Civate

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Civate
comune
Civate – Stemma
Panoramica Civate
Panoramica Civate
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Lecco-Stemma.png Lecco
Amministrazione
Sindaco Baldassarre Cristoforo Mauri detto Rino (lista civica) dal 07/06/2009
Territorio
Coordinate 45°50′N 9°21′E / 45.833333°N 9.35°E45.833333; 9.35 (Civate)Coordinate: 45°50′N 9°21′E / 45.833333°N 9.35°E45.833333; 9.35 (Civate)
Altitudine 269 m s.l.m.
Superficie 9,27 km²
Abitanti 4 008[1] (01-01-2014)
Densità 432,36 ab./km²
Frazioni Isella, Pozzo, Scola, Tozio
Comuni confinanti Annone di Brianza, Canzo (CO), Cesana Brianza, Galbiate, Suello, Valmadrera
Altre informazioni
Cod. postale 23862
Prefisso 0341
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 097022
Cod. catastale C752
Targa LC
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti civatesi
Patrono San Vito
Giorno festivo 15 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Civate
Civate
Posizione del comune di Civate nella provincia di Lecco
Posizione del comune di Civate nella provincia di Lecco
Sito istituzionale

Civate (Ciüâ o Civàa in dialetto brianzolo[2]) è un comune italiano della provincia di Lecco, in Lombardia. È posto nella valle Magrera tra lo sbocco della Valle dell'Oro e il torrente Rio Torto. Si trova ai piedi del monte Cornizzolo di fronte al monte Barro. Facendo parte dell'arcidiocesi di Milano, Civate pratica il rito romano anziché il rito ambrosiano, in usanza della fondazione dell'Abbazia di San Pietro al Monte. Civate è divisa in varie frazioni tra cui il centro storico, la Santa, Tozio, il Pozzo, Scola e Isella che si trova sull'istmo che divide il lago di Annone.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Civate è esteso in prevalenza sul versante sud-est del monte Cornizzolo. Civate si affaccia sul lago di annone ricoprendo l'istmo che lo divide

Idrografia e geomorfologia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale si posiziona nel contesto morfologico della Pianura Lombarda caratterizzata da morfologie legate a deposizione fluvioglaciale e fluviale/alluvionale di età quaternaria. Il territorio è morfologicamente collinare, a seguito dall'intenso livellamento di una superficie originaria leggermente più ondulata per scopi agricoli; infatti, a grande scala si possono presentare delle blande ondulazioni, interpretabili come paleo-alvei, che sono la testimonianza delle antiche divagazioni dei corsi d'acqua che hanno attraversato e costruito tale paesaggio. Il territorio è attualmente attraversato da un fitto reticolo idrografico composto da corsi d'acqua naturali.

Azione sismica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Civate è classificato in zona sismica 3. Ammassi rocciosi affioranti o terreni molto rigidi caratterizzati da Vs30 superiori a 800 m/sec, eventualmente comprendenti in superficie uno strato di alterazione, con spessore massimo pari a 3.00 m.. Superficie pianeggiante, pendii e rilievi isolati con inclinazione media i 15°.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima civatese è una via di mezzo tra il clima alpino e il clima padano, con estati non troppo afose e con inverni non troppo rigidi. Nel mese di gennaio, che è il mese più secco dell'anno, la precipitazione raggiunge i 61 mm mentre nel mese di giugno la piovosità è in media di 120 mm. La temperatura media del mese di luglio raggiunge i 22.2 °C, mentre in gennaio si raggiunge la temperatura più bassa dell'anno che è di 2.1 °C di media. Le temperature medie variano di 20.1 °C durante l'anno.

Civate Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 5,5 7,9 13,0 17,4 21,2 25,0 27,6 26,4 23,0 17,0 10,9 6,6 6,7 17,2 26,3 17,0 16,8
T. min. mediaC) −1,2 0,2 3,4 7,2 11,1 14,5 16,9 16,3 13,5 8,7 3,7 0,1 −0,3 7,2 15,9 8,6 7,9
Precipitazioni (mm) 61 61 75 102 113 120 92 111 105 117 109 70 192 290 323 331 1 136

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le più antiche tracce umane sul territorio civatese risalgono all'età del rame, con la presenza di insediamenti umani presso il cosiddetto "Buco della sabbia", caverna funeraria con resti d'ossa, utensili e graffiti. In ogni caso il vero e proprio inizio dell'insediamento di Civate è da attribuire a un gruppo di guerrieri-agricoltori celti, che ai piedi del Cornizzolo, nella zona odierna della frazione Tozio, pose lo stanziamento primitivo.

Successivamente, quando i Romani si impadronirono della Gallia Cisalpina (196 a.C.), anche il territorio civatese fu soggetto all'opera di riorganizzazione militare-difensiva a cui furono sottoposti i territori collinari e della pianura, per creare una protezione in previsione di eventuali incursioni o invasioni provenienti dalle Alpi. Il passaggio obbligato all'incrocio con la via proveniente da Aquileia, assegnò la denominazione di Clavis (chiave) alla località, per indicarne la necessità del transito. Furono, poi, i Longobardi a variare la voce latina in Clavate (col suffisso –ate già presente in epoca etrusca), da cui Ciavate o Ciauate per arrivare all'odierna Civate. Ciò che importa, comunque, è che i Romani, presenti con forze massicce nel castello di Lecco, fossero anche stanziati nel punto chiave di passaggio, laddove sorgevano il ponte sul Rio Torto e un piccolo luogo di culto, denominato La Santa, dove oggi sorge l'oratorio dei Santi Nazario e Celso.

Nel 476 d. C, alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, i Goti assunsero il dominio sui territori della penisola italica: anche sul territorio sono rimaste tracce, come il Buco della sabbia, visibili del loro passaggio, in particolare sul monte Barro, dove oggi i resti di una fortezza testimoniano la volontà di aumentare il controllo sulla zona del transito obbligato de La Santa.

In seguito i Longobardi ebbero un ruolo decisivo nella storia di Civate, non solo a livello militare, ma anche per fattori di carattere religioso e culturale, dal momento che, durante l'ultima parte del loro regno, sorgerà il monastero di San Pietro al Monte. Tutti i documenti che ricordano la fondazione del monastero pedemontano rimarcano la sua origine longobarda, affidandone l'idea della realizzazione a Desiderio, l'ultimo re dei Longobardi. La storia di Civate sarà per secoli indissolubilmente legata alle vicende del monastero, ai rapporti con gli abati, all'Impero germanico e agli arcivescovi milanesi. In particolare allo scoppio del conflitto tra Milano e l'imperatore Federico Barbarossa, Algiso, l'allora abate di Civate, si schierò dalla parte del Barbarossa offrendo un appoggio sicuramente non solo spirituale. Distrutta Milano nel 1162, Federico concesse ad Algiso, suo fedelissimo, il diploma che confermava i possessi dell'abbazia civatese. L'illusione di aver ottenuto libertà e indipendenza fu, però, di breve durata perché poco tempo dopo l'Arcivescovo milanese reclamò e ottenne l'autorità sul monastero e i suoi beni. Nel 1470 morì l'ultimo benedettino rimasto. I monaci tornarono a Civate solo nel 1566 quando l'allora abate commendatario, Niccolò Sfondrati, futuro papa Gregorio XIV, convinse gli Olivetani ad abitare il monastero, dando alla fede nuovo fervore.

Nel 1571 venne a Civate il cardinale Carlo Borromeo in visita pastorale. Sotto il suo pontificato si pose la questione sia della nomina di un parroco scelto tra il clero secolare sia del rito romano, con cui da sempre si celebrava a Civate. Col passare degli anni, Civate, continuò a professare il rito romano per onorare la basilica sovrastante il paese.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

All'interno di Civate sono presenti molti luoghi di interesse tra cui l'Abbazia di San Pietro al Monte e la chiesa di San Calocero in cui si trovano importanti affreschi risalenti all'XI secolo raffiguranti episodi dell'Antico Testamento tratti dal libro dell'Esodo. Sulla volta invece se ne possono trovare altri rappresentanti la Gloria di San Calocero, la Gloria di San Pietro e l'Apparizione della SS. Trinità ai San Vito, Modesto e Crescenza. Sono presenti anche la chiesa dei santi Nazario e Celso e la parrocchiale di San Vito, Modesto e Crescenza.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato ISTAT
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 212.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A. Giussani L'abbazia benedettina di S. Pietro al Monte sopra Civate - Corno 1912
  • Oleg Zastrow L'arte romanica nel comasco, Lecco - Casa editrice Stefanoni 1972
  • V. Gatti Abbazia benedettina di S. Pietro al Monte Pedale sopra Civate, Milano - Note Guida 1980 e 2011
  • G. Bognetti C. Marcora L'Abbazia Benedettina di Civate, Casa del Cieco 1957 e 1985
  • C. Castagna In hoc monasterio quod dicitur Clavate, Oggiono - Cattaneo 1987
  • C. Castagna S. Nazaro di Civate: frammenti per un restauro, Oggiono - Cattaneo 1991
  • C. Castagna Un monastero sulla montagna, Annone - Riga 2007
  • C. Castagna La Cultura di Civate, Annone - Cattaneo 2011
  • C. Castagna Civate 1923 - 2013: novant'anni di "penne nere", Valmadrera - F.lli Mauri 2013
  • C. Castagna ... e un monastero a valle, Annone - Riga 2015
  • C. Castagna Il Principe e il Cinghiale, Annone - Teka 2015
  • C. Castagna San Pietro al Monte: quarant'anni d'amicizia nei suoi occhi, Annone - Riga 2015
  • G. Luzzana I monumenti dell'abbazia di Civate, Annone - Teka 2015

Altri Progetti[modifica | modifica wikitesto]


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