Vercurago

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Vercurago
comune
Vercurago – Stemma Vercurago – Bandiera
(dettagli) (dettagli)
Vercurago – Veduta
Vista dalla Valletta di Somasca
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Lecco-Stemma.png Lecco
Amministrazione
SindacoCarlo Greppi[1] (lista civica "Ancora insieme") dal 09/06/2014 - 3º mandato
Territorio
Coordinate45°49′N 9°25′E / 45.816667°N 9.416667°E45.816667; 9.416667 (Vercurago)Coordinate: 45°49′N 9°25′E / 45.816667°N 9.416667°E45.816667; 9.416667 (Vercurago)
Altitudine225 m s.l.m.
Superficie2,12[2] km²
Abitanti2 829[3] (01-01-2017)
Densità1 334,43 ab./km²
FrazioniSomasca
Comuni confinantiCalolziocorte, Erve, Garlate, Lecco, Olginate
Altre informazioni
Cod. postale23808
Prefisso0341
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT097086
Cod. catastaleL751
TargaLC
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona E, 2 389 GG[4]
Nome abitantivercuraghesi
PatronoSan Girolamo Emiliani, Santi Gervaso e Protaso
Giorno festivo8 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vercurago
Vercurago
Vercurago – Mappa
Posizione del comune di Vercurago nella provincia di Lecco
Sito istituzionale

Vercurago (AFI: /verkuˈraɡo/[5]; Vercürach, /verkyˈratʃ/ in dialetto bergamasco[6]; anticamente Vercoriaco) è un comune italiano di 2.829 abitanti[7] della provincia di Lecco (Bergamo fino al 1992) in Lombardia. È situato a 5 chilometri dal centro di Lecco, nella parte nord-ovest della Valle San Martino tra il lago di Garlate e il complesso montuoso del Monte Pizzo e del Monte Mudarga.

Il villaggio viene nominato per la prima volta in un documento del 814 d.C. mentre il territorio è abitato sin dalla preistoria. Il comune è parte della Comunità montana Lario Orientale - Valle San Martino[8], e la zona costiera comprende parte del Parco dell'Adda Nord[9].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

il torrente Gallavesa dopo una pioggia primaverile

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Vercurago si trova nelle alpi meridionali, esattamente nella zona delle prealpi bergamasche occidentali. Il territorio comunale comprende parte del Monte Pizzo e del Monte Mudarga dove raggiunge l'altezza massima di 640 m.s.l.m.. Il Monte Mudarga localmente è anche chiamato detto anche "Corna Rossa" a causa di alcuni filoni di marne rosse che lo compongono[10]. Questi monti così come parte della frazione di Somasca sono caratterizzati da rocce sedimentarie come maiolica, peliti, sass de la luna e marne di vari colori mentre la parte più bassa di Vercurago è prevalentemente composta da depositi fluviali e soprattutto glaciali, tutte rocce tipiche del flysch lombardo. La parte più bassa di Vercurago è densamente popolata ed edificata mentre nella frazione di Somasca, oltre al piccolo centro abitato, presenta diverse macchie boschive che circondano le località di Folla, Beseno, Provada e Malvada

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune si affaccia sulla sponda orientale del lago di Garlate che in passato, a causa dei suoi canneti e delle sponde acquitrinose, ha facilitato la diffusione di malattie come la malaria, inoltre negli anni 1987 e 2002 a causa delle abbondanti precipitazioni il lago è esondato raggiungendo le case circostanti. Il comune è attraversato dal torrente Gallavesa che nasce a 1700 metri di altitudine nel comune di Erve e si snoda per 8 km attraversando Calolziocorte e poi Vercurago dove sfocia nel lago di Garlate. Anche se è l'unico torrente del comune vi sono alcuni torrenti stagionali nella frazione di Somasca alcuni dei quali sono affluenti del Gallavesa. Nel 1953 a causa di un periodo di forti piogge uno di questi corsi d'acqua è esondato causando molti danni alle abitazioni limitrofe. A causa della composizione carbonatica di parte del lito strato, il territorio è caratterizzato dal fenomeno del carsismo e sul territorio sono presenti diverse sorgenti[11].

Flora e fauna[modifica | modifica wikitesto]

La foce del torrente Gallavesa innevata.

Nella zona medio montana sono presenti boschi di latifoglie come carpino nero, frassino e roverella. I boschi non sono fitti e quindi c'è una presenza consistente di specie arbustive come il ligustro il nocciolo e il corniolo e nel sottobosco sono presenti piante erbacee come il pungitopo, la rosa di natale, e l'asparago selvatico.

Nell'area montana sono presenti anche molti terrazzamenti e prati anticamente utilizzati per l'agricoltura ed oggi coperti da prati. In questa zona tra i mammiferi si possono annoverare cinghiali, ricci, volpi, ma sono presenti anche diverse specie di uccelli anche rapaci come il falco pecchiaiolo e il biancone che si nutrono di roditori e rettili. Dal punto di vista faunistico il territorio lacustre presenta una grande varietà di specie ittiche tra cui trote, lucci, alborelle, cavedani, agoni e persici.

Le specie di uccelli che popolano l'area sono ben 139 di cui 10 migratorie, tra le specie stanziali si annoverano anatre tuffatrici, svassi, cigni, germani reali, folaghe, gallinelle d'acqua, cormorani, gabbiani e aironi, Mentre tra le migratrici spicca la garzetta. La grande presenza di uccelli nella zona lacustre è favorita dai canneti e lesecche che vengono usate per la caccia e la nidificazione[12].

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Bergamo Orio al Serio.

Il clima rientra nella zona E, è caratterizzato da inverni freschi ed estati miti grazie all'azione mitigatrice del lago. Le temperature medie nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio sono comprese tra i 3 °C e i 5 °C, mentre tra luglio e agosto si aggirano tra i 23-24 °C. I venti generalmente hanno velocità vicine a i 5 km/h, ma raggiungono rare punte massime di 70 km/h. Le precipitazioni sono frequenti con valori medi di 1400 mm/anno[13].

BERGAMO ORIO AL SERIO
(1971-2000)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 6,68,613,016,421,425,328,327,823,417,611,17,27,516,927,117,417,2
T. min. mediaC) −1,10,13,36,311,014,517,317,313,89,03,4−0,3−0,46,916,48,77,9
Precipitazioni (mm) 66,154,071,587,4122,5121,291,9100,3114,3121,587,564,4184,5281,4313,4323,31 102,6
Giorni di pioggia 75791196778771927222290
Umidità relativa media (%) 75716769686868687075777874,768687471,2

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

il comune di Vercurago rappresentato negli affreschi della Galleria delle carte geografiche nei palazzi Vaticani

Nel testamento di Rotprando dell'814 il paese è attestato come Vercoriaco; nel XIII secolo il nome cambia in Vergurago e Vercurate.[14] A parere degli etimologi Flechia e Dante Olivieri il toponimo potrebbe derivare da un prediale, latifondo di epoca imperiale romana, appartenuto ad un certo Vercorius. Il nome del latifondista ha certamente origine celtica ed è formato dagli elementi gallici ver, sopra, e corius, esercito o truppa. Altri nomi supposti sono Vercobius, dove cobio significa vittoria, o Verconius, dove coni significa cane o lupo. L'etimologo Delamarre propone il nome Vercuriacon che attesterebbe la proprietà di Vercurios sul terreno .[15]

La tradizione però vuole che all'origine in questo territorio si trovasse un tempio dedicato a Mercurio o forse anche ad una divinità precedente di origine celtica o germanica. Dal nome della divinità sarebbe nato il nome Mercuriacus che avrebbe poi cambiato la -m- in -v- divenendo così Vercuriacus.[16]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalla Preistoria all'Alto Medioevo longobardo[modifica | modifica wikitesto]

I primi abitanti della zona risalgono alla Cultura di Polada, vissuta tra i 2200 e i 1600 a.C. durante l'età del bronzo. Questa civiltà era diffusa in tutta l'Italia settentrionale e si era stanziata in villaggi palafitticoli anche lungo le rive dell'Adda. Si hanno tracce di questi insediamenti sulle rive di Lecco e Calolziocorte ed è quindi probabile che si svilupparono insediamenti di questa civiltà anche sulle rive di Vercurago[17].

I primi insediamenti di popolazioni stabili invece vennero rinvenuti durante gli scavi archeologici svolti tra il 1986 e il 1988 nella zona del Castello di Somasca. Durante questa campagna di scavi sono state scoperti reperti ceramici e fondazioni di abitazioni appartenenti alla Civiltà di Golasecca, una cultura celtica vissuta tra l'XI e il V secolo a.C. che si sviluppò in tutta la Pianura Padana.

In epoca romana il territorio compreso tra Calolziocorte e Vercurago era percorso dalla strada pedemontana che collegava le città di Brescia, Bergamo e Como. La strada attraversava il fiume Adda grazie ad un ponte risalente al III secolo d.C. passante per Olginate del quale oggi rimangono i resti dei piloni esagonali che lo costituivano. Dal punto di vista amministrativo il territorio apparteneva al circondario di Bergamo che nel I secolo a.C. durante la giurisdizione dell'imperatore Augusto venne inserito nella Regio XI Transpadana per poi entrare a far parte della Regio X Venetia et Histria nel I secolo d.C.[18].

Le prime notizie dell'esistenza dell'abitato di Vercurago sono attestate da un documento di epoca longobarda dell'814, il Testamento di Rotprando. Il testamento venne redatto durante la reggenza italiana di Bernardo dal notaio Nanno dopo la morte di Rotprando. Rotprando probabilmente era un ricco nobile longobardo abitante dell'Isola Comacina, il quale senza eredi decise di lasciare gran parte dei suoi beni alla basilica di sant'Ambrogio di Milano e decise di permettere ad un certo Punno di comprare alcuni suoi terreni. Tra i terreni elencati nel documento viene dichiarata per la prima volta l'esistenza del villaggio di Vercoriaco e dell'Oratorio dedicato a San Protasio, nello scritto infatti si può leggere che il nobile longobardo lascia all'oradorio sancti Prodaci in Vercoriaco tutti i territori e possedimenti di sua proprietà posti nello stesso villaggio di Vercurago. Dal testamento si legge[19]:

(LA)

« Et si forsitans Punno ipse suprascripte tres locas emmere noluerit tunc post diae obedi mei deveniat in potestate et jura Sancti Petri pro missa et luminaria mea vel parentorum meorum vel abere oratorio Sacti Prodaci in Vercoriaco post diae obedi mei territoria juris mei in ipso vico Vercoriaco mea portione ex integro. »

(IT)

« E se per caso Punno non volesse comprare i miei territori di cui sopra, allora, dopo la mia morte, vadano sotto il dominio e la giurisdizione della chiesa di San Pietro, per mandato e volontà mia o dei miei antenati, oppure, dopo la mia morte, vadano a finire all'oratorio di San Protasio a Vercurago i territori di mio diritto, nello stesso villaggio di Vercurago il mio terreno per intero. »

Nel 887 si cita per la prima volta la località di Cremellina, scomparsa durante le lotte tra guelfi e ghibellini e che oggi corrisponderebbe alla zona di confine tra Vercurago e Pascolo, frazione di Calolziocorte[20].

Il Basso Medioevo milanese[modifica | modifica wikitesto]

La torre principale del Castello dell'Innominato appartenuto durante le lotte tra i della Torre e Visconti alla famiglia guelfa dei Benaglio

Dopo il dominio longobardo Vercurago entra nella sfera di influenza del libero comune di Bergamo dove nello statuto del 1263 è indicato come parte della factae di Sant'Alessandro, una delle quattro divisioni amministrative che prendevano il nome dalle porte della città[21]. In questo periodo si afferma anche l'indipendenza religiosa del comune dato che nel 1264 la chiesa dei santi Gervasio e Protasio ottiene una curazia stabile dal prevosto di Garlate. Bergamo entra ben presto a far parte della Signoria di Milano e nel 1274 il guelfo Napoleone della Torre, signore di Milano, conquista Vercurago e l'intera Valle San Martino. Nel 1282 uno dei seguaci di Napo, Filippo Benaglio, diventa signore dei comuni di Calolzio e Vercurago. La zona del lecchese fu sempre partigiana dei della Torre tanto che il 30 marzo 1297 Lecco e i territori guelfi circostanti, Vercurago compresa, vennero messi a ferro e fuoco dal ghibellino Matteo Visconti, in guerra coi della Torre per ottenere il dominio della Signoria di Milano.

La guerra si conclude con la vittoria dei Visconti così nel 1320 Vercurago passa sotto il loro dominio e nel 1332 anche tutta la Valle San Martino diviene dipendenza di Azzone Visconti. Probabilmente in questi anni di continue guerre tra guelfi e ghibellini venne costruito su di un'altura il Castello dell'Innominato, che grazie alla sua posizione strategica permette di avere una visuale completa di tutta la valle. Il castello subisce le prime devastazioni nel 1373 quando Ambrogio Visconti, primogenito e figlio naturale di Bernabò Visconti, venne ucciso da una folla di contadini rivoltosi di Caprino Bergamasco. Dopo questo avvenimento infatti il padre per rappresaglia decise di compiere una devastazione in tutta la Valle San Martino che era rimasta comunque legata alla fazione guelfa. L'8 settembre 1383 avviene una nuova battaglia tra guelfi e ghibellini nella località di Cremellina dalla quale ne escono vittoriosi i ghibellini che riescono finalmente a cacciare la guelfa famiglia Benaglio spogliandola dei loro averi[21]. Le lotte in questo periodo sono molto intense e violente tanto che si registra un'altra battaglia il 27 maggio 1398, la battaglia del Campo Cerese, che vede schierate dal lato guelfo Calolzio e Vercurago, mentre da quello ghibellino Olginate e Garlate.

Il 3 marzo 1426 la Repubblica di Venezia dichiara guerra al Ducato di Milano, che dopo aver preso Brescia senza sforzi, riesce a conquistare tutta la parte occidentale del ducato, Vercurago quindi diviene parte del dominio veneto. Passano solo due anni e il 18 aprile 1428 con la pace di Ferrara, Vercurago ritorna parte del Ducato di Milano. Nel gennaio del 1431 le lotte tra Venezia e Milano riprendono e continuano fino al 1433 quando Vercurago diventa zona di confine con la Repubblica di Venezia. Vercurago ritorna veneziana dopo la riconquista della Valle San Martino messa in atto da Bartolomeo Colleoni e conclusa la Pace di Cremona del 1441[22]. Il 16 maggio del 1452 il Ducato di Milano ricomincia la guerra con Venezia per il possesso dei territori ad est dell'Adda, dopo diverse battaglie Vercurago diviene finalmente veneziana l'11 aprile del 1454 con la pace di Lodi[23]. Nel 1455 la parrocchia di Vercurago si distacca per un breve periodo dalla pieve di Garlate e il 9 settembre dello stesso anno il paese riceve una visita dall'arcivescovo di Milano Gabriele Sforza, un evento di grande rilievo per la comunità dell'epoca.

La Repubblica di Venezia dal XVI al XVIII secolo[modifica | modifica wikitesto]

Disegno della chiusa di Vercurago

Con la pace di Lodi Vercurago diventa parte della Repubblica di Venezia ritornando località di confine con il milanese, di conseguenza viene costruita una dogana la quale rimarrà attiva fino alla caduta della Serenissima. La dogana veniva chiamata "la chiusa" e da questo termine nasce il nome del rione lecchese confinante con Vercurago, Chiuso. Nel 1509 a seguito della lega di Cambrai Calolzio e Vercurago ritornano per pochi mesi sotto il dominio milanese dopo la loro conquista da parte di Carlo d'Ambois, signore di Chaumont, per poi ritornare a far parte della Repubblica di Venezia.[24]

Nel 1533 giunge a Vercurago l'ex soldato veneziano Gerolamo Emiliani che insedia nella zona della Valletta a Somasca la sua "Congregazione dei servi dei poveri", poi divenuto l'ordine dei Chierici Regolari di Somasca. Nel 1534 nel comune avviene un fatto miracoloso, Gerolamo Emiliani per dissetare gli orfani di cui si stava prendendo cura riesce a far scaturire dell'acqua da una parete rocciosa sulla quale verrà edificata la cappella di san Girolamo e attorno al quale nascerà il complesso religioso della Valletta. Dalla morte dell'apostolo degli orfani avvenuta nel 1537, Somasca diviene in modo ininterrotto luogo di attrazione e di preghiera per pellegrini provenienti dal bergamasco e dalla Brianza. Nel 1566 San Carlo Borromeo con la fondazione del primo seminario foraneo della diocesi milanese sancisce la separazione della parrocchia di Somasca dalla parrocchia di Calolzio[25]. Nel 1566 Vercurago è nuovamente parte della pieve di Garlate, ma nel 1574 entra a far parte della neonata pieve di Olginate[26]. Nel 1576 insieme a tutto il resto dell'Italia settentrionale subisce gli effetti della peste di San Carlo.

Durante il XVI secolo Vercurago è povera e caratterizzata da un'economia completamente agricola e di sussistenza. La situazione migliora verso la fine del secolo quando i traffici commerciali tra Venezia e le città d'oltralpe si intensificano, in questo periodo infatti Vercurago insieme a Brivio diventa il principale punto di scambio commerciale. Per merito di queste nuove rotte Venezia decide di stringere un'alleanza con la Repubblica delle Tre Leghe. Nel 1589 il governo veneziano decise di inviare a Vercurago il nobile Gian Gerolamo Grumelli affinché iniziasse le negoziazioni con la famiglia svizzera Salis, alla quale il Grumelli era imparentato, per preparare i concordati necessari l'alleanza tra i due stati che alla fine venne stipulata nel 1603[27]. In questo periodo il governo del comune era affidato ad un console e due sindaci che avevano anche il compito di partecipare alle elezioni del Consiglio Generale della Valle. Nel 1630 Vercurago subisce una nuova pestilenza.

Nel corso di tutto il XVII secolo si svolgono intense lotte tra gli abitanti milanesi della confinante Chiuso, e i veneziani di Vercurago. Le frequenti lotte erano causate dal permesso di pesca sul fiume Adda, che dopo la pace di Lodi era diventato di proprietà milanese[28]. Nel 1626 Girolamo Emiliani venne designato protettore della Valle San Martino, nel 1747 venne beatificato e nel 1767 proclamato santo. Nel 1787 la parrocchia vercuraghese, dopo l'abolizione della pieve di Olginate, entra a far parte definitivamente della diocesi di Bergamo.

Dalla caduta di Venezia al XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Il primo Istituto per frenastenici d'Italia fondato da Antonio Gonelli-Cioni nel 1891

Il 17 ottobre 1797 con il trattato di Campoformio cade la Repubblica di Venezia e Vercurago passa sotto il governo francese della Repubblica Cisalpina appartenendo per poco più di un anno, seppure contro il volere dei sindaci, al Dipartimento della montagna, nel distretto del Caldone[29]. Nel 1799 durante la campagna italiana di Suvorov le truppe cisalpine al comando del generale Jean Mathieu Philibert Sérurier transitarono per Vercurago in direzione Lecco. La battaglia di Lecco venne combattuta dai francesi tra il 25 e il 27 aprile contro il reparto dell'esercito austro-russo al comando del principe russo Pëtr Ivanovič Bagration, che durante la battaglia decise di squarciare a cannonate le mura del già diroccato Castello di Somasca[30]. I francesi mantennero però il possesso dell'area e nel 1801 Vercurago entrò a far parte del i distretto di Bergamo del dipartimento del Serio e in questo anno di riforme territoriali Somasca venne annessa diventando frazione del comune. Dopo la sconfitta di Napoleone e il Congresso di Vienna del 1815 la Lombardia e il Veneto vennero annessi all'Impero Austriaco e venne così creato il Regno Lombardo Veneto. Durante il dominio austriaco scrisse il poeta vercuraghese Samuele Biava, che con le sue "Melodie Lombarde" venne fortemente criticato dall'autorità culturale della Biblioteca Italiana a causa degli eccessivi toni risorgimentali. Il Regno Lombardo Veneto venne poi annesso al Regno di Sardegna nel 1859 durante la seconda guerra d'indipendenza.

Nell'Ottocento sono circa 300 gli agricoltori vercuraghesi si occupano prevalentemente della coltivazione della vite e del gelso, pianta necessaria alla produzione della seta che viene commerciata attraverso l'Adda e il lago così come gli altri prodotti. La tessitura è un'attività fiorente in tutto il lecchese e quindi anche a Vercurago durante questi anni vengono attivate dalla famiglia Scola due filande sul torrente Gallavesa una delle quali trasformata in casa padronale nel 1855[31]. Nel 1891 la casa padronale venne convertita dal pedagogista Antonio Gonelli-Cioni in un centro di riabilitazione per bambini affetti da malattie psichiche, il primo di questo tipo in Italia, che venne poi chiuso dopo la morte del fondatore nel 1912. La situazione economica migliora negli ultimi anni dell'Ottocento tanto che nel 1889 è annotata la presenza di un pastificio, un'officina dedita alla tornitura del legno e del ferro e un'officina per la costruzione delle dinamo elettriche[32]. Nel 1863 il territorio di Vercurago è interessato dalla costruzione della linea ferroviaria Lecco-Brescia dove successivamente verrà anche aperta una stazione tuttora attiva. Nei primi del Novecento comincia anche lo sviluppo industriale che interessa tutto il nord Italia, grazie alla costruzione nel 1917 del grande complesso industriale della Pirelli. Lo stabilimento era incaricato alla produzioni dei prodotti chimici usati per la preparazione della gomma e come molti altri impianti industriali sfruttava l'energia idroelettrica fornita dal vicino torrente Gallavesa che è attivo durante tutto l'anno. la fabbrica arrivò a toccare i 150 impiegati durante gli anni del boom economico, ma con il decadimento dell'industria chimica lo stabilimento dopo alcuni passaggi di proprietà e cambiamento di produzione venne chiuso definitivamente nel 1987[33]. Dal punto di vista amministrativo il comune è stato parte fino al 1927 del circondario di Bergamo e fino al 1992 dell'omonima provincia, anno in cui è entrato a far parte della provincia di Lecco.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 ottobre 1969 la Giunta Comunale incaricò il professore milanese Giuseppe Bonfanti di realizzare lo stemma ed il gonfalone di Vercurago, che all'epoca ancora non esistevano. Nello stemma, disegnato dal pittore Giovanni Secomandi, è richiamato il ricordo della lotta per la libertà contro il potere visconteo e la figura di San Girolamo Emiliani. Nella metà sinistra spicca il Castello dell'Innominato, simbolo di Vercurago, in particolar modo della frazione Somasca dove San Girolamo trascorse parte della sua vita fino alla morte. il cielo azzurro che fa da sfondo al castello richiama i Guelfi, fazione alla quale apparteneva Vercurago e che dimostra la lotta del paese contro Bernabò Visconti nel 1373. Nella seconda metà, sono presenti una freccia e una lancia d'argento poste in croce di San Andrea e due palle astate d'argento, poggiate sulla freccia con le aste. In questa metà lo sfondo è rosso e rappresenta i Ghibellini, in particolare i Visconti, contro il quale il paese ha dovuto battersi. Sulla sommità dello stemma è presente la Corona comunale ed è contornato da fronde di quercia, simbolo di forza e d'alloro, simbolo di pace, propri degli stemmi comunali. Lo stemma venne approvato il 3 dicembre 1970 da Giuseppe Saragat e Emilio Colombo[34].

Gonfalone[modifica | modifica wikitesto]

Il gonfalone è composto da un drappo tagliato di rosso e d'azzurro, ornato da ricami d'argento con al centro lo stemma e l'iscrizione in argento. Le parti metalliche e i cordoni sono d'argento e l'asta verticale è ricoperta di velluto rosso e azzurro alternato e fissato con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia è scritto lo stemma comunale e, nel gambo, il nome del Comune. Nella parte superiore sono presenti delle cravatte e nastro tricolori frangiati d'argento.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Cappella di San Mauro
Chiesa della Mater Orphanorum prima dei restauri

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio[modifica | modifica wikitesto]

Fondata nel 814 e dedicata ai santi Gervasio e Protasio era oratorio signorile della famiglia di origine longobarda di Rotprando. Venne consacrata nel 1550 e totalmente ricostruita nella metà del Settecento da Carlo Giuseppe Merlo. Per tutto l’Ottocento sono stati aggiunti vari affreschi, in particolare sul presbiterio. Per accedere alla chiesa è presente una grande scalinata edificata nel 1866.[35]

Santuario di San Girolamo Emiliani[modifica | modifica wikitesto]

Il Santuario di San Girolamo Emiliani, detto anche "Parrocchia dei Santi Bartolomeo apostolo e Gerolamo Emiliani" è un luogo di culto ubicato a Somasca. Esso è la sede della congregazione dei chierici regolari di Somasca nonché il luogo di vita e di opere di san Girolamo Emiliani, fondatore dell'ordine. La costruzione venne iniziata nel 1544, la chiesa ha tre navate ed è in stile barocco.

Chiesa della Mater Orphanorum[modifica | modifica wikitesto]

Situata nella frazione di Somasca vicino al Santuario di San Girolamo Emiliani, si trova la piccola cappella dedicata a Maria, madre degli orfani, edificio sacro strettamente legato alla presenza dei padri somaschi nel borgo. La chiesa venne infatti costruita attorno a quella che era la casa di San Girolamo Emiliani a Somasca che consisteva nell'edificio in parte ancora oggi visibile. L'interno della chiesa, ad un'unica navata, termina nell'abside con una scultura avente per soggetti San Girolamo Emiliani e tre orfanelli inginocchiati d'innanzi alla Madonna, opera in legno che venne incoronata solennemente e benedetta il 19 settembre 1954 dal cardinale Federico Tedeschini. L'altare maggiore, realizzato in marmo riccamente intagliato, venne consacrato insieme alla chiesa il 25 settembre del 1953 dall'allora patriarca di Venezia e cardinale Giuseppe Angelo Roncalli, diventato poi Papa Giovanni XXIII. Nell'area del presbiterio sono presenti anche due affreschi in monocromo rappresentanti l'uno "San Girolamo e i suoi compagni" e l'altro "La morte di San Girolamo". A destra dell'altare, separata dalla navata da una cancellata in ferro battuto, si trova la piccola stanza dove morì il santo somasco l'8 febbraio 1537, non prima di aver tracciato sul muro una grande croce rossa ancora oggi visibile. La stanza è divenuta importante anche perché qui il Miani scrisse le regole dell'Ordine dei Chierici Regolari di Somasca che venne successivamente proposto all'approvazione pontificia[36]. Nel 2018 sono stati completati i lavori di restauro della chiesa.

Via delle Cappelle di Somasca[modifica | modifica wikitesto]

la Via delle Cappelle di Somasca realizzata nel 1760 permette il collegamento tra il centro abitato di Somasca e la zona dell'Eremo della Valletta. Sulla strada pavimentata e ciottolata si affacciano 10 cappelle (l'undicesima è locata in una torre del Castello di Somasca). Le cappelle vennero realizzate in tempi diversi tra XIX e XX secolo e riproducono i momenti significativi della vita di San Girolamo attraverso delle statue, come nella tradizione dei sacri monti lombardi. Sulla via delle cappelle si trova anche una "Scala Santa" scavata nel 1837 nella roccia che porta all'eremo ricavato da una grotta naturale dove san Girolamo Emiliani era solito raccogliersi in preghiera.

Eremo della Valletta[modifica | modifica wikitesto]

Fu fondato da San Girolamo Emiliani nel 1534 ed è la casa madre dei Chierici regolari di Somasca. Al termine della Via delle Cappelle si giunge attraverso un portale con un affresco raffigurante Gesù che porta la Croce, alla località denominata la Valletta, un ritiro eremitico dove San Girolamo Emiliani era solito ritirarsi in preghiera e solitudine col crocifisso. Nello spiazzo iniziale sono presenti la Chiesa della Risurrezione accostata al cimitero dei padri somaschi oltre alla X e penultima delle cappelle dove è rappresentata la morte del santo. Salendo un gradinata si arriva ad uno spiazzo di maggiori dimensioni nel quale si trovava una grotta che fungeva da riparo al santo ed attorno alla quale è stata ricavata la Cappella di San Girolamo, vi è inoltre un portico e di fianco alla cappella la fonte miracolosa ancora funzionante.[37]

Cappelle ed edicole votive[modifica | modifica wikitesto]

Vicino al confine con Calolziocorte è presente la piccola cappella a pianta esagonale, in stile neoclassico, dedicata a San Mauro, edificata nel 1700 contiene affreschi del 1961.

Nella frazione di Somasca invece sono presenti due cappelle una è dedicata al centenario della formazione del corpo militare degli alpini, è stata aperta il 17 settembre 1972, è a pianta quadrate e la muratura è in pietra.

La seconda la piccola Cappella di Sant'Ambrogio nata nel 1339 si trova all'interno della Rocca dell'Innominato, venne restaurata da San Girolamo Emiliani e oggi, come anche le altre cappelle, viene utilizzata solo per funzioni occasionali.

In tutto il territorio inoltre sono presenti varie edicole votive a tema religioso, spesso raffiguranti la Madonna.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Castello dell'Innominato, interno

Castello dell'Innominato[modifica | modifica wikitesto]

Costruito per un sistema di fortificazioni dell'epoca carolingia oggi la fortezza è oggi più conosciuta col nome di Castello dell'Innominato, in quanto la tradizione vuole che l'edificio fosse stato una delle residenze di Francesco Bernardino Visconti, signore di Brignano al quale Alessandro Manzoni si ispirò ne I promessi sposi .

La rocca venne in gran parte smantellata nel settembre 1509 ad opera delle truppe francesi impegnate nella guerra contro la repubblica di Venezia (nei cui confini si trovavano, dal 1454, Somasca e Vercurago), ma anche la popolazione locale se ne servì successivamente come fonte di materiale da costruzione. Nel territorio della fortezza si trova anche la cappella di Sant'Ambrogio.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Villa Borgomanero[modifica | modifica wikitesto]

Nel centro storico cittadino è presente Villa Borgomanero, una villa in stile liberty costruita dalla famiglia di impresari edili Secomandi nei primi anni venti del Novecento.[38]

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Monumento ai caduti delle due guerre mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Monumento dedicato ai caduti delle due guerre mondiali, localizzato in un'aiuola vicino al centro storico è composto da un basamento sormontato una statua bronzea raffigurante un soldato che regge la bandiera e abbraccia un bambino scolpita nel 1926 da Montegani Angelo. il basamento sul quale vi è scritto:

« VERCURAGO NEL CULTO DEGLI EROI RITEMPRA LA FEDE NELLA PATRIA »

sono poste lapidi bronzee con i nomi dei caduti della I e della II guerra mondiale[39].

Monumento a tutti gli alpini[modifica | modifica wikitesto]

Posto in prossimità della cappella dedicata al centenario della formazione del corpo militare degli alpini e un monumento bronzeo dedicato a tutti gli alpini. La scultura è composta da tre pennacchi rocciosi che sostengono un busto rappresentante un alpino, l'intera composizione è stata scolpita nel bronzo ed è stata posata il 16 giugno 1974.

L'Abbraccio[modifica | modifica wikitesto]

Statua in marmo di Carrara alta 320 cm e pesante 750 kg, scolpita da Antonio Guerra, scultore calolziese operante prevalentemente nella Valle San Martino[40]. "L'Abbraccio" raffigura San Gerolamo Emiliani e Santa Caterina Cittadini immersi in un fascio di luce all'interno del quale è incastonata una sfera rappresentante il mondo, questi due elementi inoltre ricordano le opere del pittore Gianni Secomandi. La targa posta sul basamento in cemento riporta una frase di Cicerone, il nome della statua e la dedica all'ex sindaco Antonio Benedetto Moretti (1934-2016). La statua venne commissionata nella primavera 2002 e i primi schizzi risalgono all'autunno dell stesso anno, la statua venne posta all'interno del piazzale antistante il cimitero per essere inaugurata il 2 giugno 2005[41].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Gli abitanti del comune non furono mai più di un migliaio fino ai primi anni del Novecento, la popolazione è poi quasi triplicata negli anni sessanta e settanta durante il periodo del boom edilizio. La popolazione locale venne inoltre decimata da due epidemie, nel 1576 dalla peste di San Carlo e nel 1630 dalla peste manzoniana. Il comune era interessato da un'alta mortalità infantile causata dall'aria insalubre proveniente dalle paludi che la circondavano tanto che nel 1836 la confinante Calolzio e i territori circostanti vennero colpiti da un'epidemia di colera[42]. La popolazione comunale crebbe nel 1801 con l'annessione al comune dell'abitato di Somasca.

Popolazione storica[43]

Abitanti censiti[44]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo l'ISTAT al 1 gennaio 2017 la popolazione straniera era di 155 persone pari al 5,5% della popolazione. La nazionalità maggiormente rappresentata era quella rumena con 21 cittadini residenti[45]:

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alla lingua italiana, a Vercurago è utilizzato il dialetto bergamasco, una variante della lingua lombarda, che si è diffuso grazie al legame di lunga data che lega il comune a Bergamo. Il dialetto bergamasco parlato a Vercurago, e più in generale della zona occidentale della Valle San Martino, risente della vicinanza con Lecco e di conseguenza il vernacolo locale presenta delle affinità con il dialetto lecchese.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La principale confessione religiosa a Vercurago è quella cristiana cattolica. Nel comune sono presenti due parrocchie appartenenti alla Diocesi di Bergamo, la parrocchia vercuraghese dei santi Gervasio e Protasio, nata nel 814 e la parrocchia riferita alla frazione di Somasca, nata nel 1564[46] e intitolata a San Bartolomeo apostolo e a San Girolamo Emiliani[47]. Le parrocchie seguono il rito ambrosiano, come in buona parte dell'arcidiocesi di Milano[48] differendo dalla maggior parte del mondo cattolico.

Nel comune hanno sede, entrambe nella frazione di Somasca, due congregazione religiose quella dei Chierici regolari di Somasca fondato da san Girolamo Emiliani e quella delle Suore Orsoline di San Girolamo fondate da beata Caterina Cittadini.

La storia di Vercurago, in particolare quella di Somasca, è legata a Papa Giovanni XXIII. All'età di 6 o 7 anni era solito trascorrere insieme alla madre dei momenti di preghiera all'Eremo della Valletta. Ritornò in questo luogo il 7 settembre 1919 quando a Somasca celebrò una messa ancora in veste di sacerdote. Ritornò a Somasca con il titolo di patriarca di Venezia il 26 settembre 1953 dove consacrò la piccola chiesa della Mater orphanorum. Il suo attaccamento a Somasca rimase anche dopo essere stato eletto papa quando il 10 dicembre 1958 decise di elevare il Santuario di San Girolamo Emiliani a basilica minore.[49]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Il Betell di Vercurago

Il "Trofeo Arnaldo Mondonico alla memoria" è una regata alla quale partecipano alcuni dei comuni lecchesi che si affacciano sul lago di Como. Il mezzo utilizzato per la regata è il Batell, storica imbarcazione lariana utilizzata inizialmente per scopi lavorativi come pesca e trasporti. Questo mezzo è impropriamente conosciuto come "Lucia" dato che nei Promessi sposi del Manzoni, Lucia Mondella se ne serve durante la partenza dal lago, ma il termine, seppure comunissimo, è erroneo. Le gare si svolgono a partire dal 2008 e dal 2011 vengono gestite dall'associazione "Gruppo Manzoniano Lucie" e coinvolge oltre a Vercurago i comuni di: Abbadia Lariana, Bellano, Calolziocorte, Dervio, Garlate, Malgrate, Olginate, Oliveto Lario e Pescate.[50]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Fino alla prima metà dell'Novecento, l'abitato di Vercurago si sviluppava principalmente attorno alla chiesa dei santi Gervasio e Protasio fino al confine con Lecco dove un tempo c'era la dogana. Un altro nucleo abitativo indipendente si trovava vicino al torrente Gallavesa al confine con Calolziocorte dove si trovava anche l'istituto per frenastenici fondato da Gonelli-Cioni. Nel territorio attuale della città era presente l'abitato di Somasca, sviluppato nel Seicento attorno al santuario di San Girolamo Emiliani, costruito dopo l'arrivo del santo nella zona del Castello di Somasca.

Nel dopoguerra, dato il rapido incremento demografico, iniziò lo sviluppo della città attorno alla strada provinciale e al lago dove già dal 1917 era stato costruito il complesso industriale Pirelli, poi Safilo fino al 1987. Questo sviluppo urbanistico però a causa della ferrovia portò ad una divisione della città sanata da un piccolo sottopassaggio e da un passaggio a livello ancora presenti. Per ovviare lai problemi di traffico causati dal passaggio a livello è stato esposto un progetto per la costruzione di un sottopassaggio che però non è mai stato iniziato. Lo sviluppo edilizio colpì anche la frazione di Somasca dove negli anni sessanta vennero costruite diverse palazzine[51]. Nel 2015 dopo oltre due anni di lavori con la costruzione di un complesso residenziale nella zona ex Safilo è stata inaugurata la pista ciclabile panoramica collegata all'itinerario ciclabile lungo le rive dell'Adda che permette di collegare Trezzo sull'Adda a Lecco[52].

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Vercurago ha la sola frazione di Somasca collocata sull'altura dove sorge il Castello dell'Innominato. Sul territorio sono inoltre presenti le piccole località montane di Beseno, Folla, Provada e Malvada[53].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale è presente l'asilo infantile dedicato a Papa Giovanni XXIII, una scuola primaria costruita nel 1937 vicina alla biblioteca[54] e la scuola media statale dedicata a Massimiliano Maria Kolbe nella quale ha insegnato come professore di arte il cantante Eugenio Guglielmi.

Biblioteca[modifica | modifica wikitesto]

La Biblioteca di Vercurago nasce nel 1972 da un gruppo di volontari, nel 1983 il consiglio comunale stabilisce di intitolare la biblioteca al pittore Gianni Secomandi. Nel 1994 viene completata la costruzione della nuova sede e la biblioteca si trasferisce da piazza Marconi in Via Caterina Cittadini.[55]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

L'unica raccolta museale sul territorio comunale è presente nella frazione di Somasca ed appartiene alle Suore Orsoline di San Girolamo. Nel polo museale denominato "Le sorgenti" sono ricostruiti all'interno della dimora di Caterina Cittadini,[56] con materiali dell'epoca, i momenti più significativi della vita della beata e gli ambienti tipici ambienti tipici della vita contadina ottocentesca.[57]

Arte[modifica | modifica wikitesto]

« Dall’alto del castellaccio, come l’aquila dal suo nido insanguinato, il selvaggio signore dominava all’intorno tutto lo spazio dove piede d’uomo potesse posarsi. »

(Alessandro Manzoni, I promessi sposi, capitolo XX)

Vercurago è uno dei paesi in cui Alessandro Manzoni ambienta I promessi sposi, il comune è infatti annoverato tra i luoghi manzoniani[58]. Sin dalla descrizione iniziale Manzoni descrive il paesaggio lecchese dell'Adda e del lago di Garlate, sul quale si affaccia Vercurago. Il comune però diventa centrale nel capitolo XX quando la scena si concentra sulla figura dell'Innominato, il potente bandito da cui si reca Don Rodrigo per chiedere il rapimento di Lucia Mondella e che grazie alle parole di lei si convertirà al cristianesimo. Questo personaggio infatti abita un castello che è per tradizione assimilabile al Castello dell'Innominato, il castello che sovrasta la frazione di Somasca che dalla roccia del Tremasasso, così chiamata per la presenza dei bravi che nel Seicento infestavano la zona[59]. Tra il castello e l'abitato di Somasca ci sono i ruderi della cascina della bicocca che sono considerati i resti della Malanotte, la taverna dove i bravi dell'Innominato risedevano.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è servito dalla Stazione di Vercurago-San Girolamo che è una fermata ferroviaria posta sul tronco comune alle linee Lecco-Brescia e Lecco-Milano che attraversano il paese.

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è attraversato dalla strada provinciale Via Roma, una deviazione della Strada statale 639 dei Laghi di Pusiano e di Garlate che collega il paese al centro di Lecco distante solo 6,7 km.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Municipio di Vercurago affiancato sulla sinistra da Villa Borgomanero

L'amministrazione della città dal 1866 è stata guidata da sindaci e tra febbraio 1926 e marzo 1945 da podestà.[60]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1866 1871 Scola Francesco Sindaco
1872 1895 Manzoni Angelo Sindaco
1896 1898 Ambrosini Giovanni Battista Sindaco
1899 1901 Manzoni Angelo Sindaco
1902 1919 Scola Anania Sindaco
1920 1926 Bolis Emilio Sindaco
1926 1937 Borgomanero Arturo Partito Nazionale Fascista Podestà
1938 1939 Meroni Giuseppe Partito Nazionale Fascista Podestà
1940 1943 Lozza Silvio Partito Nazionale Fascista Podestà
1944 1944 Cola Innocenzo Partito Fascista Repubblicano Podestà
1944 1945 Carsana Italo Partito Fascista Repubblicano Podestà
1945 1946 Valsecchi Giovanni Battista Sindaco
1946 1946 Biffi Luigi Sindaco
1946 1956 Losa Riccardo Sindaco
1956 1970 Rondalli Giuseppe Sindaco
1970 1971 Bolis Adelio Sindaco
1972 1980 Lozza Attilio Sindaco
1980 2004 Moretti Antonio Democrazia Cristiana Sindaco
2004 In carica Greppi Carlo Lista civica - Ancora Insieme Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Basket[modifica | modifica wikitesto]

L'AdB 2001 basket Vercurago è la principale squadra vercuraghese di cestisti. Nata nel 2006, dopo lo scioglimento della Polisportiva 2001 di Vercurago[61], inizia a militare nella Promozione per poi raggiungere nel 2012, grazie al ripescamento, la serie D dove rimarrà per solo un anno.[62]Nella stagione 2014/2015 la squadra riesce a vincere tutte e 28 gli incontri tornando così nuovamente in Serie D. Nei due anni successivi la squadra si qualifica per i playoff per accedere Serie C regionale, ma perde in entrambi i casi al primo turno.

Canoa[modifica | modifica wikitesto]

il C.K.90 (Canoa Kajak 90 Associazione Sportiva Dilettantistica) è l'associazione di canoisti del territorio ed è stata fondata nel 1978. Nel 1985 viene incaricata dalla federazione di organizzare i Campionati Italiani di discesa sull'Adda nelle vicinanze di Sondrio. Nella stagione 1995 l'associazione organizza a San Pellegrino Terme sul fiume Brembo, i campionati regionali di discesa sprint e tra il 1996 e 1997 la gara è a carattere nazionale e registra la partecipazione di circa 200 canoisti da tutta Italia. Il C.K.90 ha permesso inoltre ad atleti come Marco Salvan e Stefano Brambilla di entrare nella Nazionale di Canoa[63].

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La società calcistica del paese è l'A.C.Vercurago (Associazione Calcistica Vercurago) nata nel 1987 partecipa nel 1997/1998 al suo primo campionato in Terza categoria. Nel 2002/2003 la squadra passa in Seconda categoria, alterna la sua posizione in Seconda e Terza categoria fin quando dal 2012 la squadra rimane in Seconda categoria per quattro stagioni consecutive[64].

Inter-crosse[modifica | modifica wikitesto]

l'ASD Victory di Vercurago è una squadra di Inter-Crosse. Nella sua storia ha vinto tutti i Campionati italiani e le Coppe Italia dal 1999 al 2005. Nel 2009 si aggiudica nuovamente la vittoria nel campionato italiano e dal 2010 al 2015 vince 4 Coppe Europa[65].

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di pallavolo è la O.S.G.B.Vercurago (Oratorio San Giovanni Bosco Vercurago).

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Il comune possiede una palestra di buone dimensioni eretta nel 1990. L'edificio è dotato di una tribuna e viene utilizzato per eventi e gli allenamenti dell'AdB 2001 basket Vercurago, la O.S.G.B.Vercurago e l'ASD Victory. La palestra è direttamente collegata alla scuola primaria e viene quindi utilizzata durante le lezioni di ginnastica. Sul territorio è presente anche lo stadio comunale costruito dall’ex sindaco Antonio Moretti nel 1990 composto da un campo in erba a 11 e uno da 5/6 in erba sintetica, inizialmente in terra battuta e due campetti più piccoli, di cui uno da pallavolo. L'impianto è utilizzato dall'A.C.Vercurago

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elezioni comunali 2014 - Vercurago - Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali - Servizi Elettorali - URL consultato il 03 maggio 2018.
  2. ^ [1]
  3. ^ [2]
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  5. ^ Lemma Vercurago, su dipionline.it.
  6. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  7. ^ Statistiche demografiche ISTAT, su demo.istat.it. URL consultato il 18 luglio 2017.
  8. ^ Patrizia Quadri - Maggioli, Assemblea Comunitaria, su www.comunitamontana.lc.it. URL consultato il 4 marzo 2017.
  9. ^ Gli enti - Parco Adda Nord, in Parco Adda Nord. URL consultato il 4 marzo 2017.
  10. ^ bobtoc.blogspot.it, [^ bobtoc.blogspot.it, http://bobtoc.blogspot.it/2013/04/panoramica-dal-monte-mudarga.html . ^ bobtoc.blogspot.it, http://bobtoc.blogspot.it/2013/04/panoramica-dal-monte-mudarga.html .].
  11. ^ Componente geologica Vercurago, su comune.vercurago.lc.it.
  12. ^ pag 77-78 del pdf, su comune.vercurago.lc.it.
  13. ^ Relazione componente geologica Vercurago, su comune.vercurago.lc.it.
  14. ^ Dizionario di toponomastica lombarda - Di Dante Olivieri
  15. ^ iuos, su lucio-iuos.blogspot.it.
  16. ^ Stemmi comune Vercurago, su araldicacivica.it.
  17. ^ scoprilecco.it, http://scoprilecco.it/archeologia-a-lecco/.
  18. ^ comune.vercurago.lc.it, http://www.comune.vercurago.lc.it/index.php/allegati-news/68-linea-del-tempo/file.
  19. ^ Testamento di Rotoprando, su dervio.org.
  20. ^ comune.vercurago.lc.it, http://www.comune.vercurago.lc.it/index.php/component/content/article?id=90:la-storia.
  21. ^ a b STORIA D'UN PAESE DI CONFINE, nº 2.
  22. ^ STORIA D'UN PAESE DI CONFINE, vol. 8.
  23. ^ Storia di Milano, su storiadimilano.it.
  24. ^ origini del comune calolzio, su comune.calolziocorte.lc.it.
  25. ^ pieve di Garlate, su lombardiabeniculturali.it.
  26. ^ lombardiabeniculturali.it, http://www.lombardiabeniculturali.it/istituzioni/schede/1500141/.
  27. ^ Bergamo crocevia di commerci tra Svizzera e Venezia, su gandino.it.
  28. ^ Giuseppe Pesenti e Franco Carminati, Valle Brembana antica terra di frontiera.
  29. ^ Istituzioni Vercurago, su lombardiabeniculturali.it.
  30. ^ Cenni storici Calolziocorte, su comune.calolziocorte.lc.it.
  31. ^ Pietro Baggioli, MEMORIE DI UN MURATORE DI VERCURAGO A FINE OTTOCENTO.
  32. ^ pag 87-88 del pdf, su comune.vercurago.lc.it.
  33. ^ inuitdellario.blogspot.it, http://inuitdellario.blogspot.it/2012/01/archeologia-industriale-sul-lago-di.html.
  34. ^ Sara Amigoni, Comune di Vercurago - CST Provincia di Lecco, su www.comune.vercurago.lc.it. URL consultato il 14 febbraio 2017.
  35. ^ Patrizia Quadri - Maggioli, I Monumenti, su www.comune.vercurago.lc.it. URL consultato il 12 febbraio 2017.
  36. ^ somascos.org, http://www.somascos.org/somasca/materorphanorum.htm.
  37. ^ somascos.org, http://www.somascos.org/somasca/valletta.htm.
  38. ^ pagina 104 del pdf, su comune.vercurago.lc.it.
  39. ^ Catalogo Generale dei Beni Culturali, su www.catalogo.beniculturali.it. URL consultato il 13 febbraio 2017.
  40. ^ Antonio Guerra scultore - Sito ufficiale, su www.antonioguerrascultore.com. URL consultato il 21 aprile 2017.
  41. ^ L'abbraccio, UNA SCULTURA PER VERCURAGO E LA SUA GENTE.
  42. ^ tavola cronologica comune di calolzio, su comune.calolziocorte.lc.it.
  43. ^ http://www.lombardiabeniculturali.it/istituzioni/toponimi/5000346/
  44. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  45. ^ Cittadini Stranieri 2017 - Vercurago (LC), su Tuttitalia.it. URL consultato il 22 ottobre 2017.
  46. ^ Nascita parrocchia di Somasca, su ilgiorno.it.
  47. ^ Parrocchie di Vercurago, su diocesibg.it.
  48. ^ Liturgia praticata nel territorio, su scoprilecco.it. URL consultato il 20 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 9 dicembre 2012).
  49. ^ visita papa giovanni XIII a Somasca, su resegoneonline.it.
  50. ^ gmlucie.it, http://www.gmlucie.it/la-storia/.
  51. ^ pag 112-126, su comune.vercurago.lc.it.
  52. ^ Dopo oltre due anni riprendono i lavori alla ciclabile, su lecconotizie.com.
  53. ^ Sara Amigoni, Dati generali, su www.comune.vercurago.lc.it. URL consultato il 4 marzo 2017.
  54. ^ Istituto Comprensivo di Calolziocorte  » Vercurago Primaria, su www.istitutocomprensivocalolziocorte.gov.it. URL consultato il 12 febbraio 2017.
  55. ^ Amministratore, Biblioteca Comunale - Vercurago - La storia, su www.bibliotecavercurago.it. URL consultato il 12 febbraio 2017.
  56. ^ pagine 107-108 del pdf, su comune.vercurago.lc.it.
  57. ^ orsolinesomasca.it, http://www.orsolinesomasca.it/museo_continua.htm.
  58. ^ Cartina Lecco, itinerario manzoniano (PDF), su lakecomo.it. (archiviato dall'url originale il 7 febbraio 2016).
  59. ^ L'Innominato, su scoprilecco.it. (archiviato dall'url originale il 23 giugno 2008).
  60. ^ comune.vercurago.lc.it, http://www.comune.vercurago.lc.it/index.php/la-storia/i-sindaci-dal-1948.
  61. ^ Basketvercurago, su facebook.com.
  62. ^ Vercurago promossa in serie D, su lecconotizie.com.
  63. ^ Canoa Kajak 90, su www.canoakajak90.it. URL consultato il 4 marzo 2017.
  64. ^ Figure Creative, Lecco Sport Web, su www.leccosportweb.it. URL consultato il 12 febbraio 2017.
  65. ^ Leccoonline, Vercurago: nessuno ferma i successi della Victory, campione d'Europa di intercrosse, in Lecco Online, 18 agosto 2015. URL consultato il 4 marzo 2017.

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