Colere

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Colere
comune
Colere – Stemma Colere – Bandiera
Colere – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Franco Belingheri (lista civica Progetto Colere) dal 14/06/2004
Territorio
Coordinate 45°58′24″N 10°04′50″E / 45.973333°N 10.080556°E45.973333; 10.080556 (Colere)Coordinate: 45°58′24″N 10°04′50″E / 45.973333°N 10.080556°E45.973333; 10.080556 (Colere)
Altitudine 1 013 m s.l.m.
Superficie 18,63 km²
Abitanti 1 141[1] (31-12-2010)
Densità 61,25 ab./km²
Frazioni Cantoniera (Passo della Presolana), Carbonera, Castello, Dezzo di Scalve, Grana, Valle Richetti
Comuni confinanti Angolo Terme (BS), Azzone, Castione della Presolana, Rovetta, Vilminore di Scalve
Altre informazioni
Cod. postale 24020
Prefisso 0346
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016078
Cod. catastale C835
Targa BG
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti coleresi
Patrono san Bartolomeo apostolo
Giorno festivo 24 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Colere
Colere
Posizione del comune di Colere nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Colere nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Colere (Còler in dialetto bergamasco[2][3]) è un comune italiano di 1.143 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia. Si trova tra i 751 m s.l.m. della frazione Dezzo e i 2.521 m s.l.m. della cima della Presolana.

Composto da numerose frazioni e situato sulla destra orografica del torrente Dezzo, in Val di Scalve, dista circa 59 chilometri a nord-est dal capoluogo orobico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'antichità e le origini[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del borgo origine risale al periodo della dominazione romana, quando venivano utilizzate le grandi risorse minerarie di ferro e zinco della zona. Tale tesi è suffragata da ritrovamenti avvenuti nella contrada Carbonera, che attestano l'esistenza di piccoli insediamenti.

Alcune leggende narrano di una cruenta battaglia avvenuta in queste zone, sulle pendici della Presolana, tra i Romani stessi ed il popolo degli Alani per il controllo della zona.

Il Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

I secoli successivi videro il borgo passare sotto il controllo del Sacro Romano Impero guidato da Carlo Magno, che donò l'intera zona ai monaci di Tours. Questi successivamente la permutarono in favore del Vescovo di Bergamo, il quale diede investitura feudale ai Capitani di Scalve.

Questi ultimi furono di fatto esautorati dalla costituzione dell'Universitas di Scalve, una piccola istituzione feudale molto simile ad una repubblica, che garantiva grandi privilegi agli abitanti ed un'autonomia al limite dell'indipendenza. Questa garantiva l'esenzione del servizio militare, libertà di caccia e pesca, nonché sgravi fiscali e la possibilità di sfruttamento delle miniere presenti in zona.

Con il passaggio alla Repubblica di Venezia, avvenuto nel XV secolo, Colere mantenne i privilegi conquistati precedentemente, ma venne aggregato nella Comunità grande di Scalve.

L'età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Soltanto nel 1797, con la fine della Serenissima e l'avvento della Repubblica Cisalpina, acquisì la propria autonomia comunale, inglobando nei propri confini anche la parte della contrada di Dezzo posta alla destra dell'omonimo torrente ed il borgo di Teveno.

Lo status di comune durò poco più di un decennio, dopodiché venne nuovamente accorpato alla Repubblica di Scalve con sede di Vilminore, unitamente al vicino borgo di Azzone.

L'età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

La fine della dominazione francese ebbe ripercussioni anche sulle piccole comunità scalvine che riacquisirono la propria autonomia, anche con le nuove delimitazioni territoriali: Colere perse Teveno.

Con l'attivazione dei comuni della provincia di Bergamo, in base al compartimento territoriale del regno lombardo-veneto, venne collocato, con 417 abitanti, nel distretto XIV di Clusone; fu confermato nel medesimo distretto in forza del successivo compartimento territoriale delle province lombarde. Nel 1853 fu inserito nel distretto XVI; a quella data era comune, con convocato generale, di 588 abitanti.

In seguito all'unione temporanea delle province lombarde al regno di Sardegna, in base al compartimento territoriale stabilito con la legge 23 ottobre 1859, il comune di Colere con 584 abitanti, retto da un consiglio di quindici membri e da una giunta di due membri fu incluso nel mandamento I di Clusone, circondario III di Clusone, provincia di Bergamo. Alla costituzione nel 1861 del Regno d'Italia, il comune aveva una popolazione residente di 677 abitanti (Censimento 1861). In base alla legge sull'ordinamento comunale del 1865 il comune veniva amministrato da un sindaco, da una giunta e da un consiglio. Nel 1867 il comune risultava incluso nel mandamento di Vilminore, circondario di Clusone e provincia di Bergamo. Popolazione residente nel comune: abitanti 711 (Censimento 1871); abitanti 787 (Censimento 1881); abitanti 766 (Censimento 1901); abitanti 964 (Censimento 1911); abitanti 1.008 (Censimento 1921). Nel 1924 il comune risultava incluso nel circondario di Clusone della provincia di Bergamo. In seguito alla riforma dell'ordinamento comunale disposta nel 1926 il comune veniva amministrato da un podestà.

Questa situazione durò fino al 1927, anno in cui il regime fascista fece una grande opera di accorpamento tra parecchi comuni del regno d'Italia. Fu il caso anche di Colere, che si trovò nuovamente unito ad Azzone, con la denominazione di Dezzo di Scalve.

Soltanto nell'immediato dopoguerra, precisamente nel 1947, i comuni si separarono definitivamente, con Dezzo nuovamente relegato a ruolo di frazione, diviso a metà tra Colere ed Azzone.

Attualmente Colere fa parte della Comunità Montana di Scalve, composta dai Comuni di Azzone, Colere, Schilpario e Vilminore di Scalve.

Il Comune abbraccia le frazioni di Cantoniera della Presolana, Albarete, Valle Sponda, Castello, Valle Richetti, Carbonera, Valzella, Dezzo di Scalve.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale, dedicata a San Bartolomeo, risale alla fine del XVIII secolo e presenta discrete opere pittoriche.

Il "Cesulì", l'antica parrocchiale risalente al 1400 e con molti rifacimenti fino al restauro degli anni '70 del XX secolo. È la chiesa più antica della Valle di Scalve. Vi si tengono cerimonie religiose, matrimoni e piccole mostre.

Santuario della Madonnina

Il Santuario della Madonnina: situato fuori dal centro abitato in loc. Dezzo di Scalve, è stato edificato nel XVII secolo su una preesistente santella, dove si narra che il 2 luglio 1654 un vecchio pastore malato, proveniente da Borno, ebbe la visione della Madonna, che lo guarì da sbocchi di sangue. In occasione dell'anniversario dell'apparizione, (2 luglio) si tiene ogni anno una grande festa. Il santuario fu distrutto nel 1923 dal "Disastro del Gleno" e venne riedificato, sullo stesso luogo, due o tre anni dopo, su disegno dell'architetto Luigi Angelini, con il contributo importante se non essenziale, in termini finanziari e di prestazione gratuita di manodopera, da parte degli abitanti di Colere.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Grotta del ghiaccio[modifica | modifica wikitesto]

La suggestiva grotta del ghiaccio, è così chiamata per la presenza, in ogni periodo dell'anno, di uno strato di ghiaccio che ne ostruisce l'ingresso.

Parco delle Orobie:

Tutto il territorio fa parte del parco delle Orobie Bergamasche e vigono rigide normative per la salvaguardia della flora e della fauna.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Tra i fattori che hanno fatto conoscere nel mondo il comune di Colere abbiamo avuto la Festa della Luna, raduno che si svolgeva annualmente nei boschi circostanti al paese e che richiamava decine di migliaia di persone da ogni parte d'Italia e d'Europa. Al centro di polemiche per l'eccessivo afflusso di persone, lo spaccio di sostanze stupefacenti ed il danneggiamento di flora e fauna, è stata dichiarata illegale dalle locali autorità nel 1993, anche se definitivamente debellata solo nel 2004.

Il paese ha comunque conservato il senso del "buon vivere", trovandosi in un ambiente integro e protetto.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Rinomato per le piste da sci in inverno e per le innumerevoli escursioni in estate, il borgo è stato recentemente interessato da un boom del turismo che ha di fatto modificato la vita degli abitanti stessi, da sempre dediti alla pastorizia ed all'agricoltura.

Le pendici della Presolana e del Monte Ferrante, esposte a nord, garantiscono un innevamento duraturo, permettendo talvolta la pratica di sport invernali (pattinaggio su ghiaccio, sci alpino e nordico) fino all'inizio della primavera, mentre nei mesi più caldi sono un'ottima palestra per arrampicatori ed appassionati di trekking.

Dal paese si può giungere, attraverso vari sentieri, abbastanza facili, al Rifugio Luigi Albani, inserito nel Sentiero delle Orobie orientali.

Attività produttive:

Fino agli anni 1970 la principale attività era quella estrattiva, con miniere di blenda e fluorite, risalente ai romani. Si insediarono aziende italiane e francesi, fino all'arrivo della Montedison e poi dell'EGAM (ente minerario dell'Eni).

Negli anni '70 del secolo XX l'Amministrazione Comunale realizzò una piccola area industriale, la prima della Lombardia in area montana, con indediamento di attività artigianali nel settore della meccanica e di collanti. Furono altresì ristrutturate le vecchie laverie del minerale, ricavandone locali per l'insediamento di Cooperative del settore dell'abbigliamento. Nel 2010 fu realizzato anche un Ecomuseo della Presolana, con una raccolta di reperti minerari e della montagna locale.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1956 1964 Ignazio Belingheri Democrazia Cristiana Sindaco
1964 1970 Lazzaro Bettineschi Democrazia Cristiana Sindaco
1970 1985 Franco Belingheri Democrazia Cristiana Sindaco
1985 1990 Romano Belingheri Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1995 Aldo Bettineschi Democrazia Cristiana Sindaco
1995 2004 Angelo Piantoni Lista civica di centro-sinistra


Sindaco
2004 2014 Franco Belingheri Lista civica - Progetto Colere Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Tra i principali eventi sportivi che hanno interessato il paese, è d'obbligo segnalare l'arrivo della 19ª tappa del Giro d'Italia 2004,il 29 maggio 2004. L'arrivo, posto al Passo della Presolana, ha visto la vittoria di Stefano Garzelli.

Colere è la principale località sciistica della Val di Scalve. Le piste di sci di Colere, situate sotto la parete nord della Presolana, si affacciano sulla Val di Scalve ed il Pizzo Camino, coprendo un dislivello di ben 1200 metri e godono di un'esposizione che permette alla neve di mantenere un'ottima qualità durante tutta la stagione. L'auspicato collegamento con la val Seriana (stazione sciistica di Lizzola) potrebbe portare alla creazione di un unico polo turistico con evidenti vantaggi sull'economia di entrambe le valli. Le piste hanno ospitato varie edizioni dei Campionati Italiani Assoluti di Sci Alpino.

Colere ha ospitato anche alcune edizioni dei campionati italiani di sci alpinismo.

Inoltre, dal 22 al 25 marzo 2006, si sono svolti i Campionati Italiani di Snow-Board.

Dal 2007 tutti gli anni verso la fine di giugno viene organizzata una gara podistica in salita verso il Rifugio Luigi Albani di circa 5,2 km ma con 900 metri di dislivello.

La parete nord della Presolana è meta ambita e molto conosciuta da chi pratica l'arrampicata.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 218.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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