Barbata

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Barbata
comune
Barbata – Stemma Barbata – Bandiera
Barbata – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Vincenzo Trapattoni
Territorio
Coordinate 45°28′28″N 9°46′35″E / 45.474444°N 9.776389°E45.474444; 9.776389 (Barbata)Coordinate: 45°28′28″N 9°46′35″E / 45.474444°N 9.776389°E45.474444; 9.776389 (Barbata)
Altitudine 105 m s.l.m.
Superficie 7,98 km²
Abitanti 703[1] (30-4-2017)
Densità 88,1 ab./km²
Comuni confinanti Antegnate, Camisano (CR), Casaletto di Sopra (CR), Covo, Fontanella, Isso
Altre informazioni
Cod. postale 24040
Prefisso 0363
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016019
Cod. catastale A631
Targa BG
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti barbatesi
Patrono Santi Pietro e Paolo
Giorno festivo 29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Barbata
Barbata
Barbata – Mappa
Posizione del comune di Barbata nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Barbata (Barbàda in dialetto bergamasco[2][3]) è un comune italiano di 703 abitanti[1] della provincia di Bergamo in Lombardia. Situato nella pianura sud-orientale, dista circa 31 chilometri a sud dal capoluogo orobico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I primi insediamenti che interessarono il territorio di Barbata furono quelli di alcune piccole tribù del popolo dei Liguri, seguiti dagli Etruschi prima e dai Galli Cenomani poi. Tuttavia in tal senso non esistono ritrovamenti che diano la certezza di queste origini, che vengono dedotte dalla storia dei vicini paesi, interessati da sempre dagli stessi flussi migratori.

La prima vera opera di urbanizzazione fu invece opera dei Romani, che vi istituirono diversi presidi militari, come si può evincere dalla vicinanza con un importante crocevia di strade che, collegando gli estremi della pianura padana, rendeva la zona particolarmente importante sia dal punto di vista militare che da quello dei trasporti.

Si succedettero quindi le dominazioni dei Longobardi e dei Franchi. A questo periodo risale il primo documento scritto che attesta l'esistenza del toponimo Barbata: risalente all'anno 875, cita che i diritti sulla curte de Barbada venivano confermati da Lotario I al monastero bresciano di Santa Giulia. Tale concessione venne confermata per un secolo, come riportato da un atto del 950.

In quegli anni cominciarono a verificarsi scontri fratricidi tra le diverse anime della popolazione: quella guelfa e quella ghibellina.

Già nel IX secolo infatti il borgo era circondato da una fortificazione, che venne progressivamente ampliata tra il XIV ed il XV secolo: oggi sono visibili solo alcune tracce della torre d'ingresso e della merlatura del fortilizio originario, che venne inglobato in un cascinale.

Dopo una breve parentesi comunale il potere finì nelle mani dei Visconti, importante famiglia di Milano, mentre nel XV secolo passò nelle mani della Repubblica di Venezia, che compì numerosi interventi volti al miglioramento delle condizioni sociali e lavorative, dissodando terreni e costruendo canali per l'irrigazione. Da allora il paese ha mantenuto una forte connotazione e tradizione rurale, con l'agricoltura attività predominante.

Tuttavia in questi anni il paese, come gran parte dei borghi posti nelle vicinanze del confine, dovette subire le scorrerie dei milanesi che, sotto gli Sforza, erano intenzionati a riprendersi questi territori. Quando gli sforzi dei meneghini ebbero successo il paese, già appartenente alla diocesi di Cremona, fu incluso nel contado di Cremona.

Fu Napoleone a decidere l'attuale collocazione del comune nella Bergamasca.

Soltanto nel corso del XX secolo il paese ha visto un sostanziale cambiamento della vita lavorativa: all'agricoltura sono subentrati l'industria ed il terziario, relegando il lavoro nei campi a parte minoritaria.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa Parrocchiale

Il paese presenta un grande quantità di cascine in aperta campagna (su tutte la cascina Casaleggi) che stanno a ricordare l'anima rurale del borgo, nelle quali sono ancora presenti segni della vita di un tempo.

Si può inoltre visitare anche la chiesa parrocchiale, dedicata ai santi Pietro e Paolo. Di origine antichissima (si pensa che il nucleo originario sia addirittura antecedente l'anno 1000) è stata più volte ristrutturata, ma conserva ancora parte delle caratteristiche con cui venne edificata.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]


Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2017.
  2. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 61.
  4. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

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