Pieve di Gorgonzola

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Pieve di Gorgonzola
Informazioni generali
Capoluogo Gorgonzola
1467 abitanti (1751)
Dipendente da Provincia di Milano
Suddiviso in 18 comuni
Amministrazione
Forma amministrativa Pieve
Podestà lista sconosciuta
Organi deliberativi Consiglio generale
Evoluzione storica
Inizio XIV secolo
Causa Secolarizzazione delle pievi
Fine 1797
Causa Invasione napoleonica
Preceduto da Succeduto da
Nessuna Distretto di Gorgonzola
Cartografia
Pievimil.jpg
Pieve dei Santi martiri Gervaso e Protaso
Monastergen.png
Informazioni generali
Capoluogo Gorgonzola
1467 abitanti (1751)
Dipendente da Arcidiocesi di Milano
Suddiviso in 16 parrocchie
Amministrazione
Forma amministrativa Pieve
Prevosto vedi sotto
Evoluzione storica
Inizio X secolo
Causa Istituzione delle pievi
Fine 1972
Causa Sinodo Colombo
Preceduto da Succeduto da
Nessuna Decanato di Melzo
Cartografia
023GorgonzolaSsGervasioProtasio.JPG

La pieve di Gorgonzola o pieve dei Santi Gervaso e Protaso di Gorgonzola (in latino plebis gorgonzolensis o plebis sancti gervasii et protasii gorgonzolensis) era il nome di un'antica pieve dell'Arcidiocesi di Milano e del Ducato di Milano con capoluogo Gorgonzola.

I patroni erano i santi Gervaso e Protaso a cui è ancora oggi dedicata la chiesa prepositurale di Gorgonzola.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime attestazioni documentarie dell'esistenza della pieve di Gorgonzola risalgono al X secolo, anche se un'analisi completa della struttura ci perviene solo attraverso Goffredo da Bussero alla fine del XIII secolo, ove già viene segnalata la presenza di una canonica. I primi cambiamenti si ravvisarono a partire dal XIV secolo quando le chiese di Santa Margherita e Sant'Andrea di Melzo passarono alla pieve di Corneliano, ma questo non frenò la sempre crescente vita religiosa in Gorgonzola, ove si trovavano ben ventitré canonici oltre al prevosto, con sedici chiese parrocchiali e numerose cappelle. Nel XVI secolo i canonicati erano già scesi a ventuno e dall'epoca post-tridentina, la città divenne sede di un vicariato che andò, di fatto, a ricoprire l'ambito pastorale della pieve.[1]

Col Rinascimento la pieve assunse anche una funzione amministrativa civile come ripartizione locale della Provincia del Ducato di Milano, al fine di ripartire i carichi fiscali e provvedere all'amministrazione della giustizia.[2]

Dal punto di vista civile, fu solo nell'anno 1797 che la pieve amministrativa venne soppressa in seguito all'invasione di Napoleone e alla conseguente introduzione di nuovi e più moderni distretti.[3]

La pieve rimase in auge praticamente sino all'Ottocento inoltrato, e dall'annuario della diocesi di Milano del 1859 apprendiamo infatti che la parrocchia di Cernusco Asinario era stata costituita in vicariato, venendo distaccata da Gorgonzola. Con decreto del 12 gennaio 1918, inoltre, il cardinale Andrea Carlo Ferrari staccò dal vicariato di Gorgonzola anche le parrocchia di Inzago, Pozzuolo Martesana, Trecella, Groppello e Masate, che costituirono di fatto la prima base del vicariato foraneo di Inzago. Nello stesso anno, inoltre, le parrocchie di Camporicco, Cologno Monzese, San Giuliano, vennero staccate dal vicariato di Gorgonzola e unite a quello di Cernusco sul Naviglio, che ottenne così la qualifica di vicariato foraneo. Altra battuta d'arresto il governo plebano la ebbe nel 1929 quando la parrocchia di Vignate venne annessa alla pieve di Melzo. Ormai completamente decaduta nelle sue antiche funzioni, la pieve di Gorgonzola venne completamente soppressa dai decreti del sinodo voluto dal cardinale Giovanni Colombo nel 1972.[4] Oggi il suo antico territorio è affidato al prevosto Ambrogio Villa e copre un'area di 98,10 km² con una popolazione di 66.058 abitanti nel 1972, ricadendo sotto il decanato di Gorgonzola comprendente 18 parrocchie.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Nella seconda metà del XVIII secolo, dopo l'aggregazione di Retenate a Vignate, il territorio della pieve era così suddiviso:

Pieve civile Pieve ecclesiastica
Comune di Gorgonzola Parrocchia prepositurale dei Santi martiri Gervaso e Protaso
Comune di Bellinzago Parrocchia di San Michele arcangelo
Comune di Bornago Parrocchia dei Santi Cornelio e Cipriano
Comune di Bussero Parrocchia dei Santi Nazaro e Celso
Comune di Cambiago Parrocchia di San Zenone
Comune di Camporicco
Comune di Cassina de' Pecchi
Parrocchia della Natività di Maria Vergine
Comune di Cernusco Asinario Parrocchia di Santa Maria Assunta
Comune di Gessate Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo
--[5] Parrocchia di San Bartolomeo
Comune di Inzago Parrocchia di Santa Maria Assunta
Comune di Masate Parrocchia di San Giovanni evangelista
Comune di Pessano Parrocchia dei Santi martiri Vitale e Valera
Comune di Pozzolo
Comune di Bisentrate
Parrocchia della Natività di Maria Vergine
Comune di Sant'Agata Parrocchia dei Sant'Agata
Comune di Trecella Parrocchia di San Marco evangelista
Comune di Vignate
Comune di San Pedrino
Parrocchia di Sant'Ambrogio

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ vedi qui
  2. ^ vedi qui
  3. ^ vedi qui
  4. ^ vedi qui
  5. ^ In questo caso c'era discrasia fra pieve civile ed ecclesiastica, dato che la parrocchia corrispondeva al Comune di Groppello, compreso amministrativamente nella Pieve di Pontirolo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Liber notitiae sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero. Manoscritto della Biblioteca Capitolare di Milano, a cura di M. Magistretti, U. Monneret de Villard, Milano, 1917.
  • Diocesi di Milano. Sinodo 46°, Milano, 1972, Pubblicazione curata dall'ufficio stampa della Curia arcivescovile di Milano.
  • G. Vigotti, La diocesi di Milano alla fine del secolo XIII. Chiese cittadine e forensi nel “Liber Sanctorum” di Goffredo da Bussero, Roma, 1974.
  • Istituzione dei nuovi vicariati urbani e foranei, 11 marzo 1971, Giovanni Colombo, arcivescovo di Milano, Rivista Diocesana Milanese, 1971.
  • Parrocchia di San Gervaso e Protaso, Piazza della Chiesa 1, Gorgonzola (Milano).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]