Pieve di Locate

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Pieve di Locate
Informazioni generali
Capoluogo Locate
1547 abitanti (1771)
Dipendente da Provincia di Milano
Suddiviso in 13 comuni
Amministrazione
Forma amministrativa Pieve
Podestà lista sconosciuta
Organi deliberativi Consiglio generale
Evoluzione storica
Inizio XIV secolo
Causa Secolarizzazione delle pievi
Fine 1797
Causa Invasione napoleonica
Preceduto da Succeduto da
Nessuna Distretto di Locate
Cartografia
Pievimil.jpg
Pieve di Sant'Alessandro
Informazioni generali
Capoluogo Pieve
1257 abitanti (1771)
Dipendente da Arcidiocesi di Milano
Suddiviso in 8 parrocchie
Amministrazione
Forma amministrativa Pieve
Prevosto lista sconosciuta
Evoluzione storica
Inizio IX secolo
Causa Istituzione delle pievi
Fine 1972
Causa Sinodo Colombo
Preceduto da Succeduto da
Nessuna Decanato di Melegnano
Cartografia
Pieve Emanuele (MI) - Chiesa parrocchiale Sant'Alessandro.jpg

La pieve di Locate o pieve di Sant'Alessandro di Pieve di Locate (Plebis locatensis o Plebis Sancti Alexandrii) era il nome di un'antica pieve dell'arcidiocesi di Milano e del Ducato di Milano, dotata per ragioni storiche di due capoluoghi, Locate e Pieve.

Il patrono era sant'Alessandro, cui è dedicata ancora oggi la chiesa prepositurale di Pieve Emanuele.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Poche sono le notizie circa la nascita della pieve di Locate che siano pervenute sino a noi, anche se sappiamo con certezza che essa venne costituita già a partire dalla fine del XIII secolo in quanto riportataci nel novero delle pievi di Goffredo da Bussero. All'epoca sappiamo inoltre che esisteva già la sede canonicale di Sant'Alessandro nell'odierna Pieve .[1] A quei tempi, Locate e Pieve costituivano un'unica comunità col nome lombardo di Lochà; al contempo e come tutte le altre pievi, la struttura plebanea assunse anche un valore amministrativo civile.

Fu con l'invasione francese del 1499 che ha origine la frattura del capoluogo, dato che una parte venne data in feudo ai Trivulzio, e un'altra rimase ai Visconti. La località sede della chiesa prepositurale prese ad essere chiamata "pieve di Locate", mentre l'altro territorio fu definito "Locate de' Trivulzi" in onore ai suoi feudatari. Nel 1535 è possibile notare l'eterogeneità del clero presente entro i confini della pieve, dal momento che a Locate stessa viene accolto il monastero di Santa Maria della Fontana. Negli stessi anni si registrò l'aggregazione della chiesa di Basiglio orfana della prepositurale di Decimo, anche se in questo caso la rettifica amministrativa giunse solo duecento anni dopo.[1]

Nel XVIII secolo, all'epoca della visita del cardinale Giuseppe Pozzobonelli, apprendiamo che la pieve locatese comprendeva otto parrocchie sulle quali aveva giurisdizione spirituale e cura d'anime e tale numero rimase invariato sostanzialmente sino al 1972 quando essa venne soppressa per volere dell'arcivescovo Colombo assieme a tutte le altre pievi milanesi che vennero sostituite dai più moderni decanati.[1] Molto prima era invece sparita la pieve amministrativa, travolta nel 1797 dall'invasione dei rivoluzionari francesi.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Nella seconda metà del XVIII secolo, dopo l'aggregazione di Gambarone a Pontesesto, di Nesporedo e della Cassina Tappa a Locate, di Viquarterio a Pieve, e di Mirasole ad Opera, il territorio della pieve era così suddiviso:

Pieve civile Pieve ecclesiastica
Comune di Pieve
Comune di Fizzonasco
Comune di Pizzabrasa
Comune di Tolcinasco
Parrocchia prepositurale di Sant'Alessandro
Comune di Locate Parrocchia di San Vittore
Comune di Basiglio
Comune di Romano Paltano
Parrocchia di Sant'Agata vergine e martire
Comune di Cassino Scanasio Parrocchia di San Biagio
Comune di Opera Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo
Comune di Pontesesto Parrocchia dei Santi Chiara e Francesco
Comune di Quinto de' Stampi Parrocchia di Ognissanti
Comune di Rozzano
Comune di Torriggio
Parrocchia di Sant'Ambrogio

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Liber notitiae sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero. Manoscritto della Biblioteca Capitolare di Milano, a cura di M. Magistretti, U. Monneret de Villard, Milano, 1917.
  • Diocesi di Milano. Sinodo 46°, Milano, 1972, Pubblicazione curata dall'ufficio stampa della Curia arcivescovile di Milano.
  • G. Vigotti, La diocesi di Milano alla fine del secolo XIII. Chiese cittadine e forensi nel “Liber Sanctorum” di Goffredo da Bussero, Roma, 1974.
  • Istituzione dei nuovi vicariati urbani e foranei, 11 marzo 1971, Giovanni Colombo, arcivescovo di Milano, Rivista Diocesana Milanese, 1971.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]