Pieve di Desio

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Pieve di Desio
Informazioni generali
Capoluogo Desio
2011 abitanti (1751)
Dipendente da Provincia di Milano
Suddiviso in 21 comuni
Amministrazione
Forma amministrativa Pieve
Podestà lista sconosciuta
Organi deliberativi Consiglio generale
Evoluzione storica
Inizio XIV secolo
Causa Secolarizzazione delle pievi
Fine 1797
Causa Invasione napoleonica
Preceduto da Succeduto da
Nessuna Distretto di Desio
Cartografia
Pievimil.jpg
Pieve dei Santi Siro e Materno
Monastergen.png
Informazioni generali
Capoluogo Desio
700 abitanti (1551)
Dipendente da Arcidiocesi di Milano
Suddiviso in 16 parrocchie
Amministrazione
Forma amministrativa Pieve
Prevosto vedi sotto
Evoluzione storica
Inizio XIII secolo
Causa Istituzione delle pievi
Fine 1972
Causa Sinodo Colombo
Preceduto da Succeduto da
Nessuna Decanato di Desio
Cartografia
Desio SS Santi Siro e Materno facciata 1.jpg

La pieve di Desio o pieve dei Santi Siro e Materno di Desio (in latino plebis desiensis o plebis sancti sirii et materni desiensis) era il nome di un'antica pieve dell'Arcidiocesi di Milano e del Ducato di Milano con capoluogo Desio.

I patroni erano i santi Siro e Materno a cui è ancora oggi dedicata la chiesa prepositurale di Desio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime attestazioni dell'esistenza della pieve di Desio risalgono al XIII secolo e quasi un secolo dopo apprendiamo che essa comprendeva, oltre alla canonica, diverse cappelle sparse sul territorio circostante, di cui la maggiore era indubbiamente quella di Bovisio ("Boxio"). Il capitolo era composto dal prevosto e da undici canonici, numero che si mantenne anche nel XV secolo quando la pieve arrivò a curare 19 parrocchie ed un monastero. Nel XVI i canonici arrivarono a quattordici oltre al prevosto. Alle già copiose parrocchie, attorno al XVII secolo, si unirono anche altre parrocchie come quella di Cinisello, di Balsamo, di Cusano e di Muggiò.[1]

Col Rinascimento la pieve assunse anche una funzione amministrativa civile come ripartizione locale della Provincia del Ducato di Milano, al fine di ripartire i carichi fiscali e provvedere all'amministrazione della giustizia. Rispetto al comparto ecclesiastico, quello secolare comprendeva anche Cassina Amata.[2]

Nell'epoca post-tridentina, Desio divenne sede di un vicariato e nel contempo questo segnò l'inizio della sua decadenza nell'autorità. Nel XVIII secolo, infatti, la parrocchia di Sant'Ambrogio di Seregno venne unita a quella di San Vittore della medesima città e venne perciò soppressa, mentre nel 1781 ne venne costruita una nuova, quella di San Giuseppe. Come se non bastasse, nel 1808 la parrocchia di Palazzolo divenne sede di un vicariato locale e nel 1841 la parrocchia di San Giuseppe venne definitivamente staccata dalla pieve di Desio e divenne anch'essa sede di vicariato. Nel 1850 anche Lissone divenne viariato e nel 1905 estese la propria giurisdizione anche sulle parrocchie di Biassono, Macherio, Vedano al Lambro e Bareggia, sottraendole al vicariato di Desio.[3]

Dal punto di vista civile, fu nell'anno 1797 che la pieve amministrativa venne soppressa in seguito all'invasione di Napoleone e alla conseguente introduzione di nuovi e più moderni distretti.[4]

Col decreto del 16 febbraio 1903, l'Arcivescovo Andrea Carlo Ferrari assegnò le parrocchie di Cinisello e Balsamo al vicariato di Sesto San Giovanni. Con un numero già così esiguo di parrocchie da cura d'anime, la pieve di Desio si trovò solo l'aggiunta della parrocchia di Cusano Milanino negli anni '30 del XX secolo. Con i decreti del sinodo Colombo del 1972, tutte le pievi milanesi vennero soppresse a favore dei nuovi decanati e come tale anche la pieve di Desio, ormai ridotta alla stregua di cura d'anime parrocchiale, terminò la propria esistenza come istituzione.[5] Il suo antico territorio ricade oggi sotto il decanato di Desio e comprende 21 parrocchie su un'area di 84,9 km² ed una popolazione di 279.884 abitanti nel 1972.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Nella seconda metà del XVIII secolo, il territorio della pieve era così suddiviso:

Pieve civile Pieve ecclesiastica
Comune di Desio Parrocchia plebanea dei Santi Siro e Materno
Comune di Balsamo Parrocchia di San Martino
Comune di Biassono Parrocchia di San Martino vescovo
Comune di Bovisio
Comune di Masciago
Parrocchia di San Pancrazio
Comune di Cassina Amata --[6]
Comune di Cinisello Parrocchia di Sant'Ambrogio
Comune di Cusano Parrocchia di San Martino e l'Immacolata
Comune di Dugnano
Comune di Incirano
Parrocchia dei Santi Nazaro e Celso
Comune di Lissone
Comune di Cassina Aliprandi
Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo
Comune di Macherio Parrocchia dei Santi Gervaso e Protaso
Comune di Muggiò Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo
Comune di Nova Parrocchia di Sant'Antonino martire
Comune di Paderno Parrocchia di Santa Maria Nascente
Comune di Palazzolo Parrocchia di San Martino vescovo
Comune di Seregno
Comune di Cassina Savina
Parrocchia di San Giuseppe
Comune di Varedo Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo
Comune di Vedano Parrocchia di Santo Stefano protomartire

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ vedi qui
  2. ^ vedi qui
  3. ^ vedi qui
  4. ^ vedi qui
  5. ^ vedi qui
  6. ^ In questo caso c'era discrasia fra pieve civile ed ecclesiastica, dato che il comune corrispondeva alla parrocchia di Sant'Ambrogio, compresa ecclesiasticamente nella pieve di San Martino di Bollate.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Liber notitiae sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero. Manoscritto della Biblioteca Capitolare di Milano, a cura di M. Magistretti, U. Monneret de Villard, Milano, 1917.
  • Diocesi di Milano. Sinodo 46°, Milano, 1972, Pubblicazione curata dall'ufficio stampa della Curia arcivescovile di Milano.
  • G. Vigotti, La diocesi di Milano alla fine del secolo XIII. Chiese cittadine e forensi nel “Liber Sanctorum” di Goffredo da Bussero, Roma, 1974.
  • Istituzione dei nuovi vicariati urbani e foranei, 11 marzo 1971, Giovanni Colombo, arcivescovo di Milano, Rivista Diocesana Milanese, 1971.
  • Parrocchia di Desio, Via Giuseppe Di Vittorio, 18, Desio (Monza), Italia.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]