Vercurago

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Vercurago
comune
Vercurago – Stemma Vercurago – Bandiera
Vercurago – Veduta
Vista dalla Valletta di Somasca
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Lecco-Stemma.png Lecco
Amministrazione
SindacoCarlo Greppi (lista civica di centro-sinistra Ancora insieme[1]) dal 12-6-2004 (3º mandato dal 9-6-2014)
Territorio
Coordinate45°49′N 9°25′E / 45.816667°N 9.416667°E45.816667; 9.416667 (Vercurago)Coordinate: 45°49′N 9°25′E / 45.816667°N 9.416667°E45.816667; 9.416667 (Vercurago)
Altitudine225 m s.l.m.
Superficie2,12[2] km²
Abitanti2 810[3] (31-3-2018)
Densità1 325,47 ab./km²
FrazioniSomasca
Comuni confinantiCalolziocorte, Erve, Garlate, Lecco, Olginate
Altre informazioni
Cod. postale23808
Prefisso0341
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT097086
Cod. catastaleL751
TargaLC
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 389 GG[4]
Nome abitantivercuraghesi
PatronoSan Girolamo Emiliani, Santi Gervasio e Protasio
Giorno festivo8 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vercurago
Vercurago
Vercurago – Mappa
Posizione del comune di Vercurago nella provincia di Lecco
Sito istituzionale

Vercurago (IPA: /verkuˈraɡo/[5]; Vercürach in dialetto bergamasco[6]) è un comune italiano di 2 810 abitanti[3] della provincia di Lecco in Lombardia. Il paese è situato nel nord-ovest della Valle San Martino e confina con Lecco, dal cui centro dista circa 6 km[7]. Il comune è bagnato dal lago di Garlate ed è compreso tra il versante meridionale del monte Mudarga e il torrente Gallavesa[8].

Vercurago venne menzionata per la prima volta in un documento risalente all'814, mentre il suo territorio era abitato sin dalla prima età del ferro. Il paese è sovrastato dal castello dell'Innominato che segnò il confine tra la Repubblica di Venezia e il Ducato di Milano e nel quale si presume che il Manzoni ambientò la figura dell'Innominato nel romanzo I promessi sposi. Nel XVI secolo la frazione di Somasca diventò meta di pellegrinaggi dopo l'arrivo di San Girolamo Emiliani e infine nel XX secolo si avviarono le industrie e le imprese commerciali[9].

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

il torrente Gallavesa dopo una pioggia primaverile.

Secondo la Suddivisione Orografica Internazionale Unificata del Sistema Alpino Vercurago appartiene al supergruppo alpino delle Prealpi Bergamasche Occidentali e il suo territorio comprende parte del monte Mudarga che localmente è anche chiamato "Corna rossa" a causa dei filoni di marne rosse visibili sulle pareti della montagna[10]. La casa comunale è situata a 225 metri sul livello del mare, mentre le quote dei punti più basso e più alto sono rispettivamente 197 m s.l.m. sul lago di Garlate e 640 m s.l.m. sul monte Mudarga. La zona medio montana e la gran parte della frazione di Somasca, sono caratterizzate da rocce sedimentarie come maiolica, peliti, sass de la luna e marne bianche grige e rosse, mentre il suolo dell'abitato di Vercurago è prevalentemente composto da depositi fluviali e glaciali che contengono le rocce tipiche del Flysch Lombardo[8]. Il territorio ha la Classificazione sismica: zona 3 (sismicità bassa), Ordinanza PCM n. 3274 del 20 marzo 2003[11].

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune si affaccia sulla sponda idrografica sinistra del lago di Garlate, nel quale sfocia il torrente Gallavesa che nascendo a circa 1700 m s.l.m nel comune di Erve si snoda per circa 8 km tra Calolziocorte e Vercurago. Fino al XIX secolo il lago ha facilitato la diffusione di malattie come la malaria e il colera che proliferavano nei suoi canneti acquitrinosi, mentre negli anni 1987 e 2002 a causa delle precipitazioni il lago è esondato allagando la strada e raggiungendo le case vicine. A causa della composizione carbonatica di parte del suolo il territorio è caratterizzato dal fenomeno del carsismo che determina la presenza di alcuni ruscelli stagionali affluenti del Gallavesa. Questi piccoli corsi d'acqua sono localizzati prevalentemente nella frazione di Somasca e nel 1953 dopo un periodo di forti piogge uno di questi è esondato causando danni ingenti alle abitazioni limitrofe. [8].

Flora e fauna[modifica | modifica wikitesto]

Nella zona medio montana sono presenti boschi di latifoglie come carpino nero, frassino e roverella. I boschi non sono fitti e quindi c'è una presenza consistente di specie arbustive come il ligustro il nocciolo e il corniolo e nel sottobosco sono presenti piante erbacee come il pungitopo, la rosa di natale, e l'asparago selvatico che lasciano il posto a prati cresciuti sui molti terrazzamenti anticamente utilizzati per l'agricoltura. In questa zona tra i mammiferi si possono annoverare cinghiali, ricci, volpi, ma sono presenti anche diverse specie di uccelli anche rapaci come il falco pecchiaiolo e il biancone che si nutrono di roditori e rettili. Dal punto di vista faunistico il territorio lacustre presenta una grande varietà di specie ittiche tra cui trote, lucci, alborelle, cavedani, agoni e persici. Le specie di uccelli che popolano l'area sono ben centotrentanove di cui dieci migratorie. Tra le specie stanziali si annoverano anatre tuffatrici, svassi, cigni, germani reali, folaghe, gallinelle d'acqua, cormorani, gabbiani e aironi, mentre tra le migratrici spicca la garzetta. La grande presenza di uccelli nella zona lacustre è favorita dai canneti e le secche che vengono usate per la caccia e la nidificazione[12].

Clima[modifica | modifica wikitesto]

La foce del torrente Gallavesa innevata e il lago di Garlate.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Bergamo Orio al Serio.

Secondo la classificazione climatica il centro abitato è situato in "zona E", GG 2 389[2].

Il clima di Vercurago è caratterizzato da inverni freddi ed estati calde e afose che però risentono dell'azione mitigatrice del lago.

Secondo le vicine stazioni meteo di Calolziocorte e Lecco, le temperature medie nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio sono comprese tra i 3 °C e i 5 °C, mentre tra luglio e agosto si aggirano tra i 23 °C e i 24 °C. I venti generalmente hanno velocità vicine ai 5 km/h, ma raggiungono rare punte massime di 70 km/h. Le precipitazioni sono frequenti e la media annua è pari a 1 400 mm[8]. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Meteorologia Vercurago appartenendo all'area prealpina fa riferimento alla stazione meteorologica di Bergamo Orio al Serio[13], situata a circa di 26 km in linea d'aria dal centro del paese[14].

BERGAMO ORIO AL SERIO
(1971-2000)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 6,68,613,016,421,425,328,327,823,417,611,17,27,516,927,117,417,2
T. min. mediaC) −1,10,13,36,311,014,517,317,313,89,03,4−0,3−0,46,916,48,77,9
Precipitazioni (mm) 66,154,071,587,4122,5121,291,9100,3114,3121,587,564,4184,5281,4313,4323,31 102,6
Giorni di pioggia 75791196778771927222290
Umidità relativa media (%) 75716769686868687075777874,768687471,2

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

il comune di Vercurago rappresentato negli affreschi della Galleria delle carte geografiche nei palazzi Vaticani

Nel testamento di Rotprando dell'814 il paese è attestato come Vercoriaco; nel XIII secolo il nome cambia in Vergurago e Vercurate[15]. A parere degli etimologi Flechia e Olivieri il toponimo potrebbe derivare da un prediale, latifondo di epoca imperiale romana, appartenuto ad un certo Vercorius. Il nome del latifondista ha certamente origine celtica ed è formato dagli elementi gallici ver, sopra, e corius, esercito o truppa. Altri nomi supposti sono Vercobius, dove cobio significa vittoria, o Verconius, dove coni significa cane o lupo. L'etimologo Delamarre propone il nome Vercuriacon che attesterebbe la proprietà di Vercurios sul terreno[16].

La tradizione però vuole che all'origine in questo territorio si trovasse un tempio dedicato a Mercurio o forse anche ad una divinità precedente di origine celtica o germanica. Dal nome della divinità sarebbe nato il nome Mercuriacus che avrebbe poi cambiato la -m- in -v- divenendo così Vercuriacus[17].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia di Vercurago.

Dalla Preistoria all'Alto Medioevo carolingio[modifica | modifica wikitesto]

I primi frequentatori del territorio di Vercurago appartenevano probabilmente alla cultura di Polada che visse nell'Italia settentrionale tra il XXII secolo a.C. e il XVII secolo a.C.[18] Resti di pali palafitticoli risalenti a quell'epoca sono stati ritrovati nel vicino comune di Calolziocorte, lungo le sponde dell'Adda[19]. Il primo insediamento stabile risale invece alla prima età del ferro e apparteneva alla cultura celtica dei Golasecca che si sviluppò tra il IX secolo a.C. e il V secolo a.C. L'insediamento e diversi reperti ceramici ed edilizi vennero rinvenuti tra il 1986 e il 1988 nella zona del castello di Somasca[20]. L'abitato si trovava in un luogo che permetteva il controllo visivo del lago, dei collegamenti verso le valli e della via passante per Vercurago che collegava Bergamo a Como[21]. Vista l'importanza della strada questa venne migliorata in epoca romana[22] grazie anche alla costruzione di un ponte sull'Adda risalente al III secolo. Sotto l'amministrazione romana il territorio vercuraghese entrò a far parte del circondario di Bergamo che fino al I secolo a.C. appartenne alla Regio XI Transpadana, per poi passare alla Regio X Venetia et Histria nel I secolo d.C.[23]

Nel 476 con la caduta dell'Impero romano d'Occidente, le popolazioni barbariche iniziarono una serie di guerre per la spartizione del territorio. Nel 490 nei pressi del ponte romano sull'Adda scoppiò una battaglia tra gli Eruli comandati da Odoacre e i Goti e durante lo scontro morì l'erule comes domesticorum Pierius. Dopo la conquista longobarda dell'Italia, nel 570 il Ducato di Bergamo estese il suo dominio fino all'Adda. I Longobardi regnarono fino al 774, quando Carlo Magno conquistò l'Italia e dopo la sua incoronazione Vercurago entrò a far parte del Sacro Romano Impero[24]. Le prime notizie dell'esistenza di Vercurago si trovano nel testamento di Rotprando che venne redatto dal notaio Nannone il 3 marzo 814 dopo la morte del nobile longobardo Rotprando de Watingo. Rotprando trovandosi senza eredi decise di lasciare gran parte dei suoi beni alla basilica di sant'Ambrogio e diede il permesso ad un certo Punno di comprare alcuni dei suoi terreni tra i quali il villaggio di Vercoriaco e l'oratorio dedicato a San Protasio[9][25]. Da un estratto del documento si legge:

(LA)

« Et si forsitans Punno ipse suprascripte tres locas emmere noluerit tunc post diae obedi mei deveniat in potestate et jura Sancti Petri pro missa et luminaria mea vel parentorum meorum vel abere oratorio Sacti Prodaci in Vercoriaco post diae obedi mei territoria juris mei in ipso vico Vercoriaco mea portione ex integro. »

(IT)

« Se poi, al contrario, Punno preferisse non acquistare i suddetti tre fondi, essi, al mio decesso, entrino nei poteri della chiesa di San Pietro, per alimentare esequie e celebrazioni a mio suffragio così come voglio che all'oratorio di San Protaso di Vercurago vadano le porzioni di beni a me spettanti nel luogo di Vercurago[26]. »

(notaio Nannone, "Testamento di Rotprando")

Nell'887 si citò la località di Cremellina che scomparve durante le lotte tra guelfi e ghibellini. Oggi questa zona corrisponderebbe al confine tra Vercurago e Pascolo, frazione di Calolziocorte[24][27].

Il Basso Medioevo milanese[modifica | modifica wikitesto]

La torre del castello dell'Innominato appartenuto alla famiglia guelfa dei Benaglio

Con il feudalesimo Vercurago entrò nella sfera di influenza dei Benaglio, famiglia che possedeva il castello di Somasca, attivo già dal 1158[28]. Nel 1250 Filippo Benaglio ricevette la cittadinanza bergamasca[9] e i suoi possedimenti, tra i quali Vercurago, vennero inclusi nello statuto del comune di Bergamo del 1263[29]. Nel 1264 la chiesa locale dei santi Gervasio e Protasio ottenne una curazia stabile all'interno della pieve di Garlate. Nel 1274 il guelfo Napoleone della Torre, signore di Milano, conquistò la Valle San Martino e grazie a lui nel 1282 Filippo Benaglio venne designato a signore di Calolzio e Vercurago. Con l'arrivo della famiglia ghibellina dei Visconti, nel 1262 iniziò la guerra per il predominio sulla Signoria di Milano[30]. Il 30 marzo 1297 Lecco e i territori circostanti tra cui Vercurago vennero messi a ferro e fuoco da Matteo Visconti che riuscì a catturare Filippo Benaglio[31]. Nel 1299 si cita nel Liber notitiae Sanctorun Mediolani la prima volta la chiesa di Sumasca San Bartolomeo. La guerra si concluse nel 1311 con la vittoria di Matteo Visconti su Guido della Torre[32] che nel 1312 possedeva ancora il castello di Somasca anche se già nel 1320 Azzone Visconti conquistò Vercurago e la Valle San Martino[23]. Per controllare totalmente la Signoria Bernabò Visconti iniziò una guerra contro la Valle San Martino dove nel 1363 permise ai ghibellini di uccidere i guelfi. Nel 1373, dopo l'uccisione di Ambrogio Visconti a Caprino Bergamasco, Vercurago venne nuovamente devastata e nel 1376 dopo una rivolta Bernabò radunò diversi banditi che devastarono la valle[33]. Iniziarono poi le battaglie tra i guelfi di Calolzio e Vercurago e i ghibellini di Olginate e Garlate che vinsero quella dell'8 settembre 1383 in cui venne cacciata la famiglia Benaglio[34][35] e quella dell'estate 1393[36] , mentre il 27 maggio 1398 ne venne combattuta un'altra[23].

Il 3 marzo 1426 la Repubblica di Venezia dichiarò guerra al Ducato di Milano conquistando Vercurago fino alla pace di Ferrara quando Vercurago ritornò nel Ducato per poi tornare veneta tra il gennaio 1431 e il 1433 diventando zona di confine. Nel 1435 venne promulgato lo Statuta Municipalia Vallis Sancti Martini e Vercurago ritornò veneziana con la pace di Cremona che venne infranta e nel 1443. Il 16 maggio 1452 il Ducato di Milano decise di espandersi, ma perse la guerra con Venezia che l'11 aprile 1454 con la pace di Lodi ottenne Vercurago[37]. Una volta stabilizzati i confini a Vercurago si decise di costruire una dogana i cui muri partivano dal castello di Somasca per poi gettarsi nell'Adda[38]. Il 9 settembre 1455 il paese venne visitato dall'arcivescovo di Milano Gabriele Sforza e nello stesso anno la parrocchia si distaccò per un breve periodo dalla pieve di Garlate[39] dopo che già quella Somasca lo aveva fatto. Durante la guerra tra i due stati Vercurago e la valle vennero saccheggiati molto spesso e quindi il governo veneto decise di esentarli dalle tasse in alcune annate tra il 1431 e il 1489[40]. Il 18 ottobre 1499 la famiglia Sforza venne spodestata dal Ducato di Milano da Luigi XII di Francia e la guerra riprese[41].

La Repubblica di Venezia dal XVI al XVIII secolo[modifica | modifica wikitesto]

Disegno della chiusa

Dopo essersi unito alla Lega di Cambrai[42] il governatore milanese Carlo II d'Ambois conquistò Vercurago nel 1509 distruggendo il castello di Somasca[9] e da quel momento il paese venne conteso tra Milano e Venezia fino alla firma del trattato di Noyon. Con la Seconda guerra di Musso, combattuta dal conte Gian Giacomo Medici fino al 1532, Vercurago venne saccheggiata molte volte e l'intenzione del fratello del Medici di ricostruire il castello non si compì[43]. Nel 1533 Girolamo Emiliani stabilì la sua Congregazione dei servi dei poveri a Somasca che si spostò al castello dopo averlo restaurato. Nel 1534 l'Emiliani iniziò la costruzione della Valletta dove fece scaturire dell'acqua dalla roccia miracolosamente, nel 1536 iniziò a vivere in un eremo vicino alla Valletta e l'8 febbraio 1537 morì[44][24]. Intanto le dispute causate dal muro della chiusa iniziarono a provocare i primi morti[45] e i primi problemi per la difesa del castello[46]. Nel 1566 cardinale Carlo Borromeo visitò Vercurago e decise di separare la parrocchia di Somasca da quella di Calolzio[47], fondò il primo seminario foraneo della diocesi milanese[48] e decise di spostare i somaschi dal castello a Somasca. Durante la visita Vercurago era una delle sei curae della pieve di Gagrlate e passò a quella di Olginate nel 1574[49]. Nel 1576 scoppiò la peste di San Carlo[50] ed è in questi anni che Vercurago si dotò di un vero e proprio governo[29]. A fine secolo i traffici commerciali tra Venezia e la Repubblica delle Tre Leghe si intensificarono e il porticciolo di Vercurago divenne uno dei principali punti di scambio commerciale. Proprio a Vercurago nel 1589 Gian Gerolamo Grumelli iniziò le negoziazioni per un'alleanza tra i due stati[51] che si concluse nel 1603[9]. Grazie ai nuovi commerci il governo veneto investì nella ricostruzione della strada che congiungeva Vercurago a Bergamo[52]. Nel Seicento i morti lungo il confine con Chiuso superarono la decina[53] e alla violenza nel 1630 si sommò la peste. Nel corso del secolo i nobili grazie ai loro bravi, potevano commettere omicidi senza essere segnalati dalla legge[54]. A Vercurago c'era il divieto di pesca sulle rive dell'Adda che con la pace di Lodi era diventato di proprietà milanese e questo causò diversi problemi ai pescatori vercuraghesi che erano obbligati ad uscire di notte[55][56]. Nel 1702 iniziarono i lavori di costruzione della via delle Cappelle di Somasca che si concluse dopo oltre un secolo[57]. Nel 1750 a Vercurago si costruì la Cappella di San Mauro[58] e venne rinnovata la chiesa da Carlo Giuseppe Merlo[59]. Nel 1767 beato Girolamo Emiliani fu proclamato santo e la costruzione della via poté continuare nel 1787 grazie alle donazioni del senatore veneto Giacomo Emiliani[57]. Con la campagna d'Italia portata avanti dal generale Napoleone Bonaparte Vercurago entrò nella Repubblica Cisalpina e il 24 aprile 1798 entrò nel Dipartimento della montagna all'interno del distretto del Caldone per poi passare al dipartimento del Serio[60]. Nel 1799 durante la campagna italiana di Suvorov le truppe del generale russo transitarono per Vercurago in direzione Lecco distruggendo a cannonate il castello di Somasca[9].

Il XIX secolo, la Francia, l'Austria e l'Italia[modifica | modifica wikitesto]

L'ex filanda degli Scola e primo Istituto per frenastenici in Italia.

I francesi però riescono a mantenere però il possesso dell'area e nel 1801 Vercurago entra a far parte del i distretto di Bergamo del dipartimento del Serio, ed è in questo anno di riforme territoriali che Somasca viene annessa al comune diventando frazione. Dopo la sconfitta di Napoleone e il Congresso di Vienna del 1815 la Lombardia e il Veneto vengono annessi all'Impero Austriaco che procede nella creazione del Regno Lombardo Veneto. Durante il dominio austriaco la censura verso opere risorgimentali si intensifica e questo provocò non pochi problemi al poeta vercuraghese Samuele Biava, che venne fortemente criticato dall'autorità culturale della Biblioteca Italiana dopo la pubblicazione "Melodie Lombarde" che si caratterizzavano per gli eccessivi toni risorgimentali. Il dominio austriaco finisce nel 1859 durante la seconda guerra d'indipendenza quando il Regno Lombardo Veneto è annesso al Regno di Sardegna. Nel XIX secolo sono circa 300 gli agricoltori vercuraghesi si occupano prevalentemente della coltivazione della vite e del gelso, pianta necessaria alla produzione della seta che viene commerciata attraverso l'Adda e il lago così come gli altri prodotti. La tessitura è un'attività fiorente in tutto il lecchese e anche a Vercurago durante questi anni la famiglia Scola fonda due filande attive sul torrente Gallavesa, una delle quali sarà trasformata in casa padronale nel 1855[61]. Nel 1891 la casa padronale viene convertita dal pedagogista Antonio Gonelli-Cioni in un centro di riabilitazione per bambini affetti da malattie psichiche, il primo di questo tipo in Italia, che verrà chiuso dopo la morte del fondatore avvenuta nel 1912. La situazione economica migliora e si diversifica negli ultimi anni dell'Ottocento tanto che nel 1889 è annotata la presenza di un pastificio, un'officina dedita alla tornitura del legno e del ferro e un'officina per la costruzione delle dinamo elettriche[62]. Nel 1863 il territorio di Vercurago è interessato dalla costruzione della linea ferroviaria Lecco-Brescia dove successivamente verrà anche aperta una stazione tuttora attiva.

Il XX e il XXI secolo[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi del Novecento comincia anche lo sviluppo industriale che interessa tutto il nord Italia, grazie alla costruzione nel 1917 del grande complesso industriale della Pirelli. Lo stabilimento era incaricato alla produzioni dei prodotti chimici usati per la preparazione della gomma e come molti altri impianti industriali sfruttava l'energia idroelettrica fornita dal vicino torrente Gallavesa che è attivo durante tutto l'anno. la fabbrica arrivò a toccare i 150 impiegati durante gli anni del boom economico, ma con il decadimento dell'industria chimica lo stabilimento dopo alcuni passaggi di proprietà e cambiamento di produzione venne chiuso definitivamente nel 1987[63]. Durante gli anni della Seconda guerra mondiale, in particolar modo durante il periodo della Repubblica Sociale Italiana si ebbero diversi movimenti da parte della Wehrmacht. Nel 1943 infatti nella notte tra il 16 e il 17 ottobre i tedeschi dispongono diversi obici da 152 mm tra Vercurago e Calolziocorte in modo da accerchiare ed annientare tutte le forze partigiane dislocate tra la bassa Valtellina e la bergamasca. L'azione di rastrellamento si protrae per tre giorni senza successo e con numerose perdite sul lato tedesco, a seguito della disfatta l'esercito devasta e brucia le abitazioni e altri edifici della valle[64]. Nonostante le sue esigue dimensioni anche a Vercurago hanno luogo le politiche razziali dove nel 1944 una famiglia di origine ebraica residente a Somasca riesce a fuggire prima di essere scoperta in Svizzera[65]. Dal punto di vista amministrativo il comune è stato parte fino al 1927 del circondario di Bergamo e fino al 1992 dell'omonima provincia, anno in cui è entrato nella provincia di Lecco.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma Civico
Gonfalone Civico

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

« STEMMA: tagliato, nel primo d'azzurro alla «Montagna della Croce» al naturale; nel secondo di rosso alla freccia e alla lancia d'argento poste in croce di S. Andrea e a due palle astate, pure d'argento, poggiate con le aste sulla freccia. ornamenti esteriori da Comune »

(Descrizione dello Stemma Civico del Comune di Vercurago, Art. 1, Statuto Comunale[66])

Il 4 ottobre 1969 la giunta comunale incaricò il professore milanese Giuseppe Bonfanti di realizzare lo stemma ed il gonfalone di Vercurago, che all'epoca ancora non esistevano. Nello stemma, disegnato dal pittore vercuraghese Giovanni Secomandi, sono richiamati il ricordo della lotta per la libertà contro il potere visconteo e la figura di San Girolamo Emiliani. Nella metà sinistra spicca il Castello dell'Innominato, simbolo di Vercurago e in particolare della frazione Somasca dove San Girolamo trascorse l'ultima parte della sua vita. Il cielo azzurro che fa da sfondo al castello richiama la fazione guelfa alla quale Vercurago apparteneva e a causa della quale Bernabò Visconti devastò il paese nel 1373. Nella seconda metà, sono presenti una freccia e una lancia d'argento poste in croce di Sant'Andrea e due palle astate d'argento, appoggiate sulla freccia con le aste. In questa metà lo sfondo rosso rappresenta la fazione ghibellina, in particolare i Visconti, contro il quale il paese ha dovuto battersi lungo il corso del Medioevo. Sulla sommità dello stemma è presente la corona comunale ed è contornato da fronde di quercia, simbolo di forza e d'alloro, simbolo di pace, propri degli stemmi comunali. Lo stemma venne approvato il 3 dicembre 1970 dal presidente della repubblica Giuseppe Saragat e dal presidente del consiglio Emilio Colombo.

Gonfalone[modifica | modifica wikitesto]

« GONFALONE: drappo tagliato, di rosso e d'azzurro, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento: «Comune di Vercurago». »

(Descrizione del Gonfalone Civico del Comune di Vercurago, Art. 1, Statuto Comunale[66])

Il gonfalone è composto da un drappo posto su un'asta verticale ricoperta da velluto rosso e azzurro alternato e fissato con bullette argentate poste a spirale. Le parti metalliche e i cordoni sono d'argento e nella freccia che sormonta l'asta è scritto lo stemma comunale mentre nel gambo il nome del comune. Nella parte superiore sono presenti delle cravatte e nastri tricolori sempre frangiati d'argento[9].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Cappella di San Mauro
Chiesa della Mater Orphanorum prima dei restauri

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio[modifica | modifica wikitesto]

Situata nel centro storico del paese venne menzionata per la prima volta nel 814 all'interno del testamento di Rotprando, si tratta quindi della chiesa più antica della provincia di Lecco[67]. Ricostruita e consacrata nel 1550 in stile tardo-gotico, venne nuovamente rifabbricata a navata unica in stile rococò a partire dal 1750 da Carlo Giuseppe Merlo[68]. Nel XIX secolo alla chiesa parrocchiale vennero aggiunti diversi elementi decorativi come il protiro in stile neoclassico, l'organo Serassi e nel 1973 venne rinnovato l'altare e l'ultimo restauro venne effettuato nel 2013[69]. Sulla parte sinistra della chiesa è stata costruita una cappella dai disciplinati.

Basilica di San Bartolomeo e San Girolamo Emiliani[modifica | modifica wikitesto]

Edificata sulla precedente chiesa di San Bartolomeo a partire dal 1544 dai chierici regolari di Somasca è la chiesa parrocchiale della frazione di Somasca. Divenne di proprietà dei padri somaschi nel 1592[71] che nel corso del XVII e del XVIIII secolo la ampliarono più volte e nel 1958 papa Giovanni XXIII elevò la chiesa a basilica minore. La chiesa venne poi rimaneggiata nel XX secolo con la costruzione di alcune arcate frontali e poi restaurata più volte fino al 2013. L'edificio in stile barocco ha pianta basilicale rettangolare e si costituisce di tre navate[72].

Chiesa della Mater Orphanorum[modifica | modifica wikitesto]

Situata vicino alla Basilica di San Bartolomeo e San Girolamo Emiliani è una piccola chiesa dedicata a Maria madre degli orfani. Venne ricavata in quella che era la casa di San Girolamo Emiliani ed è stata consacrata nel 1953 dal patriarca di Venezia, che diventerà poi Papa Giovanni XXIII. L'interno della chiesa, ad un'unica navata, termina nell'abside con una scultura lignea avente per soggetti San Girolamo Emiliani e tre orfanelli inginocchiati d'innanzi alla Madonna. Sulla parete destra della chiesa è presente una stanza in cui si trova la croce rossa che San Girolamo tracciò poco prima di morire[73].

Via delle Cappelle di Somasca[modifica | modifica wikitesto]

Realizzata a partire dal 1760 permette il collegamento tra il centro abitato di Somasca e la zona della Valletta. Sulla strada pavimentata e ciottolata si affacciano nove cappelle, la decima è nella Valletta, mentre l'undicesima è locata in una torre del Castello di Somasca. Le cappelle vennero tutte realizzate nel XIX secolo, tranne l'ultima che risale al 1902 e riproducono i momenti significativi della vita di San Girolamo attraverso delle statue. Sulla via delle cappelle si trova anche una "Scala Santa" scavata nella roccia nel 1837 che porta all'eremo ricavato da una grotta naturale dove san Girolamo Emiliani era solito raccogliersi in preghiera.

Valletta di Somasca[modifica | modifica wikitesto]

Fu fondata da San Girolamo Emiliani nel 1534 come oratorio nel quale educare gli orfani. Posta al termine della Via delle Cappelle si compone di due piazzole nelle quali sono presenti il cimitero dei padri somaschi, la decima cappella, la sala della fonte miracolosa e l'antico orfanotrofio oggi adibito ad archivio[74]. Sono presenti anche due edifici religiosi:

Cappelle ed edicole votive[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune di Vercurago ci sono diverse edicole votive a tema religioso che spesso raffigurano la Madonna o San Girolamo Emiliani. Inoltre su tutto il territorio comunale sono state costruite alcune cappelle, oltre a quelle presenti sulla via che porta alla Valletta e a quella dedicata allla Madonna di Lourdes. Queste cappelle sono:

  • Cappella di Sant'Ambrogio. Edificata nel 1339 si trova all'interno del Castello dell'Innominato a Somasca, venne poi restaurata da San Girolamo Emiliani.
  • Cappella degli alpini. Dedicata al centenario della formazione del corpo militare degli alpini, la cappella è stata aperta il 17 settembre 1972. La struttura è a pianta quadrata, la muratura è in pietra e sull'ingresso è stato dipinto un affresco a tema alpino. Ogni anno il 23 dicembre si svolge una fiaccolata che termina alla Cappella degli Alpini e che viene organizzata dal Gruppo Escursionisti Vercuraghesi[75].
  • Cappella padronale. Posta al confine con Calolziocorte in località Galavesa era la cappella dell'ex casa padronale degli Scola, oggi la struttura versa in stato di abbandono.
  • Cappella delle Suore Orsoline di San Girolamo. Piccola cappella posta all'interno della casa madre dell'ordine
  • Cappella di San Mauro. Edificata sulla fine del Settecento è a pianta esagonale e in stile neoclassico. La cappella di San Mauro è circondata su tre lati da un breve appezzamento di terreno ad erba protetto da basso muro e ringhiera in ferro. Sulle pareti esterne è presente una zoccolatura alta interrotta nella parte centrale dove due lesene poste alle estremità alle estremità sorreggono un timpano triangolare posizionato su un cornicione che percorre il perimetro dell’edificio. Al centro è posto l’ingresso ad arco rialzato di un gradino e protetto da una cancellata in ferro.Il tetto coperto di tegole è a a sei falde. Sulle pareti interne sono contenuti degli affreschi riguardanti la vita del santo risalenti al 1961 e un altare in muratura centrale[76]. Sulla parete sinistra si trova un mosaico che rappresenta una croce realizzato nel 1981[77].

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Castello dell'Innominato, interno

Castello dell'Innominato[modifica | modifica wikitesto]

Costruito per un sistema di fortificazioni dell'epoca carolingia oggi la fortezza è oggi più conosciuta col nome di Castello dell'Innominato, in quanto la tradizione vuole che l'edificio fosse stato una delle residenze di Francesco Bernardino Visconti, signore di Brignano al quale Alessandro Manzoni si ispirò ne I promessi sposi . La rocca venne in gran parte smantellata nel settembre 1509 ad opera delle truppe francesi impegnate nella guerra contro la repubblica di Venezia (nei cui confini si trovavano, dal 1454, Somasca e Vercurago), ma anche la popolazione locale se ne servì successivamente come fonte di materiale da costruzione. Nel territorio della fortezza si trova anche la cappella di Sant'Ambrogio.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Villa Borgomanero[modifica | modifica wikitesto]

Nel centro storico cittadino vicino al municipio è presente Villa Borgomanero, una villa in pieno stile liberty costruita dalla famiglia di impresari edili Secomandi nei primi anni venti del Novecento.[78]

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Monumento ai caduti delle due guerre mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Monumento dedicato ai caduti delle due guerre mondiali, localizzato in un'aiuola vicino al centro storico è composto da un basamento sormontato una statua bronzea raffigurante un soldato che regge la bandiera e abbraccia un bambino scolpita nel 1926 da Montegani Angelo. il basamento sul quale vi è scritto «VERCURAGO NEL CULTO DEGLI EROI RITEMPRA LA FEDE NELLA PATRIA» sono poste lapidi bronzee con i nomi dei caduti della prima e della seconda guerra mondiale[79].

Monumento ai caduti di Somasca[modifica | modifica wikitesto]

Posto vicino alla Basilica di San Bartolomeo e San Girolamo Emiliani, è composto da una lapide con i nomi dei 17 giovani morti nel corso delle due Guerre sormontata da una nicchia contenente un affresco inaugurato con una messa il 15 luglio 2018. L'affresco, dipinto da Rosalba Citera, raffigura nel centro la Madonna incoronata con due angeli che le sorreggono il mantello aperto così come le braccia che proteggono il giovane che ha donato la sua vita[80].

Monumento a tutti gli alpini[modifica | modifica wikitesto]

Posto in prossimità della cappella dedicata al centenario della formazione del corpo militare degli alpini e un monumento bronzeo dedicato a tutti gli alpini. La scultura è composta da tre pennacchi rocciosi che sostengono un busto rappresentante un alpino, l'intera composizione è stata scolpita nel bronzo ed è stata posata il 16 giugno 1974.

L'Abbraccio[modifica | modifica wikitesto]

Statua in marmo di Carrara alta 320 cm e pesante 750 kg, scolpita da Antonio Guerra, scultore calolziese operante prevalentemente nella Valle San Martino[81]. "L'Abbraccio" raffigura San Gerolamo Emiliani e Santa Caterina Cittadini immersi in un fascio di luce all'interno del quale è incastonata una sfera rappresentante il mondo, questi due elementi inoltre ricordano le opere del pittore Gianni Secomandi. La statua venne commissionata nella primavera 2002 e i primi schizzi risalgono all'autunno dell stesso anno, la statua venne posta all'interno del piazzale antistante il cimitero per essere inaugurata il 2 giugno 2005[82]. La targa posta sul basamento in cemento riporta il nome della statua e la dedica dell'ex sindaco Antonio Benedetto Moretti ai vercuraghesi corredata dalla fase di Cicerone «Onora la giustizia e rispetta i valori, ma più d'ogni altra cosa ama la patria. Tale è la vita che conduce al cielo.»

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Gli abitanti del comune non furono mai più di un migliaio fino ai primi anni del Novecento, la popolazione è poi quasi triplicata negli anni sessanta e settanta durante il periodo del boom edilizio. La popolazione locale venne inoltre decimata da due epidemie, nel 1576 dalla peste di San Carlo e nel 1630 dalla peste manzoniana. Il comune era interessato da un'alta mortalità infantile causata dall'aria insalubre proveniente dalle paludi che la circondavano tanto che nel 1836 la confinante Calolzio e i territori circostanti vennero colpiti da un'epidemia di colera[83]. La popolazione comunale crebbe nel 1801 con l'annessione al comune dell'abitato di Somasca.

Popolazione storica[84]

Abitanti censiti[85]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo l'ISTAT al 1 gennaio 2018 la popolazione straniera era di 163 persone pari al 5,8% della popolazione. Le nazionalità maggiormente rappresentate erano quella rumena ed egiziana, con ognuna 23 cittadini residenti.[86]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alla lingua italiana, a Vercurago è utilizzato il dialetto bergamasco, una variante della lingua lombarda, che si è diffuso grazie al legame di lunga data che lega il comune a Bergamo. Il dialetto bergamasco parlato a Vercurago, e più in generale della zona occidentale della Valle San Martino, risente della vicinanza con Lecco e di conseguenza il vernacolo locale presenta delle affinità con il dialetto lecchese[87].

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La principale confessione religiosa a Vercurago è quella cristiana cattolica. Nel comune sono presenti due parrocchie appartenenti alla Diocesi di Bergamo, la parrocchia vercuraghese dei santi Gervasio e Protasio, nata nel 814 e la parrocchia riferita alla frazione di Somasca, nata nel 1564[88] e intitolata a San Bartolomeo apostolo e a San Girolamo Emiliani[89]. Le parrocchie seguono il rito ambrosiano, come in buona parte dell'arcidiocesi di Milano[90] differendo dalla maggior parte del mondo cattolico.

Nel comune hanno sede, entrambe nella frazione di Somasca, due congregazione religiose quella dei Chierici regolari di Somasca fondato da san Girolamo Emiliani e quella delle Suore Orsoline di San Girolamo fondate da beata Caterina Cittadini.

La storia di Vercurago, in particolare quella di Somasca, è legata a Papa Giovanni XXIII. All'età di 6 o 7 anni era solito trascorrere insieme alla madre dei momenti di preghiera alla Valletta. Ritornò in questo luogo il 7 settembre 1919 quando a Somasca celebrò una messa ancora in veste di sacerdote. Ritornò a Somasca con il titolo di patriarca di Venezia il 26 settembre 1953 dove consacrò la piccola chiesa della Mater orphanorum. Il suo attaccamento a Somasca rimase anche dopo essere stato eletto papa quando il 10 dicembre 1958 decise di elevare il Santuario di San Girolamo Emiliani a basilica minore.[91]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

La cucina vercuraghese riprende quella lariana e quella tipica della bergamasca. Uno dei piatti di maggiore rilevanza è la polenta che veniva, e vine attualmente consumato dalla maggior parte della popolazione. Nel "Dizionario cronografico della Lombardia" del 1854 addirittura si dice che gli abitanti della frazione di Somasca sono "divoratori di polenta con gli uccelletti", la tradizionale polenta e osei, cucinata in tutto il territorio bergamasco. Somasca inoltre ha ospitato per molto tempo coltivazioni di grano turco, dove dopo essere stato raccolto, veniva trasformato in farina gialla[92]. Di grande importanza sono anche le castagne, principale prodotto dei boschi del territorio. Generalmente esse vengono consumate cotte sul fuoco (burolle) e spesso vengono servite durante le feste di paese[93]. La vicinanza al lago ha portato la popolazione a cucinare anche piatti a base di pesce come le alborelle fritte o il risotto al pesce persico che vengono abitualmente serviti durate la tradizionale sagra del pesce che si svolge nella maggior parte dei comuni lariani[94].

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Tradizionalmente ogni anno l'8 febbraio, cioè il giorno della morte di San Girolamo, nella frazione di Somasca viene celebrata la festa festa patronale e la prima domenica successiva si tengono rispettivamente la Fiera di San Gerolamo presso il piazzale della Basilica e la Fiera della Valletta nel centro storico di Somasca[95].

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Fino alla prima metà dell'Novecento, l'abitato di Vercurago si sviluppava principalmente attorno alla chiesa dei santi Gervasio e Protasio fino al confine con Lecco dove un tempo c'era la dogana. Un altro nucleo abitativo indipendente si trovava vicino al torrente Gallavesa al confine con Calolziocorte dove si trovava anche l'istituto per frenastenici fondato da Gonelli-Cioni. Nel territorio attuale della città era presente l'abitato di Somasca, sviluppato nel Seicento attorno al santuario di San Girolamo Emiliani, costruito dopo l'arrivo del santo nella zona del Castello di Somasca.

Nel dopoguerra, dato il rapido incremento demografico, iniziò lo sviluppo della città attorno alla strada provinciale e al lago dove già dal 1917 era stato costruito il complesso industriale Pirelli, poi Safilo fino al 1987. Questo sviluppo urbanistico però a causa della ferrovia portò ad una divisione della città sanata da un piccolo sottopassaggio e da un passaggio a livello ancora presenti. Per ovviare lai problemi di traffico causati dal passaggio a livello è stato esposto un progetto per la costruzione di un sottopassaggio che però non è mai stato iniziato. Lo sviluppo edilizio colpì anche la frazione di Somasca dove negli anni sessanta vennero costruite diverse palazzine[96]. Nel 2015 dopo oltre due anni di lavori con la costruzione di un complesso residenziale nella zona ex Safilo è stata inaugurata la pista ciclabile panoramica collegata all'itinerario ciclabile lungo le rive dell'Adda che permette di collegare Trezzo sull'Adda a Lecco[97].

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Oltre al centro cittadino, il comune di Vercurago comprende la sola frazione di Somasca e varie località distribuite al di fuori del perimetro urbano. Somasca è nominata per la prima volta nel 1299 e venne accorpata a Vercurago durante il periodo della Repubblica Cisalpina.

Altre località del territorio[modifica | modifica wikitesto]

  • Beseno
  • Galavesa
  • Folla, si trova nella frazione di Somasca lungo il torrente Gallavesa. Le prime testimonianze risalgono alla fine del XV secolo, quando è menzionata una fóla, cioè una macchina idraulica per la battitura e il lavaggio dei panni, la quale ha poi dato il nome alla piccola località[98].
  • Provada
  • Malvada[99]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale è presente l'asilo nido "Il Villaggio dei Folletti", l'asilo infantile dedicato a Papa Giovanni XXIII, una scuola primaria costruita nel 1937 vicina alla biblioteca[100] e la scuola media statale dedicata a Massimiliano Maria Kolbe nella quale ha insegnato come professore di arte il cantante Eugenio Guglielmi.[101]

Biblioteca[modifica | modifica wikitesto]

La biblioteca comunale nasce nel 1972 da un gruppo di volontari, nel 1983 il consiglio comunale stabilisce di intitolare la biblioteca al pittore vercuraghese Gianni Secomandi. Nel 1994 viene completata la costruzione della nuova sede e la biblioteca si trasferisce da piazza Marconi in Via Caterina Cittadini, vicino alla scuola primaria[102]. La biblioteca aderisce al Sistema Bibliotecario del Territorio Lecchese ed è possibile interrogare il catalogo on-line della biblioteca.[103]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

L'unica raccolta museale sul territorio comunale è presente nella frazione di Somasca ed appartiene alle Suore Orsoline di San Girolamo, si tratta della casa museale “Le sorgenti”, riconosciuta come tale nel 2000. La casa è un edificio del Seicento, precedentemente adibito a tintoria, lo testimonia il ruscello che passa sotto il pavimento del piano terra, e poi a orfanotrofio dalle sorelle Giuditta e Caterina Cittadini. Una prima parte dell’edificio venne acquistata dalle sorelle nel 1826 con lo scopo di creare una scuola per ospitare le bambine bisognose. Nel polo museale sono ricostruiti all'interno della dimora di Caterina Cittadini,[104] con mobili e oggetti che provengono quasi totalmente dalla raccolta originale, i momenti più significativi della vita della beata e gli ambienti tipici ambienti tipici della vita contadina ottocentesca.[105]

Arte[modifica | modifica wikitesto]

« Dall’alto del castellaccio, come l’aquila dal suo nido insanguinato, il selvaggio signore dominava all’intorno tutto lo spazio dove piede d’uomo potesse posarsi. »

(Alessandro Manzoni, I promessi sposi, capitolo XX)

Vercurago è uno dei paesi in cui Alessandro Manzoni ambienta I promessi sposi, il comune è infatti annoverato tra i luoghi manzoniani[106]. Sin dalla descrizione iniziale Manzoni descrive il paesaggio lecchese dell'Adda e del lago di Garlate, sul quale si affaccia Vercurago. Il comune però diventa centrale nel capitolo XX quando la scena si concentra sulla figura dell'Innominato, il potente bandito da cui si reca Don Rodrigo per chiedere il rapimento di Lucia Mondella e che grazie alle parole di lei si convertirà al cristianesimo. Questo personaggio infatti abita un castello che è per tradizione assimilabile al Castello dell'Innominato, il castello che sovrasta la frazione di Somasca che dalla roccia del Tremasasso, così chiamata per la presenza dei bravi che nel Seicento infestavano la zona[107]. Tra il castello e l'abitato di Somasca ci sono i ruderi della cascina della bicocca che sono considerati i resti della Malanotte, la taverna dove i bravi dell'Innominato risedevano.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Il Betell di Vercurago

Il Trofeo Arnaldo Mondonico alla memoria è una regata alla quale partecipano alcuni dei comuni lecchesi che si affacciano sul lago di Como. Il mezzo utilizzato per la regata è il Batell, storica imbarcazione lariana utilizzata inizialmente per scopi lavorativi come pesca e trasporti. Questo mezzo è impropriamente conosciuto come Lucia" dato che ne I promessi sposi del Manzoni, Lucia Mondella se ne servì durante la partenza dal lago, ma il termine, seppure comunissimo, è erroneo. Le gare si svolgono a partire dal 2008 e dal 2011 vengono gestite dall'associazione "Gruppo Manzoniano Lucie" che oltre a Vercurago coinvolge i comuni di: Abbadia Lariana, Bellano, Calolziocorte, Dervio, Garlate, Malgrate, Olginate, Oliveto Lario e Pescate.[108]

Dal 2003 nel centro storico del paese si svolge la seconda domenica di dicembre la manifestazione "Vercurago Espone" presenziata da molte bancarelle appartenneti anche alle associazioni locali. durante la manifestazione vengono esposte e vendute le opere di artisti locali e vengono degustati i prodotti tipici del territorio come le salamelle e la polenta taragna[109].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Le attività economiche di Vercurago sono cambiate negli anni passando da attività prevalentemente agricole e industriali fino a vedere negli ultimi decenni la crescita del settore terziario. Come in tutto il lecchese a Vercurago furono presenti piccole industrie tessili, mentre continua a sopravvivere l'industria meccanica.

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

A causa della sua conformazione territoriale Vercurago non è mai stata particolarmente favorevole all'agricoltura, ma il settore primario rimase quello predominante fino almeno al XIX secolo. La produzione era caratterizzata per lo più da un'agricoltura di sussistenza basata sulla coltivazione di ortaggi, cereali e vitigni. Gli abitanti si dedicavano anche alla coltivazione del gelso le cui foglie erano necessarie per l'allevamento del baco da seta, una delle principali attività economiche dell'Italia settentrionale fino all'avvento delle prime fibre artificiali negli anni trenta[110]. La produzione della seta si sviluppò enormemente grazie alla vicinanza all'Adda e l'importanza del porticciolo di Vercurago, attivo fin dal XVI secolo durante gli scambi commerciali tra la Repubblica di Venezia e la Repubblica delle Tre Leghe[111]. Oggi la produzione agricola, in linea con la media lombarda, costituisce solo il 5% delle attività presenti sul comune e si tratta per lo più di attività a gestione familiare localizzate nella frazione di Somasca.

Artigianato e industria[modifica | modifica wikitesto]

La produzione manifatturiera inizia a svilupparsi concretamente solo nel XIX secolo a seguito dello slancio economico iniziato con la rivoluzione industriale. Nei primi anni dell'Ottocento si ha lo sviluppo dell'industria tessile, infatti la famiglia Scola costruisce due filande attive sul torrente Gallavesa[112]. La produzione artigianale migliora e si diversifica negli ultimi anni dell'Ottocento infatti nel 1889 a vercurago ci sono un pastificio, un'officina dedita alla tornitura del legno e del ferro e un'officina per la costruzione delle dinamo elettriche[113]. Nei primi del Novecento comincia anche lo sviluppo industriale vero e propriocon la costruzione nel 1917 del grande complesso industriale della Pirelli. Lo stabilimento era incaricato della produzione dei prodotti chimici usati per la preparazione della gomma e come molti altri impianti industriali sfruttava l'energia idroelettrica fornita dal vicino torrente Gallavesa. la fabbrica arrivò a toccare i 150 impiegati durante gli anni del boom economico, ma con il decadimento dell'industria chimica lo stabilimento dopo alcuni passaggi di proprietà venne chiuso definitivamente nel 1987[114]. Oggi le aziende manifatturiere costituiscono circa il 25% delle attività totali e molte di esse appartengono all'industria meccanica così come la maggior parte delle industrie presenti nel lecchese[115].

Servizi e turismo[modifica | modifica wikitesto]

Con il superamento del settore secondario anche a Vercurago si è avuto un forte aumento del settore terziario, che oggi costituisce circa il 70% delle attività presenti nel comune.I flussi turistici che interessano Vercurago sono prevalentemente quello religioso e quello culturale[116]. Ultimamente sta prendendo piede il turismo balneare[117].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è attraversato per tutta la sua lunghezza dalla strada provinciale Via Roma, una deviazione dell'ex Strada statale 639 dei Laghi di Pusiano e di Garlate che collega il paese al centro di Lecco che dista 6 km. Questa strada provinciale che collega i capoluoghi di provincia di Como, Lecco e Bergamo è interessata da volumi di traffico considerevoli che generano diversi problemi agli abitanti di Vercurago e Calolziocorte. Per far fronte a questa situazione nel dicembre 2012 è iniziata la costruzione di un bypass interrato lungo circa 2,4 km passante Vercurago e Calolziocorte, il cui corpo principale è costituito dalla galleria di San Gerolamo, la quale verrà scavata al di sotto della frazione di Somasca[118]. I lavori della variante sono stati però sospesi a causa della mancanza di finanziamenti e dovrebbero riprendere entro il 2018[119].

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è servito dalla Stazione di Vercurago-San Girolamo che è una fermata ferroviaria posta sul tronco comune alle linee Lecco-Brescia e Lecco-Milano e gestita da Rete Ferroviaria Italiana. L'impianto è servito da relazioni regionali e suburbane gestite da Trenord nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Lombardia. Il paese e attraversato dal 1863 dalla ferrovia Lecco-Bergamo ed è possibile attraversarla grazie ad un piccolo sottopassaggio e un passaggio a livello nei pressi del quale rimane in stato di abbandono il casello ferroviario.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

La mobilità urbana di Vercurago è servita mediante autoservizi gestiti dalla società Linee Lecco[120].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Municipio di Vercurago affiancato sulla sinistra da Villa Borgomanero

L'amministrazione della città dal 1866 è stata guidata da sindaci e tra febbraio 1926 e marzo 1945 da podestà.[121]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1866 1871 Scola Francesco Sindaco
1872 1895 Manzoni Angelo Sindaco
1896 1898 Ambrosini Giovanni Battista Sindaco
1899 1901 Manzoni Angelo Sindaco
1902 1919 Scola Anania Sindaco
1920 1926 Bolis Emilio Sindaco
1926 1937 Borgomanero Arturo Partito Nazionale Fascista Podestà
1938 1939 Meroni Giuseppe Partito Nazionale Fascista Podestà
1940 1943 Lozza Silvio Partito Nazionale Fascista Podestà
1944 1944 Cola Innocenzo Partito Fascista Repubblicano Podestà
1944 1945 Carsana Italo Partito Fascista Repubblicano Podestà
1945 1946 Valsecchi Giovanni Battista Sindaco
1946 1946 Biffi Luigi Sindaco
1946 1956 Losa Riccardo Sindaco
1956 1970 Rondalli Giuseppe Sindaco
1970 1971 Bolis Adelio Sindaco
1972 1980 Lozza Attilio Sindaco
1980 2004 Moretti Antonio Democrazia Cristiana e Lista di centro Sindaco [122]
2004 In carica Greppi Carlo Lista di centrosinistra - Ancora Insieme Sindaco [123][124]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Vercurago fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Basket[modifica | modifica wikitesto]

L'AdB 2001 basket Vercurago è la principale squadra vercuraghese di cestisti. Nata nel 2006, dopo lo scioglimento della Polisportiva 2001 di Vercurago[127], inizia a militare nella Promozione per poi raggiungere nel 2012, grazie al ripescamento, la serie D dove rimarrà per solo un anno.[128]Nella stagione 2014/2015 la squadra riesce a vincere tutte e 28 gli incontri tornando così nuovamente in Serie D. Nei due anni successivi la squadra si qualifica per i playoff per accedere Serie C regionale, ma perde in entrambi i casi al primo turno.

Canoa[modifica | modifica wikitesto]

il C.K.90 (Canoa Kajak 90 Associazione Sportiva Dilettantistica) è l'associazione di canoisti del territorio ed è stata fondata nel 1978. Nel 1985 viene incaricata dalla federazione di organizzare i Campionati Italiani di discesa sull'Adda nelle vicinanze di Sondrio. Nella stagione 1995 l'associazione organizza a San Pellegrino Terme sul fiume Brembo, i campionati regionali di discesa sprint e tra il 1996 e 1997 la gara è a carattere nazionale e registra la partecipazione di circa 200 canoisti da tutta Italia. Il C.K.90 ha permesso inoltre ad atleti come Marco Salvan e Stefano Brambilla di entrare nella Nazionale di Canoa[129].

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La società calcistica del paese è l'A.C.Vercurago (Associazione Calcistica Vercurago) nata nel 1987 partecipa nel 1997/1998 al suo primo campionato in Terza categoria. Nel 2002/2003 la squadra passa in Seconda categoria, alterna la sua posizione in Seconda e Terza categoria fin quando dal 2012 la squadra rimane in Seconda categoria per quattro stagioni consecutive[130].

Inter-crosse[modifica | modifica wikitesto]

l'ASD Victory di Vercurago è una squadra di Inter-Crosse. Nella sua storia ha vinto tutti i Campionati italiani e le Coppe Italia dal 1999 al 2005. Nel 2009 si aggiudica nuovamente la vittoria nel campionato italiano e dal 2010 al 2015 vince 4 Coppe Europa[131].

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di pallavolo è la O.S.G.B.Vercurago (Oratorio San Giovanni Bosco Vercurago).

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Il comune possiede una palestra di buone dimensioni eretta nel 1990. L'edificio è dotato di una tribuna e viene utilizzato per eventi e gli allenamenti dell'AdB 2001 basket Vercurago, la O.S.G.B.Vercurago e l'ASD Victory. La palestra è direttamente collegata alla scuola primaria e viene quindi utilizzata durante le lezioni di ginnastica. Sul territorio è presente anche lo stadio comunale costruito dall’ex sindaco Antonio Moretti nel 1990 composto da un campo in erba a 11 e uno da 5/6 in erba sintetica, inizialmente in terra battuta e due campetti più piccoli, di cui uno da pallavolo. L'impianto è utilizzato dall'A.C.Vercurago

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elezioni Vercurago 2014, su elezionistorico.interno.gov.it. URL consultato il 6 agosto 2018.
  2. ^ a b Superficie e GG Vercurago, su comuni-italiani.it. URL consultato il 6 agosto 2018.
  3. ^ a b Popolazione Vercurago, su demo.istat.it. URL consultato il 6 agosto 2018.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  5. ^ Lemma Vercurago, su dipionline.it. URL consultato il 6 agosto 2018.
  6. ^ Francia, Gambarini, 2001
  7. ^ Distanza Vercurago Lecco, su distanza.org. URL consultato il 6 agosto 2018.
  8. ^ a b c d Relazione componente geologica Vercurago (PDF), su comune.vercurago.lc.it. URL consultato il 6 agosto 2018.
  9. ^ a b c d e f g La Storia Vercurago, su comune.vercurago.lc.it. URL consultato il 6 agosto 2018.
  10. ^ BobToc's WebLog: Diari di Sopracornola (Sucórnula) e della Val San Martino, su bobtoc.blogspot.it.
  11. ^ Rischio sismico di Vercurago, su https://www.tuttitalia.it. URL consultato il 10 agosto 2018.
  12. ^ Relazione documento di piano Vercurago (PDF), su comune.vercurago.lc.it, 6 agosto 2018, pp. 74-81.
  13. ^ Archivio il Meteo, su ilmeteo.it. URL consultato il 6 agosto 2018.
  14. ^ Distanza Vercurago Orio al Serio, su distanza.org. URL consultato il 6 agosto 2018.
  15. ^ Olivieri, 2001, pp. 40-41
  16. ^ Iuos. etimologia Vercurago, su lucio-iuos.blogspot.it. URL consultato il 6 agosto 2018.
  17. ^ Tradizione etimologica, su araldicacivica.it. URL consultato il 6 agosto 2018.
  18. ^ Sistema lago (PDF), su provincia.lecco.it, p. 93.
  19. ^ Cenni storici Calolziocorte, su comune.calolziocorte.lc.it.
  20. ^ Lombardia Beni Culturali. Reperti Golasecca Castello di Somasca, su lombardiabeniculturali.it.
  21. ^ Val San Martino Spot, Castello di Somasca, su valsanmartinospot.it.
  22. ^ Mazzi, 1875, p. 44
  23. ^ a b c Linea del tempo Calolzio, su comune.calolziocorte.lc.it.
  24. ^ a b c Linea del tempo Vercurago (XLS), su comune.vercurago.lc.it. URL consultato il 9 agosto 2018.
  25. ^ Testamento di Rotoprando, su dervio.org.
  26. ^ Longoni, 1999, p. 80
  27. ^ Longoni, 1999, p. 27
  28. ^ ecco Lecco Castello dell'Innominato, su eccolecco.it.
  29. ^ a b Lombardia Beni Culturali. comune di Vercurago sec. XIV - 1797, su lombardiabeniculturali.it.
  30. ^ Storia di Milano dal 1251 al 1275, su storiadimilano.it.
  31. ^ Facchinetti, 1825, p. 48
  32. ^ Storia di Milano dal 1301 al 1325, su storiadimilano.it.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • (EN) Piers Baker-Bates e Miles Pattenden, The Spanish Presence in Sixteenth-Century Italy: Images of Iberia, Ashgate, 2015, ISBN 978-1-4724-41-49-2.

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