Lega di Cambrai

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Guerra della Lega di Cambrai.

La Lega di Cambrai fu una lega contro la Repubblica di Venezia formata il 10 dicembre 1508[1][2] dalle maggiori potenze europee (Sacro Romano Impero, Francia e Spagna) per mantenere un'egemonia su diversi territori della penisola italiana.

Membri costituenti la lega[modifica | modifica wikitesto]

Ad essa aderirono: Massimiliano I d'Asburgo, Luigi XII di Francia, Ferdinando II d'Aragona (re di Napoli e re di Sicilia), papa Giulio II, Alfonso I d'Este (duca di Ferrara), Carlo II (duca di Savoia), Francesco II Gonzaga (marchese di Mantova) e Ladislao II (re d'Ungheria).

Contenuto[modifica | modifica wikitesto]

Nel preambolo del trattato, siglato segretamente a Cambrai (centro del Nord della Francia, ai confini col Belgio) con il pretesto di concludere la pace tra l'Imperatore e il Duca di Gheldria, cui vennero ammessi anche gli ambasciatori di Spagna e Stato Pontificio, si legge che esso veniva stipulato:

« (...) per far cessare le perdite, le ingiurie, le rapine, i danni che i Veneziani hanno arrecato non solo alla santa sede apostolica, ma al santo romano imperio, alla casa d'Austria, ai duchi di Milano, ai re di Napoli e a molti altri principi occupando e tirannicamente usurpando i loro beni, i loro possedimenti, le loro città e castella, come se cospirato avessero per il male di tutti (...). Laonde abbiamo trovato non solo utile ed onorevole, ma ancora necessario di chiamar tutti ad una giusta vendetta per ispegnere, come un incendio comune, la insaziabile cupidigia dei Veneziani e la loro sete di dominio. »
(Manifesto dell'imperatore Massimiliano I a preambolo del Trattato di Cambrai.)

Il trattato prevedeva la seguente spartizione dei domini veneziani:

Il conflitto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Guerra della Lega di Cambrai.

Venezia, che già aveva avuto numerosi sentori del formarsi di una possibile alleanza contro di lei, ne venne in parte informata già il 14 dicembre dallo stesso sovrano francese, attraverso l'ambasciatore veneziano alla sua corte.[senza fonte]

La Lega combatté le forze veneziane dal 1508 al 1511: dopo avere sbaragliato le forze veneziane nella battaglia di Agnadello e averne distrutto la flotta nella battaglia di Polesella, l'esercito della Lega arrivò quasi alle "ripe salse" (cioè alle coste della laguna di Venezia) e mise inutilmente sotto assedio Padova; peraltro il condottiero veneziano Bartolomeo d'Alviano conseguì una brillante vittoria in Cadore. Gli avvenimenti successivi resero del tutto vani i risultati da essa conseguiti in terra veneta.

Inizialmente, le forze della Lega intendevano occupare e spartirsi la Terraferma dello stato veneto. In base agli accordi, Massimiliano I avrebbe ricevuto l'intero Veneto, il Friuli e l'Istria; alla Francia, che già occupava Milano, sarebbero andate le provincie lombarde; i porti pugliesi sarebbero tornati agli Aragonesi; il papa avrebbe riavuto le località romagnole; il Polesine sarebbe andato al duca di Ferrara; al duca di Mantova spettavano Peschiera e Asola; Cipro era destinata ai Savoia; all'Ungheria sarebbe toccata la Dalmazia.

Nel 1510, tuttavia, Giulio II ritenne che la Francia rappresentasse per gli equilibri nella penisola una minaccia ben più grave di Venezia. Fu così che il pontefice lasciò la Lega di Cambrai per allearsi con la Serenissima. L'anno seguente, anche la Spagna e il Sacro Romano Impero cambiarono schieramento, portando così alla creazione della Lega Santa contro la Francia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mallett 2006, p. 64
  2. ^ C.M.Goldoni, p.93

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Massimo Marocchi, I Gonzaga a Lonato 1509-1515, Brescia, 2010.
  • (EN) M. E. Mallett e J. R. Hale, The Military Organisation of a Renaissance State: Venice C.1400 to 1617, Cambridge University Press, 2006, ISBN 978-0521032476.
  • Luciano Chiappini, Gli estensi. Storia di mille anni, Ferrara, Corbo Editore, 2001, ISBN 9788882690298.
  • Francesco Locatelli, La fabbrica ducale estense delle artiglierie (da Leonello ad Alfonso II d'Este), Adriano Tassi (collaborazione e revisione), N 672 di serie numerata da 1 a 1000, opera realizzata con il contributo della Unione degli Industriali della Provincia di Ferrara, Bologna, Editrice Cappelli, 1985, OCLC 18349517, SBN IT\ICCU\CFI\0087435.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]