Pieve di Nerviano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Pieve di Nerviano
Informazioni generali
Capoluogo Nerviano
1739 abitanti (1771)
Dipendente da Provincia di Milano
Suddiviso in 17 comuni
Amministrazione
Forma amministrativa Pieve
Podestà lista sconosciuta
Organi deliberativi Consiglio generale
Evoluzione storica
Inizio XIV secolo
Causa Secolarizzazione delle pievi
Fine 1797
Causa Invasione napoleonica
Preceduto da Succeduto da
Nessuna Distretto di Saronno
Cartografia
Pievimil.jpg
Pieve di Santo Stefano
Monastergen.png
Informazioni generali
Capoluogo Nerviano
1739 abitanti (1771)
Dipendente da Arcidiocesi di Milano
Suddiviso in 8 parrocchie
Amministrazione
Forma amministrativa Pieve
Prevosto vedi sotto
Evoluzione storica
Inizio XI secolo
Causa Istituzione delle pievi
Fine 1972
Causa Sinodo Colombo
Preceduto da Succeduto da
Nessuna Decanato di Rho

La pieve di Nerviano o pieve di Santo Stefano di Nerviano era il nome di un'antica pieve dell'arcidiocesi di Milano e del Ducato di Milano con capoluogo Nerviano.

Il patrono di Nerviano era santo Stefano protomartire, la cui festa viene celebrata ancora oggi a Nerviano il 26 dicembre. Fin dai tempi antichi, ciascuna parrocchia appartenente alla pieve ebbe tuttavia una propria intitolazione patronale, indipendente da quella di Nerviano; tali intitolazioni sono in genere conservate anche attualmente.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini della pieve[modifica | modifica wikitesto]

La pieve di Nerviano viene citata a partire dal XII secolo, con la menzione di un sacerdote a capo di essa con il titolo di praepositus (prevosto).[1] A partire dal XIII secolo Goffredo da Bussero, autore del Liber notitiae sanctorum Mediolani ci fornisce dati censitari schematici: la pieve di Nerviano comprendeva i comuni di Caronno, Cornaredo, San Pietro all'Olmo, Lainate, Barbaiana, Passirana, Garbatola, Origgio, Pogliano, Pregnana, Rho, Castellazzo, Lucernate, Saronno, Vanzago, Mantegazza, Monzoro, frazione di Cusago.

Nel XIII secolo da questa pieve dipendevano 30 parrocchie che col tempo sono andate riducendosi a 18.[2]

I secoli XVII e XVIII secolo: apogeo e fine della pieve civile[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il Concilio di Trento andò diffondendosi la tradizione vicariale che operava per conto dell'arcivescovo e come è evidente questa ulteriore riforma fece perdere regioni d'influenza alla pieve nervianese, tanto che Rho si istituì in vicariato foraneo. Tali modificazioni non furono tuttavia mai riconosciute a livello civile, mantenendo a tali fini Rho nelle pieve nervianese.[3]

Dalla relazione della visita del cardinale Giuseppe Pozzobonelli del 1760[4], apprendiamo che in quest'epoca, la pieve di Nerviano comprendeva entro i propri confini comunali le seguenti chiese: l'oratorio di San Carlo, l'oratorio della Concezione della Beata Vergine Maria, l'oratorio dell'Annunciazione della Beata Vergine Maria, la chiesa di Sant'Ilario, la chiesa di San Gregorio al Lazzaretto, la chiesa dei Santi Giuseppe ed Anna in Cantore, la chiesa di San Francesco di Garbatola e la chiesa della Beata Vergine Maria Assunta in cielo a Villanova, oltre all'oratorio rurale di Cassina del Pe'.[5]

Nel 1797 le truppe francesi conquistarono la Lombardia importandovi la rivoluzione giacobina. Le strutture delle pievi non potevano essere accettate dalle illuministiche e laiche idee del nuovo governo, e le pievi vennero sostituite da brevi ed effimeri distretti.

Fine della pieve ecclesiastica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1972, con il sinodo diocesano indetto dal cardinale Giovanni Colombo, arcivescovo di Milano, la pieve di Nerviano venne abolita e la città venne compresa nel decanato di Rho e quindi nella zona pastorale IV. Il territorio della antica pieve di Nerviano è attualmente per lo più incluso nel Decanato "Villoresi", il cui prevosto pro-tempore (nomina del 2014) è l'attuale parroco di Nerviano don Claudio Maria Colombo.

La pieve di Nerviano è oggi dunque ridotta a parrocchia, tuttavia conserva ancora alcune peculiarità esteriori. Il parroco assume per consuetudine il titolo di prevosto. Nella celebrazione di inizio del ministero parrocchiale, il prevosto fa il suo ingresso in chiesa con gli abiti prepositurali, indossa pertanto il rocchetto con maniche rosse e la cappa magna paonazza, portando inoltre con sé la ferula. Tali insegne possono essere utilizzate anche per altre occasioni di particolare rilevanza e durante la santa Messa il prevosto può indossare un camice con maniche rosse.

La chiesa capopieve[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Santo Stefano protomartire di Nerviano fu costruita nel XII secolo in stile romanico, probabilmente su un edificio precedente, anteriore all'anno 1000, i cui resti sono stati rinvenuti in scavi condotti all'interno della chiesa.

Nel 1593 l'originario campanile romanico, danneggiato nel corso di una tempesta, venne interamente ricostruito in stile rinascimentale.

La chiesa romanica è testimoniata dai disegni eseguiti dall'architetto che si occupò della demolizione dello stabile: si trattava di un edificio a tre navate, in stile romanico lombardo, molto rimaneggiato nel corso dei secoli. All'interno si trovavano anche una sacrestia, quattro cappelle laterali e due più piccole affiancate all'altare, oltre ad un fonte battesimale.

In un rilievo del 1830[senza fonte], la struttura era definita già fatiscente e nel 1834 la volta presentava profonde crepe. L'edificio venne completamente ricostruito ad eccezione del campanile rinascimentale che venne mantenuto, a partire dal 1834-1835, recuperando alcuni elementi dalla chiesa romanica (capitelli oggi collocati sulla facciata della casa del prevosto). Sotto la pavimentazione della chiesa venne inoltre ritrovato un cimitero altomedioevale. Altri resti della struttura precedente sono emersi da altri scavi realizzati nel 2003 (colonna con base e capitello decorati).

Con la ricostruzione la chiesa venne inoltre spostata più ad est, e per l'ampliamento fu necessario acquistare nuovi terreni. Il nuovo edificio fu realizzato in stile neoclassico. Alla conclusione dei lavori, il 5 settembre 1841, la nuova chiesa fu benedetta in un primo tempo dal prevosto Montoli alla presenza di tutti i canonici del capitolo della pieve, mentre venne consacrata ufficialmente solo il 29 luglio 1899 dal prevosto Tommaso Castiglioni (già prevosto di Luino, giunto a Nerviano nel 1895) e dall'arcivescovo milanese, il cardinale Andrea Carlo Ferrari.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Nella seconda metà del XVIII secolo, il territorio della pieve era così suddiviso:

Pieve civile Pieve ecclesiastica
Comune di Nerviano
Comune di Garbatola
Parrocchia di Santo Stefano
Comune di Barbajana Parrocchia di San Bernardo
Comune di Caronno
[6]
Parrocchia di Santa Margherita vergine e martire
Comune di Cornaredo --[7]
Comune di Lainate Parrocchia di San Vittore martire
Comune di Monzoro --[8]
Comune di Origgio Parrocchia di Santa Maria Immacolata
Comune di Passirana --[9]
Comune di Poliano Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo
Comune di Pregnana --[10]
Comune di Rho
Comune di Castellazzo
Comune di Lucernate
--[11]
Comune di Saronno Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo
Comune di Vanzago
Comune di Mantegazza
parrocchia dei Santi Ippolito e Cassiano

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Notitia cleri 1398; Status ecclesiae mediolanensis; Liber seminarii 1564; Visitatio ad limina 1592; Milano sacro anno 1796 (DCA, Canonica).
  2. ^ Goffredo da Bussero, Liber notitiae sanctorum Mediolani
  3. ^ vedi qui
  4. ^ Visita Pozzobonelli, Pieve di Nerviano, Archivio Diocesano di Milano, Cart. X
  5. ^ La prepositura nervianese possedeva in tutto 71,7 pertiche di terreni ad uso fondiario: http://www.lombardiabeniculturali.it/istituzioni/schede/8113123/?view=toponimi&hid=8000332 .
  6. ^ Si noti come la parrocchia comprendesse anche il comune di Pertusella, civilisticamente incluso nella pieve di Bollate.
  7. ^ Il territorio cittadino fu, a fini esclusivamente ecclesiasti, incluso nella Pieve di San Vittore di Rho nel 1602.
  8. ^ In questo caso c'era discrasia fra pieve civile ed ecclesiastica, dato che il comune costituiva una parte della parrocchia di Santi Fermo e Rustico di Cusago, compresa ecclesiasticamente nella Pieve di San Giovanni Battista di Cesano Boscone.
  9. ^ Il territorio cittadino fu, a fini esclusivamente ecclesiasti, incluso nella pieve di San Vittore di Rho nel 1580.
  10. ^ Il territorio cittadino fu, a fini esclusivamente ecclesiasti, incluso nella pieve di San Vittore di Rho nel 1602.
  11. ^ Il territorio cittadino era ecclesiasticamente autonomo dal Rinascimento quando fu creata la pieve di San Vittore di Rho.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Liber notitiae sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero. Manoscritto della Biblioteca Capitolare di Milano, a cura di M. Magistretti, U. Monneret de Villard, Milano, 1917.
  • M. Magistretti, Liber seminarii mediolanensis ossia “Catalogus totius cleri civitatis et dioecesis mediolanensis cum taxa a singulis solvenda pro sustentatione seminarii inibi erigendi” compilato l'anno 1564, in «Archivio Storico Lombardo», a. XLIII, 1916, p. 509-561.
  • Notitia cleri mediolanensis de anno 1398 circa ipsius immunitatem, in «Archivio Storico Lombardo», XXVII, 1900, p. 257-304.
  • A. Palestra, Visite pastorali alle pievi milanesi (1423-1856). I, Inventario, Firenze, 1977, Monumenta Italiae Ecclesiastica. Visitationes 2.
  • Rivista Diocesana Milanese. Ufficiale per gli Atti Arcivescovili e della Curia, Milano, Curia arcivescovile, 1911-.
  • Diocesi di Milano. Sinodo 46°, Milano, 1972, Pubblicazione curata dall'ufficio stampa della Curia arcivescovile di Milano.
  • A. Balzarotti, Castellazzo de' Stampi - volti di un Borgo tra storia e natura, Ed. Tipolitografia Crespi, Corbetta, 2008.
  • G. Vigotti, La diocesi di Milano alla fine del secolo XIII. Chiese cittadine e forensi nel “Liber Sanctorum” di Goffredo da Bussero, Roma, 1974.
  • Istituzione dei nuovi vicariati urbani e foranei, 11 marzo 1971, Giovanni Colombo, arcivescovo di Milano, Rivista Diocesana Milanese, 1971.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]