Pieve di Segrate

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Pieve di Segrate
Informazioni generali
Capoluogo Segrate
230 abitanti (1751)
Dipendente da Provincia di Milano
Suddiviso in 15 comuni
Amministrazione
Forma amministrativa Pieve
Podestà lista sconosciuta
Organi deliberativi Consiglio generale
Evoluzione storica
Inizio XIV secolo
Causa Secolarizzazione delle pievi
Fine 1797
Causa Invasione napoleonica
Preceduto da Succeduto da
Nessuna Distretto di Linate
Cartografia
Pievimil.jpg
Pieve di Santo Stefano
Monastergen.png
Informazioni generali
Capoluogo Segrate
230 abitanti (1751)
Dipendente da Arcidiocesi di Milano
Suddiviso in 9 parrocchie
Amministrazione
Forma amministrativa Pieve
Prevosto vedi sotto
Evoluzione storica
Inizio XI secolo
Causa Istituzione delle pievi
Fine 1972
Causa Sinodo Colombo
Preceduto da Succeduto da
Nessuna Decanato di Cernusco s/N
Cartografia
Monastergen.png

La pieve di Segrate o pieve di Santo Stefano di Segrate (in latino plebis segratensis o plebis sancti stephani segratensis) era il nome di un'antica pieve dell'Arcidiocesi di Milano e del Ducato di Milano con capoluogo Segrate.

Il santo patrono era Santo Stefano, celebrato in città il 26 dicembre, al quale è dedicata la chiesa prepositurale di Segrate.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

A Segrate le prime attestazioni dell'esistenza del capitolo canonicale risalgono all'XI secolo. Al Quattrocento risalgono invece dati più precisi rispetto alla vita canonicale condotta: ivi infatti si trovavano dodici canonici più un prevosto, con una cura d'anime che comprendeva le cappellanie di Pantigliate, Pioltello, San Vincenzo di Cassignanica, San Martino di Limito, Santa Maria “Regallis” ossia Corte Regina.[1]

Col Rinascimento la pieve assunse anche una funzione amministrativa civile come ripartizione locale della Provincia del Ducato di Milano, al fine di ripartire i carichi fiscali e provvedere all'amministrazione della giustizia.[2]

L'epoca conciliare portò Segrate ad essere ospite della fondazione di un vicariato religioso in loco che quasi andò a sostituire le antiche funzioni della pieve, anche se essa non decadde. Dal punto di vista civile, fu solo nell'anno 1797 che la pieve amministrativa venne soppressa in seguito all'invasione di Napoleone e alla conseguente introduzione di nuovi e più moderni distretti.[3]

L'inizio della riforma della struttura plebana ecclesiatica si ebbe con il XX secolo quando la pieve segratese dovette cedere le parrocchie di Cologno Monzese e San Giuliano Monzese alla pieve di San Gervasio di Gorgonzola mentre, con l'espandersi della città di Milano, dovette cedere anche la parrocchia di San Martino di Lambrate al capoluogo. In seguito ai provvedimenti arcivescovili che hanno rivisto la struttura territoriale della diocesi nel 1972, anche la pieve segratese ha cessato la propria esistenza ed è stata sottoposta al decanato di Cernusco sul Naviglio. Parte del suo antico territorio corrisponde oggi al Municipio 3 di Milano.[4]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Nella seconda metà del XVIII secolo, dopo l'annessione di Cavriano a Lambrate e l'aggregazione di Pobbiano a Rodano e della cascina dei Fra di Sesto a Novegro, il territorio della pieve era così suddiviso:

Pieve civile Pieve ecclesiastica
Comune di Segrate
Comune di Novegro
Comune di Redecesio
Comune di Rovagnasco
Comune di Tregarezzo
Parrocchia prepositurale di Santo Stefano
Comune di Cassignanica
Comune di Briavacca
Parrocchia di San Vincenzo
Comune di Lambrate
Comune di Casa Nova
Comune di San Gregorio Vecchio
Parrocchia di San Martino
Comune di Limito Parrocchia di San Giorgio martire
Comune di Pantigliate Parrocchia di Santa Margherita
Comune di Pioltello Parrocchia di Sant'Andrea
Comune di Rodano
Comune di Trenzanesio
--[5]
--[6] Parrocchia dei Santi Marco e Gregorio
--[7] Parrocchia di San Giuliano
--[8] Parrocchia di San Remigio

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ vedi qui
  2. ^ vedi qui
  3. ^ vedi qui
  4. ^ vedi qui
  5. ^ In questo caso c'era discrasia fra pieve civile ed ecclesiastica, dato che i due comuni costituivano una parte della parrocchia di San Giovanni Evangelista, compresa ecclesiasticamente nella pieve di Sant'Ambrogio di Settala.
  6. ^ In questo caso c'era discrasia fra pieve civile ed ecclesiastica, dato che la parrocchia corrispondeva al comune di Cologno, compreso civilmente nella corte di Monza.
  7. ^ In questo caso c'era discrasia fra pieve civile ed ecclesiastica, dato che la parrocchia corrispondeva al comune di San Giuliano, compreso civilmente nella corte di Monza.
  8. ^ In questo caso c'era discrasia fra pieve civile ed ecclesiastica, dato che la parrocchia corrispondeva al Comune di Vimodrone, compreso civilmente nella corte di Monza.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Liber notitiae sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero. Manoscritto della Biblioteca Capitolare di Milano, a cura di M. Magistretti, U. Monneret de Villard, Milano, 1917.
  • Diocesi di Milano. Sinodo 46°, Milano, 1972, Pubblicazione curata dall'ufficio stampa della Curia arcivescovile di Milano.
  • G. Vigotti, La diocesi di Milano alla fine del secolo XIII. Chiese cittadine e forensi nel “Liber Sanctorum” di Goffredo da Bussero, Roma, 1974.
  • Istituzione dei nuovi vicariati urbani e foranei, 11 marzo 1971, Giovanni Colombo, arcivescovo di Milano, Rivista Diocesana Milanese, 1971.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]