Seprio

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Contado del Seprio
Seprio.png
Informazioni generali
Capoluogo Castelseprio
Altri capoluoghi Gallarate
Dipendente da Longobardi (VI sec-774)
Imp. carolingio (774-810)
Regnum Italiae (810-963)
S.R.I. (963-1176)
Milano com. (1176-1395)
Milano ducale (dal 1395)
Amministrazione
Forma amministrativa contea feudataria
Conti del Seprio lista
Evoluzione storica
Inizio VI secolo
Causa Regno Longobardo
Fine 1395 con Gian Galeazzo Visconti
Causa annessione al Ducato di Milano
Cartografia
Mappa seprio.jpg

Il Seprio (Sever in dialetto lombardo occidentale, Sevar in dialetto milanese) è una regione storica della Lombardia, oggi corrispondente grossomodo alla porzione centro-meridionale dell'attuale Provincia di Varese ed alla parte sud-occidentale della Provincia di Como.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nato come intorno (fines) della città di Castelseprio, crebbe durante l'ultimo secolo dell'Impero Romano. In epoca longobarda e poi franca, si costituì come iudicaria e poi comitatus contado autonomo perlomeno dall'VII secolo d.C. Durante il periodo di maggiore espansione e potenza (IX-X sec.), il contado del Seprio controllava un'area che si spingeva dal fiume Ticino alla Val d'Intelvi e dal contado di Burgaria (l'odierno Alto Milanese) fino al Sotto Ceneri, nell'attuale Canton Ticino. Dal 961 il Contado iniziò a essere retto da una discendenza di legge salica, i Conti del Seprio, il cui capostipite fu Nantelmo, figlio di Rostanno. Con il XII secolo ha inizio un periodo di decadenza, tant'è che la famiglia comitale è costretta a trasferirsi prima a Venegono Superiore, quindi a Milano e a Reggio.

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Conti del Seprio.

I possedimenti settentrionali del Seprio furono perduti almeno nel 1158 con il Trattato di Reggio quando l'Imperatore Federico Barbarossa è costretto a ridimensionare notevolmente il contado all'area tra Ticino, Seveso e Tresa, e consegnandolo de facto in mano ai milanesi.

Nel XIII secolo il Seprio è coinvolto nelle lotte per il controllo di Milano fra Visconti e Torriani e perde il controllo sulla Burgaria. Nel marzo del 1287, probabilmente nella notte fra il 28 e il 29 marzo, alcuni mercenari della Val d'Ossola assoldati da Ottone Visconti, entrano in Castel Seprio, probabilmente in occasione della fiera di Santa Maria Foris Portas, e se ne impadronirono con l'inganno. L'arcivescovo distrusse la rocca e il borgo risparmiando le chiese e fa inserire negli statuti di Milano la seguente sentenza: “Castel Seprio sia distrutto e resti distrutto in perpetuo affinché nessuno ardisca o presuma di abitare su questo monte”.

Con la fine della sua capitale il contado viene inserito nei territori viscontei della nascente Signoria di Milano, fino al 1339, anno in cui Lodrisio Visconti usurpò il titolo di Signore del Seprio ed alla guida della Compagnia di San Giorgio, muove contro Milano. Uscito sconfitto dalle truppe ambrosiane di Luchino Visconti il 21 febbraio a Parabiago, venne rinchiuso nel castello di San Colombano, ed il titolo passò ai Signori milanesi Luchino e Giovanni Visconti.

Successivamente il nome sopravvive nelle istituzioni ducali e austriache poi, fino alla riforma della province moderne attuata dall'Imperatore Giuseppe II nel 1788. Da allora il Seprio divenne la Provincia austriaca di Varese[1].

Pievi[modifica | modifica wikitesto]

La contea del Seprio comprendeva in età rinascimentale le seguenti pievi:[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Matteo Colaone, Il Seprio. I luoghi, la storia, il mistero di una regione nascosta, Menaresta Editore, Monza, 2011
  2. ^ lombardiabeniculturali

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bonaventura Castiglioni, Gallorum Insubrum antiquae sedes, Milano, 1541; ristampa in: P. Mathlouthi, G. Minella, M. Pasquero (a cura), Gli antichi insediamenti dei Galli insubri. Anastatica e traduzione, coll. Ad Fontes Insubriæ, Ass. Cult. Terra Insubre, Gerenzano VA, 2008; e in: idem, coll. Insubria, s. l. [Rimini], Ass. Cult. Terra Insubre-Il Cerchio, 2013.
  • P. G. Sironi, Castel Seprio: storia e monumenti, Tradate VA, Colombo, 1987.
  • P. G. Sironi, I longobardi nel Seprio, Varese, Macchione, 2001. ISBN 88-8340-065-8
  • M. Colaone, Storia e arte del nuovo Antiquarium di Castel Seprio, in: Terra Insubre nº51, 2009.
  • M. Colaone, Il Seprio. I luoghi, la storia, il mistero di una regione nascosta, Monza, Menaresta Editore, 2011. ISBN 978-88-96751-05-3.
  • E. Percivaldi (a cura), Il Seprio nel Medioevo. I Longobardi nella Lombardia Settentrionale (secc. VI.XIII), Atti del convegno di Morazzone (VA), Il Cerchio, Rimini, 2011. ISBN 88-847-4294-4

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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