Somasca

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Somasca
frazione
Somasca – Veduta
Veduta di Somasca dal castello dell'Innominato
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Lecco-Stemma.png Lecco
ComuneVercurago-Stemma.png Vercurago
Territorio
Coordinate45°48′39.85″N 9°25′46.09″E / 45.81107°N 9.42947°E45.81107; 9.42947 (Somasca)Coordinate: 45°48′39.85″N 9°25′46.09″E / 45.81107°N 9.42947°E45.81107; 9.42947 (Somasca)
Altitudine295 m s.l.m.
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale23808
Prefisso0341
Fuso orarioUTC+1
Cod. catastaleL751
Nome abitantisomaschi
Patronosan Girolamo Emiliani
Giorno festivo8 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Somasca
Somasca

Somasca (IPA: /som'aska/[1]; Sumàsca in dialetto bergamasco e lecchese), è una frazione di Vercurago, comune della provincia di Lecco in Lombardia.

Posta nella fascia collinare del paese, fu nominata per la prima volta nel 1299[2] e rimase contrada di Vercurago fino al XVII secolo. Nel 1652 venne citata per la prima volta come comune autonomo[3], ma il 26 settembre 1798 con le leggi napoleoniche Somasca divenne frazione di Vercurago, da quel momento l'unica del comune[4]. Il paese è noto ai religiosi dato che è stato il luogo in cui san Girolamo Emiliani ha insediato la sua congregazione dei Chierici regolari di Somasca e in cui beata Caterina Cittadini ha fondato le Suore Orsoline di San Girolamo.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Vercurago § Geografia fisica.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

L'area geografica di Somasca si estende su un'altura rocciosa a est del comune di Vercurago. L'area del paese è sommariamente pianeggiante e molto boschiva. Alcuni pascoli si estendono nell'area est di Somasca e il punto di altezza massima dell'area è costituito dal cosiddetto "Castello dell'Innominato" che sorge sopra uno sperone di roccia naturale.

L'area ha sempre rappresentato anche un interessante centro naturalistico per la notevole quantità di ammoniti e fossili naturalmente emergenti dal terreno e formatisi dal sollevamento delle terre in epoca preistorica che ha portato alla formazione del vicino lago.[5][6]

Sismologia[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista sismico Somasca presenta un rischio molto basso ed è stata classificata come il comune zona 4[7] (bassa sismicità) dalla protezione civile nazionale.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima di Somasca è quello caratteristico delle pianure settentrionali italiane e delle zone di bassa montagna, caratterizzato da inverni freddi e abbastanza rigidi ed estati che talvolta possono risentire di elevate temperature; la piovosità si concentra principalmente in autunno e in primavera. Il paese appartiene alla zona climatica E.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime tracce di civiltà ritrovate a Somasca risalgono all'epoca della Civiltà di Golasecca (IX-V secolo a.C.) e sono state ritrovate presso la rocca con tracce di insediamento. Il nome della località viene citato per la prima volta da Goffredo da Bussero nel suo "Liber notitiae Sanctorun Mediolani", quando l'abitato viene definito "Sumasca S. Bartolomeo", sebbene le prime notizie certe relative all'insediamento di un comune indipendente a Somasca siano databili al 1331 quando figurava assieme a Vercurago tra i comuni della Valle di San Martino, sottoposta alla feudalità della famiglia Benaglio, di parte guelfa. Come borgo di confine tra il territorio del Ducato di Milano e quello della Repubblica di Venezia, furono subito necessarie molte fortificazioni per attutire i ripetuti scontri che nel corso degli anni i due stati portarono avanti. La frazione deve ancora oggi la sua fama al fatto di aver dato il nome ai chierici regolari dell'ordine fondato da san Girolamo Emiliani nel 1532 (Chierici Regolari di Somasca, o Somaschi). All'epoca dell'opera di San Girolamo Emiliani, gran parte delle antiche fortificazioni erano ormai in disuso e vennero riconvertite per usi civili e religiosi e il volto del borgo cambiò radicalmente con la fondazione del convento della Congregazione dei Chierici Regolari Somaschi. San Girolamo Emiliani morì di peste a Somasca l'8 febbraio 1537 in una camera ancora oggi conservata presso un luogo di culto locale.

Nel 1566 san Carlo Borromeo decise di erigere proprio a Somasca il primo seminario esterno alle mura di Milano, affidandone la direzione proprio ai padri somaschi.

Il comune cessò la propria esistenza come entità indipendente nel 1801 quando venne aggregato al vicino comune di Vercurago e da allora ne seguì le vicende storiche e l'evoluzione. Nel 1839 dal 21 febbraio al 16 aprile Somasca ospitò per un breve periodo il vescovo di Trento Carlo Emanuele Sardagna de Hohenstein.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Basilica di San Bartolomeo e San Girolamo Emiliani
Facciata della chiesa della Mater Orphanorum
Ingresso della Valletta di Somasca
L'ingresso del castello dell'Innominato e la cappella di Sant'Ambrogio
Il monumento ai caduti
Basilica di San Bartolomeo e San Girolamo Emiliani
Edificata sulla precedente chiesa di San Bartolomeo a partire dal 1544 dai chierici regolari di Somasca è la chiesa parrocchiale della frazione di Somasca. Divenne di proprietà dei padri somaschi nel 1592[8] che nel corso del XVII e del XVIIII secolo la ampliarono più volte e nel 1958 papa Giovanni XXIII elevò la chiesa a basilica minore. La chiesa venne poi rimaneggiata nel XX secolo con la costruzione di alcune arcate frontali e poi restaurata più volte fino al 2013. L'edificio in stile barocco ha pianta basilicale rettangolare e si costituisce di tre navate[9].
Chiesa della Mater Orphanorum
Situata nella frazione di Somasca vicino al Santuario di San Girolamo Emiliani, è una piccola chiesa dedicata a Maria madre degli orfani. L'idea di una chiesa con questa dedica nacque a partire dagli anni 50 quando il culto di Maria madre degli orfani conobbe una crescita improvvisa. La venerazione di questa madonna venne però concessa ai padri somaschi già il 25 maggio 1921 dall'allora papa Benedetto XV ed è da quel momento che il titolo marinano di Madre degli orfani viene inserito nelle invocazioni delle litanie della congregazione. La chiesetta venne ricavata all'interno della piccola chiesa già esistente dedicata a Maria Addolorata e vennero utilizzati anche gli spazi della sala attigua nella quale l'8 febbraio 1537 morì San Girolamo Emiliani. Quella è inoltre la stessa sala, dove nel 1534 Girolamo convocò i primi compagni per formulare le norme della Compagnia dei Servi dei Poveri. La chiesa venne consacrata il 26 settembre del 1953[10] dall'allora patriarca di Venezia e cardinale Giuseppe Angelo Roncalli, diventato poi Papa Giovanni XXIII. La costruzione della nuova chiesa portò l’amministrazione a rinominare la toponomastica attigua alla chiesa creando la “Piazzetta Mater Orphanorum” e la “Via Mater Orphanorum”, che ritornerà ad essere chiamata “Via Fredda”[11]. Nel 2017 a seguito di alcuni problemi strutturali sono iniziati i lavori di restauro della chiesa che sono stati conclusi nel 2018[12]. La facciata è molto semplice, consta infatti di un portone in ferro battuto contornato da une piccole finestre rettangolari sotto le quali sono poste due targhe in ricordo di San Girolamo. L'interno della chiesa è ad un'unica navata, termina nell'abside con una scultura legno della Val Gardena, avente per soggetti San Girolamo Emiliani e tre orfanelli inginocchiati d'innanzi alla Madonna. Opera dello scultore Santifaller, venne incoronata solennemente e benedetta il 19 settembre 1954 dal cardinale Federico Tedeschini. L'altare maggiore è realizzato in marmo riccamente intagliato. Nell'area del presbiterio sono presenti anche due affreschi monocromatici rappresentanti l'uno "San Girolamo e i suoi compagni" e l'altro "La morte di San Girolamo". A destra dell'altare, separata dalla navata da una cancellata in ferro battuto, si trova la piccola stanza dove morì il santo. Sempre sulla sessa parete, protetta da un vetro, si trova una grande croce rossa tracciata dal santo prima di morire[13]
Via delle Cappelle di Somasca
Realizzata a partire dal 1723 permette il collegamento tra il centro abitato di Somasca e la zona della Valletta. Sulla strada pavimentata e ciottolata si affacciano nove cappelle, la decima è nella Valletta, mentre l'undicesima è locata in una torre del Castello dell'Innominato. Le cappelle vennero realizzate a partire dal 1837 e riproducono i momenti significativi della vita di San Girolamo attraverso delle statue. Sulla via delle cappelle si trova anche una Scala Santa di 101 gradini aperta nel 1828 che porta all'eremo dove san Girolamo Emiliani era solito raccogliersi in preghiera nel quale venne costruita una cappella nel 1837[14].
Valletta di Somasca
Fu fondata da San Girolamo Emiliani come oratorio nel quale educare gli orfani e poi ampliata maggiormente nel XIX secolo con la costruzione di diversi edifici[14]. Posta al termine della Via delle Cappelle si compone di due piazzole nelle quali sono presenti il cimitero dei padri somaschi, la X cappella, la sala della fonte miracolosa e l'antico orfanotrofio oggi adibito ad archivio, sono presenti anche due edifici religiosi:
Chiesa della Valletta
Chiesa della Resurrezione[15]
Cappella di Sant'Ambrogio
Della cappella si ha prima notizia scritta nel 1339[2] e probabilmente venne edificata per commemorare la vittoria del Ducato di Milano nella Battaglia di Parabiago, nella quale si credeva fosse apparso Sant'Ambrogio. La cappella era già frequentata nel XV secolo, ma dopo le guerre tra guelfi e ghibellini finirono le processioni dirette alla cappella e nel 1533 San Girolamo Emiliani restaurò la cappella costruendo sotto il pavimento una cisterna[16]. Nel 1894 iniziarono i nuovi lavori di restauro che culminarono l'anno successivo[17] e negli anni settanta vennero fatte le ultime sistemazioni[14]
Cappella degli Alpini
Dedicata al centenario della formazione del corpo militare degli alpini, la cappella è stata aperta il 17 settembre 1972. La struttura è a pianta quadrata, la muratura è in pietra e sull'ingresso è stato dipinto un affresco a tema alpino. Ogni anno il 23 dicembre si svolge una fiaccolata che termina alla Cappella degli Alpini e che viene organizzata dal Gruppo Escursionisti Vercuraghesi[18].

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Castello dell'Innominato
Situato al di sopra della frazione di Somasca prende il nome dall'Innominato, personaggio de I promessi sposi, in quanto la tradizione vuole che per la descrizione del castello nel romanzo il Manzoni abbia fatto riferimento proprio a questo edificio. In origine il castello era una torre di segnalazione di un sistema di fortificazione Carolingio e se ne ha prima menzione nel 1158. Il castello venne utilizzato durante le lotte tra guelfi e ghibellini iniziate dalla faida tra i Visconti e i Della Torre per poi diventare definitamente di proprietà della Repubblica di Venezia nel 1454. A seguito della guerra scoppiata tra la Francia e Venezia l'8 settembre 1509 i francesi smantellarono il castello che venne poi restaurato e abitato da San Girolamo Emiliani nel 1534[19]. Il castello venne definitivamente distrutto dai cannoni Russi nel 1799 durante lo scontro tra i Francesi e gli Austro-Russi per la conquista di Lecco[20].

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Monumento ai caduti di Somasca
Posto vicino alla Basilica di San Bartolomeo e San Girolamo Emiliani, è composto da una lapide con i nomi dei 17 giovani morti nel corso delle due Guerre sormontata da una nicchia contenente un affresco inaugurato con una messa il 15 luglio 2018. L'affresco, dipinto da Rosalba Citera, raffigura nel centro la Madonna incoronata con due angeli che le sorreggono il mantello aperto così come le braccia che proteggono il giovane che ha donato la sua vita[21].
Monumento a tutti gli Alpini
Posto in prossimità della cappella dedicata al centenario della formazione del corpo militare degli Alpini è un monumento bronzeo dedicato a tutti gli Alpini. La scultura è composta da tre pennacchi rocciosi che sostengono un busto rappresentante un alpino, l'intera composizione è stata scolpita nel bronzo ed è stata posata il 16 giugno 1974[22].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Censimento parrocchiale dal 1861 al 1936

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Nella frazione è molto diffuso il dialetto bergamasco[23]. Il dialetto bergamasco parlato a Somasca, e più in generale della zona occidentale della Valle San Martino, risente della vicinanza a Lecco e di conseguenza il vernacolo locale presenta delle affinità con il dialetto lecchese del quale riprende diverse parole[24]. Come tutti i dialetti lombardi occidentali, anche il lecchese è sostanzialmente una lingua romanza derivata dal latino.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza della popolazione è cattolica. L'immigrazione di cittadini comunitari ed extra-comunitari ha portato all'insediamento di minoranze di musulmani e ortodossi.

Nel Comune è presente una parrocchia cattolica appartenente alla Diocesi di Bergamo.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia locale è basata essenzialmente sul turismo religioso e sulla produzione di legna da taglio, data anche la natura del territorio su cui Somasca insiste, differente dall'area sottostante di Vercurago, maggiormente collegata con le principali vie di comunicazione e con un territorio più pianeggiante.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Somasca AFI, su dizionario.rai.it.
  2. ^ a b Linea del tempo Vercurago (XLS), su comune.vercurago.lc.it. URL consultato il 9 agosto 2018 (archiviato il 4 marzo 2017).
  3. ^ Lombardi Beni Culturali. Comune di Somasca sec. XVII - 1797, su http://www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 6 settembre 2018.
  4. ^ Lombardia Beni Culturali. comune di Somasca 1798, su http://www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 6 settembre 2018.
  5. ^ F. Lampato, Annali di Statistica, vol. XXIX, Società degli Editori Annuali Universali delle Scienze e dell'Industria, Milano, 1852
  6. ^ geologia, su comune.vercurago.lc.it, p. 1.
  7. ^ Rischio sismico per provincia su protezionecivile.it Archiviato il 18 aprile 2009 in Internet Archive..
  8. ^ Basilica di San Bartolomeo e San Girolamo Emiliani, su chieseitaliane.chiesacattolica.it. URL consultato il 1º ottobre 2018.
  9. ^ Bici escursioni con Stefano (PDF), su biciescursioniconstefano.it (archiviato dall'url originale il 2 settembre 2017).
  10. ^ A Somasca esposta una reliquia di San Giovanni XXIII, in Resegone online.
  11. ^ Il Santuario di San Girolamo Emiliani. pag 5-6 (PDF), su somascos.org.
  12. ^ Somasca: si restaura la Mater Orphanorum, piccoli salvadanai per raccogliere le offerte, in lecco online, 27 luglio 2017.
  13. ^ Mater Orphanorum, su santuariosangirolamo.org.
  14. ^ a b c Sacro Monte di S. Girolamo: i luoghi santificati dalla sua presenza. Contesto, su somascos.org. URL consultato il 7 settembre 2018 (archiviato il 19 dicembre 2007).
  15. ^ La Valletta, su santuariosangirolamo.org. URL consultato il 7 settembre 2018 (archiviato il 28 luglio 2018).
  16. ^ de'Rossi, 1867, p. 197.
  17. ^ Relazione di Dionigi Pizzotti sulla ricostruzione dell'oratorio di S. Ambrogio alla Rocca di Vercurago, su schedariocrs.altervista.org. URL consultato il 9 ottobre 2018.
  18. ^ Antivigilia, le fiaccolate in programma sulle montagne lecchesi, in Lecco Notizie, 22 dicembre 2016. URL consultato il 10 agosto 2018 (archiviato il 10 agosto 2018).
  19. ^ Maironi, 1820, p. 107.
  20. ^ La Storia Vercurago, su http://www.comune.vercurago.lc.it, 6 febbraio 2015. URL consultato il 7 settembre 2018 (archiviato il 24 giugno 2018).
  21. ^ Somasca: inaugurato l’affresco per il monumento dei caduti, in lecco online, 16 luglio 2018. URL consultato il 1º ottobre 2018 (archiviato il 31 luglio 2018).
  22. ^ Le informazioni sono scritte sulla targa posta sul monumento
  23. ^ Val San Martino Spot. Dialetto Bergamasco, su valsanmartinospot.it. URL consultato il 1º ottobre 2018 (archiviato il 10 agosto 2018).
  24. ^ Martinelli, 1987, p. 24.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luciano Praga, I prititt da San Girolum, ed. Quaderni del Ticino, Corbetta, 1985
  • Andrea Balzarotti, Il 70º anniversario dei Somaschi a Corbetta, ed. Tipolitografia Crespi, Corbetta 2005
  • Zavattin p. Lucio, Il Viridario dei Somaschi a Corbetta, Ed. Ticino Comunicazione, Corbetta, 2005

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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