Pieve di Oggiono

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Pieve di Oggiono
Informazioni generali
Capoluogo Oggiono
Dipendente da Provincia di Milano
Suddiviso in 10 comuni
Amministrazione
Forma amministrativa Pieve
Podestà lista sconosciuta
Organi deliberativi Consiglio generale
Evoluzione storica
Inizio XIV secolo
Causa Secolarizzazione delle pievi
Fine 1797
Causa Invasione napoleonica
Preceduto da Succeduto da
Nessuna Distretto dei Laghi
Cartografia
Pievimil.jpg
Pieve di Sant'Eufemia
Monastergen.png
Informazioni generali
Capoluogo Oggiono
1100 abitanti (1751)
Dipendente da Arcidiocesi di Milano
Suddiviso in 9 parrocchie
Amministrazione
Forma amministrativa Pieve
Prevosto vedi sotto
Evoluzione storica
Inizio XII secolo
Causa Istituzione delle pievi
Fine 1972
Causa Sinodo Colombo
Preceduto da Succeduto da
Nessuna Decanato di Oggiono
Cartografia
Chiesa di Sant'Eufemia.jpg

La pieve di Oggiono o pieve di Sant'Eufemia di Oggiono (in latino plebis oggionensis o plebis sanctae eufemiae oggionensis) era il nome di un'antica pieve dell'arcidiocesi di Milano e del ducato di Milano con capoluogo Oggiono.

Il santo patrono era sant'Eufemia a cui è ancora oggi dedicata la chiesa prepositurale di Oggiono.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima attestazione documentaria ascrivibile alla costituzione della pieve di Oggiono risale al 1192 quando viene indicato un prete Gualderico come canonico ad Oggiono ma dislocato ad Arosio: a quell'epoca, dunque, si conduceva già vita canonicale in paese.[1]

La prova di questo ci perviene da Goffredo da Bussero che nel XIII secolo nel suo Liber Notitiae Sanctorum mediolanensis la cita come ricca e copiosa nel lecchese. Questa prosperità, come nel caso di altre pievi lombarde, iniziò il proprio decadimento con l'inizio della struttura vicariale diffusasi dal concilio di Trento, funzione che andò a sostituirsi quasi completamente al ruolo effettivo della pieve.[2]

Col Rinascimento la pieve assunse anche una funzione amministrativa civile come ripartizione locale della provincia del Ducato di Milano, al fine di ripartire i carichi fiscali e provvedere all'amministrazione della giustizia sotto la guida di un consiglio generale.[3]

Dal punto di vista civile, la pieve amministrativa fu oggetto di un esperimento riformatore di stampo illuminista da parte dell'Imperatore Giuseppe II, che nel 1786 la incluse nella provincia di Como, provvedimento però cancellato dopo soli cinque anni dal fratello Leopoldo II, imperatore ben più conservatore. La pieve fu poi soppressa nel 1797 in seguito all'invasione di Napoleone e alla conseguente introduzione di nuovi e più moderni distretti.[4]

Dal punto di vista religioso, nel tempo molte chiese plebane divennero sede di parrocchie, come Imberido nel 1853, sino al 1972 quando anche la pieve di Oggiono venne soppressa coi decreti voluti dall'arcivescovo milanese Giovanni Colombo, che la istituì però sede di uno dei moderni decanati.[5] Oggi il suo vecchio territorio ricade sotto il decanato di Oggiono e comprende 10 parrocchie, distinguendosi come una delle più piccole pievi dell'area lombarda.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Nella seconda metà del XVIII secolo, il territorio della pieve era così suddiviso:

Pieve civile Pieve ecclesiastica
Comune di Oggiono
Comune di Imberido
Parrocchia di Sant'Eufemia
Comune di Annone Parrocchia della Beata Vergine del Rosario
Comune di Civate Parrocchia dei Santi Vito e Modesto
Comune di Dolzago Parrocchia dell'Assunta
Comune di Ello Parrocchia di Sant'Antonio
Comune di Garbagnate Monastero con Brongio Parrocchia di San Bernardo [6]
Comune di Molteno Parrocchia di San Giorgio
Comune di Sirone Parrocchia di San Carlo
Comune di Vergano Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ vedi qui
  2. ^ vedi qui
  3. ^ vedi qui
  4. ^ vedi qui
  5. ^ vedi qui
  6. ^ Comprendente solo la frazione Brongio, il centro storico essendo soggetto alla parrocchia di Molteno.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Liber notitiae sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero. Manoscritto della Biblioteca Capitolare di Milano, a cura di M. Magistretti, U. Monneret de Villard, Milano, 1917.
  • Diocesi di Milano. Sinodo 46°, Milano, 1972, Pubblicazione curata dall'ufficio stampa della Curia arcivescovile di Milano.
  • G. Vigotti, La diocesi di Milano alla fine del secolo XIII. Chiese cittadine e forensi nel “Liber Sanctorum” di Goffredo da Bussero, Roma, 1974.
  • Istituzione dei nuovi vicariati urbani e foranei, 11 marzo 1971, Giovanni Colombo, arcivescovo di Milano, Rivista Diocesana Milanese, 1971.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]