Valle San Martino

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Valle San Martino
ValSMartinoPosizione.png
Posizione della Valle San Martino
Stati Italia Italia
Regioni Lombardia Lombardia
Province Bergamo Bergamo Lecco Lecco
Località principali Pontida, Caprino Bergamasco, Cisano Bergamasco, Calolziocorte, Carenno, Erve, Monte Marenzo, Torre de' Busi e Vercurago
Comunità montana Comunità Montana "Lario Orientale - Valle San Martino"
Superficie 63,68 km²
Sito web

La Valle San Martino (Àl San Martì in dialetto bergamasco[1]) è una valle della Lombardia (più propriamente si tratta di un corridoio naturale che solo in parte ha aspetti di una vera vallata), amministrativamente divisa tra le province di Lecco e Bergamo.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

I comuni che la costituiscono sono Pontida, Caprino Bergamasco e Cisano Bergamasco (appartenenti alla provincia di Bergamo) e Calolziocorte, Carenno, Erve, Monte Marenzo, Torre de' Busi e Vercurago (appartenenti alla provincia di Lecco).

La valle si sviluppa da nord sulla sinistra orografica del fiume Adda, che nasce dal ramo orientale del Lago di Como proprio in prossimità di Vercurago, alle porte della città di Lecco.

Con andamento da nord-ovest verso sud-est prosegue il suo corso affiancando il fiume, abbandonato nei pressi del confine amministrativo tra le due province. Qui assume le connotazioni proprie di una valle, stretta a sinistra tra le pendici del monte Albenza, che la separa dalla Valle Imagna, ed a destra dai declivi del Monte Canto.

Dopo aver oltrepassato il centro abitato di Pontida, la valle si disperde poi nella grande piana di Almenno, nei pressi di Ambivere e Prezzate (sulla provinciale Bergamo-Lecco).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I primi segni della presenza umana sono molto antichi, come si evince dai ritrovamenti rinvenuti ad Erve (un teschio appartenuto ad un Homo sapiens) ed a Somasca (piccolo insediamento abitativo risalente all'Età del bronzo).

Il territorio della valle venne poi interessato in epoca romana dalla presenza di un'importante strada di collegamento che univa la città di Bergamo con quella di Como. Lungo il tragitto della stessa si verificarono piccoli insediamenti abitativi, senza che questi assumessero carattere rilevante.

Anche i successivi secoli non portarono episodi degni di nota, se non la presenza nelle zone limitrofe di insediamenti longobardi prima e dei Franchi poi.

Questi ultimi instaurarono l'istituzione politica del Sacro Romano Impero, con cui nacque il feudalesimo. Ed è in questo periodo che sul territorio cominciarono a svilupparsi insediamenti abitativi di una certa consistenza dei quali si hanno notizie già prima del X secolo.

Il toponimo sembra derivare da un luogo di culto dedicato a San Martino, vescovo di Tours, presente nel territorio di Calolzio nel XIII secolo.

Nel periodo medievale sul territorio nacquero numerose fortificazioni tra cui numerosi castelli che, sfruttando le posizioni predominanti, furono oggetto di contesa tra le fazioni guelfe e ghibelline.

Al termine di questo periodo vi fu un periodo nel quale la zona fu al centro delle mire espansionistiche sia della Repubblica di Venezia che del Ducato di Milano, venendo sovente divisa dalle due entità politiche, con frequenti passaggi di proprietà.

A questa difficile situazione si aggiunsero alcune carestie e ondate epidemiche di peste (citate da Alessandro Manzoni ne I Promessi Sposi) che misero in seria difficoltà la popolazione, la quale tuttavia seppe sempre rialzarsi e riprendere le proprie attività.

Nel 1797 la valle venne annessa alla Repubblica Cisalpina, dominazione che durò fino al 1815 quando le subentrarono gli austriaci che instaurarono il Regno Lombardo-Veneto; l'ultimo passaggio di consegne avvenne nel 1859 con l'ingresso nel neonato Regno d'Italia.

L'unione amministrativa della valle durò fino al 1992, quando l'istituzione della neonata provincia di Lecco portò ben sei dei nove comuni che la compongono sotto la nuova entità amministrativa.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Una caratteristica della toponomastica della zona è la presenza di diversi toponimi inizianti per Grom- (dal latino grūmus), indicante un poggio o un'altura: Grombosco, Gromlongo, Gromfaleggio ("collina delle felci").

Le parlate locali della Valle San Martino fanno capo al dialetto bergamasco ma risentono anche di influenze del dialetto lecchese. Ad eccezione della parrocchie di Pontida e Roncallo-Gaggio (che, appartenendo al vicariato di Mapello-Ponte San Pietro, sono di rito romano), le altre venti parrocchie della Valle San Martino fanno parte del vicariato di Calolzio-Caprino, che pur appartenendo alla diocesi di Bergamo segue il rito ambrosiano (rito liturgico caratteristico della diocesi di Milano).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • E. Farina Cuzzi, "Note di dialetto bergamasco: la val San Martino", Atti del Sodalizio Glottologico Milanese 20 (1978-79), Milano 1980, pp. 32–60
  • Fabio Bonaiti (a cura di), Il patrimonio culturale della Valle San Martino. Ricerche, strumenti, valorizzazione : atti del convegno, Convento di Santa Maria del Lavello, Calolziocorte, 28-29 maggio 2005, Calolziocorte, settembre 2006.
  • Fabio Bonaiti, Gian Luigi Daccò (a cura di), Sotto il mantello di San Martino. Storia di una valle di confine, Calolziocorte, marzo 2012. ISBN 978-88-907209-0-1
  • Fabio Bonaiti, Val San Martino: una terra di mezzo, in Luca Giarelli (a cura di), Naturalmente divisi. Storia e autonomia delle antiche comunità alpine, 2013, p. 189, ISBN 978-88-911-1170-8.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]