Azzone

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Azzone
comune
Azzone – Stemma Azzone – Bandiera
Azzone – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Antonio Pietro Piccinini (lista civica) dall'08-06-2009
Territorio
Coordinate 45°58′43″N 10°06′43″E / 45.978611°N 10.111944°E45.978611; 10.111944 (Azzone)Coordinate: 45°58′43″N 10°06′43″E / 45.978611°N 10.111944°E45.978611; 10.111944 (Azzone)
Altitudine 973 m s.l.m.
Superficie 17,29 km²
Abitanti 401[1] (30-11-2016)
Densità 23,19 ab./km²
Frazioni Dezzo di Scalve, Dosso
Comuni confinanti Angolo Terme (BS), Borno (BS), Colere, Schilpario, Vilminore di Scalve
Altre informazioni
Cod. postale 24020
Prefisso 0346
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016017
Cod. catastale A533
Targa BG
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona F, 3 451 GG[2]
Nome abitanti azzonesi
Patrono SS. Filippo e Giacomo Apostoli
Giorno festivo 1º maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Azzone
Azzone
Azzone – Mappa
Posizione del comune di Azzone nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Azzone ( in dialetto bergamasco[3][4]) è un comune italiano di 401 abitanti[5] della provincia di Bergamo in Lombardia. Posto sulla sinistra orografica del torrente Dezzo, in Valle di Scalve, si trova a circa 47 chilometri a nord-est del capoluogo orobico. Il comune fa parte della Comunità Montana di Scalve.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Paese di Dezzo

Il territorio si compone, oltre che del capoluogo, anche delle frazioni di Dezzo (nella sua porzione posta sulla sinistra orografica del fiume omonimo) e Dosso.

Delimitato a nord-est dal pizzo Camino e dalle alture denominate le Pale (i cui profili compaiono sullo stemma comunale) che lo dividono dalla Val Camonica, comprende la Riserva Naturale Regionale Boschi del Giovetto, luogo di alto interesse naturalistico, anche per la presenza di formiche autoctone appartenenti alla specie della formica rufa.

Il verde lussureggiante invita i numerosi turisti ad escursioni adatte ad ogni tipo di esigenza: da quella più semplice, adatta a bambini e famiglie, a quelle più impegnative, per gli amanti del trekking e dello sky-race.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo deriva dal vocabolo "Some", che sta ad indicare un antico luogo abitato. Tuttora è presente una località, sempre nel territorio comunale, che ha mantenuto la denominazione "Some". Successive modifiche hanno portato la trasformazione prima in Zono (documenti riferiscono difatti di "Zono Antico"), fino all'attuale Azzone.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'antichità[modifica | modifica wikitesto]

Casa sulla rupe a Dezzo

Indizi fanno supporre che questa contrada sia uno degli insediamenti stabili più antichi della Valle di Scalve (Pedrini, E.). Non si conoscono però dati certi circa l'epoca della sua fondazione: si può comunque ipotizzare che la contrada fosse abitata in epoca pre-romana. Già allora erano sfruttate, in maniera rudimentale, le grandi risorse minerarie della zona.

Il Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

I secoli successivi videro il borgo passare sotto il controllo del Sacro Romano Impero guidato da Carlo Magno, che donò l'intera zona ai monaci di Tours. Questi successivamente la permutarono in favore del Vescovo di Bergamo, il quale diede investitura feudale ai Capitani di Scalve.

Questi ultimi furono di fatto esautorati dalla costituzione dell’Universitas di Scalve, una piccola istituzione feudale molto simile ad una repubblica, che garantiva grandi privilegi agli abitanti ed un'autonomia al limite dell'indipendenza. Questa garantiva l'esenzione del servizio militare, libertà di caccia e pesca, nonché sgravi fiscali e la possibilità di sfruttamento delle miniere presenti in zona.

Con il passaggio alla Repubblica di Venezia, avvenuto nel XV secolo, Azzone mantenne i privilegi conquistati precedentemente, andando a costituire con le altre contrade scalvine la Comunità grande di Scalve.

L'età Moderna[modifica | modifica wikitesto]

Soltanto verso la fine del XVII secolo si dotò di un proprio statuto, venendo riconosciuto come contrada e, con il termine della dominazione veneta e l'avvento della Repubblica Cisalpina, acquisì la propria autonomia comunale, inglobando nei propri confini anche la contrada di Dezzo (nella sua porzione posta sulla sponda orografica sinistra).

Lo status di comune durò poco più di un decennio, dopodiché venne nuovamente accorpato al comune di Vilminore, unitamente al vicino borgo di Colere.

L'età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

La fine della dominazione francese ebbe ripercussioni anche sulle piccole comunità scalvine che riacquistarono la propria autonomia, ritornando ai confini precedentemente stabiliti.

Il tutto durò fino al 1927, anno in cui il regime fascista fece una grande opera di accorpamento tra parecchi comuni del regno d'Italia. Fu il caso anche di Azzone, che si trovò nuovamente unito a Colere, con la denominazione di Dezzo di Scalve. Soltanto nell'immediato dopoguerra, precisamente nel 1947, i comuni si separarono definitivamente, con Dezzo nuovamente relegato a ruolo di frazione di Azzone.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

I simboli del comune sono lo stemma e il gonfalone con concessi con D.P.R. 13 febbraio 2001.

Blasonatura stemma:

« D'azzurro, alla montagna di verde, fondata in punta e uscente dai fianchi caricata dalla torre civica di Azzone, di argento, murata e finestrata di nero, essa montagna cimata dalla catena montuosa uscente dai fianchi, effigiante il Pizzo Camino e le Pale, di argento, il tutto accompagnato in capo da tre stelle di cinque raggi d'oro, ordinate in fascia. Sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante di azzurro, il motto in lettere maiuscole, di nero: TUTUS IN SILVIS. Ornamenti esteriori di Comune. »
(DPR 13 febbraio 2001)

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale San Filippo e San Giacomo[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale, dedicata a San Filippo e San Giacomo, riedificata nel periodo 1724 - 1733 e ampliata nel 1860, presenta opere di Antonio Cifrondi, e la Torre civica, di origine medievale (XIV secolo), utilizzata anche nello stemma del comune stesso.

Chiesa Santa Maria Maddalena[modifica | modifica wikitesto]

Situata nella frazione Dezzo, la chiesa di Santa Maria Maddalena conserva anch'essa dipinti del Cifrondi, tra cui la Madonna Addolorata.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2016.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 51.
  5. ^ Dato Istat al 30-11-2016.
  6. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

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