Martino della Torre

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Martino della Torre
Signore di Milano
Stemma
In carica 12591263
Predecessore Nessuno
Successore Filippo della Torre
Morte Lodi, 20 novembre 1263
Luogo di sepoltura Abbazia di Chiaravalle, Milano
Dinastia Della Torre
Padre Iacopo della Torre
Madre ?
Consorte ?
Consorte di Sorella di Paolo Soresina

Martino della Torre (... – Lodi, 20 novembre 1263), figlio di Iacopo della Torre e nipote di Pagano I della Torre, fu de facto il primo signore di Milano, dal 1259 alla morte.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La fazione guelfa[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Iacopo, conte di Valsassina, Martino era un nipote di Pagano I della Torre, il quale aveva stabilito il potere familiare nella città di Milano. La sua carriera politica si aprì nel 1241 quando egli si oppose alla nomina a podestà della città nella persona di Paolo Soresina. Nel 1247, la Credenza di Sant'Ambrogio lo elesse Anziano della città di Milano consegnandogli così il comando sul comune. Martino proseguì la redazione del catasto delle terre, iniziata nel 1240 dallo zio Pagano e divenuto strumento indispensabile per una più equa ripartizione dei tributi tra i cittadini. Nel 1252 viene nominato podestà di Lodi. Nel 1256 i nobili, guidati dall'arcivescovo Leone da Perego, avevano indicato come loro podestà Paolo da Soresina, ma venne il titolo venne conferito a Martino. Nello stesso anno, egli era stato nominato anche senatore di Roma. L'anno successivo i popolari guidati da Martino, assediarono a Fagnano il nobile Guglielmo da Landriano, mentre i nobili, al seguito dell'arcivescovo, entrarono a Castelseprio. Lo scontro però fu sfavorevole in quanto i suoi nemici poterono contare sull'ospitalità di Varese e sull'aiuto armato dei Comaschi. Per evitare uno scontro finale venne raggiunto a Parabiago un accordo tra le parti su un testo redatto da esponenti delle due fazioni, accordo che fu poi approvato dal pontefice nell'agosto del 1257. Il 4 aprile 1258 venne approvata la pace di Sant'Ambrogio in cui si stabiliva che le cariche pubbliche cittadine dovevano essere equamente ripartite tra le due fazioni inoltre si rinnovava la pace con le città di Como e Novara e si permetteva al Della Torre di riprendere i posti precedentemente ricoperti, dietro pagamento. Per riappacificare la situazione Martino combino un matrimonio con una sorella di Paolo da Soresina che dopo essere stato imprigionato dalla sua fazione ghibellina decise di avvicinarsi politicamente al cognato. Nel 1258 scoppiò a Como una lotta tra le fazioni cittadine, quella nobiliare, guidata dai Rusconi, e quella popolare diretta dai Vittani Martino contribuì alla vittori di quella nobiliare e venne così eletto podestà di Como. Il 30 marzo 1259 i popolari milanesi si riunirono nella chiesa di Santa Tecla, attuale duomo di Milano, eleggendo il Della Torre che fu sostituito subito dopo con il suo rivale che morì pochi giorni dopo, facendo così tornare il 24 aprile Martino capitano del popolo e dopo un nuovo scontro con la fazione ghibellina riuscì con con esercito di comaschi a farsi eleggere signore di Milano.

Il primo Signore di Milano[modifica | modifica wikitesto]

Una volta eletto signore di Milano bandì la fazione ghibellina dalla città che cercò aiuto presso Ezzelino III da Romano. Ezzelino decise di assediare Orzinuovi e contro di lui combatterono Oberto II Pallavicino, Buoso da Dovara, Martino della Torre e le città di Cremona, Ferrara e Mantova. Ezzelino tentò di occupare Milano e poi Monza, ma senza successo dopo altri disperati tentativi di salvezza venne sconfitto e gravemente ferito, cadde prigioniero e morì nel castello di Soncino nel 1259. Martino decise di chiamare a Milano il ghibellino Pallavicino e stipulò con lui un contratto di cinque anni con cui gli affidava il capitanato generale. In questo periodo venne nominato cardinale Ottaviano degli Ubaldini e venne dato l'arcivescovato a Ottone Visconti. Questa situazione si venne a creare a causa di un disguido tra il designato Raimondo Della Torre, figlio di Pagano e la Santa Sede che però lo promosse a vescovo di Como. Per questa ragione il Della Torre insieme al Pallavicino occupò le terre e i beni dell'arcivescovato per costringere il papa a modificare la propria scelta, ma questi lo scomunicò insieme al fratello Filippo ed altri nobili. All'inizio del 1263 Ottone Visconti, per ordine del papa, partì da Roma per cercare di prendere possesso del proprio arcivescovato ed entrò ad Arona il 10 aprile dello stesso anno, ma subito dopo venne cacciato dal signore di Milano. Nel giugno di quell'anno, il Della Torre divenne anche podestà di Novara, ma il 7 novembre mentre si trovava a Lodi, fu colpito da una grave malattia. Comprendendo di essere prossimo alla morte, chiese ed ottenne che il fratello Filippo gli succedesse nella carica. Morì probabilmente il 20 novembre 1263 e venne sepolto nell'abbazia di Chiaravalle insieme al padre e Pagano[1].

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Sposò la sorella del podestà di Milano Paolo Soresina, dalla quale non ebbe figli.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ treccani.it, http://www.treccani.it/enciclopedia/martino-della-torre_%28Dizionario-Biografico%29/ .
  2. ^ Pompeo Litta, Famiglie celebri italiane. Torriani di Valsassina, Milano, 1850.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Signore di Milano Successore Flag of Milan.svg
Nessuno 12591263 Filippo della Torre
con
Oberto II Pallavicino capitano generale
(1259–1264)