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Civate

Coordinate: 45°50′N 9°21′E
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Civate
comune
Civate – Stemma
Civate – Bandiera
Civate – Veduta
Civate – Veduta
Panoramica di Civate
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Lombardia
Provincia Lecco
Amministrazione
SindacoAngelo Isella (lista civica) dal 26-5-2019
Territorio
Coordinate45°50′N 9°21′E
Altitudine269 m s.l.m.
Superficie9,27 km²
Abitanti3 723[1] (31-8-2025)
Densità401,62 ab./km²
FrazioniIsella, Pozzo, Scola, Tozio
Comuni confinantiAnnone di Brianza, Canzo (CO), Cesana Brianza, Galbiate, Suello, Valmadrera
Altre informazioni
Cod. postale23862
Prefisso0341
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT097022
Cod. catastaleC752
TargaLC
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 452 GG[3]
Nome abitanticivatesi
Patronosan Vito
Giorno festivo15 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Civate
Civate
Civate – Mappa
Civate – Mappa
Posizione del comune di Civate nella provincia di Lecco
Sito istituzionale

Civate (Sciuaa, Ciüâ o Civàa in dialetto lecchese) è un comune italiano di 3 723 abitanti[1] della provincia di Lecco in Lombardia.
È posto nella Valle Magrera tra lo sbocco della Valle dell'Oro ed il torrente Rio Torto. Si trova ai piedi del monte Cornizzolo(l'antico Pedale) di fronte al monte Barro e prospiciente il piccolo lago di Annone.

Civate è divisa in varie frazioni tra cui il centro storico, la Santa, Tozio, il Pozzo, Scola e Isella che si trova sull'istmo che divide il lago di Annone.

Pur facendo parte dell'arcidiocesi di Milano, a Civate si pratica il rito romano anziché il rito ambrosiano, in usanza della fondazione dell'Abbazia di San Pietro al Monte.

Geografia fisica

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Civate è esteso in prevalenza sul versante sud-est del monte Cornizzolo. Si affaccia sul lago di Annone ricoprendo l'istmo che lo divide.

Idrografia e geomorfologia

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Il territorio comunale si posiziona nel contesto morfologico della Pianura lombarda legata a deposizione fluvioglaciale e fluviale/alluvionale di età quaternaria. È collinare, a seguito dell'intenso livellamento per scopi agricoli della superficie originaria leggermente più ondulata; infatti, a grande scala si possono presentare delle blande ondulazioni, interpretabili come paleo-alvei, che testimoniano le antiche divagazioni dei corsi d'acqua che hanno attraversato e costruito il paesaggio, caratterizzato ora da un fitto reticolo idrografico composto da corsi d'acqua naturali.

Azione sismica

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Il comune di Civate è classificato in zona sismica 3. Ammassi rocciosi affioranti o terreni molto rigidi caratterizzati da Vs30 superiori a 800 m/sec, eventualmente comprendenti in superficie uno strato di alterazione, con spessore massimo pari a 3 m. Superficie pianeggiante, pendii e rilievi isolati con inclinazione media i 15°.

Il clima civatese è una via di mezzo tra quello alpino e quello padano, con estati non troppo afose e con inverni non troppo rigidi. A gennaio, il mese più secco dell'anno, le precipitazioni raggiungono i 61 mm, a giugno la piovosità è in media di 120 mm. La temperatura media del mese di luglio è di 22,2 °C, mentre in gennaio è la più bassa dell'anno, 2,1 °C di media. Le temperature medie variano di 20,1 °C durante l'anno.

Civate Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. media (°C) 5,57,913,017,421,225,027,626,423,017,010,96,66,717,226,317,016,8
T. min. media (°C) −1,20,23,47,211,114,516,916,313,58,73,70,1−0,37,215,98,67,9
Precipitazioni (mm) 61617510211312092111105117109701922903233311 136

Le più antiche tracce umane in questa zona risalgono all'età del rame, con la presenza di insediamenti umani presso il cosiddetto "Buco della sabbia", caverna funeraria cha ha restituito resti di ossa, utensili e graffiti.

In epoca storica il territorio era abitato da popolazioni celtiche delle tribù dei Leponzi e degli Insubri.
Conclusa la Seconda guerra punica nel 196 a.C. Roma arriva a conquistare la Gallia Cisalpina. In questa occasione anche il territorio di Civate è soggetto all'opera di riorganizzazione militare-difensiva a cui vengono sottoposti i territori della collina e della pianura, per creare una protezione in previsione di incursioni dalle Alpi. Roma lascia comunque ampi spazi alla sopravvivenza dell'insediamento originario e questo costituirà uno degli elementi che favorisce un epilogo non violento del processo di romanizzazione. Il territorio viene ridisegnato attraverso il sistema della centuriazione.
Viene istituita la provincia dalla Gallia Cisalpina governata da un proconsole.

Il passaggio obbligato all'incrocio con la via proveniente da Aquileia vale alla località la denominazione di Clavis (in latino chiave)[4].

I Romani in particolare erano stanziati non solo nel castello di Lecco, ma anche nel punto chiave di transito, dove vi erano il ponte sul Rio Torto e un piccolo luogo di culto, denominato La Santa (dove oggi sorge l'oratorio dei Santi Nazario e Celso).

Nel 42 a.C. la Provincia Cisalpina è abolita da Ottaviano e Marco Antonio e il confine dell'Italia romana è portato alle Alpi.
Nella successiva ripartizione di Augusto la zona fa parte della Regio XI Transpadana

Nel 476 d.C., alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, la zona segue le vicende comuni al territorio. Dapprima i Goti assumono il dominio sulla penisola italica; anche qui ne sono rimaste tracce (come il Buco della sabbia), in particolare sul monte Barro, dove oggi i resti di una fortezza testimoniano la volontà di aumentare il controllo sulla zona del transito obbligato de "La Santa".

Dopo la riconquista bizantina i Longobardi di Alboino invadono l'Italia e Civate in particolare è parte del loro regno (572).

I Longobardi avranno un ruolo decisivo nella storia di Civate, non solo a livello militare, ma anche religioso e culturale: alla fine del loro regno sorse infatti il monastero di San Pietro al Monte. Tutti i documenti che ne ricordano la fondazione rimarcano la sua origine longobarda, attribuendo l'idea della sua realizzazione a Desiderio, l'ultimo re longobardo.[5].

Dopo la caduta del regno longobardo è parte del Regno d'Italia carolingio feudale. Nel X secolo il territorio è parte della Marca d'Ivrea e poi della marca Obertenga.

All'XI secolo risale probabilmente la prima fase della chiesa di San Calocero nel centro del borgo.

La storia di Civate per secoli è indissolubilmente legata alle vicende del monastero di san Pietro, ai rapporti con gli abati, all'Impero germanico e agli arcivescovi milanesi.
In particolare, nel conflitto tra Milano e l'imperatore Federico Barbarossa, Algiso, allora abate di Civate, si schierò con il Barbarossa offrendogli un appoggio non solo spirituale. Distrutta Milano nel 1162, Federico concesse ad Algiso il diploma che gli confermava il possesso dell'abbazia civatese. L'illusione di aver ottenuto libertà e indipendenza fu però di breve durata perché poco tempo dopo l'Arcivescovo milanese ottenne nuovamente l'autorità sul monastero ed i suoi beni.

Nel XIII secolo, durante le dispute tra i Visconti ai Torriani, il castello di Civate andò distrutto.[5]

Nel 1470 muore l'ultimo benedettino rimasto. Alla nascita degli ordini mendicanti, il monastero diventa commenda di numerosi cardinali, tra i quali Ascanio Maria Sforza Visconti e Antonio Trivulzio.[5] I monaci tornao a Civate solo nel 1566, quando l'allora abate commendatario Niccolò Sfondrati, futuro papa Gregorio XIV, convince gli Olivetani ad abitare il monastero, dando alla fede nuovo fervore.

Nel 1571 giunge a Civate il cardinale Carlo Borromeo, in visita pastorale. Sotto il suo pontificato si pone la questione sia della nomina di un parroco scelto tra il clero secolare sia del rito romano, con cui da sempre si celebrava a Civate. Negli anni la brianzola Civate continuerà a professarlo per onorare la basilica sovrastante il paese.

A fine XVIII la Lombardia secolo passa all'Austria.

Con le vicende napoleoniche Civate è nel Regno d'Italia napoleonico, inclusa nel dipartimento del Lario.

Il regno napoleonico durerà una ventina d'anni quando, nel 1814, dopo la definitiva sconfitta di Napoleone, l'esercito austriaco riprende possesso della regione inclusa nel Regno Lombardo-Veneto.
Il dominio austriaco rimane fino alla conclusione della Seconda guerra d'indipendenza italiana quando, nel 1859, la Lombardia entra nel Regno di Sardegna e poi, nel 1861, nel nuovo Regno d'Italia.

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 22 novembre 1979.[6]

«D'argento, allo stambecco di nero, attraversato da una banda in divisa verde, caricata da tre stelle d'argento, raggiate di sei.»

La banda potrebbe essere un riferimento all'ipotesi che il toponimo Civate derivi dal latino clivus, "declivio". Il gonfalone è un drappo partito di bianco e di verde.

Monumenti e luoghi d'interesse

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Chiesa di San Pietro al Monte.
Chiesa di San Calocero.

Architetture religiose

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La facciata a capanna presenta delle monofore inserite negli anni '40 del Novecento. In origine la chiesa era divisa in tre navate di uguale lunghezza terminanti con abside semicircolare. Lungo le pareti della navata centrale si sviluppa un ciclo di affreschi disposto su due registri, realizzato tra l'XI e il XII secolo, che rappresenta episodi dell'Antico Testamento. Il presbiterio è sopraelevato e sotto vi è la cripta tripartita da colonne.

La struttura odierna della chiesa di S. Nazaro presenta caratteristiche tipicamente settecentesche. La facciata con il timpano triangolare sorretto da lesene si eleva nella parte centrale terminando a cuspide. A questa parte centrale sono affiancati due cappelle, originariamente concepite come ossari, coperte da un tetto a falde poggiato su una linea di voluta, che si interpone ad ammorbidire l’angolosità del passaggio tra i due livelli, raccordandole al corpo principale. Il portone di ingresso, in pietra, è sormontato da una lunetta ad arco ribassato, in cui è inserita una nicchia creata per posizionarvi la statua della Madonna o di S. Nazaro. In asse con la porta, al di sotto della cornice, vi è una finestra che trova un richiamo nelle altre due presenti nelle cappelle. Internamente questa finestra si apre sopra la cornice, nell'arco di lunetta sotto la volta; lo stesso avviene per le finestre che si aprono a sud. Il campanile, a pianta quadrata, presenta in altezza quattro cornici ed è collocato nel punto di incontro tra il corpo della navata e la casa del custode. Internamente la chiesa ha un'unica navata lunga 21 m e larga 5 m, che si apre nelle due cappelle, una a destra ed una a sinistra, alle quali si accede appena superato l’ingresso principale, tramite due porticine in legno, che se chiuse non si notano. La navata è suddivisa in quattro campate con volta a botte, con il presbitero rialzato. Dietro il presbitero è collocata la sacrestia, attraverso la quale si può accedere al campanile e alla casa del custode.

La chiesa è di modeste dimensioni, con una facciata a capanna delimitata dai due spioventi della copertura lignea. Una semplice ma elegante decorazione sul timpano conclude il prospetto principale che conduce ed accoglie all’interno dell'edificio ad unica navata con una volta a botte ribassata, sottolineata da una cornice in aggetto che delimita tutte la pareti perimetrali. Una balaustra in pietra arenaria sobriamente lavorata delimita la zona del presbiterio, della stessa larghezza dell’aula, dove è collocato l’altare maggiore in marmo, realizzato nel 1759. Sopra quest’ultimo, in una nicchia, è conservato un prezioso bassorilievo in pietra raffigurante una Madonna con Bambino ed i santi Pietro ed Andrea, cui è dedicata la piccola chiesa. Sono inoltre presenti alcuni interessanti lacerti di affreschi, resi visibili grazie all’ultimo restauro, in cui si possono individuare la sommità di un baldacchino o di un panneggio e due angeli ai lati, realizzati con particolare cura stilistica ed esecutiva, di cui si possono apprezzare gli effetti cromatici ben conservati.

Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[8]

  1. ^ a b Bilancio demografico mensile anno 2025 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Saranno poi i Longobardi a variare la voce latina in Clavate, col suffisso -ate già presente in epoca etrusca, da cui Ciavate o Ciauate per arrivare all'odierna Civate.
  5. ^ a b c Borghese, pp. 172-173.
  6. ^ Civate, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 21 luglio 2024.
  7. ^ Francesco Bombognini, Antiquario della diocesi di Milano : contenente diverse notizie storiche sacre e profane di tutte le parrocchie forensi distribuite in sei regioni : con un elenco delle chiese plebane e figliali e loro rispettiva popolazione, Milano, Stamperia di Luigi Veladini, 1790, p. 244.
  8. ^ Dati tratti da:
  • Annalisa Borghese, Civate, in Il territorio lariano e i suoi comuni, Milano, Editoriale del Drago, 1992, pp. 172-173.
  • A. Giussani, L'abbazia benedettina di S. Pietro al Monte sopra Civate, Corno, 1912.
  • Oleg Zastrow, L'arte romanica nel comasco, Lecco, Casa editrice Stefanoni, 1972.
  • V. Gatti, Abbazia benedettina di S. Pietro al Monte Pedale sopra Civate, Milano, Note Guida, 1980 e 2011.
  • G. Bognetti C. Marcora, L'Abbazia Benedettina di Civate, Casa del Cieco, 1957 e 1985.
  • C. Castagna, In hoc monasterio quod dicitur Clavate, Oggiono, Cattaneo, 1987.
  • C. Castagna, S. Nazaro di Civate: frammenti per un restauro, Oggiono, Cattaneo, 1991.
  • C. Castagna, Un monastero sulla montagna, Annone, Riga, 2007.
  • C. Castagna, La Cultura di Civate, Annone, Cattaneo, 2011.
  • C. Castagna, Civate 1923 - 2013: novant'anni di "penne nere", Valmadrera, F.lli Mauri, 2013.
  • C. Castagna, …e un monastero a valle, Annone, Riga, 2015.
  • C. Castagna, Il Principe e il Cinghiale, Annone, Teka, 2015.
  • C. Castagna, San Pietro al Monte: quarant'anni d'amicizia nei suoi occhi, Annone, Riga, 2015.
  • G. Luzzana, I monumenti dell'abbazia di Civate, Annone, Teka, 2015.
  • C. Castagna, Star - Black& Decker a Civate: 1945 - 1998, Annone, Teka, 2016.
  • C. Castagna, G. Scola Chiesa Parrocchiale dei Santi Vito Modesto e Crescenzia, Annone, Riga, 2019.
  • C. Cantoni, C. Castagna e G. Luzzana, …re vescovi abati viandanti e pellegrini, Annone, Riga, 2021.
  • C. Castagna, L'Apocalisse di San Pietro al Monte e altri draghi d'Occidente, Roma, Minimegaprint, 2022.
  • C. Castagna e Cinzia Castagna, Civate, un borgo cresciuto all'ombra del monastero, Colombo,Valmadrera, 2024.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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