Treviglio

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Treviglio
comune
Treviglio – Stemma Treviglio – Bandiera
Panorama della città vista dall'ospedale
Panorama della città vista dall'ospedale
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Giuseppe Pezzoni (PdL-Lega Nord) dal 30/05/2011
Territorio
Coordinate 45°31′17″N 9°35′34″E / 45.521389°N 9.592778°E45.521389; 9.592778 (Treviglio)Coordinate: 45°31′17″N 9°35′34″E / 45.521389°N 9.592778°E45.521389; 9.592778 (Treviglio)
Altitudine 125 [1] m s.l.m.
Superficie 31,54 km²
Abitanti 29 129[4] (31 dicembre 2013)
Densità 923,56 ab./km²
Frazioni Battaglie, Castel Cerreto, Geromina, Pezzoli
Comuni confinanti Arcene, Brignano Gera d'Adda, Calvenzano, Caravaggio, Casirate d'Adda, Cassano d'Adda (MI), Castel Rozzone, Fara Gera d'Adda, Pontirolo Nuovo
Altre informazioni
Cod. postale 24047[2]
Prefisso 0363[2]
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016219
Cod. catastale L400[2]
Targa BG
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona A, 2,237 GG[5]
Nome abitanti trevigliesi[2]
Patrono San Martino, Madonna delle Lacrime (dopo il miracolo)
Giorno festivo ultimo giorno di febbraio (Madonna delle Lacrime),[3]
11 novembre (San Martino)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Treviglio
Posizione del comune di Treviglio nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Treviglio nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Treviglio ascolta[?·info] (IPA: /treˈviλλo/[6] Treì in dialetto bergamasco[7][8]) è un comune italiano di 29.129 abitanti[4] della provincia di Bergamo in Lombardia. Il comune si trova nella media pianura padana, a circa 20 km in direzione sud rispetto al capoluogo orobico.

Fondata nell'alto Medioevo[9] dall'unione di tre comuni a scopo difensivo, è il secondo comune della provincia per numero di abitanti. Città principale della Gera d'Adda[10], la sua posizione strategica è evidenziata dal crocevia di strade e ferrovie[9] che la collegano con Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Milano.

A Treviglio fu appunto costruita la seconda ferrovia in Italia, la quale partiva appunto da Treviglio e finiva a Milano.

È anche conosciuta come "la città dei trattori[9]" per la presenza dell' azienda multinazionale SAME Deutz-Fahr Group.[9]

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Lombardia.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Discesa vicino all'Adda.

Il territorio di Treviglio, esteso per 31,54[1] km², sorge nella Gera d'Adda, in gran parte porzione della bassa bergamasca tra i fiumi Adda e Serio, e dal primo dista solo 2 chilometri. Confina con i comuni di Arcene, Brignano Gera d'Adda, Calvenzano, Caravaggio, Casirate d'Adda, Cassano d'Adda (MI), Castel Rozzone, Fara Gera d'Adda e Pontirolo Nuovo.

Nonostante il territorio faccia parte della media pianura padana, presenta dei dislivelli di 15 metri vicino all'Adda[11]. Tali dislivelli sono dovuti alla presenza di un terrazzamento morfologico denominato costa trevigliese.

Il nucleo centrale della città sorge a 125 metri sul livello del mare[1], anche se l'altitudine varia di ben 35[1][12] metri, diminuendo progressivamente nel passaggio dalla zona nord-est alla zona sud-ovest.

Geologia e morfologia[modifica | modifica sorgente]

Il terreno di Treviglio[13] è d'origine alluvionale, e presenta strati composti principalmente da ghiaia, sabbia e più in profondità anche da arenaria. Dopo il primo strato d'origine alluvionale, il terreno presenta poi strati d'origine quaternaria marina, Pliocene, Langhiano, Aquitaniano ed infine Olocene.

La parte occidentale del territorio comunale è attraversata da un terrazzo morfologico denominato costa trevigliese che suddivide così il comune in due zone morfologicamente differenti: quella orientale in cui si trova il centro abitato, gran parte della Geromina, e la totalità di Battaglie e di Castel Cerreto risale al Pleistocene, mentre una limitata porzione occidentale, comprendente la cascina di Pezzoli e il laghetto Treviza risale all'Olocene.

Idrologia[modifica | modifica sorgente]

La roggia Vailata che scorre nella campagna a ovest di Treviglio
Fiumi[modifica | modifica sorgente]

Treviglio, pur trovandosi a pochi chilometri dall'Adda, non viene lambita da alcun fiume dato che il territorio comunale di Cassano d'Adda si estende, con le frazioni di Cascate, Cascine San Pietro e Taranta, anche sull'altra sponda. Tuttavia in epoca remota, essendo l'Adda più ampio e formando il cosiddetto lago Gerundo la parte più occidentale del comune fosse sommersa, trovandosi al di là della costa, terrazzamento morfologico evidente tutt'oggi.

Fossi, fossato e pozzi[modifica | modifica sorgente]

Il suo territorio è però attraversato da molteplici fossi di cui uno, derivato dal fiume Brembo, lambisce il centro storico, passando per via Cavallotti, attraverso la roggia mulina che dall'epoca medioevale portava l'acqua nel fossato del borgo, oggi posto sotto la circonvallazione. Come mostrato dai plastici di differenti epoche storiche posti nel museo civico, il fossato era prima articolato in tre piccoli canali, poi riuniti in uno unico. La copertura del fossato, iniziata nel XIX secolo fu completata nella prima metà del XX secolo.

Per questi motivi, dal punto di vista idrogeologico[14], pur non presentando gravi segni di dissesto, è in parte a rischio in caso d'alluvione. Tale rischio è maggiore nella zona superiore del territorio comunale data la presenza del fosso bergamasco, e di un grosso fosso da esso derivato.

Va inoltre segnalata la presenza di quattro pozzi per acqua di cui tre situati in prossimità del centro storico e profondi 132,5 67 e 76 metri. Un altro si trova vicino alla frazione di Castel Cerreto della profondità di 48 metri. Vi sono inoltre nella parte nord del territorio comunale due pozzi per la ricerca di idrocarburi, profondi 850 e 1009,5 metri.

Cave e laghi artificiali[modifica | modifica sorgente]

Vi sono inoltre due cave la prima è posta nelle vicinanze della strada che conduce a Badalasco e la seconda è situata vicino alla strada per Casirate d'Adda. Cave come queste in passato sono state trasformate in laghi; il miglior esempio è il laghetto Treviza posto nei pressi del Roccolo. Tra gli altri laghi artificiali avevamo in passato l'attuale cava della Vailata, divenuta tale a causa di fenomeni di erosione.

Sismologia[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista sismico[14] presenta un rischio molto basso e distribuito in modo uniforme sul territorio. Il comune è stato infatti classificato come zona 4[15] (bassa sismicità) dalla protezione civile nazionale.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Bergamo Orio al Serio.

Il clima della città è poco mite dato che risulta molto caldo d'estate e molto freddo in inverno con presenza di nebbia e una o più nevicate all'anno. In autunno e primavera è piovoso con lunghi periodi di pioggia.

Treviglio, come il resto della Pianura Padana[16], è caratterizzata da un'assenza di venti sinottici al livello del suolo a causa della conformazione geografica della stessa. Nella maggiore parte dei casi la loro velocità è inferiore agli 0,5 m/s. La velocità del vento, già piuttosto bassa, tende a ridursi ulteriormente nel periodo invernale.

Treviglio, quanto a classificazione climatica rientra nella zona E, 2.237 GG[1][17].

Il clima di Treviglio è monitorato dalla stazione meteorologica della protezione civile locale.[18]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Treviglio.

Il Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Il toponimo[9][19][modifica | modifica sorgente]

Il toponimo Treviglio deriva da Trevillae, tre comunità rurali che si unirono a scopo difensivo. Portoli, Pisgnano e Cusarola si unirono così in un unico centro fortificato denominato Trivillium.

A tale nome venne aggiunto il sostantivo di Grassum per indicare la prosperità del borgo.

Meno probabile è la derivazione del toponimo dal latino Trivium che sta ad indicare un incrocio fra tre vie, denominato trivio appunto. Anche tale ipotesi non è tuttavia da scartare dal momento che in origine il castrum vetus, primo nucleo cittadino, fu costruito all'incrocio tra le tre strade che conduceva alle tre ville.

Nel corso dei secoli la città cambio più volte nome, passando per i toponimi di Trivilio, Trevì, Trevino, Trevilio per poi giungere all'attuale Treviglio.

La caccia ai lupi

All'inizio del XIX secolo vi erano ancora così tanti lupi nei boschi intorno a Treviglio, specie nella località Valle del Lupo, che fu istituita una taglia pari a 8 lire per cucciolo, 12 per maschio e 18 per femmina.[20] Dal 1830 sono estinti.[20]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Le origini di Treviglio risalgono all'alto medioevo[9], anche se non mancano reperti di età precedente, dall'unione di tre diversi insediamenti preesistenti, detti villae, da cui deriva il nome: Cusarola di origine gallica a nord, Pisgnano di origine romana a sud e Portoli di origine longobarda ad ovest, un porto vicino all'Adda.

Il procedimento fu un evento graduale, così che, quando ci si accorse che era nato il nuovo paese, la data di fondazione era passata già da un pezzo. Il primo nucleo del paese era cinto di mura, con tre differenti porte orientate ciascuna verso gli insediamenti originari. L'unione dei comuni aveva uno scopo difensivo e di condivisione dei prodotti agricoli.

Il primo documento ufficiale[21] che cita il nuovo borgo risale al novembre 964 ed è un contratto di permuta stipulato tra il vescovo di Bergamo, Odelrico, e Garibaldo da Stagiano. Esso riguardava la vendita di alcune pertiche di un campo.

L'antica organizzazione amministrativa di Treviglio prevedeva l'elezione diretta di venti consoli per ciascuno dei tre borghi originari, per un totale di 60 consoli[22]. Essi rimanevano in carica per soli sei mesi, in modo tale che tutti gli abitanti a turno reggessero le sorti del paese.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Stemma e gonfalone comunale[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma della città di Treviglio
Gonfalone civico attuale

Il simbolo del comune è lo stemma riconosciuto con decreto del Capo del governo il 4 dicembre 1932[23]. Su di esso sono presenti tre tipi di animali: i due leoni rappresentano i cittadini, l'aquila è il simbolo imperiale che richiama il passato ghibellino, mentre il maiale indica la prosperità raggiunta[23]. Altri elementi dello stemma sono la torre che rappresenta la città e l'argento altro simbolo di prosperità[23].

Treviglio può fregiarsi del titolo di città dall'8 gennaio 1860 per regio decreto di Vittorio Emanuele II, contrassegnato da Urbano Rattazzi[23].

Blasonatura stemma[23]:

« D'argento, alla torre aperta, merlata alla ghibellina, fiancheggiata da due leoni rampanti, poggianti una branca anteriore e posteriore alla torre, sormontata da un'aquila tenente fra gli artigli un suino capovolto. »
(D.C.G. 4 dicembre 1932)

Il simbolo è presente sopra l'ingresso principale del palazzo comunale, e ne rimane traccia sul campanile, ove era presente sotto il quadrante dell'orologio. Qui sono infatti visibili i due leoni rampanti che erano posti sotto la torre.

Il gonfalone civico, concesso con D.P.R. del 22 aprile 1980, è un «drappo di bianco»; precedentemente veniva utilizzato un gonfalone "interzato di verde, di rosso e di bianco".

Simbolo delle Tre croci[modifica | modifica sorgente]

Il simbolo con le tre croci rappresenta le origini di Treviglio, quando gli insediamenti romani di Portoli, Pisgnano e Cusarola, si unirono per formare un unico centro. Le tre croci rappresentano quindi le rispettive chiese di San Maurizio, Sant'Eutropio e San Zeno. Il simbolo è presente sulla facciata della casa di Simone della Piazza che si affaccia su piazza Manara.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

A causa della partecipazione alla repubblica Cisalpina nel 1815 e ai moti del 1848, il regno Lombardo-Veneto revocò il titolo di città concesso in precedenza a Treviglio. Per gli stessi motivi, il titolo fu riottenuto l'8 gennaio 1860 per decreto di Vittorio Emanuele II di Savoia, che guidò il processo unificazione dell'Italia.[24]

Tra le onorificenza più importanti conferite a livello comunale vi sono il san Martino d'oro e il premio Madonna delle Lacrime.

Ricorrenze[modifica | modifica sorgente]

  • Festa patronale della Madonna delle lacrime: ultimo giorno di febbraio con messa solenne tenuta dal cardinale di Milano nel Santuario alla presenza delle autorità civili. È la festa più sentita, dato che si ricorda il pericolo di distruzione dal quale il borgo scampò con onore grazie all'intercessione della Madonna.
  • Festa patronale di San Martino: celebrata non, come vuole la tradizione, il giorno 11 novembre ma il 9 novembre.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Architetture di Treviglio.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Chiese di Treviglio.

Basilica di San Martino[modifica | modifica sorgente]

La basilica di San Martino

La basilica di San Martino fu edificata nel 1008 dove sorgeva la chiesa preromanica dell'Assunta, e subì diversi interventi di ampliamento nel corso dei secoli. Nel 1482 venne ampliata e rimodellata secondo i dettami dello stile gotico lombardo; nel 1500 fu impreziosita da alcune opere di Gian Paolo Cavagna. L'attuale facciata di stile barocco, realizzata dall'architetto Giovanni Ruggeri, risale al 1740.

L'interno dell'edificio di culto, a tre navate e con 5 cappelle laterali, ospita affreschi e tele di Nicola Moietta, dei fratelli Galliari, di Gian Paolo Cavagna, di Camillo Procaccini, dei Danedi de' Montalti, del Molinari e del Manetta. L'opera più celebre è tuttavia il polittico di San Martino di Bernardo Zenale e Bernardino Butinone, risalente al 1485 e considerato uno dei maggiori capolavori del Quattrocento lombardo.

Chiesa di San Carlo ai morti[modifica | modifica sorgente]

La facciata della chiesa di San Carlo ai morti

La chiesa di San Carlo, in via Zanovello, nelle immediate adiacenze dell'istituto salesiano, fu edificata nel corso del XVII secolo in un terreno allora noto come Gemone, ove era situato il principale cimitero degli appestati del 1630, per volere di Giuseppe Locatelli; nel 1668 fu ampliata grazie all'apertura di una cappella intitolata a San Francesco Saverio. Nel corso del XIX secolo l'edificio venne nuovamente rimaneggiato, sia nella facciata che nei suoi interni che nel campanile di cui fu dotato.

La chiesa ospita la Maria Rossa, precedentemente custodita nell'ex chiesa del convento dei Cappuccini. Nella navata centrale sono inoltre custodite due tele di Giacomo Manetta, la Via Crucis del Nani, le vetrate del Carminati e l'Ausiliatrice di Trento Longaretti.

Chiesa di San Maurizio[modifica | modifica sorgente]

Recentemente è stata portata alla luce la chiesa di San Maurizio, inglobata a partire dall'ottocento in una cascina. Questa chiesa, assieme a quelle di San Zeno e Sant'Eutropio è una delle chiese più antiche del paese dal momento che sorgevano dove in epoca romana si trovavano le tre ville che nell'Alto medioevo diedero origine al borgo. Alla chiesa di San Maurizio in particolare corrisponde il villaggio di Portoli, di origine longobarda.

La chiesa è posta tra le zone industriali PIP 1 e 2, immersa in un campo e isolata da altre costruzioni, ma a fianco del sovrappassaggio del PIP e della linea ferroviaria Milano-Venezia. In questi luoghi una volta sorgeva la villa romana di Portoli. Proprio per questo motivo sono stati qui rinvenuti alcuni reperti archeologici.

Lo storico Emanuele Lodi indica come data di fondazione il 725; la struttura è, a seguito di alcuni rifacimenti risalenti al XVII secolo, barocca.

Chiesa di San Rocco[modifica | modifica sorgente]

La facciata e il campanile della chiesa di San Rocco

La chiesa di San Rocco posta in piazza insurrezione è dedicata la culto dell'omonimo santo, che è particolarmente diffuso in tutta la bassa bergamasca. Il santo, a causa delle sue vicissitudini, era in passato invocato contro la peste. Questa chiesa risalirebbe come gran parte delle chiese dedicate a San Rocco al 1630.

Chiesa di San Zeno[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di San Zeno è una chiesa situata in via Camillo Terni, verso la strada che conduce a Brignano e a poca distanza dalla circonvallazione interna. Piccola e moderna dato che nacque negli anni settanta dopo che la zona circostante fu edificata per occupare un nuovo quartiere. La cascina adiacente subì una ristrutturazione divenendo l'oratorio omonimo.

Presenta un solo piano ed è circondata da voluminosi ulivi piantati in aiuole di mattoni scuri. I mattoni dell'edificio sono a vista e contrapposti ad un muro bianco. La luce entra nell'edificio in più punti attraverso le variopinte vetrate, realizzate da Tito Toneguzzo e dai suoi figli a partire dai bozzetti di Trento Longaretti, che rappresentano le principali scene bibliche. La forma dell'edificio è piuttosto originale e presenta un porticato sulla parte anteriore.

Cimitero[modifica | modifica sorgente]

La cappella dei caduti del cimitero di Treviglio

Il cimitero comunale è situato nella zona orientale del territorio comunale, in via Abate Crippa. Ha una forma pressoché rettangolare, sviluppata lungo la direzione est-ovest; l'ingresso si trova sul lato meridionale, mentre una cappella mortuaria semicircolare dedicata ai caduti sorge sul lato settentrionale.

Il cimitero presenta, oltre alle classiche tombe e colombari, anche degli esempi di arte funeraria liberty quali le cappelle di alcune famiglie e le sculture che adornano determinate tombe.

Tra le tombe celebri abbiamo quelle di Giacinto Facchetti e Ambrogio Portaluppi.

Santuario della Madonna delle Lacrime[modifica | modifica sorgente]

La facciata del Santuario della Madonna delle Lacrime

Il Santuario della Madonna delle Lacrime venne aperto al culto il 19 giugno 1619, quando l'immagine della Madonna delle lacrime fu traslata dal monastero delle Agostiniane, ove aveva avuto luogo il miracolo, all'altare maggiore, opera del noto architetto caravaggino Fabio Mangone. Sotto l'immagine sono tuttora conservati la spada e l'elmo del visconte di Lautrec. All'interno, il Santuario ospita affreschi e tele del Molinari, dei fratelli Galliari, del Cresseri, del Montalti e di Bernardino Butinone.

Altre chiese[modifica | modifica sorgente]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Bar Milano[modifica | modifica sorgente]

Il Bar Milano, sito in piazza Manara, è il caffè storico cittadino. Fondato nel 1896 conserva ancora gli arredi originali d'inizio secolo e un bancone in stile liberty.

Casa della Piazza[modifica | modifica sorgente]

La 'casa della piazza' o 'ospizio dei pellegrini', è un edificio che si affaccia su piazza Manara, posto tra la basilica ed il municipio, sulla cui facciata si notano stemmi e segni di antiche aperture con cornici in cotto. La casa della piazza prende il nome da Simone della Piazza, che qui abitava nel XVI secolo e morendo senza eredi nel 1529, volle che la sua casa fosse adibita a ospizio dei pellegrini.

Case e Palazzi storici di via Galliari[modifica | modifica sorgente]

Casa Bacchetta[modifica | modifica sorgente]

Posta sul lato sud della via, presenta un cortile affrescato dai fratelli Galliari che ha mantenuto pressoché inalterata la sua fisionomia originaria[25].

Casa Semenza[modifica | modifica sorgente]

Questa casa presenta la facciata dipinta e degli affreschi nelle sale interne[25].

Palazzo Galliari[modifica | modifica sorgente]

Posto di fronte al Santuario della Beata Vergine delle Lacrime, ospitò i fratelli Galliari e diede in seguito il nome a tutta la via che ad essi risultò intitolata[25]. Il palazzo, recentemente ristrutturato, anche in seguito al crollo di un edificio adiacente, presenta un portale in pietra e un ampio androne dipinto[25]. Il cortile interno è dotato di una fontana, e le sale del palazzo, che è posto su due piani, sono affrescate[25].

Palazzo Silva[modifica | modifica sorgente]

È il più pregevole tra i palazzi di via Galliari, sia per l'architettura che per gli affreschi presenti nelle sale interne. Realizzato nel corso del XIV secolo e originariamente appartenuto alla famiglia dei Donati, è oggi sede della Proloco Treviglio e dell'ufficio per le informazioni turistiche della Gera d'Adda[25].

All'ingresso è posto un portone in stile barocco che conduce ad un ampio cortile circondato da un portico al piano terra e da una loggia di colonne al primo piano[25].

Le sale interne presentano grandi camini con decorazioni in stucco, soffitti a cassettoni lignei, i quali presentano tracce di dipinti policromi risalenti al XVII secolo[25]. Tra le sale interne degno di nota è sicuramente il salone centrale, posto al piano terra, che presenta decorazioni ed affreschi a carattere mitologico ed allegorico sul soffitto[25]. Tra le altre sale ne abbiamo in particolare due, poste al primo piano nell'ala ovest del palazzo che presentano pareti interamente affrescate[25]. I temi dei dipinti sono però in questo caso a carattere sacro (con storie dell'antico e Nuovo Testamento) e simboli allegorici (alludenti alla Virtù e alle Arti liberali)[25]. Questi ultimi sono posti sul soffitto ligneo di pregiata fattura[25].

In passato dotata di una chiesa posta sul retro (in via Sant'Agostino) e intitolata a San Cristoforo, risulta ora prevalentemente barocco secondo le volontà della famiglia Donati che lo fece restaurare ed abbellire nel XVII secolo[25].

Case giardino[modifica | modifica sorgente]

A Treviglio via Libertà è interamente concepita come quartiere di case giardino: le case siano esse ville o appartamenti presentano ampi spazi verdi. Entrambe le tipologie di edifici sono ben illuminati e sembrano fondersi col paesaggio circostante. Le case, pur essendo realizzate sul finire degli anni venti si sviluppano in verticale piuttosto che in orizzontale per lasciare spazio ai giardini. All'inizio della via vi è inoltre un parco pubblico con strade tortuose che lo attraversano.

Case operaie[modifica | modifica sorgente]

La parte superiore di via Portaluppi è occupata dalle case operaie, che si alzano per due piani ed hanno sul retro degli orti[26]che servivano per tenere occupati gli operai-contadini ed arginare piaghe sociali quali l'alcolismo.[Le fonti parlano di altro, non specificano ciò, la valutazione è personale][27][28] La via in cui si trovano è dedicata a monsignor Ambrogio Portaluppi che con la futura cassa rurale fece realizzare anche qui opere pubbliche in linea con la Rerum Novarum. Sul retro delle case operaie vi è inoltre la cascina del santissimo.[29] Che fu realizzata anch'essa all'inizio del XX secolo.

Palazzo municipale[modifica | modifica sorgente]

Il nucleo principale dell'attuale palazzo municipale, già menzionato in documenti del 1269 come pallatium novum communitatis, fu terminato nel 1300. Inizialmente caratterizzato da una parlera ed alto solamente due piani, il palazzo venne interamente ristrutturato nel 1582.

Nel 1700 l'edificio fu unito all'adiacente chiesa di San Giuseppe, edificata dall'omonima confraternita nel 1509; l'elegante porticato dell'edificio sacro fu mantenuto. Il palazzo venne alzato di un piano nel 1873. Successivamente ha subito alcuni restauri specie dopo il secondo dopoguerra anche, se non è stato modificato strutturalmente.

Ancora oggi restano tracce della chiesa della confraternita e in particolare della cupola che ha conservato gli affreschi originari.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Mura[modifica | modifica sorgente]

Le mura costruite durante la dominazione veneta sono state abbattute, a partire proprio dalla porzione davanti alla biblioteca, tra il XIX e il XX secolo con lo sviluppo della città, anche se hanno caratterizzato l'impianto urbanistico del centro storico cittadino. Delle mura del borgo resta visibile solo il dislivello nei pressi del santuario.

Ex-distretto militare[modifica | modifica sorgente]

A Treviglio era presente inoltre un distretto militare, situato nell'odierno viale delle forze armate, che oggi è sede del centro diurno per gli anziani e dei servizi sociali. La pianta del cortile è tuttavia riconoscibile.[30]

Centuriazione romana[modifica | modifica sorgente]

L'esempio più significativo resta tuttavia la centuriazione romana che ha caratterizzato la pianta della città.

Il fossato[modifica | modifica sorgente]

Il fosso che lambisce il centro storico portava una volta l'acqua al fossato del borgo, oggi interrato al di sotto della circonvallazione interna.

Architetture miste[modifica | modifica sorgente]

Museo Civico Teresa ed Ernesto Della Torre[modifica | modifica sorgente]

La sede del museo è stata Monastero di monache benedettine sorto intorno ad una chiesa di S. Pietro costruita nel 1037. Nel 1499 divenne convento delle Clarisse. Dalla fine del sec. XVIII fino ai nostri giorni ospitó l'Ospedale di S. Maria.[31]

Campanile[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campanile di Treviglio.

Il campanile di Treviglio è un campanile in stile gotico lombardo edificato intorno all'anno 1008 prospiciente alla basilica di San Martino, la chiesa principale della città. Con i suoi 60 metri d'altezza, è il simbolo per eccellenza dell'intera città e rappresenta un punto di riferimento costante, visibile a chilometri di distanza.

Appartiene tanto alla chiesa quanto al comune, dopo anni di contesa, date le duplici funzioni civili e religiose, oltre al fatto che in origine non era contiguo all'edificio religioso, ma è stato unito solo successivamente.[32][33] In passato ha svolto funzioni militari, in quanto era usato per le segnalazioni di pericolo con i vicini comuni.[la fonte non chiarisce l'utilizzo.][34]

Il 30 agosto 2008 le Poste italiane, in occasione del millenario, hanno emesso un francobollo che raffigura il campanile di Treviglio[35].

Altro[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stradario di Treviglio.
La Gatta e il contenzioso con Caravaggio
La Gatta simbolo della discordia tra Treviglio e Caravaggio
La piazza è nota anche per la presenza della Gatta[36], un bassorilievo in pietra di piccole dimensioni in origine cippo di confine. Il bassorilievo raffigura un cavallo, noto in dialetto bergamasco come gatèl, da cui il nome.

L'opera fu a lungo oggetto di contenziosi con la vicina città di Caravaggio, giacché era stata rinvenuta lungo il confine tra i due paesi nel 1393[37]. Da questa data risale la rivalità tra le due città che s'inasprì al punto che persino San Bernardino da Siena intervenne predicando la pace tra i due contendenti.

La Gatta tuttavia rimase motivo d'orgoglio Trevigliese al punto che l'originale, murata per alcuni secoli in un vicolo di Via Messaggi, è conservata presso il museo civico e sulla facciata del palazzo antistante la basilica è esposta una copia[37].

Essa, scambiata per l'originale fu oggetto di un'azione goliardica nel 1953 da parte dei caravaggini che la trafugarono. I trevigliesi se la ripresero dopo un bombardamento aereo di caramelle, rotoli di carta igienica e galline appese al paracadute fra l'allegria di entrambe le parti[37].

L'ostilità tra Purselì caravaggini e Biligòt trevigliesi prosegue ancora e nel XXI secolo ha preso la forma di scontro bocciofilo nel centro sportivo di Caravaggio[37].

Piazza Manara[modifica | modifica sorgente]

Piazza Manara è la piazza centrale della città dedicata al patriota milanese Luciano Manara che in un edificio posto di fronte alla piazza soggiornò. Su di essa si affacciano la basilica di San Martino e il palazzo comunale. Sul lato sud occidentale essa è prospiciente a piazza Garibaldi di maggiori dimensioni e di forma allungata.

L'intitolazione della piazza a Manara risale però alla metà del XIX secolo, prima la piazza era intitolata a San Martino e nel periodo medioevale antecedente la costruzione dell'omonima basilica, era denominata semplicemente Piazza della Comunità.

Piazza Manara ha una forma a L e in essa confluiscono le quattro vie che conducono alle quattro porte storiche della città: via Roma, via Fratelli Galliari, via Verga e via San Martino. Tra le altre vie laterali abbiamo vicolo Teatro e via Municipio.

La prima è una via chiusa una volta situata sul retro del teatro sociale; la seconda è una via che costeggia per quasi metà del suo percorso il municipio, accanto a questa strada sorge inoltre la casa gotica, antica casa costruita intorno al 1300 con sassi presi dal greto del fiume Adda dalla caratteristica forma levigata e rotonda. Essa è stata recentemente restaurata.

Piazzale del Santuario[modifica | modifica sorgente]

Il retro del Santuario e il campanile di Treviglio

Il piazzale ospita uno dei tre obelischi eretti in città in memoria delle vittime della peste del 1630, precedentemente ubicato in fondo alla roggia Mulina di via Felice Cavallotti.

È inoltre sede del teatro Filodrammatici, dalla caratteristica architettura in stile liberty, del convento delle Figlie della Chiesa e della parte restante del monastero delle Agostiniane, risalente al XI secolo, nella cui chiesa, il 28 febbraio 1522, si svolse secondo la tradizione cattolica il miracolo della lacrimazione della Madonna.

Il monastero delle Agostiniane non ospita più alcuna ordine religioso dal momento che l'ordine fu soppresso con l'arrivo dei rivoluzionari napoleonici ed il portico di collegamento col santuario, oltre che alla chiesa dell'Ecce Homo, sono stati rimossi agli inizi del XX secolo, durante l'ampliamento del santuario col quale nacque lo stesso piazzale.

Edicole sacre[modifica | modifica sorgente]

Numerose erano anche le edicole sacre, che costituivano un vero e proprio luogo di culto e che vantano antiche tradizioni. La loro importanza nel passato era dovuta anche al fatto di essere considerate un punto di riferimento per indicare zone e vie di Treviglio, quando ancora non esisteva la toponomastica cittadina.

La Madonna del Latte[modifica | modifica sorgente]
Madonna del Latte.jpg

In corrispondenza con l'incrocio tra via Municipio e via Sant'Agostino, è collocata una santella raffigurante la Madonna del Latte, opera di Giacomo Manetta. Secondo la tradizione popolare, anticamente le puerpere accorrevano presso la santella per invocare latte abbondante per i loro neonati e da questa usanza è poi venuto il nome. A partire dal 1987 il dipinto originale, su tela, è stato rimosso per motivi di sicurezza, e sostituito da una fedele riproduzione.

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Campo della chiesa di San Maurizio[modifica | modifica sorgente]

Tra i principali siti archeologici abbiamo il campo che circonda la chiesa di San Maurizio dove sono stati trovati numerosi reperti archeologici. Nella vicina ferrovia sono stati rinvenuti alcuni ordigni bellici.

Siti nel centro storico[modifica | modifica sorgente]

Anche nel centro storico tuttavia risultano rinvenuti alcuni reperti e in particolare alla base della basilica di San Martino.

In via Verga furono rinvenuti alcuni reperti risalenti all'epoca diocleziana tra cui un'anfora contenente 30 chili di monete. Tali monete furono molto probabilmente nascoste sotto terra per sottrarle al fisco a seguito dell'inasprimento fiscale voluto dall'imperatore stesso.

Siti nelle campagne circostanti presso frazioni e cascine[modifica | modifica sorgente]

Altri reperti sono stati rinvenuti nei campi intorno alla città e in particolare in prossimità delle frazioni di Castel Cerreto e Pezzoli e delle cascine Pelizza e San Zeno.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Parchi di Treviglio.

Parco del Roccolo[modifica | modifica sorgente]

Il Roccolo visto dall'ingresso principale

Il parco del Roccolo è un giardino naturale di circa 45.000 m². situato nella zona sud-ovest di Treviglio, lungo via del Bosco, dedicato ad attività ricreative, sportive, e occasionalmente alle celebrazioni liturgiche. È possibile inoltre effettuare visite didattico-naturalistiche d'estate.

Il parco ospita numerose specie di alberi, una roggia attraversata in più punti da una serie di ponticelli che sgorga dal fontanile per poi scorrere ai piedi della pittoresca chiesetta della Madonna degli Alpini, aperta saltuariamente ed utilizzata solo per le celebrazioni liturgiche più importanti.

L'area è gestita dal gruppo alpini di Treviglio insieme alla Associazione Amici del Parco del Roccolo, che hanno provvisto alla piantumazione di piante che possano divenire richiamo per la fauna avicola mediante la creazione di nidi artificiali. Tali piante andranno a ricoprire le porzioni di parco ancora scoperte, in quanto acquisite dai campi confinanti.

Il cartello che segnala l'inizio del parco, lungo la SP141 in uscita da Treviglio

Parco della Gera d'Adda[modifica | modifica sorgente]

Il parco della Gera d'Adda è un parco locale d'interesse sovracomunale in corso d'istituzione[38] che si estende in una porzione nord ovest del comune estendendosi successivamente nei comuni limitrofi di Arcene, Canonica d'Adda, Casirate d'Adda, Ciserano, Fara Gera d'Adda e Pontirolo Nuovo.

Ha la sua sede nel vicino comune di Fara Gera d'Adda e secondo le intenzioni coprirà un'area di 3001 acri[38] in prossimità del terrazzamento morfologico della Gera d'Adda. Attualmente[Quando] il riconoscimento è in sospeso. Potrebbe[Quando?] essere realizzata una cittadella della salute nella Valle del Lupo ivi compresa.[Valutazione personale, la fonte non chiarisce, dove è scritto che la motivazione è questa][39][40]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[41]

Nel 2011 Treviglio è stato il 2º comune più popoloso della provincia di Bergamo[42] e il 36º dell'intera Lombardia.

Dal grafico si nota come la popolazione sia aumentata quasi ininterrottamente fino al 1981 per poi registrare un periodo di crisi all'inizio degli anni novanta, durante il quale la popolazione è diminuita. Nel 2001 però la popolazione è tornata ad aumentare anche grazie al progressivo aumentare dei flussi migratori in entrata da diverse parti del mondo.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Treviglio è il comune della provincia di Bergamo con più immigrati, dopo il capoluogo. I cittadini stranieri residenti al 1º gennaio 2009 sono infatti 2.800[43] pari al 9,85% della popolazione residente, con un di 307 unità rispetto al 2007.[44]

Gli stranieri provenienti da paesi dell'Unione europea sono 387, mentre 2412 sono gli extracomunitari e uno è apolide. I principali Stati di provenienza sono[43]:

  1. Albania, 655
  2. Egitto, 565
  3. Marocco, 401
  4. Romania, 239
  5. Pakistan, 119
  6. Senegal, 83
  7. Polonia, 72
  8. Ecuador, 63
  9. Uganda, 59
  10. Ghana, 45

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetto lombardo orientale.

Il dialetto trevigliese appartiene al gruppo dei dialetti della Lombardia Orientale od Orobici. Si distingue leggermente dal dialetto di Bergamo città e da quelli delle Valli Bergamasche.

Il dialetto trevigliese presenta suoni più dolci, rispetto al bergamasco dei territori a nord della provincia, dato che risulta più influenzato dai dialetti circostanti, tipo il cremasco e soprattutto dal milanese.

I suoni infatti sono meno aspirati rispetto a dialetti parlati anche in zone vicine dove viene aspirata la "s" (per esempio a Cologno al Serio) e tendono a sostituire l'acca (h) con la esse (s) in termini come sura (sopra), hura.

Retaggio del proprio passato milanese sono i molti termini di chiara origine meneghina, come: cardiga (sedia), furcheta (forchetta), cicinì (un pochino).

Usanza tipica del dialetto trevigliese è quella di troncare le parole: prestinèr (panettiere), falegnamèr (falegname), sindèch (sindaco), francès (francese), inglès (inglese). Nel caso dei vocaboli riguardanti i lavori è frequente l'utilizzo di -èr alla fine.

La numerazione, ad eccezione del numero "uno", è quella milanese.

Religione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Decanato di Treviglio.

La religione maggiormente praticata a Treviglio è il cattolicesimo. Il comune, pur essendo nella provincia di Bergamo, fa parte dell'arcidiocesi di Milano, ed in particolare alla VI zona pastorale. Treviglio è sede decanale ed è dotata di un prevosto e decano[45].

Nonostante l'appartenenza all'arcidiocesi milanese, Treviglio non ha mai adottato il rito ambrosiano e conserva, fatto assai raro nella diocesi[46], il rito romano[47]. Nel corso dei secoli questa è stata una delle principali diatribe tra alti prelati di Milano, tra i quali Carlo Borromeo, e clero trevigliese che, sostenendo la popolazione locale, ha fatto sì che fosse mantenuto quello romano[48].

La chiesa di Santa Maria Annunciata
La chiesa della Geromina

Il territorio comunale è suddiviso in 5 parrocchie[49]:

Dal 2007 esse formano la comunità pastorale Madonna delle Lacrime che assicura l'unitarietà del percorso pastorale. Sono presenti inoltre gli istituti religiosi femminili delle Figlie della Chiesa e delle suore di carità di Maria Bambina, quelli maschili dei monfortani e dei salesiani e la società di vita apostolica maschile dei Padri Bianchi.

Tra i principali culti praticati vi è quello della Madonna delle Lacrime e quello di san Martino di Tours, patrono della città. Altri culti importanti praticati in città, oltre a quelli cui è dedicata una parrocchia, sono: sant'Agnese, sant'Agostino, santa Bartolomea Capitanio, san Bernardino, san Carlo Borromeo, sant'Eutropio, san Giovanni Bosco, santa Lucia, san Luigi, san Maurizio, san Michele, san Rocco e santa Vincenza Gerosa.

Le altre religioni praticate oltre al cattolicesimo sono quella islamica, il cui luogo di culto è situato nelle vicinanze della stazione centrale, il geovismo, che si avvale di una Sala del Regno pure prossima alla stazione, e Scientology.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

L'ospedale di Treviglio

Sanità[modifica | modifica sorgente]

L'ospedale Treviglio-Caravaggio, realizzato nel 1971 dai comuni di Treviglio e di Caravaggio dopo la chiusura di due nosocomi, è il più grande ospedale della zona, anche se non presenta servizi sanitari avanzati quali ad esempio la cardiochirurgia. La struttura, ampliata agli inizi del XXI secolo, si sviluppa su 10 piani ed è dotata di una pista d'atterraggio per elicotteri, di un parco interno e di un ampio parcheggio. Dal 1º gennaio[50] 1998 è a capo di un insieme di ospedali locali, tra i quali abbiamo: l'ospedale di Santissima Trinità di Romano di Lombardia, l'ospedale di Calcinate e quello di San Giovanni Bianco.

Vi è poi una fitta rete composta da ben sette poliambulatori collegati, cinque centri di senologia, due unità psichiatriche e quattro sedi di neuropsichiatria infantile che fanno capo all'ospedale di Treviglio[51].

Giustizia[modifica | modifica sorgente]

La città ospita una sezione distaccata del tribunale di Bergamo[52], che ha giurisdizione[53] su 41 comuni, per una popolazione di circa 200.000 abitanti. La sede del tribunale, in piazza Insurrezione, è di proprietà comunale[53]; data l'inadeguatezza della struttura il Comune sta valutando da tempo l'opportunità di costruire una nuova sede[53].

A Treviglio vi è anche un ufficio del giudice di pace[52].

Protezione Civile[modifica | modifica sorgente]

L'associazione locale dei volontari della protezione civile, attiva dal 1982,[54] che si occupa di tutta l'area della Gera d'Adda. Oltre alle attività di formazione, conduce un'opera e di monitoraggio e intervento soprattutto per rischi di tipo industriale e tecnologico[55]. Ha operato anche nelle missioni umanitarie in Bosnia ed Erzegovina e in Kosovo e in occasione dei terremoti dell'Irpinia, dell'Umbria e dell'Abruzzo e dell'alluvione che ha colpito il Piemonte nel 1994.[56]

Qualità della vita[modifica | modifica sorgente]

Raccolta differenziata e riciclaggio dei rifiuti[modifica | modifica sorgente]

Grazie alla raccolta differenziata, nel 2008 Treviglio ha raggiunto una quota del 50,9%[57] di rifiuto riciclato, che è un dato nella media regionale, anche se richiede un maggiore sforzo in una città delle dimensioni di Treviglio che è stata suddivisa in zone[58] con orari diversi di raccolta dei rifiuti[59]. Il limite del decreto Ronchi (35%), peraltro redatto da un cittadino trevigliese, è stato ampiamente rispettato e l'aumento della quota di rifiuto riciclato è in continuo aumento ed è passata dal 48,2% al 50,9% nel corso del 2007.

La città dispone di due piattaforme ecologiche nel territorio comunale che facilitano il compito. Una terza è l'ex-cava della Vailata posta a sud dell'abitato ed al di là della ferrovia.

Secondo la lista dei comuni Lombardi per riciclo complessivo stilata da Legambiente tuttavia Treviglio si è piazzata nel 2008 al 91 posto[57] tra i comuni con più di 10.000 abitanti, su un totale 129, in aumento di 9 posizioni rispetto all'anno precedente[60].

Monitoraggio ambientale[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Treviglio ha stipulato con la delibera della giunta n° 94 del 12 giugno 2007 una convenzione con l'Arpa per il monitoraggio ambientale sul proprio territorio[61]. La stessa decisione è stata ratificata il 4 ottobre 2007 mediante sottoscrizione[61]. L'attività include[61]:

  • 30 campionamenti sugli scarichi idrici aziendali in corsi d'acqua superficiali;
  • il controllo delle emissioni in atmosfera di 5 aziende ubicate sul territorio comunale con la realizzazione di 5 distinte campagne di monitoraggio della qualità dell'aria mediante dislocazione di rilevatori passivi a base di carbone attivo;
  • 12 interventi di controllo dei gas di scarico di autoveicoli diesel, con l'utilizzo dell'opacimetro;
  • 10 controlli sui terreni a seguito dell'attività di spandimento dei fanghi e dei reflui zootecnici in agricoltura;
  • 5 rilievi acustici su attività indicate dal comune.

I dati analitici sui campioni d'acqua, pur riscontrando un'elevata concentrazione di cromo esavalente, sono tutti risultati compatibili con la normativa vigente in materia[61].

Dopo le rilevazione del 2008 la giunta ha deciso di effettuare per il 2009 anche rilevazioni relative all'inquinamento elettromagnetico e un censimento dell'amianto[61]. Quest'ultimo secondo il piano regionale per l'amianto predisposto dalla regione Lombardia[61].

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

Treviglio è dotata di un sistema coordinato di biblioteche formato da una biblioteca centrale e da 4 biblioteche periferiche ad essa coordinate situate in zona Ovest, Nord e nelle frazioni Geromina e Castel Cerreto. La medesima tessera personale consente di chiedere il prestito di libri ubicati indifferentemente in una delle quattro biblioteche.

Inoltre il sistema bibliotecario trevigliese rientra nel Sistema Bibliotecario Integrato della Bassa Pianura Bergamasca e risulta perciò integrato con 31 comuni[62]: Antegnate, Arzago d'Adda, Barbata, Bariano, Brignano Gera d'Adda, Calcio, Calvenzano, Canonica d'Adda, Caravaggio, Casirate d'Adda, Castel Rozzone, Cividate al Piano, Cortenuova, Covo, Fara Gera d'Adda, Fara Olivana con Sola, Fontanella, Fornovo San Giovanni, Ghisalba, Lurano, Martinengo, Misano di Gera d'Adda, Morengo, Mozzanica, Pagazzano, Pognano, Pontirolo Nuovo, Pumenengo, Romano di Lombardia e Torre Pallavicina.

Biblioteca Centrale[modifica | modifica sorgente]

La biblioteca centrale fu fondata nel 1861 a seguito della donazione di 4.000 volumi da parte di Carlo Cameroni. Successivamente il numero di volumi crebbe con donazioni da parte di Gian Battisti Crippa, Andrea Verga, Giacomo Sangalli, Giuseppe Grossi e Agostino Cameroni. Oggi conta 75.000 libri tra i quali 10.000 del nucleo storico conservati in archivio.

Al suo interno sono presenti una sezione per i libri in lingua straniera e un'apposita biblioteca riservata ai bambini, con 8.000 libri di narrativa, horror, fantasy e fumetti.

Oltre al prestito libri la biblioteca offre altri servizi grazie all'emeroteca, la fonoteca, la mediateca e la disponibilità di connessioni ad internet wireless.

Ricerca[modifica | modifica sorgente]

Tra le principali organizzazioni che effettuano ricerche in campo tecnologico e in particolare nell'ambito meccanico abbiamo la SAME che nella seconda metà del secolo scorso ha introdotto innumerevoli innovazioni nel campo della meccanica.

L'ospedale cittadino punta molto sulla ricerca medica ed è all'avanguardia da questo punto di vista anche se sperimenta al contempo forme innovative d'organizzazione aziendale.

L'organismo più attento alla ricerca umanistica è la biblioteca cittadina che ha accumulato nel corso degli anni un numero rilevante di volumi e promuove attività culturali sul territorio. Altro ente di particolare rilevanza in tale ambito di è il centro di studi storici della Gera d'Adda che ha qui la sua sede.

L'università, attualmente chiusa[63], si occupava principalmente di ricerche nel campo economico, matematico e statistico. Anche la vicina banca della cassa rurale di credito cooperativo, principale finanziatrice del progetto e impegnato in numerosi progetti sul territorio è quindi da considerarsi legata alla ricerca.

Scuole[modifica | modifica sorgente]

La scuola della Geromina

Sul territorio trevigliese sono presenti tutti gli ordini di scuola, dagli asili nido sino all'università. L'unica frazione con una scuola è la Geromina con elementari e superiori. L'ospedale di Treviglio è inoltre dotato di un servizio scolastico, per i bambini del reparto di pediatria. Sul territorio comunale si trovano anche tre principali scuole private tra le quali citiamo il Collegio Santa Maria degli Angeli. È presente inoltre una scuola speciale per il recupero degli anni scolastici: il Conoscere.[64]

Università[modifica | modifica sorgente]

A partire dall'anno accademico 2004-2005 Treviglio è divenuta sede di un corso di laurea triennale in Economia e Amministrazione delle imprese, tenuto presso la sede della Cassa rurale ed artigiana che, assieme al comune e all'Università di Bergamo, ha finanziato tale progetto. È da quest'ultima che essa fa capo e dipende per ogni aspetto amministrativo, didattico e formativo, anche se l'aspetto immobiliare è curato dalla Cassa rurale.

L'accordo tra i tre istituti è basato su convenzioni di carattere pluriennale e persegue l'ampliamento progressivo dell'offerta formativa della facoltà. I primi cinque anni accademici hanno visto l'iscrizione di poco più di 400 studenti e nel corso del 2007 ci sono stati i primi laureati del corso. Nel corso del 2008, con la dismissione degli impianti della Baslini, si è proposto di realizzare un campus universitario. A settembre 2013 i corsi non sono ripartiti e l'università è stata chiusa[63].

È attivo inoltre, da più tempo rispetto al corso di economia, presso l'ospedale cittadino un corso di laurea in assistenza infermieristica tenuto dall'Università di Pavia.[65]

Musei[modifica | modifica sorgente]

Museo Civico Teresa ed Ernesto Della Torre[modifica | modifica sorgente]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Museo civico di Treviglio.

La costituzione del museo civico è frutto di due donazioni significative di opere d'arte da parte di Giovan Battista Dell'Era e nel 1961, del professore Pier Luigi Della Torre, che volle con la sua volontà testamentaria costituire una pinacoteca civica. A essi sono intitolate due diverse vie del centro storico.

Il museo include principalmente dipinti, opere scultoree e stampe di varie epoche ed è intitolato ai genitori di Pier Luigi Della Torre: il padre Ernesto e la madre Teresa Pedrazzini. Altre donazioni importanti sono state fatte da Trento Longaretti, Luigi Cassani e Tommaso Grossi. Una parte delle opere proviene dall'ex monastero di San Pietro.

Il museo dispone anche di una sezione archeologica e una scientifica.

Museo storico del gruppo SAME Deutz-Fahr[modifica | modifica sorgente]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Museo storico Same Deutz-Fahr.

Il museo storico del gruppo SAME Deutz-Fahr (SDF) rappresenta, attraverso materiale testuale e fotografico, alcune tra le più importanti tappe della storia della meccanizzazione agricola illustrando le innovazioni introdotte dai 4 maggiori marchi del gruppo SDF. Il museo è situato all'interno dello stabilimento, ma è aperto sia ai visitatori che ai dipendenti.

È articolato in tre diverse sezioni. La prima si occupa dei trattori analizzando l'evoluzione nel corso del secondo dopoguerra, la seconda più tecnica si occupa dei propulsori, dei dispositivi e dei sistemi che hanno consentito tale sviluppo nel corso degli anni e la terza si occupa degli annunci pubblicitari che consentono di ripercorrere l'attività promozionale del gruppo e le principali campagne pubblicitarie.

Pinacoteca della Cassa Rurale[modifica | modifica sorgente]

La pinacoteca mette a disposizione di comuni ed enti locali, pubblici e privati, ove opera la Cassa Rurale e la sua fondazione, il suo patrimonio artistico[66]. Tra i quadri della pinacoteca ne abbiamo molti di pittori trevigliesi di secoli diversi[66]. La richiesta per l'esposizione deve essere fatta all'Ufficio Patrimonio Artistico e Culturale della Cassa Rurale, impegnandosi a rispettare il regolamento[67].

Media[modifica | modifica sorgente]

Treviglio.tv [2] è la prima webtv della Città di Treviglio. Nata nel 2010 è stata fondata da Emilio Zanenga, Pierbruno Cortesi e Davide Faccà. Unica testata di informazione multimediale sulla cittadina creata usando nuove tecnologie opensource dopo la sperimentazione della fase beta riprende le trasmissioni in rete nel gennaio 2012.

Radio[modifica | modifica sorgente]

A Treviglio è nata il 6 novembre 1976 Radio Zeta[68], per volontà di Angelo Zibetti. Il palinsesto dell'emittente radiofonica è costituito principalmente da programmi d'intrattenimento musicale e da programmi d'attualità. La radio, tuttavia, è da molti anni che si è trasferita a Caravaggio.

La radio trasmette in FM[69] in doppia frequenza ed è ascoltabile in quasi tutte le regioni dell'Italia settentrionale, ad eccezione del Trentino-Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia, oltre che in Toscana.

Nel 1988, inoltre, nasce Discoradio, una radio indirizzata ai giovani e orientata verso la musica disco e house; dove trasmetteva nei locali sovrastanti la discoteca Studio Zeta situata nel comune limitrofo di Caravaggio sulla statale Treviglio-Caravaggio. In passato la radio era situata nella zona PIP 1.[senza fonte]

Successivamente, in seguito alla cessione di Zibetti al gruppo RDS, nel 2006 la sede della radio fu trasferita a Milano.

Stampa[modifica | modifica sorgente]

A Treviglio sono pubblicati due giornali settimanali, Il Popolo Cattolico ed il Giornale di Treviglio.

Inoltre vi è una rivista satirica annuale, 'l Biligot, basata su episodi ridicoli capitati ai concittadini narrati attraverso poesie e filastrocche in dialetto bergamasco. La rivista è pubblicata a ridosso della festa della Madonna delle Lacrime, che cade l'ultimo giorno di febbraio.

Il comune di Treviglio pubblica inoltre un periodico mensile denominato Treviglio Informa il quale informa i cittadini sulle decisioni prese dall'amministrazione comunale.

dal 2011, con cadenza quadrimestrale, viene distribuito gratuitamente, in 12000 copie, Itrevigliesi . gli argomenti trattati spaziano dalla stretta attualità Trevigliese a temi più generali. la maggior parte degli articoli viene però pubblicata sul sito web www.itrevigliesi.it dove gli utenti possono richiedere l'iscrizione alla newsletter per ricevere, con regolarità, tutti gli aggiornamenti dalla pagina.

Il Popolo Cattolico[modifica | modifica sorgente]

Il Popolo Cattolico è un settimanale di stampo cattolico fondato da Monsignor Ambrogio Portaluppi nel 1921[70], in seguito alla chiusura del precedente giornale cattolico cittadino a causa di influenze della sinistra cremasca.

Il giornale, tra pochi ancora rimasti nei centri minori[70], ha continuato a pubblicare i suoi numeri anche durante il secondo conflitto mondiale senza alcuna interruzione[70] ed è attualmente diretto da Amanzio Possenti[70]. Il giornale è di proprietà della parrocchia di San Martino è ha sede in via Galliari al numero 14, di fianco al Santuario.

Il Popolo Cattolico è stato il trampolino di lancio del disegnatore satirico, noto in ambiente sportivo, Carmelo Silva[senza fonte], vignettista storico de il Calcio Illustrato.[71]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

A Treviglio è stata girata la scena milanese, ambientata presso i navigli del film L'albero degli zoccoli diretto da Ermanno Olmi nel 1978, vincitore della Palma d'oro al 31º Festival di Cannes, che però è ambientato nella cittadina via cavallotti, milanesizzata per l'occasione con l'aggiunta di insegne di negozi.[72]

Arte[modifica | modifica sorgente]

I principali artisti trevigliesi si sono sempre occupati di pittura (Zenale e Butinone, Dell'Era, Longaretti e Mombrini) e scultura (Mombrini); anche se non mancano in città alcuni murales degni di nota.[La fonte "google maps" mostra il muretto di un parcheggio graffitato come tanti... dove sta la rilevanza enciclopedica?] [73] I principali stili che hanno influenzato l'arte cittadina sono il neogotico lombardo e il liberty.

Quest'ultimo è visibile non solo sulla superficie esterna del teatro filodrammatici, ma anche su molte case private e balconi. Una zona degna di nota in tal senso è il piazzale del Santuario che è stato ristrutturato proprio all'inizio del XX secolo.

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Teatro Filodrammatici[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Teatro Filodrammatici (Treviglio).
L'ingresso principale del teatro cittadino

Il teatro Filodrammatici è l'unico teatro pubblico della città, dopo la demolizione del teatro Sociale nel 1964, per lasciare il posto all'UPIM, i cui spazi restano ora in gran parte in disuso. Ancora oggi, infatti, la via secondaria posta dietro all'ex-Upim è denominata vicolo del teatro benché questo non ci sia più da parecchi decenni.

Il teatro Filodrammatici si trova nel piazzale del Santuario nell'angolo nord-occidentale. Progettato già nel 1898 da Carlo Badolini, è stato realizzato ad inizio novecento in stile liberty e inaugurato il 15 luglio 1905[74].

Musica[modifica | modifica sorgente]

Degno di nota è il "Corpo musicale Città di Treviglio"[75], che tiene numerosi concerti in ambito cittadino tra i quali il caratteristico concerto natalizio che si tiene nella piazza principale dopo la Messa di mezzanotte e numerosi altri in occasioni delle principali festività, tra le quali quella dedicata a San Martino a inizio novembre.[76][77][78]

Va inoltre segnalata la Schola Canthorum, che si occupa dei canti durante le messe in momenti particolari dell'anno quali il Natale e la Pasqua.

A sede nella città anche il coro ICAT[79], costituito nel 1967 come coro maschile dedito a quel tempo all'esecuzione di canti tradizionali e popolari.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina lombarda e Prodotti agroalimentari tradizionali lombardi.

La cucina di Treviglio è la tipica cucina povera della pianura lombarda.

Primi[modifica | modifica sorgente]

Gli gnocchi di pane (Gnòc de pa in diletto trevigliese), è un piatto diffuso anche nella pianura lombarda, sono gnocchetti di pane raffermo bagnati con latte e sale, serviti in burro e salvia.
Minestra e pestàda de lart: è la minestra di riso con la base della pestata di lardo, tipica delle minestre lombarde.
Minestra e gnocchetti (Minèstra e gnuchèc' in trevigliese): è una minestra davvero "Trevigliese", si aggiunge alla polenta la farina tipo "0" in modo che si formi una pasta fresca; tagliata a dadini, cotta e servita nel brodo di verdure e verze (meglio se con la pestàda)

Carne[modifica | modifica sorgente]

Sono diffusi anche altri prodotti tipici bergamaschi quali tinche, lepre in salmì, stracotto d'asino, e il coniglio.

Tra i prodotti e i piatti a base di carne di maiale abbiamo: il salame, il lardo, la pancetta, lo strutto, la torta di sangue di maiale, i piedi e le orecchie bollite, la testina bollita, la rustida e la cassola.

Tra gli altri prodotti a base di carne d'allevamento abbiamo la busecca, l'arrosto di vitello, i capponi e i tacchini ripieni, lo stufato, il bollito misto, l'arrosto di lonza e i nervetti.

Il Salame[modifica | modifica sorgente]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Salame bergamasco.

Il Salame (Salàm in dialetto bergamasco) è un prodotto tipico della bassa bergamasca, ovvero della parte pianeggiante del territorio comunale. Prodotto tipico tra i più caratteristici della civiltà rurale, veniva prodotto con ricetta segreta custodita gelosamente dalla famiglia. Custodito in passato nelle cantine a stagionare arricchendosi delle muffe che sono una sua caratteristica principale è oggi realizzato industrialmente in grandi quantità. L'allevamento suino con alcune fasi della lavorazione è rappresentato anche da alcune scene ne L'albero degli zoccoli di Ermanno Olmi.

Dolci[modifica | modifica sorgente]

Prodotto tipico è sicuramente il dolce denominato Turta de Trèi[80], una pasta frolla granulosa di forma circolare farcita con mandorle e burro; nata agli inizi degli anni novanta[81] in un concorso bandito dall'Associazione Botteghe Città di Treviglio per un prodotto da associare alla festa della Madonna delle Lacrime, si è successivamente affermata come prodotto tipico, venendo prodotta e consumata durante tutti i mesi dell'anno.

Tra gli altri dolci oltre alle ufèle e alle frittelle diffuse in tutta la bassa bergamasca, abbiamo la filza di biligocc, ovvero caldarroste, tipico dolce invernale e servito quindi anche durante la Madonna delle Lacrime.

Formaggi[modifica | modifica sorgente]

Tra i formaggi tipici della zona abbiamo il Quartirolo Lombardo, il caprino e la torta orobica.

Altri prodotti[modifica | modifica sorgente]

Tra gli altri piatti abbiamo la polenta (classica), casoncelli e il miele.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Tra i principali eventi che si tengono sul territorio comunale abbiamo:

  • Trevigliopoesia, festival di poesia e video poesia, giunto alla quinta edizione. Si svolge alla fine di maggio e si propone di coniugare la poesia con altri linguaggi: il video, la fotografia, la musica, il teatro. Nei 4 giorni del festival vengono premiati i vincitori del concorso di videopoesia (con partecipazioni internazionali) e di fotografia abbinata alle poesie di un autore (per le prime 2 edizioni Merini e Pasolini)
  • la Cena medievale[82] si tiene a fine giugno nel chiostro della biblioteca, antico ospedale e ancora prima monastero. La cena è servita da figuranti in abiti storici e si consuma rigorosamente con le mani. È possibile a richiesta partecipare in abiti storici.
  • i Concerti d'Autunno[83] si tengono le tre domeniche centrali di ottobre al teatro Filodrammatici alle 21 e sono dedicate a Nino Crespi, storico presidente della Proloco. La prima sera ci sono i giovani trevigliesi in concerto, la seconda il coro Calycanthus e le Tirit'ere e la terza l'orchestra dell'Accademia musicale di Treviglio.
  • i Concerti di Primavera[84] sono 3 concerti che si tengono uno per ciascun mese della stagione, ciascuno in una diversa località del centro storico cittadino. La prima serata è dedicata agli allievi del centro studi musicali di Treviglio, la seconda all'Accademia musicale cittadina e la terza agli allievi del prof. Filiberto Guerra.
  • la Fiera agricola della Bassa Bergamasca, dura tre giorni di fine aprile e si tiene in zona fiera col patrocinio del comune di Treviglio, della provincia di Bergamo e dalla camera di commercio sin dal 1981[85].
  • la Sagra di Sant'Anna[86] si tiene dal 2001 per le tre sere dell'ultima settimana completa di luglio di fila alle ore 21 in piazza Garibaldi. La prima sera si tiene una sfilata di moda con fontane danzanti, la seconda scene umoristiche in dialetto, e la terza un'operetta. Inoltre vi è una lotteria abbinata e un concorso di scialli.
  • Sfilata storica "Miracol si grida": prima domenica di marzo, seconda in caso di maltempo, nel centro storico con partenza dalla piazza principale di 4 cortei verso le 4 porte cittadine, per poi riunirsi di nuovo in piazza e spostarsi al piazzale del Santuario. Successivamente, dopo uno spettacolo degli sbandieratori, i cortei tornano ancora in piazza Garibaldi e la manifestazione si conclude con un altro spettacolo degli sbandieratori.

Persone legate a Treviglio[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

Via Matteotti

Conformazione del centro storico[modifica | modifica sorgente]

Via Guglielmo Marconi, Treviglio, che segue la centuriazione romana

La conformazione del centro storico ha un andamento ortogonale a causa della centuriazione romana.[87]

Il primo nucleo difensivo, denominato castrum vetus sorgeva nelle attuali piazza Manara, piazza Garibaldi e via Galliari ed era circondato da un fossato, il cui ingresso era posto in corrispondenza dell'attuale vicolo teatro. In seguito esso è stato circondato da un secondo ordine di mura e da un triplice fossato che sorgeva al posto dell'attuale circonvallazione interna.

Vi erano inoltre quattro torri poste alle quattro porte poste in direzione dei quattro punti cardinali nelle attuali vie Roma, Galliari, Verga e San Martino. Le vie del centro storico hanno mantenuto la fisionomia medioevale ed è proprio per questa ragione che non sono mai completamente dritte, ma leggermente incurvate al fine di disorientare i nemici. Ciò diventa più difficile con la costruzione del campanile che consente di giungere sino alla piazza principale prendendolo come riferimento.

Suddivisioni storiche[modifica | modifica sorgente]

Centro storico[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Centro storico di Treviglio.

Il centro storico di Treviglio è la zona che attualmente è compresa all'interno della circonvallazione interna di Treviglio. In passato questa circonvallazione non esisteva perché al suo posto c'era il fossato del borgo.

La conformazione del centro storico è ortogonale e deriva dalla centuriazione romana. Il centro ha mantenuto la fisionomia originaria anche se ad inizio novecento si è liberato delle mura per favorire lo sviluppo delle attività economiche.

Le vie principali restano tuttavia quelle delle quattro porte originarie: via Roma, via Verga, via Galliari e via San Martino, cui va aggiunta via Sangalli in cui era situata porta stoppa, che fu murata con l'apertura di porta nuova nella parallela via di San Martino.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

La chiesa della frazione Geromina
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Battaglie, Castel Cerreto, Geromina e Pezzoli.

Tutte le quattro frazioni di Treviglio sorgono nella parte nord-occidentale del territorio comunale.

La più popolosa è la Geromina (Girumina in dialetto bergamasco), situata lungo la strada per Canonica d'Adda. Benché in passato fosse una zona prevalentemente agricola, da alcuni decenni è interessata da una forte crescita edilizia, che ha portato la popolazione a circa 2000 abitanti. Dispone di una scuole primaria, una banca, la chiesa del Santo Nome di Maria, un oratorio ed è sede di alcuni centri sportivi e di una decina di parchi pubblici.

Castel Cerreto, detta pure Cerreto (Serìt in dialetto bergamasco), sorge nella parte più settentrionale del territorio del comune e costituisce un paese a sé stante, relativamente autonomo dal capoluogo. È un centro prevalentemente agricolo immerso nella campagna, e conta poche centinaia di abitanti. Il nome si riferisce alla residenza dei Rozzone, signori locali, durante il Medioevo.

Pezzoli e le Battaglie prendono il nome delle omonime cascine.[88] In entrambe le frazioni vi sono cascine, alcune mantengono il loro aspetto agreste originario, altre invece sono state ristrutturate, all'interno della cascina Pezzoli infatti i residenti hanno ristrutturato e apportato migliorie all'interno della corte; nell'azienda agricola di uno dei residenti è stata anche istituita una Fattoria Didattica, accreditata dalla Regione Lombardia e dalla Provincia di Bergamo, che ospita scolaresche durante tutto l'anno scolastico e organizza settimane estive per bambini e ragazzi, offrendo la possibilità di trascorrere del tempo all'aria aperta, immersi nella natura e riscoprendo, attraverso laboratori didattici, la vita di campagna.

Altre località[modifica | modifica sorgente]

Balagia
Era una località della "brughera" a nord di Treviglio, pascolo naturale ai confini con Arcene e Pontirolo Nuovo.[89]
Blancanuca
Era un antico insediamento di case coloniche sulla sponda sinistra dell'Adda, nei pressi dell'attuale cascina Cornella. Si trovava in un'area particolarmente fertile, ai confini con Casirate d'Adda e Fara Gera d'Adda e fu solo in piccola parte trevigliese[89]; oggi lo stesso territorio è compreso in buona parte nel territorio del comune di Cassano d'Adda. Il toponimo - composto dalle parole "bianca" e "nuda" - sembra discendere da qualche antica particolarità del paesaggio.[89] Nel 1509 vi si accampò l'esercito francese il giorno precedente la battaglia di Agnadello.
Brughera
Il toponimo designa una parte delle terre tra Pontirolo Nuovo, Fara Gera d'Adda e Treviglio. Le origini sono antiche, ma restano ignote. Queste zone, un tempo occupate da boschi furono trasformate in campi, conservando però l'aspetto originario. Nel medioevo furono acquistate dagli abitanti di porta Zelute, poi Zeduro, ora via Roma al comune di Pontirolo Nuovo, e da quel momento rimasero trevigliesi.[89]
Ferrandino
Fu una piccola frazione di Treviglio, che deve il suo nome alla presenza di una proprietà rurale nel Seicento di Tommaso Ferrando, detto "giumenteso". Tale soprannome è tutt'oggi conservato da un ramo della famiglia.[89]
Cascine Dotti, Giuseppana, Pelisa e Santissimo
Contano poche decine di abitanti ciascuna. Il toponimo Pelisa significa "erba fine dei prati stabili".[89]
Gerundio
Il nome del tratto di costa e sottocosta con centro nella statale per Milano deriva dall'antico lago Gerundo.[89]
Roccolo
Località cara alle scampagnate dei trevigliesi a sud-ovest del comune in via del bosco. Vi è situato l'omonimo parco.
Valle del lupo
È una zona selvaggia a nord di Treviglio, posta nell'ultimo tratto comunale della roggia vailata accanto a via Canonica all'altezza di Castel Cerreto.[20] Vi è situato un ponticello in pietra che in antichità serviva a collegare Castel Cerreto e Fara Gera d'Adda.[20] In tale area sono stati rinvenuti dei reperti di origine romana[20]Sino al 1830 circa era popolata da lupi.[20]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Le attività economiche sono da sempre un punto di forza della città che già dal 1081 denominata Trivillium Grassum[25] da un diploma imperiale di Enrico IV proprio a causa della sua prosperità. Era in quanto comune libero esente da tasse fino al 1815, nonostante subisse le continue scorribande di eserciti stranieri in zona che ne imponevano di straordinarie.

Il modello economico di Treviglio è cambiato negli anni, in particolare nel secondo dopoguerra, passando da prevalentemente agricolo-artigianale a industriale fino a vedere dopo gli anni novanta la crescita del settore terziario.[Le fonti non chieriscono, google maps evidenzia solo la presenza di attività...i dati sono riferiti alla provincia, non al terziario del Comune][90][91][92] Tra le imprese che, per la loro dimensione, svolsero un ruolo chiave in questo processo abbiamo la Baslini e la SAME.[93]

Agricoltura[modifica | modifica sorgente]

La campagna trevigliese d'autunno con le balle di fieno

Il suolo di Treviglio non era in origine particolarmente favorevole all'agricoltura, in quanto arido e ghiaioso, ma tramite la canalizzazione dei vicini fiumi a partire dal medioevo la situazione è notevolmente migliorata.

Le rogge Moschetta e Vignola sono infatti state derivate dal fiume Brembo a Brembate, dove si trova la casa del custode delle acque, mentre la roggia Vailata è derivata dall'Adda presso Fara Gera d'Adda.[94] Le prime due scorrono a nord del comune mentre la terza scorre anch'essa nella sezione occidentale del territorio comunale.[95]

Ben poco resta dei gelsi che in passato fecero prosperare il settore tessile cittadino, tuttavia qualche esemplare è ancora presente all'interno del parco del Roccolo.[96]

In passato erano attive cave di materiali ghiaiosi tra le quali quella della Vailata vicino alla strada per Casirate d'Adda.[97][98]

Artigianato[modifica | modifica sorgente]

L'orologio nei pressi dell'ingresso del mobilificio Marconi Arte

Le principali attività artigianali si occupano della produzione di mobili d'arte[Chiarire, la fonte è addirittura promozionale, quella di un mobilificio privato][99], arredamenti e falegnameria.

Industria[modifica | modifica sorgente]

Lo stabilimento della Bianchi biciclette

A Treviglio hanno sede numerose industrie che beneficiano di ottimi collegamenti stradali e ferroviari. La più importante è il gruppo SAME Deutz-Fahr, quarto produttore al mondo di trattori e primo in Europa (fanno parte del gruppo i marchi SAME, Lamborghini, Hürlimann e Deutz-Fahr). Vi è poi la sede principale della Bianchi, produttrice di biciclette.

Si è insediata nella zona PIP 1 la tipografia Eurogravure, facente parte di un gruppo di imprese Arvato, controllato dalla multinazionale Bertelsmann.

Un'azienda del passato nota a livello internazionale fu l'Atlantic, produttrice di giocattoli e celebre soprattutto per i suoi soldatini.

Zona PIP 1[modifica | modifica sorgente]

La tipografia Eurogravure vista dalla campagna circostante

La Zona PIP 1 è la più antica zona industriale di Treviglio, situata nella zona sud occidentale del territorio comunale, a sud della linea ferroviaria Milano-Venezia e sud ovest della stazione centrale.[100] Essa ospita numerose aziende, tra le quali la tipografia Eurogravure.[101]


Servizi[modifica | modifica sorgente]

Anche il settore terziario si è ampiamente insediato e sviluppato nel territorio comunale, ove hanno sede innumerevoli assicurazioni[90], e banche.[91] La Cassa Rurale e Artigiana, banca principale della Gera d'Adda, ha qui la sua sede centrale.[102][103]

Treviglio ospita attività di commercio al dettaglio, in gran parte rappresentate dall'associazione Botteghe Città di Treviglio[104][105][106].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

I binari che dalla stazione centrale di Treviglio proseguono in direzione di Milano
La rotonda di piazza insurrezione

Strade[modifica | modifica sorgente]

La città è attraversata dalla Strada statale 11 Padana Superiore, che collega Torino con Venezia, fino agli anni sessanta principale asse di collegamento in direzione est-ovest del Nord Italia. A Treviglio iniziano poi numerose strade provinciali e statali tra le quali abbiamo[107]: la Strada statale 42 del Tonale e della Mendola, che collega il centro con Bergamo, la Strada provinciale 128, la Strada provinciale 129, la Strada provinciale 136, la Strada provinciale 141, la Strada provinciale 142 e la Strada statale 472 Bergamina, che collega il comune con Lodi.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Per quanto riguarda il trasporto su rotaia, Treviglio è dotata di due impianti ferroviari: la stazione di Treviglio, che si trova sull'importante linea ferroviaria Milano-Venezia ed è punto di diramazione delle linee per Bergamo e per Cremona e la stazione di Treviglio Ovest, posta sulla linea per Bergamo. Dal 13 dicembre 2009, la stazione di Treviglio funge da capolinea orientale delle linee S5 ed S6 del servizio ferroviario suburbano di Milano.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Per favorire la mobilità urbana il comune di Treviglio agli inizi del XXI secolo ha sostituito uno solo dei quattro sottopassi già esistenti, aggiungendo un semaforo ad un altro e cambiando il senso di circolazione, e ne ha costruiti tre aggiuntivi rimuovendo altrettanti passaggi a livello. I passaggi a livello, particolarmente pericolosi, sono così stati rimossi totalmente dal territorio comunale.

Inoltre sono stati rimossi 5 semafori lungo la circonvallazione esterna provvedendo a realizzare altrettante rotonde. Sono stati aggiunti 3 semafori, in aggiunta ai 2 nuovi dei sottopassi.

Autobus[modifica | modifica sorgente]

La città è servita da alcune linee di bus che effettuano i collegamenti tra le stazioni cittadine, le frazioni e le principali scuole presenti sul territorio.

Piste ciclabili[modifica | modifica sorgente]

A Treviglio sono presenti numerose piste ciclabili[108] ed è stato attivato un servizio di bike sharing.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Treviglio.
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
20 giugno 1993[109] 1997[110] Luigi Minuti Coalizione di centro-sinistra Sindaco
1997[110] 2001[111] Luigi Minuti Coalizione di centro-sinistra Sindaco
2001 12 giugno 2006 Giorgio Zordan Coalizioni di centro-sinistra, poi centro-destra Sindaco
13 giugno 2006 13 giugno 2011 Ariella Borghi PD Sindaco
13 giugno 2011 in carica Giuseppe Pezzoni[112] PDL Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Treviglio è gemellata con:[113]

Il Liceo linguistico Simon Weil promuove inoltre il gemellaggio del comune con:[Il gemellaggio no esiste, l'informazione sarebbe da togliere]

Tuttavia il comune di Treviglio, nonostante il comune di Romsey avesse votato positivamente per l'apparentamento, ha respinto la proposta mantenendo però la collaborazione.[113][117][116]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

A Treviglio ha sede un Commissariato di Pubblica Sicurezza ed è anche presente l'Agenzia delle Entrate[118] e una sede decentrata della camera di commercio di Bergamo[119].

Sport[modifica | modifica sorgente]

Sono presenti società sportive impegnate in molteplici sport; per quanto riguarda il calcio ne abbiamo quattro:

Per quanto riguarda gli altri sport abbiamo le seguenti società:

Personalità sportive legate a Treviglio[modifica | modifica sorgente]

Giacinto Facchetti

Note[modifica | modifica sorgente]

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  12. ^ vedi Cartina della Città di Treviglio, edizioni Tipolito CFV, Treviglio 2008 nella sezione La Città di Treviglio
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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia essenziale[modifica | modifica sorgente]

  • Tullio e Ildebrando Santagiuliana, Storia di Treviglio, poligrafiche Bolis di Bergamo, giugno 1965;
  • Marco Carminati, Il circondario di Treviglio e i suoi comuni. Cenni storici., Tipografia Messaggi, Treviglio, 1982;
  • Piero Perego, Ildebrando Santagiuliana, Storia di Treviglio, 1965, riedizione del novembre 1987 in 2 voll., edizioni Pro Loco, Treviglio;
  • Treviglio: alla riscoperta di un territorio, edizioni Cassa Rurale, Treviglio, febbraio 1997;
  • Barbara Oggionni, Treviglio, storia, arte, cultura, edizioni Pro Loco, Treviglio, 2002.

Bibliografia dettagliata[modifica | modifica sorgente]

  • Emanuele Lodi, Breve storia delle cose memorabili di Trevì, Milano, 1647;
  • I. Cantù, Bergamo e il suo territorio, Bergamo, 1856;
  • Assessorato alla cultura della città di Treviglio-Museo Civico "Ernesto e Teresa Della Torre", dietro le quinte de l'albero degli zoccoli, 28 febbraio 2003, Leonardo Facco Editore
  • C. Cantù, Grande illustrazione del Lombardo-Veneto, Milano, 1859;
  • Carlo Casati, Treviglio di Ghiara d'Adda e suo territorio, Memorie storiche-statistiche, coi tipi della Perseveranza, Milano, 1872;
  • M. Carminati, Il circondario di Treviglio e i suoi comuni, Treviglio, 1892;
  • M. Mochi Tullio Santagiuliana, Geradadda, Treviglio, 1973;
  • L. Cassani, E. Mandelli Tullio Santagiuliana, Il braccio di Treviglio, Calvenzano, 1981;
  • Paolo Furia, Il lascito Della Torre, Treviglio, Ed. Grafiche Signorelli, 1979;
  • Paolo Furia, Il mio Santuario, Calvenzano, 1982;
  • Gianni Chiari, Le roggie Trevigliesi, edizioni CRAT, 1982;
  • Tullio Santagiuliana, Briciole di storia di Geradadda antica, Calvenzano, 1982;
  • Barbara e Giuseppe Oggionni, Le mura di Treviglio, Calvenzano, 1991;
  • Enrico de Pascale, Mariolina Olivari, Dizionario degli artisti di Caravaggio e Treviglio, Fiber Edizioni Bolis, Treviglio-Bergamo, 1994;
  • Le Terre del Lago Gerundo, edizioni Cassa Rurale, Treviglio, dicembre 1996;
  • Istituto Professionale di Stato Zenale Buttinone, Conoscere la Gera d'Adda, edizioni Gera d'Adda, Ranica, 1999;
  • Barbara Oggionni, Le rogge Moschetta e Vignola, Treviglio, 2000;
  • Barbara Oggionni, I borghi fortificati in Gera d'Adda: il triangolo di Treviglio - Caravaggio - Brignano in Territorio e fortificazioni. Confini e difese della Gera d'Adda, Bergamo, 2003;
  • La Gera d'Adda in Castra Bergomensia, provincia di Bergamo, 2004;
  • Angelo Merletti, Marco Carminati e Barbara Oggionni Treviglio è terra e gente edizioni Grafica e arte, 2006.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Luoghi d'interesse:

Società e cultura:

Amministrazione:

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