Lodrisio Visconti

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Lodrisio Visconti (1280 circa – 1364) è stato un condottiero italiano.

Stemma visconteo

Figlio di Pietro e Antiochia Crivelli nacque nella famiglia capitaneale dei Visconti, molto forte ed attiva nelle armi, che fu alla guida di Milano fino ad ottenere con Gian Galeazzo il titolo di Duca di Milano.

Lodrisio e la famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Lodrisio alternò con il consorzio parentale, primo fra tutti il cugino Matteo Visconti, tradimento e fedeltà. Aiutò Galeazzo I, figlio di Matteo, a recuperare Milano, ma presto se ne allontanò tramando contro di lui.

Quando nel 1328 morì Galeazzo I, il figlio, unico erede, Azzone, comprò dall'Imperatore di Germania Lodovico il Bavaro il titolo di Vicario di Milano, scavalcando il Papa, che pretendeva di essere il reale detentore del potere di nomina.

Lodrisio organizzò una serie di congiure contro il nipote, ma alla scoperta di esse, Azzone ne fece incarcerare i capi. Lodrisio sfuggito dalla rete, fu costretto a rifugiarsi a Verona presso Mastino II della Scala, col quale strinse una serie di alleanze nel tentativo di eliminare il Signore di Milano.

In questa occasione formò la Compagnia di San Giorgio, di cui fu nominato capitano, forte di oltre 6.500 armati fra cavalieri, fanti e balestrieri. Parteciparono a questa Compagnia di Ventura avventurieri mercenari di grande prestigio e levatura militare quali Corrado di Landau e Guarnieri d'Urslingen, rispettivamente noti come il Conte Lando e il Duca Guarnieri.

Di quest'ultimo il motto era Nimico di Dio, di pietà et di misericordia, motto a cui fece grande onore tanto lunga fu la scia di sangue e di efferatezze che lasciò dietro di sé, al servizio di chi meglio lo pagava.

Il Venturiero[modifica | modifica wikitesto]

Lodrisio si distinse dai suoi compagni d'arme per essere mosso prevalentemente da uno spirito di rivalsa contro la propria consorteria parentale e da motivi politici quale il tentativo di conquistare la Signoria di Milano, mentre gli altri erano spinti dalla brama di razziare ricchezze incuranti, come tutti, dei mezzi usati.

Questa avventura militare non fu favorevole a Lodrisio, che, dopo un primo successo che gli aveva fatto sperare la conquista di Milano, subì i colpi della compagnia di ventura di Ettore da Panigo.

Il 21 febbraio 1339 Lodrisio guidò le sue truppe contro i familiari che governavano la città, in quella che è chiamata la battaglia di Parabiago; secondo la leggenda i suoi compagni vennero spaventati da un'apparizione di Sant'Ambrogio a cavallo e lui stesso finì prigioniero: rimase recluso per 10 anni nel Castello di San Colombano. Venne liberato dall'altro fratello, l'arcivescovo Giovanni Visconti, nuovo signore di Milano.

Il ritorno in famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la morte dell'Arcivescovo Giovanni, Lodrisio aiutò Galeazzo II Visconti figlio di Stefano Visconti, 1356, contro la lega antiviscontea voluta dal cardinale Albornoz che aveva arruolato la Grande Compagnia comandata da Konrad di Landau, il Conte Lando.

Lodrisio sconfisse la Grande Compagnia conseguendo una grande vittoria, anche se successivamente perse il castello di Novara. Lodrisio rimase alla corte di Galeazzo fino alla morte, nel 1364.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]