Signoria di Milano

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Signoria di Milano
Signoria di Milano – Bandiera Signoria di Milano - Stemma
Motto: 'Vipereos Mores Non Violabo'
Signoria di Milano - Localizzazione
Dati amministrativi
Lingue parlate Latino, Lombardo occidentale (milanese), Italiano volgare
Capitale Milano
Dipendente da Banner of the Holy Roman Emperor (after 1400).svg Sacro Romano Impero
Politica
Forma di governo Signoria
Signore Signori di Milano
Organi deliberativi Credenza di Sant'Ambrogio
Nascita 1259 con Martino della Torre
Causa Colpo di stato da parte di Martino della Torre
Fine 5 settembre 1395 con Gian Galeazzo Visconti
Causa L'imperatore Venceslao di Lussemburgo consegna il titolo di duca a Gian Galeazzo Visconti
Territorio e popolazione
Bacino geografico Italia settentrionale
Popolazione 150.000 nel XIV secolo
Economia
Valuta ambrosino, grosso, sesino, denaro, soldo, ottavo di soldo
Produzioni metalli, tessuti, prodotti agricoli, bestiame
Commerci con
Religione e società
Religioni preminenti Cattolicesimo
Religioni minoritarie ebraismo
Classi sociali nobili, clero, borghesia, contadini
Evoluzione storica
Preceduto da Flag of Milan.svg Comune di Milano
Succeduto da Flag of Milan.svg Ducato di Milano
Ora parte di Italia Italia

La Signoria di Milano nacque nel 1259 ad opera di Martino della Torre. Questa famiglia guelfa dominò la città fino al 1277 quando il potere arrivò nelle mani dei Visconti. Il loro dominio portò ad una serie di conquiste che portarono la famiglia al raggiungimento del titolo ducale nel 1395.

Istituzione[modifica | modifica wikitesto]

L'abbazia di Chiaravalle, il luogo di sepoltura dei primi esponenti dei della Torre

Il libero Comune di Milano era riuscito ad estendere la sua influenza su gran parte della Lombardia con un conseguente aumento della popolazione e dell'economia. Nel 1162 la città subì un lungo assedio da parte dell'imperatore Federico Barbarossa. Tuttavia la città ricostruita dai Cremonesi riuscirà nel 1176 a sconfiggere, il Barbarossa nella battaglia di Legnano.

Il dominio dei della Torre ha inizio con Pagano, già attivo nella politica milanese di quegli anni. Nel 1237 da Pontida, Pagano diede rifugio a ciò che restava dell'esercito milanese ospitandolo nelle proprie terre della Valsassina, dopo la sconfitta milanse nella battaglia di Cortenuova da perte dell'Imperatore Federico II. Per questi meriti nel 1240 fu chiamato a ricoprire la carica di Anziano della Credenza di Sant'Ambrogio e Capitano del Popolo, divenendo di fatto primo Signore di Milano sino alla sua morte avvenuta il 6 gennaio 1241[1]. In questo periodo di governo riuscì a stringere alleanze con le repubbliche di Venezia e Genova e inoltre estese il catasto milanese riuscendo ad abbassare le tasse e placare il malcontento cittadino. Nel maggio dello stesso anno i pavesi, alleati dell'impero, attaccano Milano e numerosi altri saranno gli attacchi da parte dell'imperatore.

L'arrivo dei della Torre[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 maggio 1247 i consoli della Credenza sempre più litigiosi e divenuti ormai organo di governo del comune vennero subordinati per ordine di Gregorio da Montelongo all'Anziano della Credenza Martino della Torre,nipote di Pagano della Torre[2]. Dopo nuovi disordini viene chiamato al governo della città nel 1253 Manfredo Lancia che lascerà il governo della città tre anni dopo, creando un vuoto di potere e dando vita a nuove lotte interne che culmineranno con la Tregua di Parabiago nel 1257 e la Pace di Sant'Ambrogio nel 1258 che durerà solo tre mesi. Nel 1259 Martino della Torre, all'epoca podestà di Como, entra a Milano con un esercito composto da comaschi e la Credenza lo proclama signore di Milano istituendo così la Signoria di Milano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il dominio dei della Torre[modifica | modifica wikitesto]

Martino della Torre, de facto primo signore di Milano riuscì ad affermare la supremazia dei della Torre nel territorio dell'arcidiocesi di Milano. Il suo arrivo portò Milano a scontrarsi con la fazione ghibellina capitanata da Ezzelino III da Romano e la Santa Sede, in particolare con Ottone Visconti, grazie anche all'aiuto di Oberto II Pallavicino[3]. I possessi dei della Torre includevano anche Bergamo, Como, Lecco, Lodi, Monza, Novara, Varese e Vercelli, inoltre controllavano Brescia grazie ad alleanze e intrecci parentali con la potente famiglia locale dei Maggi.

A Martino successe il fratello Filippo che contrastò l'ascesa del ghibellino Oberto II Pallavicino grazie all'aiuto della rinnovata amicizia pontificia con papa Clemente IV che però si rifiuta di destituire Ottone Visconti[4].

Affresco nella rocca di Angera raffigurante la battaglia di Desio nella quale i Della Torre persero il predominio sul milanese

Napoleone della Torre[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1265 dopo la Morte di Filippo la signoria milanese passò a Napoleone della Torre, figlio di Pagano, che viene affiancato dai fratelli Francesco, che diventa podestà di Brescia, Alessandria, Bergamo, Novara e Lodi e signore del Seprio, e Paganino, nominato podestà a Vercelli. Paganino viene assassinato il 29 gennaio 1266 da una banda di nobili milanesi proscritti a cui vanno a dar man forte alcuni pavesi inviati dal marchese Oberto II Pallavicino. Il podestà di Milano per rappresaglia fa eseguire 53 decapitazioni, a Vercelli, Milano e Trezzo, tra i nobili congiurati e di fazione avversa. Il 7 dicembre di quell'anno grazie alla pressione del papa, Milano accetta come arcivescovo Ottone Visconti così tutti i milanesi vengono assolti dalla scomunica, ma Ottone rimarrà a Viterbo. Il 4 aprile 1267 Napoleone della Torre assume insieme al fratello Francesco il compito di guidare la lega guelfa. Nell'aprile del 1270 Milano muove guerra a Lodi che cadrà 3 mesi dopo sotto l'assedio di Napo che diventa signore della città. Nel 1271 a causa delle continue guerre e dell'aumento delle tasse seguirono innumerevoli rivolte: prima Brescia e poi Lodi abbandonarono la Lega guelfa e passarono ai ghibellini, quest'ultima venne però riconquistata da Napoleone. Dopo Lodi si rivoltò anche Como e perfino a Milano iniziavano a nascere opposizioni. Successivamente, anche Crema, Cremona e Novara insorsero. Nel 1272 vene indetto il consiglio degli ottocento che finalmente riconobbe ufficialmente napoleone come signore di milano, sancendo così la nascita ufficiale della signoria. Napoleone viene insignito del vicariato imperiale il 23 ottobre del 1273 dall'appena nominato imperatore Rodolfo I d'Asburgo. Dopo aver indirizzato le truppe nuovamente contro Pavia il 6 giugno 1274 Napoleone stipula un trattato di pace con Pavia e Novara. La rivalità con Ottone aumenta e Napoleone decide di inviare 6000 uomini in difesa della città. In questo periodo infatti si verifica episodi di guerriglia da parte dei pavesi e delle fazioni ghibelline, vengono così assunti dei mercenari e coadiuvato dall'esercito dell'imperatore Rodolfo riesce a sconfiggere l'esercito pavese ed uccidere il loro comandante Goffredo di Langosco. Inoltre riesce a fare diversi prigionieri tra cui Teobaldo Visconti, nipote dell'arcivescovo Ottone e padre di Matteo Visconti. Ottone decide quindi di occupare Castelseprio, ma viene messo in fuga da Napo[5]. Dopo aver vinto nel 1276 l'importante battaglia della Guazzera, presso Ranco nel varesotto, e successivamente perso la battaglia di Germignaga, combattuta per il possesso della Rocca di Angera, che comunque restò nelle mani dei Torriani.

Viene sconfitto e catturato nella battaglia di Desio del 21 gennaio 1277 dall'arcivescovo Ottone Visconti. Muore l'anno seguente in prigionia nel castello di Baradello presso Como. Il fratello Francesco resta ucciso nel corso della stessa battaglia. Pure il figlio Corrado detto "Mosca" e Guido, figlio di Francesco, vengono fatti prigionieri, ma riescono a fuggire dal castello nel 1284. Con l'arrivo del Visconti a Milano i possedimenti dei della Torre vennero saccheggiati. Da questo momento i della Torre organizzano una guerriglia senza tregua contro i Visconti aiutati dal Friuli e dalle città padane a loro fedeli.

Sotto il governo di Napoleone della Torre Milano viene modernizzata da un'ampia programma di lavori pubblici che la trasformano radicalmente, facendola diventare la vera metropoli dell'Italia settentrionale. Inizia la costruzione di una chiesa dove ora sorge San Bernardino alle Ossa e due anni dopo si avvia anche la costruzione della chiesa dei Santi Simone e Giuda . Il 20 maggio del 1271Napoleone ordina che vengano selciate le strade principali, iniziando da quelle di Porta Nuova e Porta Orientale e nello stesso anno viene completato il tratto di naviglio tra Milano ed Abbiategrasso. Nel maggio del 1272 viene decisa la costruzione di una torre nel broletto nuovo di Milano.

L'ascesa viscontea[modifica | modifica wikitesto]

Ottone Visconti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1277 Ottone riorganizzò le assemblee statali e stilò una lista contenente le 200 famiglie nobiliari ammesse in città. Ottone è costretto a fronteggiare i della Torre a Lodi e gli viene in soccorso Guglielmo VII del Monferrato che verrò nominato capitano generale su proposta di Ottone per 10 anni. L'11 maggio 1278 Cassono della Torre s'impadronisce di Lodi con l'aiuto delle truppe imperiali e del patriarca d'Aquileia Raimondo della Torre e il 13 luglio le truppe torriane guidate da Cassono della Torre riescono a sconfiggere i Visconti entrando nel borgo di Porta Ticinese. Intanto le mire espansionistiche di Guglielmo costringono Ottone Visconti a sollevarlo dall'incarico il 15 settembre del 1278, Cassono però attacca il Visconti a Gorgonzola e a causa della grande sconfitta è costretto a chiedere l'aiuto di Guglielmo e nel novembre dello stesso anno gli conferisce la carica di Signore Perpetuo di Milano richiesta precedentemente. Il 25 maggio 1281 nella battaglia a Vaprio d'Adda fra i Torriani e i Visconti l'esercito dei Torriani è sconfitto. Il patriarca Raimondo ritorna in Friuli e Lodi ottiene la pace con Milano a condizione di espellere tutti gli esuli guelfi milanesi. Nel dicembre dello stesso anno Guglielmo VII del Monferrato viene cacciato da Milano e ottone si assicura la successione adottando Guido da Castiglione. Nel marzo del 1285 Goffredo della Torre dopo aver raccolto mercenari a Bergamo e a Como, entra nel territorio milanese e s'impadronisce di Castelseprio che verrà distrutto dai visconti due anni dopo.

Matteo Visconti[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre del 1287, Matteo Visconti venne nominato Capitano del popolo e rivede immediatamente gli statuti comunali, verrà poi nominato signore di Milano nel 1291. Nel settembre del 1290 il marchese Guglielmo VII del Monferrato marcia verso Milano coi della Torre. Arrivato a Morimondo, di fronte all'esercito di Ottone Visconti si ritira, scappa ad Alessandria dove però è catturato e chiuso in una gabbia, dove rimarrà per un anno e mezzo fino alla morte nel 1292. Il 2 maggio 1294 Matteo Visconti è nominato vicario imperiale per la Lombardia e muove guerra a Lodi e Crema. Nel 1297 Matteo Visconti fa costruire il castello di Novara e la cappella viscontea nella Basilica di Sant'Eustorgio e il campanile che verrà ultimato nel 1309 e sarà dotato del primo orologio pubblico di Milano[6].

Nel maggio dl 1301 il Visconti propone la nomina del figlio Galeazzo a capitano del popolo, ma i parenti Albertone Visconti, Landolfo Borri, Corrado da Soresina, Pietro Visconti congiurano contro di lui senza successo. Matteo viene poi chiamato a Bergamo per riappacificare le famiglie locali e diverrà capitano del popolo per 5 anni e proprio qui a Bergamo il 6 luglio 1301 Giovanni I marchese del Monferrato insieme ai della Torre e le città di Novara, Vercelli, Pavia, Como e Cremona vengono definitivamente sconfitti. Nell'aprile del 1302 ricompaiono a Lodi i della Torre, il Mosca, Erecco e Martino figlio di Cassone insieme alla lega antiviscontea con Cremona, Pavia, Piacenza, Novara, Vercelli, Lodi, Crema, Monferrato, sotto la guida di Alberto Scotti. Dopo la cattura nel giugno del 1302 di Pietro Visconti a Bisentrate si riaccendono anche gli animi dei parenti che radunano un esercito di 10.000 uomini. Il 13 giugno il palazzo dei Visconti è saccheggiato e distrutto dai della Torre e i parenti avversari. Matteo ricorre all'intermediazione di Venezia per trattare la pace, ma con al pace di Pioltello i torriani lo costringono ad abbandonare il governo di Milano.

Il ritorno dei della Torre[modifica | modifica wikitesto]

Ritorna in città il potere dei della Torre che però sono osteggiati da parte della popolazione, mentre Matteo Visconti si rifugia a Nogarola ospite degli Scaligeri. Il visconti non si perde d'animo e nel maggio del 1303 occupa Bellinzona poi Varese e l'anno dopo è a Brescia e poi a Martinengo. Intanto i della Torre erano entrati in conflitto con Alberto Scotti che riescono però a sconfiggere nel 1304. Il 17 dicembre del 1307 Guido della Torre viene nominato Capitano del popolo per un anno per poi essere nominato Capitano perpetuo il 22 settembre 1308. Nel 1309 iniziano le prime discordie tra Guido e Cassono della Torre che viene esiliato, l'arcivescovo dopo aver scomunicato Guido entra in alleanza l'anno successivo con Matteo Visconti. A fronte di questa situazione interviene l'imperatore Enrico VII che depone Guido della Torre e viene nominato da Casonno re d'Italia in Sant'Ambrogio. Il 12 febbraio 1311 l'imperatore a causa di tumulti milanesi raccoglie un buon esercito, i Visconti pronti ad assalirli li accolgono con tranquillità, mentre i della Torre, sicuri dell'appoggio visconteo, incitano alla rivolta, ma vengono sconfitti dalle truppe reali. Galeazzo decide quindi di confermare la sua fedeltà all'imperatore e riprende il controllo della signoria. Così tramonta definitivamente il potere dei della Torre sulla Signoria di Milano.

Il dominio dei Visconti[modifica | modifica wikitesto]

Il dominio cittadino torna definitivamente in mani viscontee solo il 20 settembre del 1313 quando Matteo Visconti viene nuovamente nominato signore di Milano a vita. I torriani, alleati di Pavia, riprendono la lotta con i visconti e il 24 settembre sono sconfitti a Rho. i della Torre ottengono l'appoggio papale tanto che il 28 maggio del 1317 il papa reputa la Signoria di Matteo illegittima, ma il potere visconteo continua ad aumentare con la nomina di Giovanni Visconti ad arcivescovo di Milano, non accettata però da papa Giovanni XXII che nomina Aicardo Antimiani di Novara. Si stringono nuovi rapporti commerciali con la Repubblica di Venezia e con la Francia. Il 4 gennaio 1318 Matteo è scomunicato e successivamente verrà inflitta la stessa pena anche a Cangrande della Scala e Passerino Bonacolsi, signori ghibellini di Verona e Mantova. I rapporti con il papato rimangono tesi e dopo non essersi presentato alla corte papale ad Avignone il 16 dicembre 1321 Il papa ordina all'arcivescovo di Milano esule, Aicardo di Camodegia, di aprire un nuovo processo per eresia contro Matteo Visconti il figlio Galeazzo e molti parente a quell'epoca già morti come Ottone Visconti. Il 30 marzo del 1322 i milanesi sono colpiti dall'inquisizione e perdono beni e diritti. Matteo Visconti ormai anziano, 74 anni, si ritira a Crescezago e muore il 24 giugno 1322 lasciando il governo al figlio Galeazzo che viene nominato signore il 10 luglio.

Durante la sua signoria Matteo si dedica anche alla costruzione di opere pubbliche, nel 1316 viene decisa la costruzione della Loggia degli Osii in Piazza dei Mercanti per il capo della Società di giustizia Scoto di San Geminiano e l'anno successivo viene costruita la chiesa di Santa Maria dei Servi.

Galeazzo Visconti[modifica | modifica wikitesto]

La situazione milanese però è ancora turbolenta e l'8 novembre Galeazzo è costretto a lasciare Milano e rifugiarsi a lodi dopo alcuni scontri con Lodrisio Visconti, Francesco da Garbagnate e quei milanesi che cercavano un accordo con il papa. Il governo di Milano è affidato al capitano borgognone Giovanni di Chatillon, il vicario di Federico il Bello rimasto in Lombardia dopo la sconfitta del suo Signore. Per paura del ritorno dei della Torre il 12 dicembre Galeazzo viene richiamato alla guida della città ormai in preda al caos e ai saccheggi. Il papa muove guerra a Milano insieme ai della Torre, riesce a prendere Monza e dichiara Galeazzo eretico. Nel 1323 le truppe papali sono stremate, riparano a Monza che viene assediata l'8 agosto da Marco Visconti. Nel febbraio del 1324 l'esercito papale viene sconfitto dai milanesi a Vaprio d'Adda. Muore Simone della Torre ed è catturato il comandante Raimondo da Cardona, poi liberato per riuscire a discutere a Piacenza un trattato di pace con il pontefice.

Nel 1325 Galeazzo si dedica alla costruzione del castello di Monza[7].

L'opera di unificazione fu completata da Azzone Visconti, figlio di Galeazzo e nipote di Matteo, che si adoperò per gettare le basi di una struttura che coordinasse politicamente i suoi domini e che accentrasse il potere nelle mani della dinastia. Nell'anno 1327, con la morte del padre, rimase lui come unico erede ed in opposizione al pontefice, comprò il titolo di vicario di Milano dall'Imperatore Lodovico il Bavaro. Nel 1332 al governo del nuovo vicario, si associarono gli zii Luchino e Giovanni Visconti, figli di Matteo, in una sorta di triumvirato. L'altro zio Lodrisio, rimastone fuori, inscenò invano una serie di congiure per spodestare i tre; quando tutti suoi complici furono arrestati da Azzone il 23 novembre 1332, e rinchiusi nelle prigioni di Monza (dette i forni), fu costretto a fuggire a Verona, dove ospite di Mastino II della Scala, tesse una serie di alleanze, tra i quali rientravano gli scaligeri stessi ed il Signore di Novara Calcino Tornielli, nemico dell'Arcivescovo Giovanni. Si venne allo scontro decisivo il 21 febbraio 1339 nella Battaglia di Parabiago, vinta dai triumviri.

Dall'iniziale congregazione di città sottoposte al dominio di un unico signore, Giovanni e Luchino, ma soprattutto Gian Galeazzo e Bernabò, tramite un'intensa attività di consolidamento della loro supremazia attuata con il ridimensionamento delle autonomie locali e l'attrazione nella loro orbita delle molteplici piccole signorie rurali crearono una sorta di struttura statuale. Con Giovanni Visconti, alla metà del XIV secolo si ebbe la prima grande espansione dei possedimenti della famiglia con la vittoria sui Signori di Verona (gli Scaligeri) e con la sottomissione addirittura di Genova e Bologna. grazie a queste estensioni Gian Galeazzo riuscì a ottenere nel 1395 dall'Imperatore Venceslao il titolo di duca ponendo così fine alla signoria e dando inizio al ducato.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Gotico a Milano.

Nel secolo XIII Milano era una delle poche città europee ad avere più di 150.000 abitanti, l'artigianato era in pieno sviluppo, soprattutto per la lavorazione dei metalli e dei tessuti, agricoltura e allevamento erano fiorenti ed i traffici intensi, anche grazie alla costruzione del Naviglio Grande, che favorì gli scambi e irrigò sapientemente le campagne. L'inizio della costruzione del duomo da parte di Gian Galeazzo Visconti nel 1387 manifestava nel modo più tangibile l'affermazione della floridezza della città e della signoria dei Visconti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ treccani.it, http://www.treccani.it/enciclopedia/pagano-della-torre_(Dizionario-Biografico)/.
  2. ^ storiadimilano.it, http://www.storiadimilano.it/cron/dal1226al1250.htm.
  3. ^ treccani.it, http://www.treccani.it/enciclopedia/martino-della-torre_%28Dizionario-Biografico%29/.
  4. ^ treccani.it, http://www.treccani.it/enciclopedia/filippo-della-torre_%28Dizionario-Biografico%29/.
  5. ^ storiadimilano.it, http://www.storiadimilano.it/cron/dal1251al1275.htm.
  6. ^ storiadimilano.it, http://www.storiadimilano.it/cron/dal1276al1300.htm.
  7. ^ storiadimilano.it, http://www.storiadimilano.it/cron/dal1301al1325.htm.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]