Pieve di Olgiate Olona

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Pieve di Olgiate Olona
Informazioni generali
Capoluogo Olgiate Olona
1583 abitanti (1771)
Dipendente da Provincia di Milano
Suddiviso in 17 comuni
Amministrazione
Forma amministrativa Pieve
Podestà lista sconosciuta
Organi deliberativi Consiglio generale
Evoluzione storica
Inizio XIV secolo
Causa Secolarizzazione delle pievi
Fine 1797
Causa Invasione napoleonica
Preceduto da Succeduto da
Nessuna Distretto di Legnano
Cartografia
Pievimil.jpg
Pieve dei Santi Stefano e Lorenzo
Monastergen.png
Informazioni generali
Capoluogo Olgiate Olona
101 abitanti (1500)
Dipendente da Arcidiocesi di Milano
Suddiviso in 4 parrocchie
Amministrazione
Forma amministrativa Pieve
Prevosto vedi sotto
Evoluzione storica
Inizio XIII secolo
Causa Istituzione delle pievi
Fine 1583
Causa Decreto di San Carlo
Preceduto da Succeduto da
Nessuna Pieve di San Giovanni Battista
Cartografia
Chiesa di SS. Stefano e Lorenzo (Olgiate Olona).JPG

La pieve di Olgiate Olona o pieve dei Santi Stefano e Lorenzo di Olgiate Olona, in latino plebis olgiatensis o plebis sancti stephani et laurentii olgiatensis, era il nome di un'antica pieve dell'arcidiocesi di Milano e del ducato di Milano con capoluogo Olgiate Olona.

Oggi il suo territorio ricade sotto il decanato di Busto Arsizio e comprende 10 parrocchie, distinguendosi come una delle più piccole pievi dell'area lombarda. I santi patroni sono ancora oggi Santo Stefano e San Lorenzo, ai quali è dedicata la chiesa prepositurale di Olgiate Olona.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La pieve di Olgiate Olona viene citata per la prima volta nel XIII secolo e nuovamente lodata da Goffredo da Bussero alla fine dello stesso secolo. Alla fine del XIV secolo apprendiamo che il clero collegiato era composto di nove canonici con cappellanie al seguito.[1]

La prosperità della pieve portò una crescita seppur lieve del numero dei canonici che verso la metà del XVI secolo erano già dieci, accompagnati dalle rettorie di Santa Maria di Gorla Maggiore, San Giulio di Castellanza, Sacconago, San Giovanni Battista di Busto Arsizio, San Michele di Busto Arsizio, Solbiate Olona, Santa Maria, Pietro e Giacomo di Cislago, Sant'Ambrogio di Marnate, San Lorenzo di Gorla Minore, San Nazaro di Prospiano, San Vitale e Valeria di Gorla Maggiore, San Martino di Fagnano, San Giovanni di Bergoro, San Martino di Cairate.[1] La struttura ecclesiastica diventò nel frattempo il modello per una coestensiva struttura amministrativa secolare e laica nella quella si articolava la Provincia del Ducato di Milano: la pieve civile raccoglieva venti comuni.

La città era però col tempo diminuita di abitanti e di influenza nel territorio, a scapito della sempre crescente Busto Arsizio e così il cardinale Carlo Borromeo, il 4 aprile 1583 trasferì la sede plebana da Olgiate Olona a Busto Arsizio, ove rimase sino alle soppressioni del 1972.[1]

Tale atto non fu tuttavia mai riconosciuto ai fini civili, per i quali la Pieve di Olgiate continuò ad esistere ininterrottamente fino all'invasione napoleonica del 1796.[2]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Nella seconda metà del XVIII secolo, il territorio della pieve era così suddiviso:

Pieve civile
Comune di Olgiate Olona
Comune di Cairate
Comune di Cassina Massina
Comune di Castegnate
Comune di Castellanza
Comune di Cislago
Comune di Fagnano con Bergoro
Comune di Gorla Maggiore
Comune di Gorla Minore
Comune di Legnano
Comune di Marnate
Comune di Nizzolina
Comune di Prospiano
Comune di Rescalda
Comune di Rescaldina
Comune di Sacconago con Cassina di Borghetto
Comune di Solbiate Olona

Dal punto di vista ecclesiastico, tutto il territorio era a quel tempo incluso nella Pieve di San Giovanni Battista di Busto Arsizio, tranne Legnano e Rescaldina sotto la Pieve di San Magno di Legnano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c vedi qui
  2. ^ Editto portante la compartimentazione della Lombardia Austriaca, 1786.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Liber notitiae sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero. Manoscritto della Biblioteca Capitolare di Milano, a cura di M. Magistretti, U. Monneret de Villard, Milano, 1917.
  • Diocesi di Milano. Sinodo 46°, Milano, 1972, Pubblicazione curata dall'ufficio stampa della Curia arcivescovile di Milano.
  • G. Vigotti, La diocesi di Milano alla fine del secolo XIII. Chiese cittadine e forensi nel “Liber Sanctorum” di Goffredo da Bussero, Roma, 1974.
  • Istituzione dei nuovi vicariati urbani e foranei, 11 marzo 1971, Giovanni Colombo, arcivescovo di Milano, Rivista Diocesana Milanese, 1971.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]