Fino del Monte

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Fino del Monte
comune
Fino del Monte – Stemma Fino del Monte – Bandiera
Fino del Monte – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Matteo Oprandi (lista civica Progetto per Fino) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°53′N 10°02′E / 45.883333°N 10.033333°E45.883333; 10.033333 (Fino del Monte)Coordinate: 45°53′N 10°02′E / 45.883333°N 10.033333°E45.883333; 10.033333 (Fino del Monte)
Altitudine 662 m s.l.m.
Superficie 4,29 km²
Abitanti 1 128[1] (31-12-2014)
Densità 262,94 ab./km²
Comuni confinanti Castione della Presolana, Onore, Rovetta, Songavazzo
Altre informazioni
Cod. postale 24020
Prefisso 0346
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016099
Cod. catastale D604
Targa BG
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti finesi
Patrono sant'Andrea Apostolo
Giorno festivo 30 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fino del Monte
Fino del Monte
Fino del Monte – Mappa
Posizione del comune di Fino del Monte nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Fino del Monte (Fì dol Mùt in dialetto bergamasco[2][3]) è un comune italiano di 1.116 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia.

Situato tra l'altipiano di Clusone e la Val Borlezza, sulla strada che porta al Passo della Presolana, dista circa 38 chilometri dal capoluogo orobico.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Clima

Il clima è stato classificato come Cfb secondo Köppen e Geiger. La temperatura media annuale di Fino del Monte è 9.6 °C. La media annuale di piovosità è di 937 mm. Luglio è il mese più caldo dell'anno con una temperatura media di 19.5 °C. La temperatura media in Gennaio, è di -0.5 °C, rappresentando il mese più freddo.

Andamento annuale pluviometrico e delle temperature a Fino del Monte

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fino del Monte è un piccolo paese che sorge sull'altopiano di Clusone, lungo la provinciale che da questo centro dell'Alta Valle Seriana porta al Passo della Presolana. Arroccato sul ciglione che lo affaccia sulla Valle Borlezza, era anticamente servito dalla strada che da Lovere (paese sulle rive del Lago d'Iseo) saliva faticosamente raggiungendo il paese sull'altopiano. Oggi la situazione viaria è totalmente cambiata poiché la strada provinciale, proveniente da Bergamo, dopo Clusone e Rovetta, attraversa il centro di Fino del Monte. La strada taglia la piazza del paese, dove sorgono da un lato il castello e dall'altro l'antico convento, legati l'uno all'altro nella storia del paese (la leggenda vuole addirittura l'esistenza di un tunnel sotterraneo che colleghi le due costruzioni).

Fino del Monte fu definito in passato "una villetta della Valle Seriana, facente parte del mandamento di Clusone, sito sulla strada che conduce in Val di Scalve, pel giogo detto di Castione, su di un poggio che domina il contiguo villaggio di Rovetta e la sua Pianura". Le prime notizie riguardanti Fino sono documentate nella "Historia quadripartita" di padre Celestino, vissuto nel dodicesimo secolo, il quale a sua volta fa riferimento ad antichi manoscritti anonimi. Non si sa con sicurezza (fine 1100) l'anno in cui tre nobili fratelli, figli di tale Venturino Da Fin, giunti in Italia con le armate Alemanne (si parla di un Enrico, che sia Enrico VI di Svevia durante il regno del padre Federico Barbarossa ?), si fermarono in loco e sull'impervio argine Nord della Valle Borlezza eressero un castello dominante l'allora unico accesso dalla valle omonima. Alcune parti dell'antica dimora sono ancora oggi visibili nell'attuale piazza Olmo, anticamente denominata del Castello. Il cognome di questi fratelli era Fin e la contrada di cui presero possesso, con beneplacito imperiale, acquistò il loro nome. A questo punto la storia è poco documentata, ma è certo che fino al 1337 tutti gli abitanti del castello e della contrada portarono il nobile cognome dei Da Fin e che solo più tardi, verso la fine del XIV secolo, cominciarono ad apparire nei documenti ritrovati i primi cognomi ancor oggi esistenti a Fino del Monte.

Da un antico documento:

"...nel 1337 gli abitanti cittadini si chiamavano tutti con il cognome Da Fin; ...dopo, nel 1400, cresciuto il numero dei cittadini si mutarono anche i cognomi delle famiglie."

Si ebbero così Angelini da Angelo; Poloni da Appollonio; Bellini da Giovanni detto il bello; Scandella, Persevalli, Pertiche e Ranza. Lentamente la famiglia Da Fin si trapianta in altre città, tanto che oggi il cognome è completamente scomparso.

Sul finire dello stesso XIV secolo e più precisamente nel 1381, Fino del Monte diventò indipendente fregiando il proprio Comune con lo stemma concesso dall'imperatore alemanno Federico Augusto (che sia Federico Il di Svevia?) ai nobili Da Fin (aquila nera in campo dorato) ed ebbe nel contempo la concessione di molti benefici economici (esenzioni da gabelle imperiali ecc.). Seguirono gli anni delle tempestose vicende tra Guelfi e Ghibellini. Sull'altopiano di Clusone queste guerre videro contrapposti i Guelfi dei castelli di Fino e di molti altri comune della Alta Valle Seriana, in particolare di Onore, di Gromo, di Castione, di Gandellino, contro i Ghibellini del potente castello di San Lorenzo appartenente alla famiglia Suardi di Bergamo.

Alterne furono le vicende che imperversarono dal 1373. Padre Ireneo della Croce nel suo manoscritto "Istoria quadripartita di Bergamo" riporta il seguente frammento della relazione storica di Padre Celestino: "Mentre diffondevansi per tutta Italia perniciosi furori delle fazioni Guelfa e Ghibellina che nel territorio di Bergamo apportarono molti vicendevoli danni, fra gli altri che i Ghibellini abbruciassero l'accennato castello Fino con le terre di Torne, Roeta, Honore, Songavario e Cerete Alto e Basso; et i Guelfi per vendicare l'oltraggio, ingrossati il giorno seguente con quelli della Valli di Imania, Brembana ed altri luoghi in numero di tremila e inoltrandosi nelle terre degli avversari con danni e rapine e incendi le rendessero la pariglia".

In effetti risulta da molti documenti che la coalizione Guelfa legata alla corrente Papale ebbe ripetuti scontri con i Ghibellini legati invece all'Imperatore, finché il 7 ottobre 1403 una grossa schiera di armati guelfi sotto la guida del brembano Merino Olmo, dopo un lungo assedio assalì e rase al suolo il castello ghibellino di San Lorenzo. Con ciò non terminarono le lotte ed i soprusi fino a che, nel 1411, San Bernardino da Siena riuscì a mettere pace fra le fazioni. Cessate le guerre intestine il 2 ottobre 1427 tutto l'altopiano di Clusone e l'intera Valle Seriana, stremati dalle guerre fratricide, passarono volontariamente sotto i vessilli della Serenissima Repubblica Veneta nella speranza di trovare, sotto questo governo, finalmente, un po' di pace e di benessere. Soltanto sei mesi dopo Venezia riusciva a portare il proprio dominio anche nella città di Bergamo. Con la pace ritrovata cominciarono a fiorire nei paesi dell'Altopiano le opere buone.

Chiese, monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale (dedicata a Sant'Andrea Apostolo)[modifica | modifica wikitesto]

Visibile nella struttura originaria fino al 1957, venne poi demolita, insieme al campanile, dalla Provincia, per necessità di traffico stradale. Infatti, il vecchio campanile, che era già stato demolito per metà a causa dell'inclinazione che aveva assunto, costituiva un serio pericolo, strozzando la strada a solo 3 metri scarsi. Alla primitiva chiesa, fatta di pietra battuta, con archi di sostegno del tetto a travi scoperte, e che era nella maggior parte coperta di affreschi del quattro e cinquecento, in epoca posteriore, sia per ingrandirla, sia, più verosimilmente, per seguire il giusto del tempo, si volle ornarla di lavori a stucco e farle la volta in muratura. Pertanto, occorrendo altri muri per le lesene e per sostenere gli archi che dovevano proteggere le cappelle e gli altari distribuiti alle due pareti laterali, ne risultò una fabbrica a doppi muri.

L'insieme era veramente riuscito particolarmente artistico ed elegante per il fine lavoro degli stucchi. Ma i realizzatori non si avvidero che, se da un lato facevano una bella chiesa, dall'altro compivano un grosso errore distruggendo dei dipinti tanto preziosi: gli affreschi furono per la maggior parte manomessi senza alcun riguardo. Col susseguirsi delle travagliate vicende storiche legate al paese, la vecchia chiesa col passare degli anni risente del tempo e degli eventi, e nel 1729 per ordine dell'autorità civile vengono messe le chiavi alla volta che era pericolante.

Si fa così avanti l'idea di una chiesa più sicura e ampia e nel 1894 don Giovanni Zucchelli (parroco) prospetta la necessità di una nuova chiesa. Volendo dare una chiesa sufficiente alla sua gente e avendo riscontrato un'opposizione decisa, da parte della Provincia, ad un ampliamento di quella esistente, don Zucchelli decide di costruirne una nuova: iniziata nel 1903 e consacrata nel 1911. La vecchia chiesa viene così abbandonata e conosce un graduale degrado, fino a quando si decide di demolirla nel 1957.

Opere presenti:

  • Madonna col bambino, olio su tela 260x160 (Giovan Battista Moroni)
  • Cristo risorto, olio su tela 114x180 (Lorenzo Lotto)
  • Stemma, olio su tavola 38x22
  • La deposizione (Pietà), tela 88x69 (Carlo Ceresa)
  • I misteri del Rosario, olio su tela 30x20 )Ignoto)
  • La madonna del S.Rosario, olio su tela 129x65 (Gabriele Baggi)
  • Martirio di Sant'Andrea, affresco ø 2mt (Ignoto)
  • Affresco (Pietro Brugnetti)
  • Cristo morto, legno scolpito (Angelini)

Chiesa di San Salvatore[modifica | modifica wikitesto]

A Fino, il 4 giugno 1459 Fra Leone della Misericordia, del terzo ordine di San Francesco, fondò il Consorzio della Misericordia nell'intento di portare aiuto a tutti i discendenti dei Da Fin caduti in povertà, abitanti a Fino e nei limitrofi Comuni. Dotò questo Consorzio di beni e di uno statuto interessantissimo, talché il Consorzio è ancora oggi attivo secondo le antiche regole. Dalle ricerche fatte in loco risulta però che, durante i recenti restauri della Chiesetta di S.Salvatore ad opera del Consorzio della Misericordia (1979), fu ritrovato sul tetto un grosso cippo in pietra sul quale sono scolpite due date.

La prima data è 1481 e con tutta probabilità si riferisce all'anno di costruzione della Chiesetta da parte della Misericordia di Fino del Monte; la seconda è 1615 riferendosi, in base ai documenti depositati presso l'archivio della Misericordia stessa, al primo rifacimento del tetto di copertura della Chiesetta ed alla chiusura della porta esistente al livello del sottotetto (che dava accesso a un piccolo soppalco costruito sopra l'entrata della Chiesa, da cui le Suore assistevano alla Messa non viste dai fedeli sottostanti). È quindi presumibile che la Chiesetta (1481) preesistesse al Monastero (1520). D'altro canto la stessa proprietà della Chiesetta che risulta essere sempre stata della Misericordia, conforta questa fondata supposizione. La storia delle Monache di Clausura di Fino del Monte non finì però del tutto con il loro trasferimento perché, alcune decine di anni dopo, esse dovettero affrontare una causa legale contro il Consorzio della Misericordia, che a loro dire si era appropriato di alcuni beni legati alla celebrazione di una Messa perpetua presso la Chiesetta di S.Salvatore.

La Chiesetta annessa al Convento quattrocentesco delle Monache Terziarie è stata rimaneggiata nel '600-'700, con modanature e tondi con il volto ribassato. Pure la facciata è stata toccata per introdurvi una finestra rettangolare. Con un restauro è stato rimesso alla luce, recentemente, un arco a sesto acuto posto sopra l'architrave all'interno del quale vi è un affresco purtroppo molto rovinato: è la sinopia di un affresco che raffigura la trasfigurazione. La struttura è dotata di un campaniletto in ceppo; sotto la cornice della cella campanaria è posta la data 1515. In questa chiesetta, secondo una pergamena dell'Archivio della Curia Vescovile, è avvenuto un miracolo: pare infatti che siano scese alcune gocce di sangue dall'ostia, durante la celebrazione della Messa.

Opere presenti:

Chiesetta di San Giovanni Bosco (in località Poerza - parrocchia di Fino del Monte)[modifica | modifica wikitesto]

Costruita attorno al 1930 dal parroco don Cavagna. Preceduta da un breve portichetto aperto sulla fronte con tre archetti a sesto acuto. Le pareti sono decorate. Nel presbiterio due affreschi raffiguranti San Maurizio e Santa Marcellina, opera di Gabriele Baggi (1939). N.4 Porta Palme in legno scolpito (cm.27) - secolo XVII.

Il convento - antico monastero[modifica | modifica wikitesto]

"Fondato avanti l'anno 1520 da donna Caterina, figlia dei Nobile Signor Giovanni fu Simeone Da Fin, cittadino di Bergamo, la quale prese l'abito del 31 Ordine, col nome di Suor Arcangela e, congregate altre sorelle col medesimo abito, vivendo in una casa, in congregazione con autorità pontificia, fece edificare la Chiesa sotto il titolo ed indicazione di S. Salvatore, vivendo esse suo re con il titolo di Monache di S.Chiara. Il 26 maggio 1520, detto Sig. Giovanni di Fino, padre di detta Suor Arcangela, in rinunciatione (sic) dei benefici avuti in vita dalla figliola ... le fece donazione di una casa contigua alla detta Chiesa, la quale fu, poi, annessa a quel piccolo convento ... Nell'anno 1575 San Carlo Borromeo, parendogli che detto convento delle Monache di Fino, fosse segretato dal consorzio delle genti e troppo sottoposto, perciò, alle ingiurie degli uomini scellerati, decretò di levarle e unirle con le monache di Lovere e... dietro supplica delle medesime Monache di Fino, in data 19 gennaio 1576, furono unite a quelle di Clusone".

Il fabbricato si sviluppa lungo il perimetro del cortile con il caratteristico chiostro degli antichi conventi. È senza dubbio un buon esempio di architettura, ma non raro nelle nostre zone. Sui due lati dei cortile si affaccia il porticato con arcate in mattoni e colonne in Sarnico, il cui grazioso capitello riporta tipici ornamenti del '400. Al piano superiore vi è il loggiato, che ripete in scala ridotta il motivo precedente. La struttura originaria è tuttora ben visibile, anche se superfetazioni ne hanno rovinato l'armonia. Al cortile si accede mediante bel portale in pietra di gusto romanico, il cui motivo ricorda quello delle chiese antiche di Clusone (Sant'Anna e San Defendente), con architrave sostenute da mensole sagomate. Sopra l'architrave vi è uno sfondato con arco a sesto acuto delimitato da un contorno di pietra sopra il quale vi è dipinto un affresco dei '400.

Per maggiori informazioni vedi "L'antico Monastero di Fino del Monte" di Elisabetta Oprandi.

Il Castello[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente ad uso residenza, fu il castello realizzato dalla famiglia Da Fin nel XII secolo.

L'alto porticato, con arcate poggianti su massicce colonne in pietra arenaria che sostengono i due piani fuori terra dell'edificio, è la parte più antica dell'edificio. Il portale esistente, dal quale ci si affaccia sul cortile, dava accesso alle stalle ed alle scuderie del castello. È ancora possibile vedere i resti di una torre (attualmente ad uso residenziale) appartenente a quello che era il castello medievale.

Abitazioni signorili (1928-1930)[modifica | modifica wikitesto]

All'entrata del paese ci sono due abitazioni signorili caratteristiche costruite all'inizio del XX secolo. Sono interamente in pietra squadrata, con numerosi affreschi in prossimità delle finestre e sotto i portici

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 2004 7 giugno 2009 Marco Oprandi lista civica Sindaco
8 giugno 2009 in carica Matteo Oprandi lista civica "Progetto per Fino" Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Popolazione residente al 31 dicembre 2014.
  2. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 274.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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