Presezzo

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Presezzo
comune
Presezzo – Stemma Presezzo – Bandiera
Presezzo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Paolo Alessio (Lista civica) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 45°41′29″N 9°33′59″E / 45.691389°N 9.566389°E45.691389; 9.566389 (Presezzo)Coordinate: 45°41′29″N 9°33′59″E / 45.691389°N 9.566389°E45.691389; 9.566389 (Presezzo)
Altitudine 236 m s.l.m.
Superficie 2,28 km²
Abitanti 4 949[1] (31-12-2014)
Densità 2 170,61 ab./km²
Comuni confinanti Bonate Sopra, Mapello, Ponte San Pietro
Altre informazioni
Cod. postale 24030
Prefisso 035
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016176
Cod. catastale H046
Targa BG
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 515 GG[2]
Nome abitanti presezzesi o presezzini
Patrono santi Fermo e Rustico
Giorno festivo 9 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Presezzo
Presezzo
Presezzo – Mappa
Posizione del comune di Presezzo nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Presezzo (Presèz[3] o Presèss[4] in dialetto bergamasco) è un comune italiano di 4.934 abitanti[5] della provincia di Bergamo in Lombardia. Il comune si trova a circa 8 chilometri a ovest del capoluogo orobico.

Il paese è attraversato dalla strada provinciale 166, che praticamente taglia il paese da ovest a est. Lungo la strada provinciale (via Vittorio Veneto) si concentrano tutti i negozi e i bar principali. Anche la sede del municipio si trova lungo la stessa via. Il paese dista circa 8 km da Bergamo ed è attraversato dal torrente Lesina, che nasce ad Almenno San Bartolomeo, presso Carosso. Il regime del torrente è irregolare, e a causa di ciò sono frequenti le piene e le esondazioni, anche se l'amministrazione ha provveduto all'allargamento degli argini, per evitare gli incidenti degli anni passati, che hanno provocato anche danni alla scuola media, sita nelle vicinanze del torrente.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Presezzo ha una storia abbastanza lunga: si sa della sua esistenza fin dai tempi dei Romani. A quell'epoca il nome del paese derivava dalla parola latina Praesidium. Il nome fu mutato solo nel 1263. L'origine romana del comune si può capire dal fatto che nello stemma comunale vi è la scritta SPQR, che si trova nella parte bassa dello stemma. L'attuale territorio comunale è il risultato dell'unione di due comuni, Capersegno e Presezzo, che si sono uniti nel XIII secolo. Capersegno rappresenta la parte più antica del comune; in quel territorio sorgeva un castello, di cui ora rimangono alcuni resti. Sull'origine del nome di Capersegno vi sono alcune diverse ipotesi. La prima è che indicasse la strada per Trezzo, e il torione del castello rappresentava un punto di riferimento per i viaggianti. Un altro possibile significato di "Capersegno" è una variazione di "CapraSegno", in quanto pare che la famiglia più importante del borgo avesse nel proprio stemma una capra; da qui allora il nome.

La storia di Presezzo durante in Medioevo è molto simile e legata a quella del capoluogo della provincia. Come gran parte della Lombardia, il comune è stato invaso dai Longobardi e dai Franchi, che si sono alternati nel dominio della zona.

Verso il XVI secolo la zona si impoverì fortemente a causa delle numerose guerre che coinvolsero gli Stati confinanti all'Italia e anche i milanesi e veneziani. Una svolta verso la normalità si ebbe sotto il governo dei veneziani, anche se il potere della Serenissima si fece sempre meno sentire. Ciò causò la crescita del potere dei Signori e della borghesia locale.

Un'altra piaga per il territorio fu l'epidemia di peste che si ebbe nel 1630 e che fu notata per la prima volta da Giovanni Maria Mazzi.

Successivamente il territorio presezzese e quello limitrofo fu ceduto all'Austria dal Regno d'Italia, in seguito al Trattato di Campoformio. Durante il fascismo il territorio era ancora piuttosto rurale e uno sviluppo del territorio si ebbe solo alcuni anni dopo la fine della seconda guerra mondiale.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Blasonatura stemma:

Scudo ovale, interzato in fascia e cordonato d'oro; lo sovrasta una corona, formata da un cerchio d'oro, sostenente nove torri, di cui cinque visibili, ornate di merli a coda di rondine; in punta, lo sottolinea la scritta, in oro, a caratteri gotici: PRESEZZO. La fascia in capo dello scudo presenta, in colore giallo ocra, la parte anteriore di un capro rampante, su campo azzurro. A cavallo della fascia in cuore, di colore rosso, e della fascia in punta, di colore azzurro, è raffigurata, in grigio argento e grigio antracite, una cinta tondeggiante di mura, con cammino di ronda a merli guelfi e, ai lati, due torri, similmente merlate, con pusterle aperte; sottostante al muro, nella fascia di punta, è ricamato, in oro, il motto romano S.P.Q.R.

Blasonatura gonfalone:

Un drappo, di forma allungata, di tela rossa bordata d'oro, disteso, nella larghezza del suo lato minore, su un pennone nichelato, appeso orizzontalmente a un'asta verticale, sormontata dallo stemma in ottone della Repubblica Italiana. I cinque passanti, in cui è inserito il pennone trasversale, sono strisce rettangolari, orlate d'oro, ritagliate nel telo, distanziate e disposte a merlatura guelfa ad ornamento della parte superiore del drappo; la parte inferiore di questo è ripartita in sette lingue di fuoco, scalate ad angolo convesso, orlate e fioccate d'oro; lungo i lati maggiori del drappo pende, fissato all'asta portante e agli estremi del pennone, un cordone dorato, infioccato ai capi. Al centro del gonfalone è ricamato lo stemma:....[6]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

San Fermo e San Rustico
Presezzo nella neve

In ambito religioso molto importante è la parrocchiale di San Fermo e Rustico. Edificata nel 1875 in luogo di un precedente edificio di culto, presenta numerose opere dedicate ai due santi protettori ricavate dalla precedente parrocchiale. La chiesa possiede un organo modificato dai fratelli Serassi intorno al 1801. L'organo è stato completamente restaurato nel 1984.[7]. Il sagrato è stato recentemente riustrutturato, lastricato e adornato da due olivi

Altre importanti costruzioni sono il Palazzo Furietti-Carrara, che si affaccia sulla via principale ed è di costruzione seicentesca, restaurato tra il 1997 e il 1999. Il palazzo conteneva un ciclo di pregevoli affreschi di Gian Paolo Cavagna che, nonostante fossero sotto tutela del ministero competente, furono strappati tra il 1939 e il 1942 dagli ultimi proprietari del palazzo e tuttora dispersi. Degli affreschi rimangono solo delle fotografie in bianco e nero.[8]

Di origine medievale sono invece i resti del castello di Capersegno ancora circondato da abitazioni coeve, utilizzate dai coloni.

A Presezzo si trova inoltre una caserma militare in disuso, intitolata alla medaglia d'oro al valore militare Riccardo Moioli, fante italiano perito in Grecia nel 1944, nel corso della seconda guerra mondiale. Moioli, nonostante colpito una prima volta all'occhio da un proiettile nemico, continuò nella battaglia, finché non venne raggiunto da un secondo colpo, questa volta fatale, che lo uccise. Le sue ultime parole furono "Viva l'Italia" e proprio per questo gli è stato attribuito questo importante riconoscimento.

Il passaggio della caserma dallo Stato al Comune è stato portato a termine il 25 novembre 2006, quando il vice-ministro dell'Economia ha firmato il decreto che autorizza l'Agenzia del Demanio a cedere la struttura al Comune. Dei circa 32.000 m² della costruzione saranno ceduti al comune ed i restanti 10.000 m² saranno venduti a privati. Termina così un iter iniziato nel 1993. È alle fasi finali il progetto per la riqualificazione dell'area.

Polo scolastico[modifica | modifica wikitesto]

A Presezzo è situato un importante polo scolastico formato da due diversi istituti: l'"ISISS Giovanni Maironi da Ponte" e l'"ISISS Betty Ambiveri". Il primo si estende solo sul territorio presezzese, con un Liceo scientifico e con un Istituto Tecnico Commerciale, ovvero la scuola per ragionieri. L'istituto "Betty Ambiveri" invece ha nel territorio di Presezzo tre scuole: il Liceo socio-psicopedagogico, la nuova denominazione delle magistrali, e due scuole professionali, un IPSIA Meccanico e uno Elettrico- Elettronico; a Ponte San Pietro, invece, ha sede la scuola Aziendale Turistica, facente parte sempre del "Betty Ambiveri". Attualmente il Betty-Ambiveri di Presezzo sta subendo dei lavori di ampliamento da parte della Provincia di Bergamo. Probabilmente sarà costruita una palestra, dato che attualmente gli studenti del Betty-Ambiveri sono costretti ad utilizzare la palestra del Maironi da Ponte, o palestre di scuole medie dei paesi limitrofi.

Con la presenza di numerosi istituti superiori, Presezzo risulta un punto di riferimento per i comuni del Consorzio dell'Isola bergamasca; la scuola media, invece, è situata in via Montessori.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

L'amministrazione comunale, ogni anno, invita gli alunni di seconda media della scuola di Presezzo ad assistere ad una seduta del Consiglio comunale, dove gli alunni possono intervenire ponendo domande al Sindaco e agli assessori della Giunta comunale su temi che riguardano il comune e le sue infrastrutture.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 2004 7 giugno 2009 Guido Bonacina lista civica Sindaco
8 giugno 2009 24 maggio 2014 Giovanni Bernardo Paganessi centro-destra (PDL - Lega Nord) Sindaco
25 maggio 2014 in carica Paolo Alessio Lista civica Sindaco

Consolati[modifica | modifica wikitesto]

Presezzo è sede del seguente consolato onorario:

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1] - Popolazione residente al 31 dicembre 2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 521.
  4. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  5. ^ Dato Istat al 31.12.2010.
  6. ^ Statuto comunale art. 6 comma 2.
  7. ^ Comunità parrocchiale di Presezzo, La chiesa e il suo organo.
  8. ^ Enrico De Pascale, Palazzo Furietti Carrara a Presezzo, Azzano San Paolo, Bolis Edizioni, 2003, ISBN 88-7827-120-9.
  9. ^ Consolato Onorario di Haiti
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Pagnoni, Chiese parrocchiali bergamasche: appunti di storia e arte, Bergamo 1992, 324.
  • S. Langè, G. Pacciarotti, Barocco Alpino. Arte e architettura religiosa del Seicento: spazio e figuratività, Milano 1994, 220.
  • Paolo Mazzariol, I Camuzio di Montagnola. Stuccatori a Bergamo e nel Bergamasco, in Giorgio Mollisi (a cura di), Svizzeri a Bergamo nella storia, nell'arte, nella cultura, nell'economia dal '500 ad oggi. Campionesi a Bergamo nel Medioevo, Arte&Storia, anno 10, numero 44, settembre-ottobre 2009, 236-245 (con ampia bibliografia).

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