizio.[4]

Attività archeologica[modifica | modifica wikitesto]

Federico Frigerio insieme con il sacerdote Santo Monti e con l'ing. Gabriele Giussani realizza l'allestimento del Museo Archeologico di Como. Realizza campagne di scavo e compie ampi studi sulle rovine romane della città di Como, in particolare sulla porta Praetoria, la relazione sugli scavi della casa Ortelli (via Cinque Giornate) e della Società Bancaria Italiana (via Perti). Si occupa dell'epoca preromana, con lo studio del carro della Ca' Morta, oggi ricomposto e collocato al Museo Giovio di Como. Gran parte dei suoi studi sono pubblicati sulla "Rivista Archeologica Comense.[5]

Valorizzazione del patrimonio del duomo di Como[modifica | modifica wikitesto]

A Federico Frigerio è riconosciuto il merito di aver fatto restaurare ed esporre al pubblico nelle navate del duomo di Como i preziosi arazzi dell'Arcimboldo e di Giovanni Karcher, prima riposti negli armadi della cattedrale.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://alessandrovolta.it/celebrazioni-voltiane/1927-100-anni-dalla-morte/il-tempio-voltiano/
  2. ^ lagodicomo.com s.r.l. - razionalismo e eclettismo Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  3. ^ Federico Frigerio, Il Duomo di Como e il Broletto, edito nel 1950. È completo di fotografie e disegni precisi, con descrizione dei dettagli architettonici e dei corredi artistici interni.
  4. ^ Itis Magistri Cumacini, su magistricumacini.it. URL consultato il 3 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 7 maggio 2015).
  5. ^ Copia archiviata (PDF), su magistricumacini.it. URL consultato il 3 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  6. ^ Vertunno | artistagoloso

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • COMUM. Miscellanea di scritti in onore di Federico Frigerio, Società Archeologica Comense, Como, Editore Noseda, 1964
  • Francesco Somaini, Il Tempio Voltiano in Como, Edizione Emo Cavalleri, Como 1939.
  • Umberto Ferdinando Molteni, Alessandro Volta - Como e il Lario nel bicentenario dell'invenzione della Pila 1799-1999, Editore Università Terza Età "A.Volta", Como 1999.
  • Alberto Longatti (a cura di), Il Tempio Voltiano a Como. Guida., Cesare Nani Editrice, Como 2005.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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