Pieve di Dervio

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Pieve di Dervio
Informazioni generali
Capoluogo Dervio
331 abitanti (1751)
Dipendente da Provincia di Milano
Suddiviso in 7 comuni
Amministrazione
Forma amministrativa Pieve
Podestà lista sconosciuta
Organi deliberativi Consiglio generale
Evoluzione storica
Inizio XIV secolo
Causa Secolarizzazione delle pievi
Fine 1797
Causa Invasione napoleonica
Preceduto da Succeduto da
Nessuna Distretto di Bellano
Cartografia
Pievimil.jpg
Pieve dei Santi Pietro e Paolo
Monastergen.png
Informazioni generali
Capoluogo Dervio
331 abitanti (1751)
Dipendente da Arcidiocesi di Milano
Suddiviso in 5 parrocchie
Amministrazione
Forma amministrativa Pieve
Prevosto vedi sotto
Evoluzione storica
Inizio XIII secolo
Causa Istituzione delle pievi
Fine 1972
Causa Sinodo Colombo
Preceduto da Succeduto da
Nessuna Decanato di Varenna

La pieve di Dervio o pieve dei Santi Pietro e Paolo di Dervio (in latino plebis derviensis o plebis sancti petri et pauli derviensis) era il nome di un'antica pieve dell'Arcidiocesi di Milano e del Ducato di Milano con capoluogo Dervio.

I patroni erano i santi Pietro e Paolo a cui è ancora oggi dedicata la chiesa prepositurale di Dervio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Agli albori della sua storia come pieve, quella di Dervio viene indicata come "pieve di San Pietro" già alla fine del XIII secolo, secondo quanto attestatoci da Goffredo da Bussero, autore del "Liber notitiae sanctorum Mediolani" che già ci attesta il culto in questa pieve di San Tommaso di Canterbury a cui è dedicata la chiesa di Corenno.[1] Col Rinascimento la pieve assunse anche una funzione amministrativa civile come ripartizione locale della Provincia del Ducato di Milano, al fine di ripartire i carichi fiscali e provvedere all'amministrazione della giustizia.[2]

Notizie circa il collegio canonicale ci pervengono dal XIV secolo quando questo era composto da cinque canonici e dal prevosto, numero che rimase invariato anche alla visita dell'arcivescovo Gabriele Sforza nel luglio del 1455. Fu dal XV secolo, infine, che la pieve assunse il nome duplice dei Santi Pietro e Paolo e tale nome prese anche la chiesa prepositurale che nel 1564 comprendeva diverse rettorie e dipendenze, oltre a cinque chiese curate. Fu solo dopo il Concilio di Trento che Dervio divenne sede anche di un vicariato, coincidente con l'ambito territoriale della pieve, situazione che rimase immutata anche nelle visite pastorali dei secoli successivi.[3] Dal punto di vista civile, la pieve amministrativa fu oggetto di un esperimento riformatore di stampo illuminista da parte dell'Imperatore Giuseppe II, che nel 1786 la incluse nella Provincia di Como, provvedimento però cancellato dopo soli cinque anni dal fratello Leopoldo II, imperatore ben più conservatore. La pieve fu poi soppressa nel 1797 in seguito all'invasione di Napoleone e alla conseguente introduzione di nuovi e più moderni distretti.

La pieve ecclesiastica ha invece terminato la propria esistenza dopo che i decreti del cardinal Colombo nel 1972 ne hanno soppresso le funzioni assieme a tutte le pievi milanesi.[4] A quel tempo aveva 7 parrocchie su un'area di 40 km² e una popolazione di 4.369 abitanti, mentre oggi ricade sotto il decanato dell'Alto Lario.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Nella seconda metà del XVIII secolo, il territorio della pieve era così suddiviso:

Pieve civile Pieve ecclesiastica
Comune di Dervio Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo
Comune di Corenno Parrocchia di San Tommaso di Canterbury
Comune di Dorio Parrocchia di San Giorgio martire
Comune di Sueglio
Comune di Introzzo
Comune di Vestreno
Parrocchia di San Martino
Comune di Tremenico Parrocchia di Sant'Agata

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Liber notitiae sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero. Manoscritto della Biblioteca Capitolare di Milano, a cura di M. Magistretti, U. Monneret de Villard, Milano, 1917.
  • Diocesi di Milano. Sinodo 46°, Milano, 1972, Pubblicazione curata dall'ufficio stampa della Curia arcivescovile di Milano.
  • G. Vigotti, La diocesi di Milano alla fine del secolo XIII. Chiese cittadine e forensi nel “Liber Sanctorum” di Goffredo da Bussero, Roma, 1974.
  • Istituzione dei nuovi vicariati urbani e foranei, 11 marzo 1971, Giovanni Colombo, arcivescovo di Milano, Rivista Diocesana Milanese, 1971.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]