Pieve di Mariano

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Pieve di Mariano
Informazioni generali
Capoluogo Mariano
1512 abitanti (1751)
Dipendente da Provincia di Milano
Suddiviso in 10 comuni
Amministrazione
Forma amministrativa Pieve
Podestà lista sconosciuta
Organi deliberativi Consiglio generale
Evoluzione storica
Inizio XIV secolo
Causa Secolarizzazione delle pievi
Fine 1797
Causa Invasione napoleonica
Preceduto da Succeduto da
Nessuna Distretto di Mariano
Cartografia
Pievimil.jpg
Pieve di Santo Stefano protomartire
Monastergen.png
Informazioni generali
Capoluogo Mariano
1512 abitanti (1751)
Dipendente da Arcidiocesi di Milano
Suddiviso in 10 parrocchie
Amministrazione
Forma amministrativa Pieve
Prevosto vedi sotto
Evoluzione storica
Inizio XI secolo
Causa Istituzione delle pievi
Fine 1972
Causa Sinodo Colombo
Preceduto da Succeduto da
Nessuna Decanato di Cantù
Cartografia
Mariano Comense Santo Stefano San Giovanni Battista.jpg

La pieve di Mariano o pieve di Santo Stefano di Mariano (in latino plebis marianensis o plebis sancti stephani marianensis) era il nome di un'antica pieve dell'arcidiocesi di Milano e del Ducato di Milano con capoluogo Mariano Comense.

Il santo patrono era santo Stefano a cui è ancora oggi dedicata la chiesa prepositurale di Mariano Comense.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime notizie documentate circa l'esistenza della pieve, è un atto del 1068 ove già viene citata la chiesa di Santo Stefano come capopieve plebana. Nel 1398 apprendiamo che il numero dei canonici era di undici oltre al prevosto, numero che rimase invariato sino al XV secolo dove vengono citati anche due canonici col titolo di "cappellani".[1] Col Rinascimento la pieve assunse anche una funzione amministrativa civile come ripartizione locale della Provincia del Ducato di Milano, al fine di ripartire i carichi fiscali e provvedere all'amministrazione della giustizia.[2]

La canonica di Santo Stefano giunse a dodici canonicati nel XVI secolo, e sono ricordate ancora nello stesso periodo la cappella di Santa Maria in Santo Stefano di Mariano e le rettorie dei Santi Nazaro e Celso di Arosio, Inverigo, Carnago, San Martino di Gattedo ("Ingaterio"), San Giorgio di Cabiate e San Lorenzo di Villa.[3]

Dal Cinquecento, inoltre, era andata affiancandosi alla struttura plebana, il vicariato, il quale coincideva per ambiti ed interessi con la pieve stessa, il che segnò inesorabilmente l'inizio della decadenza della pieve stessa. Dal punto di vista civile, la pieve amministrativa fu soppressa nel 1797 in seguito all'invasione di Napoleone e alla conseguente introduzione di nuovi e più moderni distretti.[4] Atipica fu solo la sorte di Paina, che a quel punto cominciò ad essere legata a Giussano, località con cui non aveva storicamente mai avuto nulla da spartire, abbandonando gli storici legami con Mariano.

Per ciò che concerne la pieve religiosa, alle originarie parrocchie si aggiunse nel 1926 anche quella di Perticato. Nel 1971 la pieve di Santo Stefano di Mariano Comense venne soppressa come tutte le altre pievi milanesi dai decreti del cardinal Colombo, arcivescovo di Milano.[5]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Nella seconda metà del XVIII secolo, il territorio della pieve era così suddiviso:

Pieve civile Pieve ecclesiastica
Comune di Mariano Parrocchia di Santo Stefano protomartire
Comune di Arosio Parrocchia dei Santi Nazaro e Celso
Comune di Brenna Parrocchia di San Gaetano
Comune di Cabiate Parrocchia di Santa Maria Nascente
Comune di Carugo Parrocchia di San Bartolomeo apostolo
Comune di Cremnago Parrocchia di San Vincenzo martire
Comune di Inverigo Parrocchia di Sant'Ambrogio
Comune di Paina Parrocchia di Santa Margherita
Comune di Romanò Parrocchia di San Michele arcangelo
Comune di Villa Romanò Parrocchia di San Lorenzo martire

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Liber notitiae sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero. Manoscritto della Biblioteca Capitolare di Milano, a cura di M. Magistretti, U. Monneret de Villard, Milano, 1917.
  • Diocesi di Milano. Sinodo 46°, Milano, 1972, Pubblicazione curata dall'ufficio stampa della Curia arcivescovile di Milano.
  • G. Vigotti, La diocesi di Milano alla fine del secolo XIII. Chiese cittadine e forensi nel “Liber Sanctorum” di Goffredo da Bussero, Roma, 1974.
  • Istituzione dei nuovi vicariati urbani e foranei, 11 marzo 1971, Giovanni Colombo, arcivescovo di Milano, Rivista Diocesana Milanese, 1971.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]