Tremenico

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Tremenico
comune
Tremenico – Stemma Tremenico – Bandiera
Tremenico – Veduta
Tremenico e Avano
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Lecco-Stemma.png Lecco
Amministrazione
Sindaco Flavio Cipelli (lista civica Obiettivo Comune) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 46°04′33.24″N 9°21′58.32″E / 46.0759°N 9.3662°E46.0759; 9.3662Coordinate: 46°04′33.24″N 9°21′58.32″E / 46.0759°N 9.3662°E46.0759; 9.3662
Altitudine 754 m s.l.m.
Superficie 8,71 km²
Abitanti 171[1] (30-11-2014)
Densità 19,63 ab./km²
Frazioni Avano
Comuni confinanti Casargo, Colico, Dervio, Dorio, Introzzo, Pagnona, Vendrogno
Altre informazioni
Cod. postale 23836
Prefisso 0341
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 097081
Cod. catastale L368
Targa LC
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti Tremenicesi
Patrono Sant'Agata
Giorno festivo 5 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Tremenico
Tremenico
Tremenico – Mappa
Posizione del comune di Tremenico nella provincia di Lecco
Sito istituzionale

Tremenico (Tremènech in dialetto locale[2]) è un comune italiano di 171 abitanti della provincia di Lecco, in Lombardia. Pur facendo parte della Valvarrone, Tremenico fa storia a sé rispetto agli altri paesi, ed in effetti ha una sua parrocchiale sin dal 1367, mentre gli altri tre Comuni valvarronesi (Vestreno, Sueglio, Introzzo) fanno riferimento alla chiesa di San Martino a Sueglio. L'attività che da sempre ha caratterizzato questo paese è quella delle miniere di cui restano oggi solo alcune cave di feldspati che impiegano poche persone. Alcuni storici sostengono che già al tempo dei Galli e dei Romani esistessero cave di ferro sulle pendici della montagna. Ancora vivi sono sia il dialetto assai caratteristico, sia la consuetudine di sfoggiare nelle feste l'antico costume tradizionale chiamato Stampàde.

Storia della Parrocchia di Sant'Agata in Tremenico[modifica | modifica wikitesto]

La storia del paese e della chiesa di s. Agata datano indietro nel tempo sino all'anno Mille: nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolani (codice pergamenaceo di 215 fogli, conservato nella Biblioteca del Capitolo del Duomo di Milano) il milanese Goffredo da Bussero elenca nella diocesi di Milano 26 chiese e oltre 21 altari dedicati a Sant'Agata. Una di queste chiese è quella situata "in loco Cremenego (Tremenico) Plebis de Deruio (Pieve di Dervio)". La storia dell'edificazione di questa chiesa è fitta di interventi di ampliamento e restauro fortemente voluti dai Tremenicesi, specie di quelli emigrati in pianura per lavoro: ad esempio l'altare proviene da Venezia, acquistato e trasportato appositamente dalla Laguna a testimonianza dell'amore di queste persone per la propria terra natale. In modo non dissimile, anche l'organo è giunto a Tremenico attraverso la generosità ed il lavoro dei paesani direttamente dalla Brianza, dalla prestigiosa bottega dei Prestinari di Magenta.

L'organo, compreso della cantoria, arriva nella chiesa di Sant'Agata nel 1853, per volere del parroco don Bellati e grazie ai contributi dei parrocchiani, dell'Arcivescovo, dello stesso Parroco e di Carlo Magno Buzzella.

Lo strumento è interamente meccanico con un grande mantice un tempo azionato manualmente (oggi elettricamente). Ciò che caratterizza questo organo rispetto a quelli modermi è il congegno a pedale che imposta i registri, tecnicamente (definizione ripresa dal sito del Comitato Organo Prestinari Marcallo) Combinazione libera “alla lombarda”: congegno meccanico a pedale che agisce sulle leve dei tiranti di un certo numero di registri, preventivamente selezionati dall'organista, inserendo le file di canne corrispondenti.

  • 1367 - Le due chiese di Sant'Agata e San Martino ottengono dalla Curia di Milano di costituirsi in un'unica parrocchia con sede a S. Martino, detto anche Mont'Introzzo.
  • 1566 - L'arcivescovo di Milano Carlo Borromeo si reca a Tremenico in visita pastorale e, sentite le lamentele dei tremenicesi, promette la costituzione della parrocchia di Sant'Agata a Tremenico.
  • 1575 - Prende servizio il primo parroco, Viviano Gussalli.
  • 1582 - L'arcivescovo di Milano Carlo Borromeo, in una seconda visita a Tremenico, vista la povertà della parrocchia decide di aumentarne le rendite. L'anno precedente i paesani si erano già impegnati a versare annualmente 300 lire imperiali a favore del loro parroco.
  • 1597 - Taddeo e Giovanni Paolo Rubini, ricchi mercanti di Tremenico, stanziati a Castello di Sarzana, incaricano la "Compagnia" di Tremenicesi che lavoravano a Domodossola di costruire la parte muraria della cappella del SS. Rosario nella chiesa di Tremenico, alla quale gli stessi Rubini regalarono anche la pala della Vergine.
  • 1624 - La stessa famiglia Rubini fa costruire l'oratorio di San Carlo in Tremenico.
  • 1635 - "si fanno il choro e le cornici conforme quelli di S.to Guirico di Dervio"
  • 1642 - Si rialza di nuovo la chiesa.
  • 1654 - Inizia la costruzione del campanile che viene terminata dopo 9 anni.
  • 1665 - Originariamente la chiesa era orientata con l'altare a monte e l'ingresso a valle. Nel 1665 si costruisce l'attuale facciata e la Chiesa assume l'aspetto attuale, ruotato con l'ingresso verso la piazza e la fontana Pileu.
  • 1684 - Viene costruita la Cappella di Sant'Antonio e messo in opera il suo quadro;
  • 1686 - Viene costruita la Cappella si San Giuseppe;
  • 1696 - È messo in opera il grande quadro di Sant'Agata di autore ignoto
  • 1784 - Viene montato l'altare maggiore donato dai Tremenicesi della "Confraternita del SS. Rosario" in Venezia.
  • 1797 - Dopo le vittorie napoleoniche, la chiesa è costretta a consegnare alla Repubblica Cisalpina alcuni arredi ecclesiastici preziosi (candelabri, ostensori, lampade, la grande Croce portatile).
  • 1853 - Il parroco don Bellati fa installare nella chiesa l'organo con la cantoria prodotto dai fratelli Prestinari di Magenta, tuttora funzionante.
  • 1878 - La chiesa viene ampliata in forma di croce latina.
  • 1892 - Viene rifatto l'altare della cappella di Sant'Antonio, vengono sostituite le tre esistenti campane con tre nuove fabbricate dalla fonderia Pruneri di Grosio in Valtellina, il cui concerto fu completato nel 1900, in memoria del Giubileo dell'Anno Santo, con l'aggiunta delle due campane piccole
  • 1894 - Viene rifatto l'altare della cappella di S. Giuseppe e viene collocata anche la statua del santo.
  • 1897 - Viene rifatto l'altare del SS. Crocefisso, anche la facciata viene rifatta interamente ed il pittore Luigi Tagliaferri di Pagnona viene chiamato a realizzare le figure di santi nelle nicchie esterne e gli affreschi nell'interno della Chiesa.
  • 1898 - Con il contributo di tutti i parrocchiani, vengono acquistati nuovi banchi.
  • 1942 - In esecuzione del Regio Decreto del 23 aprile 1942 che disponeva la consegna delle campane, gli operai della Ditta Ottolina di Seregno ritirano tre delle cinque campane esistenti (una delle quali si rompe nel calarla dal campanile) per un totale di 1530 kg di bronzo, compresi i rottami. L'anno successivo, dopo la firma dell'armistizio dell'8 settembre 1943, si apprende che le campane non sono ancora state fuse e possono essere recuperate. Le due campane intatte tornano al campanile nel 1944, i rottami di quella rotta vengono affidati ai Frati Olivetani di Seregno che li custodiscono finché, nel 1951 non si raggiunge l'accordo con la Ottolina per il loro riutilizzo nella fusione di una nuova campana da 450 kg. La campana viene inserita nel campanile l'8 ottobre dello stesso anno.
  • 1962 - L'orologio della metà del Seicento sistemato nel campanile, a carica manuale (la forza motrice era data da due pesi di pietra, che ogni giorno dovevano essere sollevati mediante due argani fino all'altezza dell'orologio), viene modificato a spese del comune con il meccanismo delle lancette dei minuti, un nuovo quadrante con le cifre in rame e un pendolo indipendente dalle variazioni di temperatura. Nel 1987 il meccanismo viene motorizzato. Nel 1988 viene installata una protezione per i campanari contro la caduta dei pesi dell'orologio.
  • 1964 - Con il contribuito di tutti i parrocchiani, viene rifatta la pavimentazione dell'altare con marmo bianco di Carrara e nero del Belgio.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Avano[modifica | modifica wikitesto]

Avano, frazione di Tremenico

Avano o Aveno (anticamente chiamata così), frazione di Tremenico lungo la strada per Pagnona, prende forse il nome dal nobile greco C. Avieno Filosseno mandato in Valvarrone a “colonizzare” da Giulio Cesare. Situata a 771 metri s.l.m., si trova a circa un chilometro salendo dall'abitato di Tremenico, oltre la ripida e profonda valle dei Mulini, che divide le due terre. Ha conservato intatti i caratteri d'un tempo lontano. La Chiesa dedicata a Maria Assunta in Cielo, già citata nel 1455, ricostruita nel 1644, e abbellita nel Settecento, deve considerarsi l'edificio di più vetusta fondazione. L'edificio è di grande interesse per la grazia tardo barocca degli stucchi che ornano, sopra il portale, l'effigie della patrona (1773) e quelli coevi dell'altar maggiore, che cingono una pala (Assunta e Angeli) datata 1731 e rispondente alla declinazione locale del gusto dei Ligari, non consueti, almeno secondo questa tipologia, nella zona. Ad Avano, si pensa sorgesse la Torre che sorvegliava l'entrata nella Comunità di Monte Introzzo, tanto che esiste ancora, nel dialetto locale, una località chiamata “dent a la torr”. Durante la peste manzoniana, Avano fu, tra i cinque, il paese più colpito, tanto che sino a pochi anni fa, appena fuori da esso, esisteva una croce di legno posta a ricordo dei numerosi morti, forse, sul luogo in cui sorgeva il cimitero degli appestati. Un affresco in fondo al paese, con alcune scritte in lingua spagnola, sembrerebbe segnalare, che vi sia stata la presenza di frati benedettini. Si dice, inoltre, che una casa posta nella piazzetta in fondo alla località, sia stata utilizzata come prigione spagnola, in attesa che gli arrestati fossero trasferiti altrove. Da Avano parte il sentiero che conduce al Monte Legnone. Si tratta di un percorso di notevole interesse ambientale, che permette di attraversare zone assai diverse tra loro. Si risale la Val Rasga, che termina sulla cresta del Legnone, passando per l'ampia sella prativa dove si trova l'Alpe Agrogno basso.

Lentree[modifica | modifica wikitesto]

Piccola frazione, conta qualche casa e una teleferica che serve anche la frazione Fenile. È un borgo, ma anche frazione.

Fenile[modifica | modifica wikitesto]

Qui Lombardia. Un caso unico nelle montagne lecchesi; raccoglie le strutture di servizio del paese-madre, posto appena 50 metri a valle, Tremenico. Nel cuore della Valvarrone.[modifica | modifica wikitesto]

Bisogna salire in Val Varrone (l'imbocco è a Dervio, centro sulla sponda orientale del Lario) e proseguire oltre Tremenico, sulla strada che porta ad Avano e poi a Pagnona e a Premana, per avere uno sguardo di insieme sull'agglomerato di Fenile, qualcosa di unico almeno per quanto riguarda l'area alpina e prealpina lombarda. Si tratta di una sorta di fotocopia dell'abitato di Tremenico, tra i 50 e gli 80 metri più a monte del paese.

Il paese sussidiario

Il borgo rurale di Fenile, sopra Tremenico
Una stalla di Fenile
Scorcio di Fenile

Fenile guarda Tremenico dall'alto, è la struttura di servizio al paese fatta di stalle e di fienili e di tutte quelle strutture e infrastrutture che servivano all'attività agricola e zootecnica. Non è difficile trovare nell'area valsassinese, come in quella della vicina Valtellina, strutture di servizio ai margini del paese sussidiarie allo stesso per quanto riguarda il lavoro agricolo. Ma qui, invece, siamo in presenza di un vero e proprio paese dove per almeno tre-quattro secoli gli abitanti di Tremenico si sono spostati quotidianamente, anche più volte nello stesso giorno, per provvedere al fieno e governare gli animali. Questo nucleo, che è il volto rustico del paese, è rimasto pressoché intatto sia nel suo insieme che nei singoli edifici. Ancora oggi si raggiunge Fenile percorrendo, da Tremenico, una mulattiera acciottolata con la quale si imbocca una delle due strade che tagliano per intero il nucleo di Fenile che, come il paese sottostante, si sviluppa in orizzontale, seguendo l'andamento della valle, su pochissimi livelli. Una scelta imposta dalla natura del terreno, qui particolarmente ripido e severo al punto da apparire quasi inospitale. E con una necessità in più: quella di conservare il più possibile a prato, coltivabile, l'area del pendio che sembra addolcirsi rispetto alla severità complessiva, quella che rende l'ambiente di questa porzione di Valvarrone quasi inospitale. Due piccole strutture che sono un po' il simbolo della vita comunitaria segnano in qualche modo i confini edilizi di Fenile: da un lato una cappelletta dedicata alla Madonna della Concezione, dall'altra una fontana. Colpisce innanzitutto la regolarità della disposizione degli edifici, una vera e propria schiera ben ordinata, orientata a sfruttare il massimo dell'irraggiamento solare. Edifici rurali addossati gli uni agli altri con lo scopo di sottrarre meno superficie possibile al lavoro agricolo. Identica la struttura di ogni edificio: la stalla al piano terra, lo spazio aerato al piano superiore dove si ricoverava il fieno. Uniche varianti, da un edificio all'altro, elementi come i ballatoi, le scale esterne, un accenno di portico. Identici anche i materiali, i soli disponibili sul posto, e cioè pietra e legno che la sapienza costruttiva dei montanari ha saputo utilizzare al meglio per realizzare edifici semplici ed essenziali nella loro struttura e perfettamente funzionali nel loro uso. Fasce murate piane corrono dal basso verso l'alto, intercalate al piano superiore dagli spazi vuoti delle ampie aperture, nelle quale sono inseriti travetti orizzontali in legno per contenere il fieno.

Un segno di vita

Gli unici tocchi di rifinitura sono rappresentati dall'incisione delle iniziali del proprietario oppure di una data sull'architrave dell'ingresso, oppure dai chiavistelli in ferro che sbarrano gli ingressi. Non c'è più fervore di attività agricola e zootecnica a Fenile, ma il segno che qualcosa è rimasto si coglie nei prati circostanti ancora ben tenuti, nelle viti che si arrampicano lungo i muri di alcuni edifici, nei più semplici attrezzi agricoli come falci e rastrelli appoggiati all'esterno, nella legna ben accatastata sotto i portici. Piccoli segnali di attaccamento a questi monti vivacissimi fino a pochi decenni fa. [4]

Nel 2016, il Comune di Tremenico ha deciso di candidare al Governo il recupero dell’antico nucleo rurale di Fenile, simbolo di un’epoca storica in cui l’attività agricola e zootecnica permetteva il sostentamento e regolava la vita della popolazione locale.[5]

Consolino[modifica | modifica wikitesto]

Nella Valvarrone Consolino è conosciuta per la Madonnina presente.

Pernighera[modifica | modifica wikitesto]

Piccola frazione sulla strada provinciale, ha qualche casa ed una teleferica.

Coldirola[modifica | modifica wikitesto]

Anche questa è una piccola frazione sulla strada provinciale ed ha anch'essa qualche casa ed una teleferica.

Pezzaburo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo e appena sopra Avano c'è questa frazione, chiamata anche Baia di Pezzaburo. Sopra Avano e Pezzaburo inizia l'alta Valvarrone e la Valsassina con Premana e Pagnona.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica
da maggio 1945, a marzo 1951 Bortolo Buzzella Sindaco
da marzo 1951, a giugno 1956 Bortolo Pandiani Sindaco
da giugno 1956, a giugno 1970 Francesco Rusconi Sindaco
da giugno 1970, a giugno 1980 Giancarlo Conte Sindaco
da giugno 1980, a giugno 1995 Santino Acquistapace Sindaco
da giugno 1995, a giugno 2004 Pierfranco Pandiani Lista civica "Per Tremenico ed Avano" Sindaco
da giugno 2004, a giugno 2009 Ferruccio Adamoli Lista civica "Per Tremenico ed Avano" Sindaco
da giugno 2009, a maggio 2014 Pierfranco Pandiani Lista civica "Per Tremenico ed Avano" Sindaco
da maggio 2014 - in carica Flavio Cipelli Lista civica "Obiettivo Comune" Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 666.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Fenile, il paese nato per essere una fotocopia, in Vita, 09 agosto 2005. URL consultato il 02 novembre 2016.
  5. ^ Fenile, gioiello contadino da salvare Bellezze italiane, appello al governo. URL consultato il 02 novembre 2016.
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