Missaglia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Missaglia (disambigua).
Missaglia
comune
Missaglia – Stemma
Missaglia – Veduta
Missaglia – Veduta
Localizzazione
StatoBandiera dell'Italia Italia
Regione Lombardia
Provincia Lecco
Amministrazione
SindacoPaolo Redaelli (lista civica di centro-sinistra) dal 13-6-2022
Territorio
Coordinate45°42′N 9°20′E / 45.7°N 9.333333°E45.7; 9.333333 (Missaglia)
Altitudine326 m s.l.m.
Superficie11,52 km²
Abitanti8 787[1] (31-12-2019)
Densità762,76 ab./km²
FrazioniLomaniga, Maresso

Località: Bariano, Campù, Contra, Missagliola, Ossola, Tegnoso, Valle Santa Croce

Comuni confinantiCasatenovo, La Valletta Brianza, Lomagna, Montevecchia, Monticello Brianza, Osnago, Sirtori, Viganò
Altre informazioni
Cod. postale23873
Prefisso039
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT097049
Cod. catastaleF248
TargaLC
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 533 GG[3]
Nome abitantimissagliesi
Patronosan Vittore
Giorno festivo8 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Missaglia
Missaglia
Missaglia – Mappa
Missaglia – Mappa
Posizione del comune di Missaglia nella provincia di Lecco
Sito istituzionale

Missaglia (Massaja in dialetto brianzolo[4]) è un comune italiano di 8 787 abitanti della provincia di Lecco, in Lombardia, posto al centro del distretto del Meratese.

Il comune fa parte del Parco regionale di Montevecchia e della Valle di Curone ed all'interno del territorio comunale, in località Valle Santa Croce, si trova la sorgente del torrente Molgoretta.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del comune, nel tempo, è passato attraverso le denominazioni di: "Massalia"[5], "Massallia", "Masalia", "Massaria", "Massaia", e "Massaglia", mantenendo sempre quella radice massa che assume il significato di podere, nella consuetudine della lingua latina parlata. In effetti, le origini di Missaglia sono quelle di un grande podere.[5]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Una serie di reperti archeologici riportati alla luce nei dintorni di Missaglia lasciano supporre a insediamenti sia gallici sia romani.[5]

In epoca longobarda, il territorio missagliese fu dotato di fortificazioni.[5]

Sede plebana già dall'VIII secolo, Missaglia fu per lungo tempo a capo dell'omonima pieve, donata da Berengario del Friuli al Capitolo del Duomo di Monza e successivamente in mano all'arcidiocesi di Milano.[5] Il territorio della pieve fu più volte infeudato, in alcuni casi a familiari dei vescovi stessi - come il caso di un certo Ubertino, il cui fratello era appunto arcivescovo di Milano.[5] Nel 1491 Missaglia e tutta la pieve divennero parte del feudo delle Quattro Pievi, conferito da Ludovico il Moro a Bartolomeo Calco.[5] Con lo scorporamento dal territorio delle Quattro Pievi, avvenuto nel 1538, Missaglia e la sua pieve passarono ai Brebbia.[5] Nel 1647 il feudo della pieve missagliese passò alla famiglia di Paolo Sormani (distintosi durante una vittoriosa battaglia contro i francesi a Lecco nel corso dell'anno precedente), la quale vi esercitò i propri diritti feudali fino al 1796.[5]

Gonfalone comunale

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma attuale è stato concesso, assieme al gonfalone, con decreto del presidente della Repubblica del 4 giugno 1986[6] e riprende quello riportato dallo Stemmario Cremosano del XVII secolo, conservato presso l'Archivio di Stato di Milano.

«Bandato d'oro e di azzurro (sei pezzi), al leone sul tutto di rosso. Ornamenti esteriori da Comune.»

Il gonfalone è un drappo di rosso.

«Drappo di colore rosso caricato sull'arma sopra descritta ed ornato di ricchi fregi d'argento.»

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Sormani, con annesso l'oratorio di S. Maria in Villa[5]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti nel comune sono 617, ovvero il 7,2% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[11]:

  1. Marocco, 111
  2. Romania, 89
  3. Albania, 82
  4. Senegal, 41
  5. Ecuador, 38
  6. Burkina Faso, 24
  7. Tunisia, 20
  8. Perù, 2
  9. Serbia, 8

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2019.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 317
  5. ^ a b c d e f g h i j k l m n Borghese, pp. 306-307.
  6. ^ Missaglia, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 12 febbraio 2023.
  7. ^ (EN) Basilicas in Italy, su Catholic.org.
  8. ^ Monastero di S. Maria della Misericordia, su monasterodellamisericordia.it. URL consultato il 2 aprile 2009 (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2010).
  9. ^ a b Belloni et al., p. 122.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, su demo.istat.it, ISTAT. URL consultato il 21 febbraio 2013 (archiviato il 22 giugno 2013).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Annalisa Borghese, Missaglia, in Il territorio lariano e i suoi comuni, Milano, Editoriale del Drago, 1992, pp. 306-307.
  • Luigi Mario Belloni, Renato Besana e Oleg Zastrow, Castelli basiliche e ville - Tesori architettonici lariani nel tempo, a cura di Alberto Longatti, Como - Lecco, La Provincia S.p.A. Editoriale, 1991.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN157288701 · WorldCat Identities (ENlccn-n99002440
  Portale Lombardia: accedi alle voci di Wikipedia che parlano della Lombardia