Primaluna

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Primaluna
comune
Primaluna – Stemma
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Lecco-Stemma.svg Lecco
Amministrazione
SindacoMauro Artusi (lista civica) dall'8-6-2009
Territorio
Coordinate45°58′N 9°26′E / 45.966667°N 9.433333°E45.966667; 9.433333 (Primaluna)Coordinate: 45°58′N 9°26′E / 45.966667°N 9.433333°E45.966667; 9.433333 (Primaluna)
Altitudine558 m s.l.m.
Superficie22,43 km²
Abitanti2 279[1] (31-12-2019)
Densità101,6 ab./km²
FrazioniBarcone, Cortabbio, Gero (Località), Pessina, Vimogno, Primaluna
Comuni confinantiCasargo, Cortenova, Crandola Valsassina, Esino Lario, Introbio, Pasturo, Premana
Altre informazioni
Cod. postale23819
Prefisso0341
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT097070
Cod. catastaleH063
TargaLC
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 862 GG[3]
Nome abitantiprimalunesi
Patronosanti Pietro e Paolo
Giorno festivo29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Primaluna
Primaluna
Primaluna – Mappa
Posizione del comune di Primaluna nella provincia di Lecco
Sito istituzionale

Primaluna (Premalüne o La Piev in dialetto valsassinese[4]) è un comune italiano di 2 279 abitanti della provincia di Lecco in Lombardia.

È considerato il borgo d'origine della famiglia nobile dei Della Torre o Torriani Signori di Milano[5] anche se in realtà la famiglia era milanese ma era stata infeudata dall'arcidiocesi di Milano della contea della Valsassina con il borgo fortificato di Primaluna come capoluogo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalle origini all'età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Ha origini antichissime, basti pensare che i primi insediamenti umani si ebbero quando ancora la valle era occupata dall'acqua. Più tardi ci furono i Celti insubri che si mescolarono con il precedente substrato retico. Vi giunsero anche gli Etruschi e poi i Romani, a cui successero, con la fine dell'impero le popolazioni germaniche dei Longobardi prima e dei Franchi poi. Attorno al V secolo d.C. il Cristianesimo giunse nella valle, e il reperto più antico riguardante questo periodo è una lapide funeraria che nomina una certa Flora morta il 25 aprile 495.[6] Proprio per questo motivo si pensa che il nome del paese possa derivare da "Primum Lumen" ossia, prima luce del cristianesimo. Questa supposizione si contrappone ad altre due possibili interpretazioni etimologiche infatti, si potrebbe pensare che il nome derivi dal fatto che il paese è la prima terra posta di fronte all'arco di luna formato dalle Grigne oppure, interpretazione storica, il nome è stato dato in onore di Martino della Torre, detto il Gigante, il quale fu ucciso dai nemici musulmani durante l'assedio di Damasco[7].

Durante l'età comunale, Primaluna disponeva di una cinta muraria.[8]

Attorno all'XI secolo Premana fu infeudata dall'arcidiocesi milanese appunto ai Della Torre o Torriani, signori della zona fino alla sconfitta rimediata durante la battaglia di Desio[7]. Successivamente, il borgo seguì le vicende del resto della Valsassina e del Lecchese.

Da un punto di vista ecclesiastico, Primaluna fu capopieve per lungo tempo, con la chiesa di San Pietro a esercitare le funzioni di sede plebana non solo per la Valsassina bensì, fino al 1788, anche sulla Val Averara, sulla Val Taleggio e sulla Valtorta[7].

Frana di Gero[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 novembre 1762 è una data disastrosa nella storia di Primaluna nella frazione di Gero. Verso le 19 si spaccò una grossa parte di montagna per l’estensione di un miglio circa con un’immensa quantità di sassi che si rovesciò sopra la terra di Gero ed ingoiò tutte le case, bestie e abitanti (115, 90 di Gero e 15 di Barcone).

Dal Novecento ai giorni nostri[modifica | modifica wikitesto]

Agli inizi del Novecento il Comune registrò un notevole sviluppo economico-sociale che lo portò ad essere così come si presenta ai giorni nostri.

Nel 1992 il comune di Primaluna è passato dalla provincia di Como alla provincia di Lecco. Il codice ISTAT del comune prima della variazione era 013191. Dal 1997 il nuovo CAP del comune è 23819. Il vecchio codice postale era 22040.

Dal 2006 la parrocchia di Primaluna, insieme a quelle di Introbio, Taceno, Cortenova e Parlasco, hanno formato la Comunità Pastorale della Madonna della Neve di Biandino.

Dal 13 al 20 giugno 2010 nella Prepositurale è stata esposta la Madonna pellegrina di Fátima.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Nello stemma comunale, la mezzaluna si riferisce alla morte di Martino Della Torre durante la seconda crociata, mentre la torre e i gigli di Francia sono chiari simboli della stessa casata dei Della Torre.[7]

Palio Primaluna 2018

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Il centro storico di Primaluna conserva case di origine tardomedievale,[9][10] tra le quali spiccano l'antica dimora dei Della Torre[10][7] e una casatorre[11] in via Cadorna[7].

Al Medioevo risale anche un ponte[12].

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa dei Santi Pietro e Paolo[13] è la parrocchiale, affiancata da un antico campanile romanico[14][7] terminante con una lanterna barocca. Più volte rimaneggiata e ampliata (l'ultima volta nel 1892 ), ospita all'interno tre quadri della scuola del Tiziano, acquistati in Venezia nel 1607. Le tele rappresentano rispettivamente il martirio di San Pietro, San Giovanni Battista e San Girolamo. Punto di interesse nella chiesa è anche l’organo Serassi, vero e proprio pezzo unico che richiama molti estimatori nei concerti organizzati durante l’anno. La chiesa conserva anche cinque altari e numerose tele del 500 e del 600.

Altro quadro importante è la Pala dell'Assunta, sita nella frazione di Barcone, che fu fatto dipingere da Tommaso Cattaneo Torriani nel 1646. Fra gli arredi sacri ricordiamo invece la Croce dei Torriani, tipico esempio di pregevole arte orafa.

Si segnalano inoltre la Chiesa di Santa Maria Immacolata (XIV secolo)[15] e, a Cortabbio, il santuario della Madonna (XVI secolo),[16] sorto in seguito a una presunta apparizione mariana a una ragazza sordomuta[7].

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Parco minerario di Cortabbio[17]: nella Grigna si inoltrano due miniere di barite oggi visitabili, la “Nuovo Ribasso” e la “Vittoria” che costituiscono il parco minerario di Cortabbio (frazione di Primaluna).
  • Ruderi della Torre di Primaluna: la fortificazione faceva parte del più vecchio castello della Valsassina: il castello di Pieve, dal quale originò la casata dei Della Torre.[18]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[19]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo etnografico di Primaluna[20]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Palio Medievale delle Frazioni : verso la fine di giugno a ridosso della festa patronale dei S.S Pietro e Paolo per le strette stradine primalunesi sfilano signori medievali, arcieri, contadini e cavalieri, accompagnati dalle trombe e i tamburi degli sbandieratori della Torre.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Comunità Montana[modifica | modifica wikitesto]

Fa parte della Comunità Montana della Valsassina.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2019.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Amanzio Aondio - Felice Bassani (a cura di), Dialetto da salvare, Oggiono, Cattaneo Editore, 1983, p. 216.
  5. ^ Torre di Primaluna (resti), Valle Molinara - Primaluna (LC) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 aprile 2021.
  6. ^ AA.VV., Una chiesa tra lago e montagne, p. 125.
  7. ^ a b c d e f g h Borghese, p.375.
  8. ^ Belloni et al., p.23.
  9. ^ Casa tardo medioevale Via Torri 2, Via A. Torri, 2 - Primaluna (LC) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 aprile 2021.
  10. ^ a b Casa Torriani, Via San Rocco, 1 (P) - Primaluna (LC) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 aprile 2021.
  11. ^ Belloni et al., p.26.
  12. ^ Ponte, Via San Rocco - Primaluna (LC) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 aprile 2021.
  13. ^ Chiesa dei SS. Pietro e Paolo - complesso, Piazza IV Novembre - Primaluna (LC) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 aprile 2021.
  14. ^ Belloni et al., p. 124.
  15. ^ Chiesa di S. Maria Immacolata, Via Monte Grappa - Primaluna (LC) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 aprile 2021.
  16. ^ Santuario della Madonna, Via al Santuario - Primaluna (LC) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 aprile 2021.
  17. ^ admin, homepage, su Miniere di Cortabbio. URL consultato il 7 giugno 2020.
  18. ^ Torre di Primaluna (resti), Valle Molinara - Primaluna (LC) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 aprile 2021.
  19. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  20. ^ Museo Etnografico, Via Zanaboni, 5 - Primaluna (LC) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 aprile 2021.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Mario Belloni, Renato Besana e Oleg Zastrow, Castelli basiliche e ville - Tesori architettonici lariani nel tempo, a cura di Alberto Longatti, Como - Lecco, La Provincia S.p.A. Editoriale, 1991.
  • Annalisa Borghese, Primaluna, in Il territorio lariano e i suoi comuni, Milano, Editoriale del Drago, 1992, p. 375.
  • AA.VV., Una chiesa tra lago e montagne - A Giovanni Paolo II, Como-Lecco, La Provincia S.p.A. Editoriale, 1996.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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