Pieve di Val Cuvia

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Pieve di Valcuvia
Informazioni generali
Capoluogo Cuvio
462 abitanti (1751)
Dipendente da Provincia di Milano
Suddiviso in 21 comuni
Amministrazione
Forma amministrativa Pieve
Podestà lista sconosciuta
Organi deliberativi Consiglio generale
Evoluzione storica
Inizio XIV secolo
Causa Secolarizzazione delle pievi
Fine 1797
Causa Invasione napoleonica
Preceduto da Succeduto da
Nessuna Distretto di Cuvio
Cartografia
Pievimil.jpg
Pieve di San Lorenzo
Monastergen.png
Informazioni generali
Capoluogo Cuvio
Dipendente da Diocesi di Como
Suddiviso in 15 parrocchie
Amministrazione
Forma amministrativa Pieve
Prevosto vedi sotto
Evoluzione storica
Inizio XII secolo
Causa Istituzione delle pievi
Fine 1968
Causa Atto vescovile
Preceduto da Succeduto da
Nessuna Vicariato della Valcuvia

La pieve di Valcuvia o pieve di San Lorenzo in Val Cuvia (in latino plebis valcuviae o plebis sancti laurentii valcuviae) era il nome di un'antica pieve nell'area del Contado del Seprio la quale, quando i Milanesi s'impossessarono del Contado, passò sotto la giurisdizione civile di Milano, rimanendo però parte religiosamente della diocesi di Como con la quale vi era all'epoca contiguità territoriale attraverso il Sottoceneri. La località capopieve era Cuvio, capoluogo della Valcuvia.

Il santo titolare della pieve era san Lorenzo, festeggiato il 10 agosto ed al quale è ancora oggi dedicata la chiesa arcipretale di Canonica, ora in comune di Cuveglio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il più antico documento che faccia riferimento alla pieve di Cuvio è datato 27 giugno 1167 e vi compare il prevosto "de Cuvi" come testimone ad una causa sorta tra una certa Rigiza e i canonici di San Fedele di Como. Oltre all'organizzazione plebana relativa all'opera di evangelizzazione partita dai vescovi di Como e di Milano, in Valcuvia arrivò anche l'opera del monastero di San Pietro in Ciel d'Oro di Pavia che molti possedimenti attestano in epoca medievale. [1]

Nel 1176 sappiamo storicamente che Como dovette rinunciare alla pieve di Cuvio in seguito alla disfatta del Barbarossa nella battaglia di Legnano e perciò, con la siglatura della pace del 1196, la Valcuvia, unitamente ad altre tre valli dell'area, passò in mano ai milanesi come ripartizione locale della provincia del Ducato di Milano in quanto al civile, mentre religiosamente continuò a far parte della diocesi di Como. [1]

Sarà a partire dal XIV secolo che si delineerà il decadimento della pieve, anche se apprendiamo che già dal Duecento, alcuni villaggi della pieve godevano di un proprio parroco o di un presbitero comunque con tali funzioni, come nel caso di Cittiglio. Nel Cinquecento il collegio canonicale della prepositura di San Lorenzo era composto da dieci canonici, dei quali 9 erano residenti, e da un prevosto il quale vantava alle proprie dipendenze anche un cappellano ed un chierico. [1] Nel 1516 la battaglia di Marignano fermò i concreti progetti annessionistici elvetici sulla pieve che avevano occupato da quattro anni.

Malgrado queste posizioni, la pieve di Val Cuvia era fortemente ristretta nei suoi confini territoriali in quanto molte chiese si erano costituite in parrocchie e questo andava sempre più diminuendo il potere materiale di giurisdizione della capopieve sulle altre chiese minori. Nel 1633, ad esempio, il paese di Cunardo passò alla pieve di Marchirolo, quando la chiesa di questo paese fu eretta in prepositura. Altre comunità si resero parrocchie autonome nel corso del XVIII secolo: Casalzuigno nel 1749 e Arcumeggia nel 1759. [1]

Dal punto di vista civile, la pieve amministrativa fu oggetto di un esperimento riformatore di stampo illuminista da parte dell'imperatore Giuseppe II, che nel 1786 la incluse nella neocostituita Provincia di Varese, ripartizione cancellata però dopo soli cinque anni dal fratello Leopoldo II, imperatore ben più conservatore. La pieve fu poi soppressa nel 1797 in seguito all'invasione di Napoleone e alla conseguente introduzione di nuovi e più moderni distretti. Per quanto riguarda invece l'aspetto ecclesiastico, con decreto del 6 luglio 1798 (18 messidoro anno VI) il capitolo prepositurale di San Lorenzo venne soppresso dal governo della Repubblica Cisalpina e tutti i suoi beni vennero venduti all'asta. Alla chiesa plebana rimase solamente il parroco col titolo di prevosto, ed un coadiutore. Nel 1955 con una bolla vescovile datata al 4 novembre, la chiesa venne elevata ad arcipretura. [1] Tuttora il territorio fa parte della diocesi di Como, zona pastorale detta "Valli Varesine" e nell'ultima suddivisione territoriale comprende due vicariati, Cittiglio e Canonica, per un totale di 20 parrocchie.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Nella seconda metà del XVIII secolo, il territorio della pieve era così suddiviso:

Pieve civile milanese Pieve ecclesiastica comasca
Comune di Cuvio con Comacchio
Comune di Cuveglio
Comune di Azzio
Comune di Duno
Comune di Vergobbio
Comune di Brinzio
Comune di Rancio con Cantevria
Prepositura di S. Lorenzo

viceparrocchia[2]


viceparrocchia[3]
viceparrocchia[4]
Comune di Arcumeggia Parrocchia di Sant'Ambrogio
Comune di Bedero Parrocchia di Sant'Ilario di Poitiers
Comune di Brenta Parrocchia dei Santi Vito e Modesto
Comune di Cabiaglio Parrocchia di Sant'Appiano
Comune di Caravate con Ronco Parrocchia dei Santi Giovanni Battista e Maurizio
Comune di Casalzuigno Parrocchia di San Vittore
Comune di Cassano Parrocchia dei Santi Ippolito e Cassiano
Comune di Cavona Parrocchia di San Michele
Comune di Cittiglio Parrocchia di San Giulio
Comune di Gemonio Parrocchia di San Pietro
Comune di Masciago
Comune di Ferrera
Parrocchia di Sant'Agnese
Comune di Orino Parrocchia di S. Lorenzo[5]
Comune di Vararo Parrocchia di San Bernardo

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e vedi qui
  2. ^ La Chiesa della B. V. Annunziata è stata eretta in parrocchia nel 1877
  3. ^ La chiesa viceparrocchiale dei Santi Pietro e Paolo non aveva una rendita sufficiente a mantenere un parroco, per cui rimase forzatamente vicaria della prepositurale fino al 1886.
  4. ^ La chiesa viceparrocchiale dei Santi Fabiano e Sebastiano non aveva una rendita sufficiente per il sostentamento di un parroco, per cui rimase vicaria della prepositurale fino al 1886.
  5. ^ La chiesa parrocchiale ricostruita nel 1685 fu intitolata alla B.V. Immacolata, tuttavia fino al 1950 il titolo della parrocchia e il patrono rimase quello di S.Lorenzo (cfr. Como Sacra 1912, p.35 e Como Sacra 1938, p.47 e Calendario diocesano del 1944, p.231)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Synodus Diœcesana Comensis de anno M.D.LXV., pag. 39

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]