Brumano

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Brumano
comune
Brumano – Stemma Brumano – Bandiera
Brumano – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
SindacoGiovanni Manzoni (lista civica Resegone) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate45°51′N 9°30′E / 45.85°N 9.5°E45.85; 9.5 (Brumano)Coordinate: 45°51′N 9°30′E / 45.85°N 9.5°E45.85; 9.5 (Brumano)
Altitudine911 m s.l.m.
Superficie8,14 km²
Abitanti115[1] (30-4-2017)
Densità14,13 ab./km²
Comuni confinantiErve (LC), Fuipiano Valle Imagna, Lecco (LC), Locatello, Morterone (LC), Rota d'Imagna, Sant'Omobono Terme, Vedeseta
Altre informazioni
Cod. postale24037
Prefisso035
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT016041
Cod. catastaleB217
TargaBG
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantibrumanesi
Patronosan Bartolomeo apostolo
Giorno festivo24 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Brumano
Brumano
Brumano – Mappa
Posizione del comune di Brumano nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Brumano (Brömà in dialetto bergamasco[2][3]) è un comune italiano di 115 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia.

Situato in Valle Imagna, laterale della Val Brembana, dista circa 30 chilometri a nord-ovest dal capoluogo orobico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La piccola valle di Serrada

Recenti studi farebbero risalire i primi insediamenti stabili all'epoca romana: tale ipotesi pare suffragata anche dall'origine etimologica del nome, derivante dal latino Bruma, ovvero freddo, caratteristica che ha sempre accompagnato il piccolo borgo. Posto all'ombra del monte Resegone nella parte terminale della valle Imagna, sul confine con la Valsassina, ha sempre avuto una bassa esposizione solare, situazione che non gli ha permesso di avere uno sviluppo delle colture sul proprio territorio.

Conseguentemente anche il borgo ha sempre mantenuto dimensioni molto ridotte sia come nucleo abitativo che come abitanti, tanto da contendere ancor'oggi la palma di comune più piccolo della provincia di Bergamo.

Nel corso dei secoli Brumano ha sempre mantenuto le caratteristiche del piccolo borgo montano, con un numero limitato di abitanti per lo più dediti a vivere di ciò che la natura forniva loro: le attività principali quindi sono sempre state quelle del pastore, dell'allevatore, del boscaiolo e del carbonaio, ovvero colui che trasformava la legna in carbone vegetale.

Poche sono le notizie storiche, le prime delle quali riconducibili al periodo medievale: quando nei vicini paesi infuriavano le lotte fratricide tra guelfi e ghibellini, Brumano era rifugio per le persone in fuga dagli eventi bellici.

Brumano era uno degli originali nove, poi saliti fino a venti, comuni della Comunità Generale di Lecco, uno «staterello» di epoca medioevale. Brumano era quindi soggetto a Lecco a cui era legate fin dall'epoca dei Franchi. Questo legame si andrà scogliendosi nei secoli col progressivo sfaldamento federalista della Comunità Generale di Lecco fino alla sua totale soppressione dopo la conquista da parte dell'Austria. Ma in realtà il legame non si è ancora dissolto del tutto in quanto Brumano, non più soggetta amministrativamente al capoluogo lariano, è rimasta religiosamente soggetta al prevosto di Lecco facendo parte del suo decanato fino al 2006, anno in cui è passata alla Diocesi di Bergamo.[4]

In seguito Brumano era posto proprio sul confine tra la Repubblica di Venezia ed il Ducato di Milano, che governò il paese, l'unico di tutta la valle, per alcuni secoli. A tal riguardo è ancora presente presso il valico della Passata un cippo, datato 1791, indicante l'inizio dei possedimenti dello Stato di Milano.

La rottura dello storico legame con Lecco, ed il passaggio alla Provincia di Bergamo, risale alla ristrutturazione amministrativa del Regno Lombardo-Veneto operata dall'Austria il 12 febbraio 1816:[5] tale atto appare del tutto atipico, essendo la politica viennese di quel periodo improntata su rigidi criteri restauratori, e non certo riformatori. In ogni caso, il XIX secolo non vide fatti di rilievo coinvolgere la piccola comunità che, forte del proprio isolamento, seguì le vicende del resto della provincia bergamasca senza parteciparvi in modo diretto. Un evento di particolare importanza fu la costruzione della nuova chiesa parrocchiale, avvenuta nel 1889: dedicata a San Bartolomeo, possiede un altare maggiore di buona fattura, nonché affreschi e dipinti eseguiti al Nuvoloni.

Nel corso della Seconda guerra mondiale questi territori balzarono tristemente alle cronache per via delle deportazioni che i tedeschi effettuavano nei confronti dei partigiani catturati, seguite dalla fucilazione dei prigionieri.

A partire dal XX secolo il paese cominciò a risentire di una forte emigrazione dei propri abitanti, attratti da maggiori opportunità professionali ed economiche fuori dal territorio comunale.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Recenti interventi alle infrastrutture, tra cui il collegamento stradale con Morterone e la Valsassina[6], hanno permesso un piccolo sviluppo del turismo. Da qui si possono anche compiere una gran quantità di escursioni, la maggior parte verso le cime del Resegone.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 2004 7 giugno 2009 Giuseppe Angiolini lista civica Sindaco
8 giugno 2009 in carica Giovanni Manzoni lista civica "Resegone" Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

  • 304 abitanti nel 1853

Abitanti censiti[7]


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2017.
  2. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, Garzanti, 1996, p. 103.
  4. ^ porto settembre
  5. ^ vedi
  6. ^ Strada privata con transito a pagamento
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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