Nembro

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Nembro
comune
Nembro – Stemma Nembro – Bandiera
Nembro – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
SindacoClaudio Cancelli (lista civica) dall'08/05/2012
Territorio
Coordinate45°44′38″N 9°45′34″E / 45.743889°N 9.759444°E45.743889; 9.759444 (Nembro)Coordinate: 45°44′38″N 9°45′34″E / 45.743889°N 9.759444°E45.743889; 9.759444 (Nembro)
Altitudine309 m s.l.m.
Superficie15,24 km²
Abitanti11 518[2] (30-11-2017)
Densità755,77 ab./km²
FrazioniGavarno, Lonno, Salmezza, San Vito, Trevasco, Viana[1]
Comuni confinantiAlbino, Algua, Alzano Lombardo, Pradalunga, Scanzorosciate, Selvino, Villa di Serio, Zogno
Altre informazioni
Cod. postale24027
Prefisso035
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT016144
Cod. catastaleF864
TargaBG
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 439 GG[3]
Nome abitantinembresi
Patronosan Martino
Giorno festivo11 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Nembro
Nembro
Nembro – Mappa
Posizione del comune di Nembro nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Nembro (Nèmber in dialetto bergamasco[4]) è un comune italiano di 11.530 abitanti[5] della provincia di Bergamo in Lombardia. Situato sulla destra orografica del fiume Serio, in Valle Seriana, si trova circa 9 chilometri a nord-est del capoluogo orobico. Il comune fa parte della Comunità Montana della Valle Seriana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Età antica[modifica | modifica wikitesto]

Il ponte sul fiume Carso, dove presumibilmente si ebbero i primi insediamenti

I ritrovamenti più antichi rinvenuti sul territorio nembrese sono importanti reperti archeologici di cuspidi litiche rinvenute nel 1899 con gli scavi dell'argilla da mattoni della Fornace Savoldi[6], risalenti al Paleolitico, ora custodite presso il Museo di Scienze Naturali di Bergamo.

I primi insediamenti umani stabili risalirebbero invece al periodo delle invasioni galliche, databili attorno al V secolo a.C., come si evince dall'origine del toponimo che sarebbe da ricondurre alla voce celtica nembren, che significa altura, toponimo riscontrato in altre località della zona[7]. Meno attendibili sono invece le teorie che collegherebbero il nome a Nemus, che significa bosco, oppure a nimbula (dal latino nube).

Il primo documento che attesta l'esistenza del borgo è databile all'anno 800 (un testamento di Lupone e Ansperto, due sacerdoti del luogo), ma alcuni ritrovamenti certificano che i territori comunali furono abitati già in epoca romana: nei pressi del torrente Carso vennero infatti rinvenute, nel 1971, monete romane databili attorno al III secolo.

Sono state inoltre ritrovate tre iscrizioni funerarie risalenti alla conquista dell'impero romano: la prima è una stele funeraria con busto di tale Lucio Celio Corneliano; la seconda è un'iscrizione sepolcrale di tale Mogizione; mentre la terza è un'epigrafe di Balbio Rufo, della tribù Palatina.

In quell'epoca Nembro fu al centro di una prima urbanizzazione e cominciò ad assumere un ruolo di notevole importanza nel panorama della provincia romana della Gallia Cisalpina grazie all'estrazione, unica sul suolo italiano, di pietre coti, utilizzate per affilare coltelli ed altri utensili da taglio. Quest'attività, inizialmente demandata agli schiavi, permise al paese di ergersi a importante stazione militare.

Il medioevo[modifica | modifica wikitesto]

La medievale torre Pelliccioli, ora ridimensionata

Importanza che crebbe notevolmente durante il medioevo, epoca in cui il paese si sviluppò in modo considerevole, tanto da diventare il centro di riferimento della bassa valle Seriana.

Il territorio venne interessato dal passaggio della via Mercatorum, utilizzata da commercianti e viandanti per raggiungere la Valle Brembana, in quei tempi difficilmente raggiungibile utilizzando gli impervi sentieri del fondovalle.

Questa strada lastricata si sviluppava dalla città di Bergamo arrivando in breve a Nembro, dove guadagnava quota toccando Lonno, per salire poi fino a Salmezza e giungere a Selvino, tutti territori inclusi nei confini comunali di quel tempo. La strada scendeva poi verso Trafficanti (frazione di Costa Serina) e quindi giungeva a Serina.

Da essa il territorio trasse notevoli benefici economici, mediante la presenza di locande che ospitavano i viandanti, di stazioni per il cambio dei cavalli e di edifici di dogana.

L'importanza che Nembro ricopriva era ben visibile anche amministrativamente, con il territorio comunale che, oltre all'attuale censuario, si espandeva includendo sia Alzano Sopra, Selvino e Rigosa, borghi posti lungo il corso della via Mercatorum, l'ultimo dei quali facente parte della Valle Brembana, sia Pradalunga e Cornale collocati nell’oltreserio.

Nembro fu anche sede della Plebana ecclesiastica della Valle Seriana, che era la più importante e antica fra le dodici Pievi in cui era suddivisa la Diocesi di Bergamo e che subordinava alla sua giurisdizione ecclesiastica, unitamente a Clusone, quarantotto parrocchie del circondario.

Il medioevo fu anche un periodo in cui il borgo, dopo essersi sottratto al giogo feudale imposto dal vescovo di Bergamo, si trovò al centro di sanguinose dispute tra le avverse fazioni di guelfi e ghibellini, con le famiglie Vitalba e Suardi a fronteggiarsi per il controllo della zona. Il livello di recrudescenza fu tale da rendere de facto il paese diviso in due: Nembro superiore sotto il controllo ghibellino con il relativo quartier generale posto presso il colle di San Pietro, e Nembro inferiore ad appannaggio dei guelfi, con la fortificazione di riferimento ubicata sul colle dello Zuccarello.

Il santuario dello Zuccarello, un tempo fortezza difensiva

Sorsero inoltre numerose edificazioni difensive anche nel centro abitato, che ponessero al riparo da attacchi delle fazioni avverse. Tra queste vi era la torre fortificata della famiglia Plizolis (oggi Pelliccioli), edificata nel 1413, tuttora esistente e recante qualche traccia dell'antica struttura.

In tale contesto si contarono decine di persone uccise, con l'apice raggiunto nel marzo del 1315 quando i guelfi attaccarono ed espugnarono la rocca ghibellina posta sul colle di San Pietro, dando poi fuoco alle abitazioni della zona Nord del paese. Gli abitanti si rivolsero quindi a Ludovico Visconti, podestà della città di Bergamo, affinché ripristinasse la situazione precedente. Questi rispose attaccando la rocca con una consistente guarnigione composta da quattromila fanti che tuttavia, complice la disorganizzazione nelle fasi salienti della battaglia, uscì sconfitta. Si decise allora di far intervenire direttamente Matteo Visconti, signore della città di Milano, il quale, mediante un attacco notturno, riuscì a riprendere possesso del fortilizio il 15 maggio.

Un secolo più tardi un'altra battaglia si verificò sul suolo nembrese, questa volta nell'ambito delle lotte tra la Repubblica di Venezia ed il Ducato di Milano per ottenere la supremazia della provincia di Bergamo.

I fatti si svolsero presso la località Cà di cap, posta nei pressi del confine con Albino, il giorno 11 gennaio 1454 con protagonisti il condottiero bergamasco Bartolomeo Colleoni, al servizio dei milanesi, e Ludovico Malvezzi, al comando delle truppe della Serenissima. Il primo ebbe la meglio grazie a una manovra astuta, garantita dalla conoscenza del territorio. In quel punto, in cui la valle si restringeva tra il fiume Serio e il monte Cereto, Colleoni riuscì ad aggirare il nemico guadando il fiume e contestualmente colpendolo di sorpresa mediante il lancio di grosse palle di neve fatte rotolare dalle scoscese pendici del sovrastante monte Cereto[8].

La Serenissima e l'età moderna[modifica | modifica wikitesto]

L'area industriale Crespi

Pochi anni più tardi si arrivò alla definitiva pacificazione grazie all'avvento della Repubblica di Venezia che diede il via a un periodo di tranquillità in cui l'intera zona riprese a prosperare. Si svilupparono ulteriormente i commerci e fu dato nuovo impulso all'agricoltura (frumento e vite su tutte), all'allevamento e all'industria delle pietre coti.

La Serenissima decise di eliminare tutte le fortificazioni: le torri furono utilizzate come abitazioni e i due principali fortilizi vennero riconvertiti in edifici religiosi che presero il nome dal colle su cui sorgevano: la chiesetta di San Pietro ed il Santuario dello Zuccarello, tuttora esistenti.

Tuttavia tra il XVI ed il XVIII secolo si verificarono una serie di eventi che segnarono notevolmente la storia del paese. In primo luogo la disgregazione territoriale, che portò prima Alzano Sopra e Alzano Maggiore, poi Rigosa, Selvino, Cornale e Pradalunga a ottenere l'autonomia amministrativa dal capoluogo. Questa causò, oltre a una notevole riduzione dei confini comunali, anche una notevole riduzione dei proventi derivanti dai commerci, con l'aggiunta del fatto che gran parte delle cave di pietre coti era collocata presso Pradalunga.

La vecchia stazione ferroviaria

A questa situazione si aggiunse la costruzione, da parte della Serenissima, della via Priula, nuova strada che permetteva di raggiungere l'alta Valle Brembana direttamente da Bergamo, escludendo di fatto il tratto nembrese della via Mercatorum. Ulteriori eventi negativi vennero da carestie ed epidemie di peste, su tutte quella del 1630 che decimò la popolazione, lasciando soltanto 744 superstiti a fronte dei precedenti 2.700 residenti.

La crisi e la consequenziale miseria che ne scaturirono durarono fino alla seconda parte del XIX secolo, quando nella porzione Nord del territorio comunale si verificarono importanti insediamenti industriali promossi dalla famiglia Crespi, operante nel tessile. Questa collocò le proprie industrie nei pressi di due canali artificiali di antica origine, la roggia Serio Grande e la roggia Morlana, da cui poterono trarre l'energia necessaria al funzionamento dei macchinari. Conseguentemente, nel periodo compreso tra il 1881 ed il 1901, la popolazione ebbe un notevole incremento, che fece raggiungere 4779 abitanti, 440 dei quali occupati nella suddetta azienda, a fianco della quale si sviluppò un nuovo quartiere operaio.

Un ulteriore impulso venne dalla realizzazione della Ferrovia della Valle Seriana che, inaugurata nel 1884, rimase operativa fino al 1967, anno in cui fu smantellata. Sulla sede su cui questa scorreva, limitatamente al tratto che da Bergamo giunge ad Albino, nel 2009 è stata inaugurata una linea di metropolitana leggera denominata Tranvia Bergamo-Albino, che ha assunto una certa importanza per via di tre sue fermate poste nel comune (Nembro Camozzi, Nembro Centro e Nembro Saletti). La linea è frequentata da tutti coloro che desiderino dirigersi nella Valle Seriana.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Arcipresbiterale Plebana di san Martino di Tours[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa Arcipresbiterale Plebana di San Martino di Tours

A dimostrazione dell'importanza religiosa che Nembro ha ricoperto fin dal V sec. d.C. è la Chiesa Arcipresbiterale Plebana dedicata a San Martino vescovo di Tours, indubbiamente il più importante edificio religioso presente sul territorio comunale. Edificato nel 1424 ma completamente modificato fra 1752 e il 1777 dall'architetto Luca Lucchini di Certenago[9], risulta essere la chiesa più grande della Diocesi di Bergamo.

La struttura è imponente e domina tutto l'ambiente circostante. Ha una pianta a croce greca con due maestose cupole di cui una ellissoidale. Presenta una facciata con due cornicioni orizzontali e suddivisa in tre ordini. Nel principale è collocato il portale d'ingresso con ai lati, in quattro nicchie, le statue dei santi Fulgenzio, Agostino, Simpliciano e Tommaso da Villanova. Nel secondo ordine si trovano due nicchie laterali raffiguranti i santi Nicola da Tolentino e Giuliano, con quelle di sante Monica e Chiara poste sul cornicione in posizione più esterna, mentre il terzo è costituito da un timpano a forma triangolare sopra cui è collocata una croce.

All'interno presenta numerose opere d'arte, che testimoniano l'importanza che la chiesa ha ricoperto nei secoli passati: la più antica pare essere una tavola, databile alla fine del XV secolo e proveniente dall'antica Chiesa Plebana, dipinta a olio e presso l'altare di San Bonifacio, raffigurante Cristo risorto fra Santi, opera dei pittori Zamaris di Chiari. Di grande rilevanza artistica è il ciclo pittorico di venticinque opere eseguite da Enea Salmeggia, i dipinti raffiguranti la Sacra famiglia di Ponziano Loverini, il Convito di Baldassarre e Mosè fa zampillare l'acqua dalla roccia di Antonio Cifrondi, la Madonna col Bambino, angeli e santi di Giovanni Raggi, la Pietà di Mauro Picenardi e una serie di dipinti di Vincenzo Angelo Orelli e del padre Giuseppe, tra cui il Padre Eterno in Gloria, il Sacrificio di Mosè, il Sacrificio di Melchisedec, il Sacrificio di Abramo ed il Sacrificio di Gedeone. Nella sagrestia sono inoltre collocate una Pietà di Carlo Ceresa d una Madonna col Bambino in trono e i santi Bernardino e Diego di Giacomo Cotta. Altre opere più recenti portano la firma di Marcello Bonomi, Giuliano Volpi, Giovanni Pezzotta e Giuseppe Carnelli.

Interessanti sono pure il Battistero e una pila dell'acqua lustrale in marmi policromi, datati 1614 e 1616, nonché una statua lignea della Pietà di scuola fantoniana.

Le scale, le inferriate e la gradinata di accesso alla grande cripta sono state recuperate dall'antica Chiesa Plebana del 1424, come pure l'altare in marmi policromi e la balaustra. Infinepresso la criptapresbiteriale sono collocate le tombe degli arcipreti plebani e dei sacerdoti defunti prima dell'anno 1805. Sono da menzionare le decorazioni (1896) e l'affresco Martirio di San Bonifacio (1906) realizzati per l'arcipretale, opera degli artisti Nicola e Luigi Savoldi, della famiglia proprietaria delle Fornaci per la calce e laterizi dal XIX secolo.[10].

Altri edifici religiosi[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa della "Madre della Misericordia" detta di San Sebastiano

Sempre in ambito religioso, nel centro storico si trova la chiesa di Santa Maria del Borgo. Recentemente sottoposta a intervento di ripristino, durante il quale sono emerse le fondazioni di altre due chiese, anteriori all'anno 1000, con tombe medievali visitabili su richiesta. La chiesetta possiede molti affreschi del XV-XVI secolo ed è dotata di un portale in pietra locale sul cui cuneo, che ne chiude la facciata, è scolpita la data della costruzione: 1258.

Poco distante è la chiesa trecentesca dedicata alla "Madre della Misericordia" detta di San Sebastiano, con affreschi dei secoli XIV e XV, un notevole polittico su due livelli con dieci tavole della fine del XV secolo di Gian Giacomo Gavazzi da Poscante con le due tavole dei Santi patroni, opera della bottega dei fratelli Marinoni di Desenzano al Serio. Vi è inoltre un piccolo organo ottavino portativo da sala del '600 che, a detta della soprintendenza regionale, è l'unico strumento superstite di questo tipo.

La chiesa di Santa Maria in borgo

Interessanti sono anche la chiesa di San Nicola da Tolentino, edificata nel 1509 e posta nell'omonimo quartiere, con annesso convento degli Agostiniani soppresso ai tempi della Repubblica Cisalpina nel 1805, nonché il Santuario dello Zuccarello. Posto in una posizione dominante, luogo di pellegrinaggi popolari, venne edificato in luogo di un antico fortilizio della famiglia Vitalba nel 1374. Più volte ampliato e rimaneggiato nel corso dei secoli XVI, XVII e XX, conserva affreschi e dipinti databili attorno al XV-XVII secolo.

Chiesa di S. Pietro
Veduta invernale sulla chiesa di San Pietro

Altra chiesa, di piccole dimensioni, che merita menzione è quella di San Pietro che, posta sul colle omonimo, venne costruita in parte sui muri perimetrali di quella che si suppone fosse un'antica fortezza abbattuta su istanza di San Bernardino da Siena durante la predicazione del quaresimale nell'anno 1415. Intorno alla chiesa sono ancora visibili le trincee a difesa dell'antico fortilizio scavate nella collina.

Molto antica è anche la chiesa di San Faustino, attorno alla quale si è sviluppato l'omonimo quartiere. Citata già in documenti del 1248 come piccola chiesa agreste, rimase per secoli ai margini della vita religiosa nembrese, spesso in stato di semi-abbandono. Acquisì importanza sul finire del XIX secolo, grazie all'importante sviluppo edilizio della zona circostante.

Ristrutturata nel 1965, presenta un unico grande ambiente adornato di arredi semplici e moderni.

Architettura civile e percorsi[modifica | modifica wikitesto]

Piazza della libertà con l'auditorium “Modernissimo”

Per ciò che concerne l'architettura civile, interessante è il centro storico, che ancora conserva l'originale struttura caratterizzata da vie strette e edifici con pietre a vista, alternate a corti e piazze, interessate da alcuni interventi di ripristino, specialmente per quanto riguarda Piazza della Libertà. Costruita in epoca fascista con il nome di Piazza del Littorio e per questo chiamata per decenni “Piazza Balilla”, detta piazza ospita il municipio (un tempo casa del fascio) e l'auditorium “Modernissimo”, inizialmente adibito a casa della Gioventù italiana del Littorio.

Altra opera di rilievo è il ponte sul fiume Serio, in stile romanico, costruito nel 1591 e parzialmente ricostruito dopo una piena del fiume Serio nell'anno 1821. Ancora transitabile, collega il paese con la frazione Gavarno e il comune di Pradalunga.

Testimonianze rilevanti di archeologia industriale sono l'abbozzo di "villaggio del lavoro" di Benigno Crespi, concepito per gli operai del cotonificio, con annessa villa padronale (prima Crespi, poi Fabiani): oggi parzialmente demolito il primo e in stato d'abbandono la seconda. Il progetto del quartiere operaio fu poi ampliato e portato al massimo compimento a Crespi d'Adda. Da citare è anche la ex Filatura Blumer, edificata da Giovanni Blumer nel 1870, complesso industriale del quale facevano parte anche alcune case operaie. L'industria, che impiegava circa 300 dipendenti, era costituita da due centrali poste in corrispondenza dei salti dell'acqua della roggia, a nord e a sud. Nel 1936, per opera della famiglia Fraschini, la filatura fu trasformata in una ditta metallurgica.

Qualche esempio di architettura signorile in stile Liberty (noto anche come floreale o Art Nouveau) è offerto da alcune dimore presenti nel paese, fra le quali la villa che fu dell'artista Nicola Savoldi e altre, quali villa Gambarelli, caratterizzata da eleganti affreschi ornamentali esterni che corrono lungo il perimetro dell'edificio all'altezza del tetto. Tra gli edifici civili di valore architettonico vanno menzionati casa Bonomi, la cui parte bassa risale al XV secolo, mentre quella alta, posteriore, al XVII secolo e il notevole edificio seicentesco soprannominato "ol Palas di lader" (Il Palazzo dei ladri), con saloni dai soffitti in legno a cassettoni, ex sede della biblioteca.

Il ponte romanico che collega Nembro a Gavarno e Pradalunga

Per quanto riguarda l'ambito naturalistico, numerosi sono i percorsi che si sviluppano sul territorio comunale. Tra questi va menzionato il sentiero che perviene al Santuario dello Zuccarello, raggiungendo la frazione Lonno. Numerosi sono i sentieri che raggiungono i monti circostanti, tra cui il Cereto, il Valtrosa[11], il Podona e i paesi di Selvino e Salmezza.

Lungo tali percorsi si trovano esempi di architettura rurale, che presenta varie tipologie di edifici. Fra queste vanno citati i nuclei delle frazioni di Piazzo e Trevasco. A Piazzo si segnala il villino Rumi, legato alla famiglia dell'industriale e pittore Donnino Rumi, che guidò l'azienda omonima di motociclette sino al 1960, mentre a Trevasco è d'interesse l'edificio detto "Palàs" (Palazzo) e, nel Nuovo Catasto Terreni del 1901, "Casino", in stato di grave abbandono, con segni dell'antica presenza di pregevoli affreschi. Alle pendici del monte Valtrosa vi sono le cosiddette "Ca' Olt" (Casa alta) e "Ca' Bas" (Casa bassa), che presentano tratti architettonici a metà fra il casolare e il rustico, nonché il casino di caccia detto "Navanzino" (ex Savoldi), nel XIX secolo con tenuta boschiva, oggi in stato di conservazione precario. Infine, il fondo San Pietro con il casino di caccia detto "Canaletta", edificio giallo ocra, dalla caratteristica pianta rettangolare estesa in lunghezza, risalente al XVIII secolo e che conserva opere di Nicola Savoldi.[12] Adiacente al citato fondo boschivo si trova anche il nucleo abitativo noto come località Botta, che presenta oggi qualche residuo di architettura contadina.[13] Da notare in molti di questi edifici un tratto caratteristico dell'architettura bergamasca, come rilevato da Luigi Angelini[14]: le balconate di legno con i montanti collegati al tetto destinate a reggere prodotti del campo da essiccare, ma anche elemento decorativo dominante[15].

Inoltre va menzionata la Ciclovia della Valle Seriana che transita nel comune lungo il corso del fiume Serio e che offre passeggiate a piedi o in bicicletta di carattere naturalistico. Tale zona è stata recentemente interessata dall'istituzione di un PLIS denominato NaturalSerio che ha l'intenzione di preservare e valorizzare ulteriormente il territorio posto tra la riva del fiume Serio e le rogge che da esso derivano, tra le quali la Roggia Serio Grande, la roggia Morlana e, sul versante orografico sinistro, la roggia Borgogna-Pradalunga.

Esistono anche due musei: il Museo Pietre Coti Valle Seriana (MUPIC) e il Museo della Miniera. Entrambi intendono ricordare quella che per secoli è stata la principale attività della popolazione nembrese: il lavoro nelle miniere. Il primo raccoglie documentazioni inerenti alla storia delle pietre coti, ricostruendo storicamente le condizioni di vita nei secoli scorsi; il secondo focalizza maggiormente l'attenzione sulle condizioni di vita dei minatori e degli emigranti.

Frazioni e quartieri[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Vito

Il territorio di Nembro si compone di numerose frazioni e quartieri che presentano caratteristiche molto differenti tra loro.

Nel fondovalle lungo l'asta del fiume Serio, il primo nucleo che si incontra provenendo da Bergamo è quello di Viana che, posta nei pressi del confine con Alzano Sopra, è anche la frazione con il maggior numero di abitanti, frutto di un recente sviluppo edilizio. Poco discosto si trova il quartiere di San Nicola, che si sviluppa a ridosso del capoluogo e forma con esso una soluzione edificata ininterrotta.

Il quartiere di san Faustino

A Nord del capoluogo, al di là del fiume Carso si trovano i quartieri di San Faustino, posto nella parte più alta a monte della strada SP 35, e quello denominato Crespi, sorto, come sopra accennato, nella zona prossima al fiume Serio attorno all'omonima industria tessile: quartiere d'edilizia popolare sviluppatosi a partire dalla fine del XIX secolo.

Sull'opposto versante orografico della valle, denominato "oltreserio", si trova la frazione di Gavarno, sita nella valle Gavarnia dove scorre l'omonimo torrente.

Infine vi sono le cosiddette frazioni montane, che possono essere raggiunte tramite la strada SP36 che reca a Selvino. Salendo, la prima che si incontra è San Vito, nella Valle del Carso, sulla destra orografica del torrente. Sul versante opposto della stessa valle si trova Trevasco.

In quest'ultima località si trova la chiesetta dedicata alla Santissima Trinità del XV secolo con un'importante pala di altare del XVII secolo attribuita a Palma il Giovane, nonché un dipinto della Madonna realizzato dall'artista Enea Salmeggia. Degno di nota è anche l'altare maggiore in legno intagliato e dorato a oro zecchino con la mensa in marmo in marmi policromi del XVIII secolo.

Poco distante, sulle pendici del monte Valtrosa e con vista sulla pianura bergamasca, si trova Lonno, mentre più in alto, a una quota di oltre 1.000 m s.l.m. è collocato Salmezza, piccolo nucleo che mantiene le caratteristiche di borgo alpino e che diede i natali a Enea Salmeggia, detto il Talpino.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Nel paese molte sono le realtà sportive presenti, legate a differenti ambiti. Grande importanza ricopre l'atletica leggera, rappresentata dalla società sportiva Atletica Saletti, nata nel 1989 da un'emanazione dell'Atletica Nembro. Questa svolge la propria attività presso il campo polifunzionale posto nella località Saletti (da cui il gruppo prende il nome), situato tra la Ciclovia della Valle Seriana, la Tranvia Bergamo-Albino e il laghetto incluso nel Parco locale di interesse sovracomunale denominato NaturalSerio.

Nel centro si trova un campo da calcio con pista di atletica dove spesso si svolgono incontri sportivi nazionali e internazionali, mentre all'esterno è presente un anello utilizzato dalle locali scuole di ciclismo e dagli appassionati di skiroll e pattini.

Anche il ciclismo è ben rappresentato dal Gruppo Sportivo Cicloteam che cura le categorie dei più giovani, nato dalla fusione tra la Ciclistica Nembrese (già Rota Nembro), per la quale corse anche Paolo Savoldelli, e il Gruppo Sportivo Interni di Valoti, che annoverò tra le sue fila anche gli ex professionisti Paolo Valoti e Gianluca Valoti.

Numerose sono le squadre di calcio, basket e pallavolo che operano in ambito sia maschile che femminile e che disputano i rispettivi campionati in ambito provinciale, anche se nel passato il nome del paese pervenne agli onori delle cronache per l'attività della locale squadra di pallavolo femminile. Composta prevalentemente da ragazze nembresi, ebbe modo di mettersi in luce nei campionati nazionali tra gli anni sessanta e settanta.

Già nel 1967 la Fari Nembro disputava il campionato di serie B, riuscendo a conquistare al termine della stagione 1968-1969 la promozione nel massimo campionato. Dall'anno successivo ottenne il sesto posto nel campionato di serie A del 1969-1970, conseguito anche l'anno dopo. Il miglior risultato fu il quarto posto nella stagione 1976-1977, annata che vide la conquista dello scudetto da parte delle giocatrici di Alzano Lombardo.

Dall'anno successivo la squadra, che nel frattempo aveva trasferito il proprio campo da gioco dalla piccola palestra della frazione Viana al Palasport di Bergamo, assunse la denominazione di Pallavolo Bergamo. La stagione si rivelò infelice, tanto da concludersi con la retrocessione tra le cadette dopo nove anni nel massimo campionato. Dopo un anno, la squadra ritornò in serie A. Tuttavia il campionato 1979-1980 si rivelò molto più problematico del previsto, sia in campo che fuori: la società terminò così la propria attività.

Alpinismo[modifica | modifica wikitesto]

In relazione agli abitanti, è rilevante il numero di persone che praticano sport legati alla montagna. Sono presenti due associazioni alpinistiche, il GAN, costituito nel 1945, e la sottosezione del CAI, del 1964, le cui attività comprendono: alpinismo, escursionismo, corsa in montagna, mountain bike, scialpinismo, snowboard e sci di fondo, oltre all'organizzazione di gare legate a queste. È attiva la Scuola di alpinismo, scialpinismo e snowboard "Franco Maestrini e Sandro Fassi". Dedicata a un nembrese è la scuola di alpinismo "Leone Pellicioli" del CAI di Bergamo. Numerose spedizioni internazionali hanno visto la partecipazione di alpinisti nembresi, soprattutto gli anni '60 e '70 del XX secolo. Ogni anno viene assegnato il Premio Alpinistico "Marco e Sergio Dalla Longa", riservato agli iscritti ad associazioni alpinistiche bergamasche, istituito in memoria dei due fratelli alpinisti di Nembro[16].

Competizioni velistiche[modifica | modifica wikitesto]

Nembro nel mondo della vela è noto in quanto, a partire dai primi anni '90, è divenuto la sede della produzione di scafi destinati a competizioni internazionali. In particolare, sono stati costruiti gli scafi delle imbarcazioni italiane partecipanti all'America's Cup, il più celebre trofeo in tale ambito.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[17]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 giugno 1994 26 maggio 1998 Luigi Moretti Lega Nord Sindaco
27 maggio 1998 26 maggio 2002 Luigi Moretti Lega Nord Sindaco
26 maggio 2002 27 maggio 2007 Eugenio Cavagnis Lista civica Sindaco
28 maggio 2007 6 maggio 2012 Eugenio Cavagnis Lista civica Sindaco
7 maggio 2012 in carica Claudio Cancelli Lista civica Sindaco

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti nel comune all'anno 2017 sono 874, ovvero il 7,6% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[18]:

  1. Marocco, 179
  2. Albania, 172
  3. Senegal, 83
  4. Romania, 76
  5. Ucraina, 52
  6. Nigeria, 39
  7. Bolivia, 34
  8. Cina, 26
  9. Ghana, 18
  10. Brasile, 16

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Già storicamente servita dalla tranvia Bergamo-Albino, che operò fra il 1912 e il 1953 e dalla ferrovia della Val Seriana, attiva su questa tratta fra il 1884 e il 1967, sul sedime di quest'ultima è in esercizio dal 2009 la tranvia Bergamo-Albino che osserva fermata presso la preesistente stazione di Nembro, rinominata "Nembro Centro" e in analoghi impianti di nuova costruzione denominati "Nembro Camozzi", "Nembro Saletti" e "Pradalunga" che, pur portando nome del comune confinante, si trova nel territorio di Nembro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Nembro - Statuto
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2017.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  5. ^ Bilancio sociale 2017 del Comune di Nembro (collegamento al file in formato pdf dal sito ufficiale)
  6. ^ Bullettino di Paletnologia Italiana, Serie III, Tomo VI, Anno XXVI diretto da Luigi Pigorini, Luigi Battei, Parma, 1900, p. 186.
  7. ^ Jean-Baptiste Bullet, "Mémoires sur la Langue Celtique", Besançon, 1754-1760
  8. ^ G. e L. Bergamelli, G. Carrara, op.cit., pp. 73-74
  9. ^ Piervaleriano Angelini, 2009, pp. 166-175
  10. ^ M. Lorandi e O. Pinessi, Nicola Savoldi e Luigi Savoldi in I pittori bergamaschi dell'Ottocento, vol.III, Edizioni Bolis, Bergamo 1993. Cfr. anche: P. Mosca, Arte e costume a Bergamo: Ottocento-Novecento, Nicola Savoldi e Luigi Savoldi, pp. 954-56, presentaz. di R. De Grada, vol.II, Grafica e Arte Bergamo, Bergamo 1990 e: Archivio Eredi Agazzi-Savoldi; cfr., sulle Fornaci Savoldi, Nembro e la sua storia, p. 263.
  11. ^ nome usato in passato per il monte Valtrusa, già citato da Bartolomeo Vitalba fin dal 1477
  12. ^ Cfr. Agazzi, Dario: Storia del Casino di Caccia Canaletta a Nembro, Edizioni del Casino, 2017, ISBN 9791220011846
  13. ^ Per le località citate, fra le quali: Botta, Valtrosa (Valtrusa), Salmezza, S. Vito, Trevasco, Zuccarello, Canaletta, Ca' Olt, Ca' Bas etc., si veda Il sentiero delle Podone. Avviamento alla conoscenza naturalistica del territorio di Nembro, Amministrazione Comunale di Nembro, 1992
  14. ^ Luigi Angelini, Arte minore bergamasca, Parte II - Le case (Caratteri e schemi dell'architettura rustica bergamasca; Architetture di case), Istituto Italiano d'Arti Grafiche, Bergamo 1947
  15. ^ Luigi Angelini, op. cit., p. 58
  16. ^ Premio Alpinistico Marco e Sergio Dalla Longa su caibergamo.it
  17. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  18. ^ Bilancio Demografico e Sociale del Comune di Nembro 2017 - Sezione Demografia (PDF), Comune di Nembro. URL consultato il 10 giugno 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Oscar e Oreste Belotti, Atlante storico del territorio bergamasco, in Monumenta Bergomensia, LXX, Bergamo, Provincia di Bergamo, 2000, ISBN 88-86536-17-8.
  • Aurelio Locati, Cent'anni di sport a Bergamo, vol. 2, Bergamo, Poligrafiche Bolis, 1986.
  • Dario Agazzi e famiglia Agazzi - Savoldi (a cura di), Dall'archivio della famiglia Agazzi - Savoldi: nei 40 anni dalla scomparsa del Comm. Renato Savoldi: 1976-2016, Quarto d'Altino, Pixarprinting, 2016, ISBN 979-12-200-1184-6.
  • Giampiero Valoti, GAN: storia del gruppo alpinistico nembrese, 1945-1995, Clusone, Ferrari, 1996.
  • Maria Corna, Il premio Maria Antonietta Savoldi a Nembro, Università degli Studi di Bergamo - Comune di Nembro, 2005.
  • Piervaleriano Angelini, I Lucchini di Montagnola. Architetti e capimastri nella Bergamasca del '700 e del primo '800. In Giorgio Mollisi (a cura di), Svizzeri a Bergamo nella storia, nell'arte, nella cultura, nell'economia dal '500 ad oggi. Campionesi a Bergamo nel Medioevo (nota: con ampia bibliografia), in Arte & Storia, anno 10, nº 44, Lugano, Ticino Management, settembre-ottobre 2009, pp. 166-175.
  • Comunità montana Valle Seriana, La media Val Seriana, sezione "Nembro", a cura di Franco Irranca, Torre Boldone, Grafital, 1988.
  • Carlo Marconi, La valle del Carso di Nembro. Ambiente, sentieri, vegetazione e flora, Nembro, Amministrazione Comunale di Nembro, 1998.
  • Giovanni Bergamelli e Gruppo In-Contro, Nember, long e picadur ..., Nembro, Amministrazione Comunale di Nembro, 1990.
  • Giovanni e Luigi Bergamelli, Gabriele Carrara, Nembro e la sua storia, Bergamo, Poligrafiche Bolis, 1985.
  • Aurelio Locati, Nembro in montagna: storia dell'alpinismo nembrese, Bergamo, Poligrafiche Bolis, 1990.
  • Giovanni Bergamelli, Rapporto tra il capoluogo, le sue contrade e le sue frazioni ora docili, ora ribelli, Nembro, Comune di Nembro, 2003.

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