Vercurago

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Vercurago
comune
Vercurago – Stemma Vercurago – Bandiera
Vercurago – Veduta
Vista dalla Valletta di Somasca
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Lecco-Stemma.png Lecco
Amministrazione
SindacoPaolo Giovanni Lozza (lista civica Insieme per Vercurago[1]) dal 27-5-2019
Territorio
Coordinate45°48′37.74″N 9°25′26.93″E / 45.810482°N 9.424146°E45.810482; 9.424146 (Vercurago)Coordinate: 45°48′37.74″N 9°25′26.93″E / 45.810482°N 9.424146°E45.810482; 9.424146 (Vercurago)
Altitudine225 m s.l.m.
Superficie2,12[3] km²
Abitanti2 793[4] (31-8-2020)
Densità1 317,45 ab./km²
FrazioniSomasca
Comuni confinantiCalolziocorte, Erve, Garlate, Lecco, Olginate
Altre informazioni
Cod. postale23808
Prefisso0341
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT097086
Cod. catastaleL751
TargaLC
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[5]
Cl. climaticazona E, 2 389 GG[6]
Nome abitantivercuraghesi
Patronosan Girolamo Emiliani
santi Gervasio e Protasio[2]
Giorno festivo8 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vercurago
Vercurago
Vercurago – Mappa
Posizione del comune di Vercurago nella provincia di Lecco
Sito istituzionale

Vercurago (AFI: /verkuˈraɡo/[7]; dialetto bergamasco: Vercürach[8]) è un comune italiano di 2 809 abitanti[4] della provincia di Lecco in Lombardia. Posto all'estremo occidentale della Valle San Martino al confine con Lecco, il comune si estende su 2,12 km² risultando uno dei più piccoli comuni della provincia. Compreso tra il monte Mudarga e il Lago di Garlate, è interamente attraversato dal torrente Gallavesa che segna il confine naturale con Calolziocorte.

Abitato fin dalla prima età del ferro, il paese di Vercurago fu menzionato per la prima volta in un testamento dell'814. Nel basso medioevo fu annesso al Ducato di Milano, per poi passare nel 1454 alla Repubblica di Venezia. Il confine tra i due stati fu segnato per oltre tre secoli dal castello dell'Innominato, da cui Alessandro Manzoni trasse ispirazione per l'ambientazione di alcuni capitoli de I promessi sposi. Nel corso del XVI secolo nella frazione di Somasca san Girolamo Emiliani stabilì la sua congregazione che in seguito alla morte del santo si dedicò alla costruzione del complesso religioso dell'ordine.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Monte Mudarga e il castello dell'Innominato
Foce del torrente Gallavesa innevata e il lago di Garlate

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La Suddivisione Orografica Internazionale Unificata del Sistema Alpino inserisce il territorio di Vercurago nel supergruppo alpino delle prealpi bergamasche occidentali. La casa comunale è situata a 225 m s.l.m., il punto più basso è collocato a 197 m s.l.m. sul lago di Garlate mentre il più alto a 640 m s.l.m. sul monte Mudarga[9]. La fascia montana e la frazione di Somasca sono caratterizzate da diverse tipologie di rocce sedimentarie: maiolica, peliti, sass de la luna, marne bianche grigie e rosse, mentre il suolo dell'abitato di Vercurago è prevalentemente composto da depositi fluviali e glaciali che contengono le rocce tipiche del flysch lombardo[10]. La frazione di Somasca è coperta da boschi di latifoglie non molto fitti caratterizzati dalla presenza del carpino nero, del frassino e della roverella[11]. Il territorio è collocato in una zona a sismicità bassa e l'ultimo evento sismico avvertito è stato il terremoto di Soncino del 1802 che nella frazione di Somasca si ipotizza abbia raggiunto intensità cinque della scala macrosismica europea[12].

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune si affaccia sulla sponda idrografica sinistra del lago di Garlate, che ha come principale immissario ed emissario l'Adda. La costa è in parte coperta dai canneti[14] e le esondazioni sono poco frequenti, le più recenti risalgono al 1987 e 2002. Il comune è interamente attraversato dal torrente Gallavesa che nasce nel comune di Erve a circa 1700 m s.l.m. e si snoda per km sul confine tra Calolziocorte e Vercurago per poi sfociare nel lago di Garlate. A causa della composizione carbonatica del suolo montano il territorio è caratterizzato dal carsismo, che a Somasca determina la presenza di due ruscelli stagionali affluenti del Gallavesa. I due ruscelli, scorrendo liberamente, sono soliti esondare durante i periodi di forti piogge e in particolare nel 1953 una di queste esondazioni causò diversi danni alle abitazioni limitrofe[15].

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima di Vercurago è caratterizzato da inverni freddi e estati calde e afose che risentono dell'azione mitigatrice del lago. Secondo i dati delle vicine stazioni meteorologiche di Calolziocorte e Lecco, le temperature medie nei mesi invernali sono comprese tra i °C e i °C, mentre quelle estive tra i 23 °C e i 24 °C. I venti hanno una velocità media di circa km/h e di rado raggiungono punte massime di 70 km/h. Le precipitazioni sono frequenti e ogni anno mediamente cadono circa 1400 mm di pioggia[16].

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo Vercurag dipinto nella galleria delle carte geografiche dei palazzi Vaticani

Nel testamento di Rotprando dell'814 è riportato il toponimo Vercoriaco, che nel XIII secolo si è poi trasformato in Vergurago e Vercurate e che è infine diventato Vercuarg nel XVI secolo[17]. A parere degli etimologi Flechia e Olivieri il toponimo potrebbe derivare da un prediale, latifondo romano di epoca imperiale, appartenuto a un certo Vercorius. Il nome del latifondista dovrebbe avere origine celtica in quanto composto dagli elementi gallici ver, "sopra", e corius, "esercito" o "truppa". Il latifondista si sarebbe potuto chiamare anche Vercobius, dove cobio significa "vittoria", o Verconius, dove coni significa "cane" o "lupo". L'etimologo Delamarre invece ipotizza che l'etimo derivi da Vercuriacon, un nome che attesterebbe a Vercorius la proprietà sul terreno[18].

La tradizione però vuole che in questo territorio si trovasse un tempio dedicato a Mercurio o a una divinità di origine celtica o germanica e che dal nome della divinità sarebbe poi nato il toponimo Mercuriacus, che con la trasformazione della m in v sarebbe poi diventato Vercuriacus[19].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia di Vercurago.

Dalla preistoria all'Alto Medioevo carolingio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Vercurago è frequentato fin dall'età del bronzo, durante la prima metà del II millennio a.C. in Italia settentrionale si sviluppò la cultura di Polada, una cultura archeologica che secondo i reperti rinvenuti a Calolziocorte edificò alcune palafitte lungo le sponde dell'Adda[20][21]. Il primo insediamento stabile risale invece alla prima età del ferro e dai reperti edilizi e ceramici rinvenuti è riconducibile alla cultura di Golasecca, una cultura celtica che ha prodotto una quantità di reperti databili tra il IX secolo a.C. e il V secolo a.C.[22]. Lo scavo avvenne nel 1988 in prossimità del castello dell'Innominato, un luogo strategico da cui era possibile controllare il lago e i collegamenti verso le valli alpine. In epoca romana, a partire dal V secolo a.C fu costruita una strada di collegamento tra Como, Bergamo e Brescia che nel III secolo fu anche dotata di un ponte per l'attraversamento dell'Adda[23]. Incluso nel circondario di Bergamo il territorio vercuraghese fu soggetto a partire dal I secolo a.C. alla Regio XI Transpadana, per poi passare alla Regio X Venetia et Histria nel I secolo[24]. Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente avvenuta nel 476 in Italia si affermarono i regni romano-barbarici. Un'importante battaglia tra i Goti e gli Eruli fu combattuta il 10 agosto del 490 nei pressi del ponte romano sull'Adda, durante lo scontro perse la vita il comes domesticorum Pierius, comandante capo delle truppe di Odoacre. I regni romano-barbarici furono soppiantati dai Longobardi che tra il VII e il VIII secolo estesero il Ducato di Bergamo fino all'Adda e regnarono in gran parte dell'Italia fino al 774 quando, sconfitti da Carlo Magno divennero parte integrante del Sacro Romano Impero[25].

L'attestazione dell'esistenza del villaggio di Vercurago si deve al testamento di Rotprando, un documento redatto dal notaio Nannone il 3 marzo 814 in seguito alla morte del nobile longobardo Rotprando de Watingo. Dal testamento si evince che Rotprando trovandosi senza eredi lasciò gran parte dei suoi beni alla basilica di Sant'Ambrogio e permise a un certo Punno di comprare alcuni dei suoi terreni, tra i quali il villaggio di Vercoriaco e l'oratorio di san Protasio. Da un estratto del documento si legge:

(LA)

«Et si forsitans Punno ipse suprascripte tres locas emmere noluerit tunc post diae obedi mei deveniat in potestate et jura Sancti Petri pro missa et luminaria mea vel parentorum meorum vel abere oratorio Sacti Prodaci in Vercoriaco post diae obedi mei territoria juris mei in ipso vico Vercoriaco mea portione ex integro.»

(IT)

«Se poi, al contrario, Punno preferisse non acquistare i suddetti tre fondi, essi, al mio decesso, entrino nei poteri della chiesa di San Pietro, per alimentare esequie e celebrazioni a mio suffragio così come voglio che all'oratorio di San Protaso di Vercurago vadano le porzioni di beni a me spettanti nel luogo di Vercurago[26]

(Testamento di Rotprando, 3 marzo 814[27])

In un documento dell'887 si citò per prima volta la località di Cremellina e in uno datato 1º dicembre 1264 la sua chiesa di San Barnaba. La località scomparve durante le lotte tra guelfi e ghibellini e attualmente corrisponderebbe territorio di confine tra Vercurago e Pascolo, frazione di Calolziocorte[28].

Il Basso Medioevo milanese[modifica | modifica wikitesto]

Il castello dell'Innominato, difeso dai Benaglio e nel 1312 ancora di proprietà dei della Torre

Il basso medioevo fu caratterizzato dalla forte influenza milanese sul villaggio di Vercurago. Già nel XIII secolo sia la chiesa dei Santi Gervasio e Protasio che la chiesa di San Barnaba in Cremellina erano incluse nella pieve di Garlate, una suddivisione amministrativa dell'arcidiocesi di Milano[29][30]. L'intera Valle San Martino fu poi annessa alla Signoria di Milano nel 1274 da Napoleone della Torre, signore di Milano guelfo e nemico dei Visconti. Secondo il modello feudale Vercurago e Calolzio furono affidate alla famiglia Benaglio vassalli dei della Torre e possessori di numerose fortezze in tutta la valle, tra cui il castello dell'Innominato[31]. I della Torre e i Visconti si contesero il controllo sulla signoria milanese fino al 1277 quando in seguito alla battaglia di Desio il ghibellino Ottone Visconti ottenne la nomina a signore di Milano[32]. Anche dopo la battaglia la Valle San Martino rimase nelle mani dei della Torre che tra il 29 dicembre 1282 e il 1283 riuscirono a rimpossessarsi del lecchese grazie all'intervento di Filippo Benaglio, signore di Vercurago e Calolzio. Lecco rimase sotto la protezione torriana fino al 1296 quando Matteo I Visconti decise di inviare l'esercito capeggiato dal podestà di Milano. Durante la battaglia la Valle San Martino fu messa a ferro e fuoco e Filippo Benaglio fu catturato e portato a Milano[33].

La guerra tra le due famiglie si concluse definitivamente solo nel 1311 con la vittoria di Matteo Visconti su Guido della Torre[34]. A un anno di distanza però Guido della Torre era ancora proprietario del castello dell'Innominato e i della Torre continuarono a governare la valle fino al 1320 quando Azzone Visconti inviò i suoi eserciti verso la Valle San Martino[35], che una volta conquistata fu inclusa nel circondario di Bergamo[36]. La valle rimase però ancorata alla fazione guelfa tanto che nel 1363 Bernabò Visconti concesse ai ghibellini di organizzare autonomamente rappresaglie contro i guelfi locali. Le continue tensioni tra le due fazioni scoppiarono nel 1373, quando dei contadini guelfi di Caprino Bergamasco uccisero Ambrogio Visconti, primogenito naturale di Bernabò. Per rappresaglia il signore di Milano ordinò di devastare la valle e nel 1376 in seguito all'ennesima alla rivolta guelfa Vercurago e tutti i paesi della valle furono nuovamente saccheggiati e distrutti[37]. Le violente lotte tra i guelfi di Vercurago e Calolzio e i ghibellini di Olginate e Garlate continuarono fino alla fine del secolo. L'8 settembre 1383 i ghibellini olginatesi riuscirono a cacciare la famiglia Benaglio[38] e furono combattute altre battaglie nell'estate del 1393[39] e il 27 maggio 1398[40].

Nel XV secolo il dominio milanese sulla valle fu però messo in discussione dall'espansione in terraferma della Repubblica di Venezia. Il 3 marzo 1426 la Repubblica di Venezia dichiarò guerra al Ducato di Milano, conquistò Vercurago e ne mantenne il controllo fino al 1428 quando con la pace di Ferrara fu ceduta ai milanesi. La pace ebbe breve durata e Vercurago tornò domino veneto tra il gennaio 1431 e il 1433 diventando zona di confine con il milanese. Rimase parte del dominio milanese fino al 1441 con la stipulazione della pace di Cremona e durante questo periodo, nel 1435 la valle di dotò degli Statuta Municipalia Vallis Sancti Martini un insieme di leggi valide nella valle. La pace durò appena due anni e la valle tornò milanese fino all'11 aprile 1454 quando con la pace di Lodi Venezia, vincitrice della guerra con Milano, riottenne definitivamente la valle[41]. Una volta stabilizzati i confini Vercurago si trovò nell'estremo occidentale della valle e quindi si decise di costruire una dogana i cui muri partivano dal castello dell'Innominato per poi gettarsi nell'Adda[42]. Il 9 settembre 1455 il paese fu visitato dall'arcivescovo di Milano Gabriele Sforza e nello stesso anno la parrocchia si distaccò per un breve periodo dalla pieve di Garlate[43] dopo che già lo aveva fatto quella di Somasca. Durante la guerra tra i due stati Vercurago e la valle furono saccheggiati molto spesso e quindi il governo veneto decise di esentarli dalle tasse in alcune annate tra il 1431 e il 1489[44]. Il 18 ottobre 1499 la famiglia Sforza fu spodestata da Luigi XII di Francia che diede nuovamente inizio alla guerra tra Milano e Venezia[45].

La Repubblica di Venezia dal XVI al XVIII secolo[modifica | modifica wikitesto]

Disegno del XVIII secolo della chiusa di Vercurago

Dopo essersi unito alla Lega di Cambrai[46] il governatore milanese Carlo II d'Amboise conquistò Vercurago nel 1509 distruggendo il castello dell'Innominato e da quel momento il paese fu nuovamente conteso tra Milano e Venezia fino al 13 agosto 1516 con la firma del trattato di Noyon. Con la seconda guerra di Musso, combattuta dal conte Gian Giacomo Medici fino al 1532, Vercurago venne saccheggiata molte volte e l'intenzione del fratello del Medici di ricostruire il castello non si compì[47]. Nel 1533 Girolamo Emiliani stabilì la sua Congregazione dei servi dei poveri a Somasca che si spostò al castello dopo averlo restaurato. Nel 1534 il Miani iniziò la costruzione della Valletta dove fece scaturire dell'acqua dalla roccia miracolosamente; nel 1536 iniziò a vivere in un eremo vicino alla Valletta e l'8 febbraio 1537 morì[48][49]. Intanto le dispute causate dal muro della chiusa iniziarono a provocare i primi morti[50] e i primi problemi per la difesa del castello[51]. Nel 1566 il cardinale Carlo Borromeo visitò Vercurago e decise di separare la parrocchia di Somasca da quella di Calolzio[52], fondare il primo seminario foraneo della diocesi milanese[53] e spostare i somaschi dal castello all'abitato di Somasca. Durante la visita Vercurago era una delle sei curae della pieve di Garlate e passò a quella di Olginate nel 1574[43]. Nel 1576 scoppiò la peste di San Carlo[54] ed è in questi anni che Vercurago si dotò di un vero e proprio governo[36].

A fine secolo i traffici commerciali tra Venezia e la Repubblica delle Tre Leghe si intensificarono e il porticciolo di Vercurago divenne un importante luogo di scambio commerciale. Proprio a Vercurago nel 1589 Gian Gerolamo Grumelli iniziò le negoziazioni per un'alleanza tra i due stati[55] che si concluse nel 1603. Grazie ai nuovi commerci il governo veneto investì nella ricostruzione della strada che congiungeva Vercurago a Bergamo[56]. Nel XVII secolo i morti lungo il confine con Chiuso superarono la decina[57] e alla violenza nel 1630 si sommò la peste, in questo secolo inoltre i nobili, grazie ai loro bravi, commisero diversi omicidi senza essere segnalati alla legge[58]. A Vercurago inoltre c'era il divieto di pesca sulle rive dell'Adda che con la pace di Lodi era diventato di proprietà milanese e questo causò diversi problemi ai pescatori vercuraghesi che si ritrovarono costretti a uscire di notte[59][60].

Nel 1723 iniziarono i lavori di costruzione della via delle cappelle che si conclusero dopo oltre un secolo[61]. Nel 1750 a Vercurago si costruì la cappella di San Mauro[62] e fu rinnovata la chiesa da Carlo Giuseppe Merlo[63]. Nel 1767 beato Girolamo Emiliani fu proclamato santo e la costruzione della via poté continuare nel 1787 grazie alle donazioni del senatore veneto Giacomo Emiliani[64]. Con la campagna d'Italia portata avanti dal generale Napoleone Bonaparte Vercurago entrò a far parte della Repubblica Cisalpina e il 24 aprile 1798 entrò nel dipartimento della Montagna all'interno del distretto del Caldone per poi passare al dipartimento del Serio[65]. Nel 1799 durante la campagna italiana di Suvorov le truppe del generale russo transitarono per Vercurago in direzione Lecco distruggendo a cannonate il castello dell'Innominato.

Il XIX secolo, la Francia, l'Austria e l'Italia[modifica | modifica wikitesto]

L'Istituto per frenastenici fondato da Antonio Gonelli-Cioni

Nonostante la battaglia di Lecco Vercurago rimase nella Repubblica Cisalpina e il 13 maggio del 1801 entrò a far parte del dipartimento del Serio anche dopo l'istituzione del Regno d'Italia[65]. La maggior parte degli intellettuali lombardi era favorevole alla dominazione francese e tra questi vi era Samuele Biava, nato a Vercurago nel 1792 si dedicò inizialmente alla scrittura di poesie classiche ed encomiastiche[66]. Dopo la sconfitta di Napoleone e il Congresso di Vienna del 1815 la Lombardia e il Veneto furono annessi all'Impero austriaco che procedette all'istituzione del Regno Lombardo-Veneto, nel quale dal 12 febbraio 1816 includeva Vercurago nel distretto VII di Caprino[67]. Gli intellettuali lombardi si opposero al governo reazionario austriaco e tra questi lo stesso Biava, che coi suoi testi ambientati nel Medioevo e dai toni risorgimentali attirò l'attenzione della Biblioteca Italiana, la quale richiese la sospensione del poeta dal suo lavoro di insegnante[66]. La restaurazione austriaca ricostituì il potere delle istituzioni religiose e quindi i padri somaschi poterono riprendere i lavori per la costruzione degli edifici religiosi come la via delle cappelle e la chiesa della Resurrezione[61], inoltre nel 1829 Caterina Cittadini e la sorella Giuditta iniziarono ad accogliere in una casa di Somasca alcune orfane, fondando il 14 dicembre 1857 l'istituto religioso delle Suore orsoline di San Girolamo[68]; in quello stesso anno il 20 settembre fu anche inaugurata la chiesa di Vercurago. La povertà era però ancora molto diffusa e nel 1836 esplose un'epidemia di colera nella vicina Calolzio che a causa delle rive lacustri paludose si propagò ben presto anche a Vercurago[35].

Con lo scoppio della seconda guerra d'indipendenza italiana il Regno di Sardegna conquistò il Regno Lombardo-Veneto e il 23 ottobre 1859 incluse Vercurago nel circondario di Bergamo[69]. Nel 1862 iniziò la costruzione della ferrovia Lecco-Bergamo che si concluse nel 1863[48] sulla quale fu aperta la stazione di Vercurago-San Girolamo che dal 27 dicembre 1873, con l'inaugurazione della tratta ferroviaria Calolziocorte-Monza, permise di collegare il paese sia a Bergamo che a Milano[48]. La ferrovia portò una ventata di modernità all'interno di una società ancora prevalentemente contadina e costellata dai piccoli commercianti che operavano via lago[70]. Nel 1865 in base alla legge sull'ordinamento comunale la reggenza del comune venne affidata a un sindaco, una giunta e un consiglio mentre durante il dominio austriaco questa era affidata a un consiglio di quindici membri e a una giunta di due[69]. Dopo la costruzione delle ferrovie la produzione manifatturiera iniziò a svilupparsi; in questi anni infatti la famiglia Scola costruì due filande attive sul torrente Gallavesa[71] e nel 1889 si annotano diverse attività artigianali[72]. Nel 1891 la casa padronale degli Scola venne convertita dal pedagogista Antonio Gonelli-Cioni in un centro di riabilitazione per bambini affetti da malattie psichiche, il primo di questo tipo in Italia[73].

Il XX e il XXI secolo[modifica | modifica wikitesto]

Con l'inizio del XX secolo si concluse la costruzione della via delle cappelle con l'inaugurazione dell'XI cappella nel 1902[61]. Gli anni venti videro l'ascesa del fascismo e il cambiamento della struttura amministrativa del comune, nel 1926 infatti Arturo Borgomanero fu nominato podestà e in quello stesso anno decise la costruzione di un patriottico monumento ai caduti[74]. Due anni dopo a Somasca si tennero i festeggiamenti per i quattrocento anni dalla fondazione dei chierici regolari di Somasca e l’urna d’argento contenente le reliquie di san Girolamo fu portata processionalmente per tutta la Valle San Martino e il 21 luglio 1928 il patriarca di Venezia Pietro La Fontaine celebrò una messa alla Valletta[61]. Nel 1939 scoppiò la seconda guerra mondiale e nel settembre del 1943 il Nord Italia passò sotto il governo dello stato fantoccio della Repubblica Sociale Italiana. In questo periodo le rappresaglie contro i partigiani aumentarono e nella notte tra il 16 e il 17 ottobre i militari tedeschi disposero diversi obici 152/13 tra Vercurago e Calolziocorte in modo da accerchiare e annientare le forze partigiane dislocate tra la bassa Valtellina e la bergamasca. L'azione di rastrellamento si protrasse per tre giorni e provocò numerose perdite fra i tedeschi, i quali a seguito della disfatta devastarono e bruciarono i paesi della valle[75]. A seguito del maggiore potere delle forze naziste anche a Vercurago le leggi razziali vennero applicate come nella Germania nazista, si conosce infatti la storia di una famiglia di origine ebraica residente a Somasca che nel 1944 riuscì a fuggire in Svizzera prima di essere scoperta dai repubblichini[76]. Nell'aprile del 1945 dopo la fine della guerra il Comitato di Liberazione Nazionale istituì nuovamente la carica di sindaco e nominò primo cittadino di Vercurago Giovanni Battista Valsecchi.

Con la fine della guerra iniziò il miracolo economico italiano e nel paese aprirono molte piccole attività commerciali, anche lo stabilimento chimico della Pirelli costruito nel 1917 sulla foce del Gallavesa incrementò i posti di lavoro fino ad assumere ben centocinquanta operai. Lo stabilimento rimase nelle mani della Pirelli fino al 1967 quando fu ceduto all'ACNA per poi essere venduta alla Safilo, un'impresa di saldature,[77][78], di proprietà di Crippa Fulvio, un imprenditore lecchese, per poi chiudere definitivamente nel 2003. Il 26 settembre 1953 il patriarca di Venezia, futuro papa Giovanni XXIII, consacrò la chiesa dedicata alla Mater orphanorum e il 10 dicembre 1958, una volta eletto papa, elevò la chiesa di Somasca a basilica minore[79]. Nel 1967 in occasione del duecentesimo anniversario della canonizzazione di san Girolamo Emiliani i padri somaschi fondarono la comunità di accoglienza Casa San Girolamo[80]. Con l'avvento degli anni sessanta cominciò una forte espansione urbanistica che diede avvio alla costruzione di diversi condomini con un conseguente aumento della popolazione[81]. Insieme all'espansione urbanistica di costruirono anche diversi edifici pubblici come la cappella degli alpini nel 1972[82] e negli anni novanta si completò la costruzione del palasport, dello stadio comunale[83] e della sede della biblioteca istituita nel 1972[84]. Con l'avvento del XXI secolo nel 2000 a Somasca viene aperta la casa museale Le sorgenti, unico museo del comune[85] e nel 2005 venne posato L'Abbraccio la statua in marmo commissionata dal sindaco allo scultore Antonio Guerra[86]. Negli anni duemiladieci ci sono stati progressi anche dal punto di vista viabilistico infatti nel dicembre 2012 per far fronte al traffico intenso che attraversa il paese è iniziata la costruzione di un bypass scavato al di sotto della frazione di Somasca[87] e nel 2015 è stata inaugurata una pista ciclabile panoramica che permette di collegare Trezzo sull'Adda a Lecco[88]. Dal punto di vista amministrativo il 3 dicembre 1970 vennero concessi al paese lo stemma comunale e il gonfalone e nel 1992 Vercurago entrò a far parte della provincia di Lecco.[69].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma civico
Gonfalone civico

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

«STEMMA: tagliato, nel primo d'azzurro alla «Montagna della Croce» al naturale; nel secondo di rosso alla freccia e alla lancia d'argento poste in croce di S. Andrea e a due palle astate, pure d'argento, poggiate con le aste sulla freccia. Ornamenti esteriori da Comune.»

(Descrizione dello Stemma Civico del Comune di Vercurago, Art. 1, Statuto Comunale[3])

Il 4 ottobre 1969 la giunta comunale incaricò il professore milanese Giuseppe Bonfanti di realizzare lo stemma e il gonfalone di Vercurago, che all'epoca ancora non esistevano. Nello stemma, disegnato dal pittore vercuraghese Giovanni Secomandi, sono richiamati il ricordo della lotta per la libertà contro il potere visconteo e la figura di san Girolamo Emiliani. Nella metà sinistra spicca il castello dell'Innominato, simbolo di Vercurago e in particolare della frazione Somasca dove san Girolamo trascorse l'ultima parte della sua vita. Il cielo azzurro che fa da sfondo al castello richiama la fazione guelfa alla quale Vercurago apparteneva e a causa della quale Bernabò Visconti devastò il paese nel 1373 dopo l'uccisione del figlio Ambrogio Visconti in Valle San Martino. Nella seconda metà, sono presenti una freccia e una lancia d'argento poste in croce di sant'Andrea e due palle astate d'argento, appoggiate sulla freccia con le aste. In questa metà lo sfondo rosso rappresenta la fazione ghibellina, in particolare i Visconti, contro la quale il paese ha dovuto battersi lungo il corso del Medioevo. Sulla sommità dello stemma è presente la corona comunale ed è contornato dagli elementi propri degli stemmi comunali: fronde di quercia che simboleggiano la forza e rami d'alloro, simbolo di pace. Lo stemma venne approvato il 3 dicembre 1970 dal presidente della repubblica Giuseppe Saragat e dal presidente del consiglio Emilio Colombo.

Gonfalone[modifica | modifica wikitesto]

«GONFALONE: drappo tagliato, di rosso e d'azzurro, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento: «Comune di Vercurago».»

(Descrizione del Gonfalone Civico del Comune di Vercurago, Art. 1, Statuto Comunale[3])

Il gonfalone è composto da un drappo posto su un'asta verticale ricoperta da velluto rosso e azzurro alternato e fissato con bullette argentate poste a spirale. Le parti metalliche e i cordoni sono d'argento e nella freccia che sormonta l'asta è inscritto lo stemma comunale mentre nel gambo il nome del comune. Nella parte superiore sono presenti delle cravatte e nastri tricolori sempre frangiati d'argento[89].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio
Basilica di San Bartolomeo e San Girolamo Emiliani
Chiesa della Resurrezione alla Valletta
Cappella e monumento degli alpini
Cappella di San Mauro
Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio
Situata nel centro storico del paese venne menzionata per la prima volta nell'814 all'interno del testamento di Rotprando, si tratta quindi della chiesa più antica della provincia di Lecco[90]. Ricostruita e consacrata nel 1550 in stile tardogotico, venne nuovamente rifabbricata a navata unica in stile rococò a partire dal 1750 da Carlo Giuseppe Merlo[89]. Nel XIX secolo alla chiesa vennero aggiunti diversi elementi decorativi come il protiro in stile neoclassico, l'organo Serassi e nel 1973 venne rinnovato l'altare e l'ultimo restauro risale al 2013. Sulla parete sinistra della chiesa è stata costruita dai Disciplinati di Bergamo la Cappella della Madonna di Lourdes[63]
Basilica di San Bartolomeo e San Girolamo Emiliani
Edificata a partire dal 1544 sulla precedente chiesa di San Bartolomeo dai chierici regolari di Somasca è la chiesa parrocchiale della frazione di Somasca. Divenne di proprietà dei padri somaschi nel 1592 che nel corso del XVII e del XVIII secolo la ampliarono più volte, fu nuovamente rimaneggiata nel XX secolo con la costruzione di alcune arcate frontali è stata poi elevata a basilica minore nel 1958 più volte restaurata fino al 2013. L'edificio in stile barocco ha pianta basilicale rettangolare e si costituisce di tre navate[91][92].
Chiesa della Mater Orphanorum
Situata vicino alla basilica di San Bartolomeo e San Girolamo Emiliani è una piccola chiesa dedicata a Maria madre degli orfani. Venne ricavata in quella che era la casa di san Girolamo Emiliani ed è stata consacrata nel 1953 dal patriarca di Venezia, che poi diventerà papa Giovanni XXIII. L'interno della chiesa è a un'unica navata e termina nell'abside con una scultura lignea avente per soggetti san Girolamo Emiliani e tre orfanelli inginocchiati d'innanzi alla Madonna. Sulla parete destra della chiesa è presente una stanza in cui si trova la croce rossa che san Girolamo tracciò poco prima di morire[93].
Via delle Cappelle di Somasca
Realizzata a partire dal 1723 permette il collegamento tra il centro abitato di Somasca e la zona della Valletta. Sulla strada pavimentata e ciottolata si affacciano nove cappelle, la decima è nella Valletta, mentre l'undicesima è collocata in una torre del castello dell'Innominato. Le cappelle vennero realizzate a partire dal 1837 e riproducono i momenti significativi della vita di san Girolamo attraverso delle statue, sulla via si trova anche una scala santa di centouno gradini aperta nel 1828 che porta all'eremo dove san Girolamo era solito raccogliersi in preghiera, luogo in cui nel 1837 è stata ostruita una cappella[61].
Valletta di Somasca
Fu fondata da san Girolamo Emiliani come oratorio nel quale educare gli orfani e poi ampliata maggiormente nel XIX secolo con la costruzione di diversi edifici[61]. Posta al termine della via delle cappelle si compone di due piazzole nelle quali sono presenti il cimitero dei padri somaschi, la X cappella, la sala della fonte miracolosa e l'antico orfanotrofio, oggi adibito ad archivio. Sono presenti anche due edifici religiosi: la Chiesa della Valletta e la Chiesa della Resurrezione[94]

Cappelle e edicole votive[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune sono presenti diverse edicole votive dedicate alla Madonna e a san Girolamo Emiliani. A Somasca è presente la cappella dedicata ai caduti delle due guerre affiancata dal monumento a tutti gli Alpini[82][95] mentre al confine con Calolziocorte è posta la cappella della casa padronale degli Scola[96]. Altre cappelle di interesse storico sono:

Cappella di Sant'Ambrogio
Della cappella si ha prima notizia scritta nel 1339[48], probabilmente venne edificata per commemorare la vittoria del Ducato di Milano nella battaglia di Parabiago nella quale si credeva fosse apparso sant'Ambrogio. La cappella era già frequentata nel XV secolo, ma dopo le guerre tra guelfi e ghibellini finirono le processioni dirette alla cappella e nel 1533 san Girolamo la restaurò costruendo sotto il pavimento una cisterna[97]. Nel 1894 iniziarono i nuovi lavori di restauro che culminarono l'anno successivo[98] e negli anni settanta vennero fatte le ultime sistemazioni[61].
Cappella di San Mauro
Edificata nel 1750 è a pianta esagonale e in stile neoclassico. La cappella di San Mauro è circondata su tre lati da un breve appezzamento di terreno a erba protetto da basso muro e ringhiera in ferro. Sulle pareti esterne è presente una zoccolatura alta interrotta nella parte centrale dove due lesene poste alle estremità alle estremità sorreggono un timpano triangolare posizionato su un cornicione che percorre il perimetro dell’edificio. Al centro è posto l’ingresso ad arco rialzato di un gradino e protetto da una cancellata in ferro. Il tetto coperto di tegole è a sei falde. Sulle pareti interne sono contenuti degli affreschi riguardanti la vita del santo risalenti al 1961 e un altare in muratura centrale[62]. Sulla parete sinistra adiacente alla facciata si trova un mosaico circolare che rappresenta una croce arancione su sfondo blu realizzato il 18 ottobre 1981[99].

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Villa Borgomanero
Nel centro storico cittadino vicino al municipio è presente Villa Borgomanero, una villa con giardino in stile liberty costruita dalla famiglia di impresari edili Secomandi nei primi anni del XX secolo. Dal 2002 è protetta dalla Soprintendenza Regionale per i Beni e le Attività Culturali di Milano dato che si tratta di un significativo esempio di villa liberty[100].

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Interno del castello dell'Innominato
Castello dell'Innominato
Situato al di sopra della frazione di Somasca prende il nome dall'Innominato, personaggio de I promessi sposi, in quanto la tradizione vuole che per la descrizione del castello nel romanzo il Manzoni abbia fatto riferimento proprio a questo edificio. In origine il castello era una torre di segnalazione di un sistema di fortificazione carolingio dato che è stato menzionato per la prima volta nel 1158. Il castello fu utilizzato durante le lotte tra guelfi e ghibellini iniziate con la faida tra i Visconti e i Della Torre per poi diventare definitivamente di proprietà della Repubblica di Venezia nel 1454. A seguito della guerra scoppiata tra la Francia e Venezia l'8 settembre 1509 i francesi smantellarono il castello che venne poi restaurato e abitato da san Girolamo Emiliani nel 1534[101]. Il castello fu definitivamente distrutto dai cannoni russi nel 1799 durante lo scontro tra i francesi e gli austro-russi per la conquista di Lecco[89].

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Monumento ai caduti delle due guerre mondiali
Monumento ai caduti delle due guerre mondiali
Situato in un'aiuola del centro storico il monumento si compone di una statua bronzea scolpita dallo scultore Angelo Montegani nel 1926 e posta su un basamento granitico. La statua raffigura un soldato che regge il tricolore e che abbraccia un bambino e sul basamento su cui poggia sono poste lapidi bronzee con i nomi dei caduti vercuraghesi della prima e della seconda guerra mondiale. Sul lato del basamento sono scritti su una targa marmorea i nomi dei dispersi e nel centro è ornato dalla scritta bronzea: «vercurago nel culto degli eroi ritempra la fede nella patria»[74].
Monumento ai caduti di Somasca
Posto vicino alla basilica di San Bartolomeo e San Girolamo Emiliani, è composto da una lapide con i nomi dei diciassette giovani morti nel corso delle due Guerre sormontata da una nicchia contenente un affresco inaugurato con una messa il 15 luglio 2018. L'affresco, dipinto da Rosalba Citera, raffigura nel centro la Madonna incoronata con due angeli che le sorreggono il mantello aperto così come le braccia che proteggono il giovane che ha donato la sua vita[102].
L'Abbraccio
Situato nel piazzale vicino al cimitero, si tratta di una statua in marmo di Carrara alta 3,2 m e del peso di 750 kg scolpita da Antonio Guerra, uno scultore calolziese operante prevalentemente nella Valle San Martino[103]. La statua raffigura san Girolamo Emiliani e beata Caterina Cittadini immersi in un fascio di luce all'interno del quale è incastonata una sfera rappresentante il mondo, questi due elementi ultraterreni inoltre ricordano le opere del pittore vercuraghese Gianni Secomandi. La statua venne commissionata nella primavera 2002 e i primi schizzi risalgono all'autunno dell stesso anno, fu poi inaugurata il 2 giugno 2005[86]. La targa posta sul basamento in cemento riporta il nome della statua e la dedica dell'allora sindaco Antonio Benedetto Moretti ai vercuraghesi corredata dalla fase di Cicerone: «onora la giustizia e rispetta i valori, ma più d'ogni altra cosa ama la patria. tale è la vita che conduce al cielo».

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[104]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

I dati dell'istituto nazionale di statistica rilevano al 31 dicembre 2019 una popolazione straniera residente pari a 152 persone[105], rappresentante circa il 5,4% della popolazione residente a Vercurago[106]. Le due comunità maggiormente rappresentate sono le seguenti:

  1. Egitto, 29
  2. Romania, 25

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Il dialetto parlato a Vercurago è inserito nel sistema della lingua lombarda. In gran parte affine al dialetto bergamasco, per via dell'appartenenza storica alla città di Bergamo[107], il vernacolo locale riprende anche diversi fonemi utilizzati nel dialetto lecchese, che risulta più simile al dialetto milanese che al bergamasco. La commistione di questi due dialetti deriva dalla posizione di confine che il paese di Vercurago ha assunto per oltre tre secoli. L'appartenenza alla Repubblica di Venezia e la vicinanza al Ducato di Milano hanno quindi permesso la formazione di questo continuum dialettale parlato esclusivamente nella regione lecchese della Valle San Martino[108].

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La principale confessione religiosa è il cristianesimo celebrata con il rito ambrosiano così come nella vicina arcidiocesi di Milano[109], a cui la parrocchia di Vercurago appartenne fino al 1566[29][30]. Nel comune sono presenti due parrocchie appartenenti alla diocesi di Bergamo: la parrocchia di Vercurago dedicata santi Gervasio e Protasio nata nel 814 e la parrocchia riferita alla frazione di Somasca nata nel 1564[110] e intitolata a san Bartolomeo apostolo e a san Girolamo Emiliani[111]. Nella frazione di Somasca hanno sede le due congregazioni religiose del comune: quella dei chierici regolari di Somasca fondata da san Girolamo Emiliani nel XVI secolo[112] e quella delle Suore Orsoline di San Girolamo fondata da beata Caterina Cittadini nel XIX secolo[68].

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Nella frazione di Somasca ogni 8 febbraio si celebra con la messa la festa patronale che ricorre nell'anniversario della morte di san Girolamo Emiliani e la prima domenica successiva si tengono rispettivamente la fiera di San Girolamo presso il piazzale della basilica e la fiera della Valletta nel centro storico di Somasca[113][114][115]. A Somasca il ricordo della sua morte è celebrato fin dal XVI secolo, molto tempo prima dell'instaurazione di una data ufficiale che avvenne soltanto nel 1769, ben due anni dopo la sua canonizzazione[116]. A differenza di oggi però la festa veniva celebrata il 20 luglio, data che rimase in vigore sino al 1965, quando con il Concilio Vaticano II questa fu spostata all'8 febbraio[117].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale sono presenti le seguenti scuole: un asilo nido, una scuola dell'infanzia, una scuola primaria e una scuola secondaria[118].

Biblioteca[modifica | modifica wikitesto]

La biblioteca comunale nacque nel 1972 grazie a un gruppo di volontari i quali la stabilirono nella centrale Piazza Marconi, nel 1983 il consiglio comunale la intitolò al pittore vercuraghese Gianni Secomandi e nel 1994 venne completata la costruzione della sede, che si trova vicino alla scuola primaria[84]. La biblioteca aderisce al Sistema Bibliotecario del Territorio Lecchese ed è possibile interrogare il catalogo on-line della biblioteca[119].

Musei[modifica | modifica wikitesto]

L'unica raccolta museale del territorio comunale si trova nella frazione di Somasca e appartiene alle Suore Orsoline di San Girolamo, si tratta della casa museale Le sorgenti che è stata riconosciuta come tale nel 2000. Si tratta di un edificio risalente al XVII secolo precedentemente adibito a tintoria e poi a partire dal 1826 a orfanotrofio femminile dalle sorelle Giuditta e Caterina Cittadini. Nel polo museale sono ricostruiti i momenti più significativi della vita della beata e gli ambienti tipici della vita contadina ottocentesca con la maggioranza dei mobili e degli oggetti provenienti dalla raccolta originale[85].

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

La presenza del lago di Garlate ha costantemente permesso il consumo del pesce d'acqua dolce che viene servito durante la sagra del pesce, una manifestazione che si svolge nella maggior parte dei comuni lariani[120][121]. La fauna ittica presente nel bacino idrico è costituita prevalentemente da scardole, cavedani, triotti, alborelle, carpe e tinche e a partire dagli anni sessanta il degrado ambientale ha provocato la scomparsa del lavarello, del temolo e della trota marmorata[122].

Un piatto molto diffuso della cucina bergamasca è la polenta e osei[123], polenta con uccellini allo spiedo[124]. La farina gialla, l'ingrediente fondamentale della polenta, era direttamente macinata a Somasca che per molto tempo ospitò anche diverse monoculture di grano turco[125]. L'abbondanza di castagni lungo la fascia collinare di Somasca ha permesso in passato il consumo delle castagne, in sostituzione del grano, una coltura difficoltosa in questi territori[72][120].

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il complesso residenziale sorto sull'ex-area industriale

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Fino al XIX secolo l'abitato di Vercurago si sviluppò attorno alla chiesa dei Santi Gervasio e Protasio e nei ressi della dogana al confine con Lecco. Il centro storico è caratterizzato da due strade principali dalle quali si diramano diverse vie secondarie e da piazza Marconi su cui si affacciano le costruzioni più antiche. La frazione di Somasca è raggiungibile grazie a una strada posta in località Galavesa e da due scalinate vicine alla chiesa. Anche il paese di Somasca è stato costruito attorno alla chiesa, la basilica di San Bartolomeo e San Girolamo Emiliani, e da qui partono le strade che portano alle altre località montane del territorio.

Nel secondo dopoguerra, dato il rapido incremento demografico, iniziò lo sviluppo della città attorno alla strada provinciale e al lago, inoltre nei pressi della foce del Gallavesa si è andata a formare un'area industriale già dal 1917 con la costruzione del complesso industriale Pirelli. A seguito dello sviluppo urbanistico la ferrovia portò a una divisione della città sanata da un piccolo sottopassaggio e da un passaggio a livello. Lo sviluppo edilizio interessò anche la frazione di Somasca, dove negli anni sessanta vennero costruite diverse palazzine[81]. Nel 2015 dopo oltre due anni di lavori con la costruzione di un complesso residenziale costruito su una porzione di quella che era l'area industriale[126] è stata inaugurata la pista ciclabile panoramica collegata all'itinerario ciclabile lungo le rive dell'Adda che permette di collegare Trezzo sull'Adda a Lecco[88]. Per la riduzione dei volumi di traffico che transitano nel centro del paese dal 2012 è in corso la costruzione della galleria di San Girolamo, una variante della strada provinciale scavata al di sotto della frazione di Somasca[87][127].

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Somasca
Vista di Somasca dal castello dell'Innominato
Oltre al centro cittadino, il comune di Vercurago comprende la sola frazione di Somasca che è posta nella fascia collinare del paese. Somasca venne nominata per la prima volta nel 1299 all'interno del Liber notitiae Sanctorun Mediolani di Goffredo da Bussero[48] e rimase contrada di Vercurago fino al XVII secolo dato che nel 1652 venne citata per la prima volta come comune autonomo[128]. Con l'arrivo dei francesi e l'instaurazione della Repubblica Cisalpina si ebbe una razionalizzazione delle amministrazioni locali che portarono all'aggregazione del comune di Somasca a quello di Vercurago il 26 settembre 1798 (5 vendemmiale anno VII del calendario rivoluzionario), da quel momento in poi, anche dopo la calata degli austriaci reazionari, Somasca è rimasta parte del comune di Vercurago[129].

Somasca ha dato i natali al pittore e acquerellista ottocentesco Stefano Donadoni.

Altre località del territorio[modifica | modifica wikitesto]

  • Galavesa, si trova sul confine con Calolziocorte lungo la strada provinciale. Il nucleo abitativo si è sviluppato attorno alla casa padronale degli Scola che nel 1891 è diventata l'istituto per frenastenici fondato da Antonio Gonelli-Cioni, gli edifici che lo compongono sono in gran parte quelli destinati alla residenza dei braccianti oltre a una piccola cappella che serviva la casa padronale.
  • Folla, si trova nella frazione di Somasca lungo il torrente Gallavesa. Le prime testimonianze risalgono alla fine del XV secolo, quando è menzionata una fóla, cioè una macchina idraulica per la battitura e il lavaggio dei panni, la quale ha poi dato il nome alla piccola località[130].
  • Cascina Malvada, come la Folla è situata a Somasca lungo il corso del torrente Gallavesa,
  • Cascina Beseno, è una località montana e rurale come la Cascina Provada,
  • Cascina Provada[131].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Fino alla fine del XIX secolo il territorio si basava su un'economia contadina. Non essendo possibile l'agricoltura estensiva la produzione era caratterizzata per lo più da un'agricoltura di sussistenza, anche se nella frazione di Somasca veniva coltivato granoturco a sufficienza da essere esportato nei comuni limitrofi sotto forma di farina gialla[123]. Analogamente a molte città dell'Italia settentrionale nei boschi di Somasca era diffusa la castanicoltura che viene ancora praticata[72][132], inoltre nel XIX secolo buona parte degli abitanti si dedicava alla coltivazione del gelso le cui foglie vengono usate per l'allevamento del baco da seta[70].

Industria e artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Lo stabilimento Pirelli

La produzione della seta fu una delle principali attività economiche dell'Italia settentrionale fino ai primi anni del XX secolo, a Vercurago la presenza del torrente Gallavesa consentì la fondazione di alcuni magli e filande per la lavorazione della seta[70][71], che una volta tessuta veniva poi smerciata in un porticciolo sul lago di Garlate attivo fin dal XVI secolo come punto di scambio tra le merci della Repubblica di Venezia e la Repubblica delle Tre Leghe[55]. Nel corso del secolo si ebbe lo sviluppo e la fondazione di nuove manifatture, nel 1889 a Vercurago si annotava la presenza di diverse officine dedite alla tornitura del legno e del ferro, inoltre era presente un pastificio e un'azienda che produceva dinamo elettriche.

Nel 1917 la Pirelli inaugurò uno stabilimento industriale per sintetizzare alcune sostanze chimiche utilizzate nella fabbricazione della gomma. Costruito nei pressi della foce del Gallavesa l'impianto sfruttava l'energia idroelettrica del torrente per alimentare i suoi processi industriali, durante gli anni del boom economico la fabbrica impiegava circa centocinquanta operai, ma con il declino dell'industria chimica italiana lo stabilimento fu ceduto per poi essere chiuso definitivamente nel 1987[77]. Il comune ospita una cinquantina di attività produttive[133] che per la maggior parte operano nell'industria meccanica e nella lavorazione dei metalli[134].

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Le principali attrattive turistiche di Vercurago sono la spiaggia e la pista ciclo-pedonale che congiunge Olginate, Garlate e Lecco[135]. La frazione di Somasca invece è frequentata per la presenza del complesso religioso dedicato a san Girolamo Emiliani e del castello dell’Innominato, l'edificio che ispirò l'ambientazione di alcuni capitoli de I promessi sposi[136]. Nella frazione è presente anche un sentiero escursionistico che collega il paese a Erve[137].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è attraversato per tutta la sua lunghezza dalla strada provinciale 639 dei Laghi di Pusiano e di Garlate che collega i capoluoghi di provincia: Como, Lecco e Bergamo[138].

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Vercurago-San Girolamo è una fermata di Rete Ferroviaria Italiana servita dai treni regionali Trenord della ferrovia Lecco-Brescia e della ferrovia Lecco-Milano[139][140].

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

La mobilità urbana è garantita dagli autoservizi gestiti dalla società Linee Lecco[141] e dalla SAB Autoservizi[142].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Vercurago.
Il municipio affiancato dalla villa Borgomanero

Sul sito del Ministero dell'interno sono disponibili i dati di tutte le elezioni amministrative di Vercurago dal 1995[143]. I dati precedenti sono archiviati presso l'archivio storico comunale[144].

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
24 aprile 1995 12 giugno 2004 Antonio Moretti Lista civica di centro Sindaco [145]
14 giugno 2004 25 maggio 2019 Carlo Greppi Lista civica - Ancora Insieme Sindaco
28 maggio 2019 in carica Paolo Giovanni Lozza Lista civica - Insieme per Vercurago Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Vercurago fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La lucia del comune di Vercurago

Nel comune ha sede un'associazione calcistica[149] che dal 1990 svolge le sue attività nello stadio comunale[83] e due associazioni dilettantistiche di basket[150] e pallavolo[151] che praticano lo sport nella palestra comunale[152].

Fondata nel 1996 la Victory Vercurago è un'associazione sportiva dilettantistica di inter-crosse quattro volte vincitrice della coppa europea[153][154]. L'inter-crosse è uno sport di origine canadese che in Italia è praticato da poche squadre concentrate nella provincia di Lecco[155].

Sul lago pratica la propria attività l'associazione di canoisti Canoa Kayak 90[156] e dal 2008 si tiene annualmente la regata delle lucie a cui partecipano Vercurago e diversi comuni del ramo lecchese del Lario[121].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ministero dell'Interno - Comunali 26/05/2019 Vercurago, su elezioni.interno.gov.it. URL consultato il 6 agosto 2018 (archiviato il 27 maggio 2019).
  2. ^ I santi patroni Lombardia provincia di Lecco - Vercurago, su enrosadira.it. URL consultato il 17 dicembre 2018 (archiviato il 23 gennaio 2016).
  3. ^ a b c Statuto del comune di Vercurago, 1991, Art. 1
  4. ^ a b Bilancio demografico anno 2020 (dati provvisori) - Vercurago, su istat.it, ISTAT. URL consultato il 28 dicembre 2020.
  5. ^ Classificazione sismica (XLS), su protezionecivile.gov.it.
  6. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  7. ^ Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "Vercurago", in Dizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2007, ISBN 978-88-397-1478-7. Luciano Canepari, Vercurago, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  8. ^ Suardi, 1854, p. 2.
  9. ^ Chiodelli, Mosconi, 2010, p. 19-20.
  10. ^ Chiodelli, Mosconi, 2010, pp. 55-59.
  11. ^ Tosetti, 2013, pp. 78-79.
  12. ^ Paola Albini e Andrea Moroni, Il terremoto del 12 maggio 1802, Valle dell'Oglio (PDF), su provincia.cremona.it, p. 5. URL consultato il 7 ottobre 2018 (archiviato l'8 ottobre 2018).
  13. ^ Rischio sismico di Vercurago, su https://www.tuttitalia.it. URL consultato il 10 agosto 2018 (archiviato il 10 agosto 2018).
  14. ^ Tosetti, 2013, p. 75.
  15. ^ Chiodelli, Mosconi, 2010, pp. 8-11.
  16. ^ Chiodelli, Mosconi, 2010, p. 21.
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  18. ^ IUOS Pagine di filologia celtica e indoeuropea (et alia) - Vercurago, su lucio-iuos.blogspot.it. URL consultato il 6 agosto 2018 (archiviato il 10 agosto 2017).
  19. ^ Araldica civica - Comune di Vercurago (LC), su araldicacivica.it. URL consultato il 6 agosto 2018 (archiviato il 7 agosto 2018).
  20. ^ P. Palmieri, Civiltà di Polada, in Enciclopedia dell'arte antica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  21. ^ Calolziocorte - Cenni storici, su comune.calolziocorte.lc.it. URL consultato il 23 settembre 2018 (archiviato il 30 luglio 2018).
  22. ^ Lombardia Beni Culturali - Museo Archeologico, Lecco (LC), su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 23 settembre 2018 (archiviato il 30 luglio 2018).
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  24. ^ Bonaiti, Medolago, 2006, p. 37.
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