Bonate Sotto

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Bonate Sotto
comune
Bonate Sotto – Stemma
Bonate Sotto – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Carlo Previtali (lista civica) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 45°40′00″N 9°33′41″E / 45.666667°N 9.561389°E45.666667; 9.561389 (Bonate Sotto)Coordinate: 45°40′00″N 9°33′41″E / 45.666667°N 9.561389°E45.666667; 9.561389 (Bonate Sotto)
Altitudine 215 m s.l.m.
Superficie 6,47 km²
Abitanti 6 708[1] (30-04-2017)
Densità 1 036,79 ab./km²
Comuni confinanti Bonate Sopra, Chignolo d'Isola, Dalmine, Filago, Madone, Treviolo
Altre informazioni
Cod. postale 24040
Prefisso 035
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016031
Cod. catastale A962
Targa BG
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti Bonatesi
Patrono san Sebastiano
Giorno festivo 20 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bonate Sotto
Bonate Sotto
Bonate Sotto – Mappa
Posizione del comune di Bonate Sotto nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Bonate Sotto (Bunàt Sóta in dialetto bergamasco[2][3]) è un comune italiano di 6.683 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia.

Situato nell'isola bergamasca, sulla sponda destra del fiume Brembo ed attraversato dai torrenti Lesina e Dordo, dista circa 12 chilometri a ovest dal capoluogo orobico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Si sa per certo che i primi insediamenti stabili si verificarono in epoca romana, quando i conquistatori vi istituirono un vicus inserito nella circoscrizione territoriale denominata "Pagus Fortunensis".

In quel periodo storico il borgo, così come l'intera zona dell'isola, fu interessato da notevoli flussi commerciali e militari, che diedero il via ad un'importante opera di centuriazione, basata sul cardine centuriate che seguiva la direttrice Mapello-Bonate Sotto. Numerosi sono anche i reperti archeologici, tra cui spiccano due epigrafi, una relativa ad un'ara dedicata al dio Silvano (conservata presso il Museo archeologico di Bergamo), l'altra riconducibile ad una sepoltura.

Ed è a quel periodo che risale l'origine etimologica del nome, indicante probabilmente il nome del proprietario dei terreni, tale Bonus . Altre ipotesi vorrebbero invece far derivare il toponimo da terrae bonae, che indicherebbe l'ottima vocazione agricola del territorio, oppure dal nome del capo di una tribù di Galli Cenomani stanziata in quella zona, come si dedurrebbe dal suffisso -ate, presente anche in numerosi altri toponimi della bergamasca.

Con il termine dell'impero romano Bonate, fu soggetto alle incursioni barbariche, che portarono anni di saccheggi e terrore tra la popolazione.

Nel VI secolo la situazione politica si stabilizzò grazie all'arrivo dei Longobardi, la cui presenza è testimoniata da alcuni ritrovamenti, tra i quali alcuni resti di un insediamento in prossimità della chiesa di Santa Giulia, ma soprattutto dalla basilica stessa e dal monastero benedettino femminile dove oggi si trova l'ex chiesa di San Giuliano.

Successivamente sul territorio irruppero i Franchi, i quali istituirono il Sacro Romano Impero e diedero vita al feudalesimo. Ed è a questo periodo, precisamente nel 774, che risalgono i primi documenti scritti che attestano l'esistenza del paese, suddiviso in inferiore e superiore.

I terreni vennero inizialmente dati in gestione al vescovo di Bergamo e posti sotto la tutela della Pieve di Terno, ma dopo pochi decenni ebbe inizio un periodo di profonda instabilità, causata dalle numerose battaglie tra guelfi e ghibellini.

La situazione politica si stabilizzò nel 1428 con l'annessione di Bonate alla Repubblica di Venezia, che infeudò parte dei terreni del paese alla famiglia del condottiero Bartolomeo Colleoni. La Serenissima inoltre cercò di migliorare la condizione sociale ed economica della popolazione, fino ad allora messa a dura prova dalle lotte, da carestie e dalle pestilenze, tanto che l'isola venne definita "il triangolo della fame".

In tal senso molto chiara è la descrizione in un documento del tempo:

« Qui non vi sono trafichi né mercantie, le persone sono povere lavoradori da terre et bracenti, quali non raccogliono a pena grani per il loro vivere; et questi non hanno alcun privileggio ma sottoposti a tutte le gravezze et a datii... »

Ai veneziani subentrò nel 1797 la Repubblica Cisalpina, subito sostituita nel 1815 però dagli austriaci, che la inserirono nel Regno Lombardo-Veneto.

Con l'unità d'Italia, avvenuta nel 1859, avvenne un primo processo di industrializzazione, che esplose definitivamente nella seconda metà del XX secolo,situazione che permise un notevole miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Basilica di Santa Giulia.

Il monumento di maggior richiamo presente sul territorio comunale è indubbiamente la Basilica di Santa Giulia. La tradizione vuole che questo luogo di culto sia stato edificato per volere della regina Teodolinda, anche se ipotesi più accreditate la collocherebbero nell'VIII secolo. Completamente rifatta tra l'XI ed il XII secolo in stile romanico, presentava tre navate con altrettante absidi. Dopo un periodo di abbandono, venne ristrutturata nel 1770, con l'aggiunta di affreschi di Vincenzo Angelo Orelli e di suo fratello Baldassarre, e portata agli antichi splendori.

Basilica di Santa Giulia

Di notevole importanza è anche la chiesa di San Giuliano, ora sconsacrata. Questa venne edificata nel corso dell'VIII secolo dai Longobardi all'interno di un monastero Benedettino femminile, tanto da essere citata in documenti dell'anno 774. Anch'essa venne rifatta nel corso del XII secolo in stile romanico e si mantenne in ottimo stato fino al termine del XVIII secolo, quando l'intero complesso (chiesa e monastero) venne sconsacrato per mano della Repubblica Cisalpina. Da quel momento il monastero venne adibito ad altri usi, perdendo gran parte delle sue caratteristiche e venendo inglobato in costruzioni private, mentre la chiesa ha mantenuto, almeno esternamente, l'aspetto che l'ha contraddistinta nei secoli. La struttura presenta ancora un'abside, una targa dell'VIII secolo e la caratteristica muratura in pietra.

Sempre in ambito sacro, merita menzione la chiesa parrocchiale del Sacro Cuore di Gesù. Di recente costruzione, venne costruita su progetto di Elia Fornoni nel 1927 in stile neogotico con tre navate. All'interno vi sono numerose opere, tra le quali spiccano gli affreschi del Servalli e del Bertuletti e numerosi intarsi e sculture. Contiene un organo costruito nel 1926 dalla ditta Carlo Marzoli di Varese, con due tastiere e 1957 canne. Attiguo alla parrocchiale è il campanile, risalente all'incirca all'inizio del XIX secolo. Edificato con mattoni e pietre ricavate dalla basilica di santa Giulia, sulla base di un altro campanile dalle ridotte dimensioni ed ampliato in altezza qualche decennio più tardi, è uno degli edifici più alti dell'isola bergamasca.

In ambito civile merita menzione il Palazzo del Comune, edificato in stile neoclassico nel XIX secolo e sede municipale, e Palazzo Farina, costruito dall'omonima famiglia nel XVIII secolo, al cui interno si trova lo studio del pittore Giovanni Carnovali, ricordato da una targa.

Infine degno di nota è il borgo di Mezzovate, piccola contrada sorta nel XII secolo nella quale si possono ammirare costruzioni medievali, tra cui edifici rustici in pietra ed una torre difensiva.

Il comune è attraversato dal torrente Lesina, che nel territorio comunale ha la sua foce nel fiume Brembo.

Persone legate a Bonate Sotto[modifica | modifica wikitesto]

  • Benedetto Ravasio (Bonate Sotto, 1915-1990), "il principe dei burattinai", innovatore della tradizione del teatro dei burattini bergamaschi nel secondo '900 e in particolare del personaggio di Gioppino, visse per tutta la sua vita a Bonate Sotto[4].
  • Nives Meroi (Bonate Sotto, 1961), alpinista, insieme al marito Romano Benet ha scalato tutte le quattordici vette sopra gli 8000 m s.l.m.

Stemma e gonfalone[modifica | modifica wikitesto]

Gonfalone comunale.

Blasonatura stemma: D'argento, il profilo dei ruderi della chiesa di Santa Giulia, fondato su campagna di verde. Ornamenti da Comune.

Blasonatura gonfalone: Drappo partito di bianco e di verde riccamente ornato di ricami d'argento, le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati, l'asta verticale sarà ricoperta dei colori bianco e verde, alternati, con bullette argentate poste a spirale. Cravatta e nastri ricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento.

D.P.R. del 19 maggio 1954

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 2004 7 giugno 2009 Emma Brembilla lista civica Sindaco
8 giugno 2009 24 giugno 2014 Livio Mangili Lega Nord Sindaco
25 giugno 2014 in carica Carlo Previtali lista civica Sindaco

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2017.
  2. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 86.
  4. ^ Borghi & burattini, il ricordo del centenario di Ravasio. URL consultato l'11 ottobre 2016.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN245453670
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