Entratico

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Entratico
comune
Entratico – Stemma Entratico – Bandiera
Entratico – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Fabio Brignoli (lista civica Insieme per Entratico) dal 14-6-2004
Territorio
Coordinate 45°43′N 9°52′E / 45.716667°N 9.866667°E45.716667; 9.866667 (Entratico)Coordinate: 45°43′N 9°52′E / 45.716667°N 9.866667°E45.716667; 9.866667 (Entratico)
Altitudine 299 m s.l.m.
Superficie 4,15 km²
Abitanti 1 959[1] (30-4-2017)
Densità 472,05 ab./km²
Comuni confinanti Berzo San Fermo, Borgo di Terzo, Foresto Sparso, Luzzana, Trescore Balneario, Zandobbio
Altre informazioni
Cod. postale 24060
Prefisso 035
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016094
Cod. catastale D411
Targa BG
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti entratichesi
Patrono san Martino di Tours
Giorno festivo 11 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Entratico
Entratico
Entratico – Mappa
Posizione del comune di Entratico nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Entratico (Entràdech in dialetto bergamasco[2]) è un comune italiano di 1 959 abitanti[1] della provincia di Bergamo, in Lombardia.

Il paese si trova sulla sinistra orografica del fiume Cherio, in Val Cavallina, a circa 20 chilometri a est dal capoluogo orobico.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Secondo recenti studi, sembra che il paese abbia un'origine celtica, come testimonia il nome originale che, in tale lingua significava "villaggio dell'antro".

Numerosi sono stati i cambiamenti del nome: da Lantradico (X secolo) a Lintratico (XIII secolo), passando ad Intratico nel XVI secolo, per diventare definitivamente Entratico nel XVIII secolo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Lombardia.

Il primo documento in cui viene menzionato il nome del paese risale all'anno 830, quando un atto conferma la vendita di una casa a San Carpoforo di Trescore in quel di Lintradico.

Nel medioevo il paese, come gran parte dei paesi della val Cavallina, risentì degli scontri fratricidi tra guelfi e ghibellini. In particolare nel 1393 gli scontri raggiunsero livelli tanto cruenti che vi furono numerose uccisioni e ferimenti.

Soltanto con l'arrivo della Repubblica di Venezia la situazione si normalizzò, tanto che non si verificarono più episodi di rilievo nel borgo, che seguì le sorti politiche del resto della provincia di Bergamo.

In tempi più recenti il paese fu unificato con il vicino comune di Luzzana dal 1927 al 1948, quando riacquistò definitivamente la sua autonomia.

Il 3 luglio 2011 fu sede del primo campionato provinciale bergamasco di Bike Polo organizzato da Pedalopolis Bergamo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La principale attrazione del paese è rappresentata dalla Buca del corno. Si tratta di una grotta, lunga circa 400 metri, in cui si possono ammirare gli effetti che l'erosione dell'acqua ha creato sulle rocce circostanti, creando particolarissimi effetti molto suggestivi. All'interno della grotta sono stati compiuti scavi che hanno permesso il ritrovamento di resti di presenza umana risalenti all'età della pietra. Attorno ad essa si sono create numerose storie e leggende popolari che vedevano protagonisti fantasmi e folletti. La grotta, illuminata ed accuratamente segnalata, è visitabile nei giorni festivi.

Nel paese inoltre sono degni di nota sia il Bus del castel, borgo medievale con i resti di un piccolo castello, e la chiesa parrocchiale dedicata a San Martino, edificata su una piccola chiesa preesistente, nel XVI secolo. All'interno l'altare di sinistra è stato progettato dall'architetto Giovanni Francesco Lucchini.

Un'altra opera interessante è il santuario dell'Annunciata: edificato per nella seconda metà del XVI secolo e recentemente restaurato, presenta notevoli dipinti: una tela di San Carlo in meditazione eseguita da Francesco Zucco, un affresco con l'Annunciazione (autore ignoto), e numerose opere di Vittorio Manini tra cui la natività della Madonna, San Giovanni e le Marie, lo Sposalizio della Vergine e Pietà con la Maddalena.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
28 giugno 1985 25 giugno 1990 Emilio Mazza Democrazia Cristiana Sindaco [4]
25 giugno 1990 24 aprile 1995 Giuseppe Epinati Democrazia Cristiana Sindaco [4]
24 aprile 1995 13 giugno 1999 Emilio Mazza Lista civica Sindaco [5]
14 giugno 1999 12 giugno 2004 Emilio Mazza Lista civica Sindaco [5]
14 giugno 2004 7 giugno 2009 Fabio Brignoli Lista civica Sindaco [5]
8 giugno 2009 25 maggio 2014 Fabio Brignoli Lista civica Sindaco [5]
25 maggio 2014 in carica Fabio Brignoli Lista civica Insieme per Entratico Sindaco [5]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Fra il 1908 e il 1931 la località ospitò una fermata lungo la tranvia della val Cavallina[6].

Nel territorio comunale passa la Strada statale 42 del Tonale e della Mendola.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è ASD Nuova Valcavallina Calcio che milita nel girone F bergamasco di 1ª categoria. [7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2017.
  2. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ a b amministratori.interno.it, http://amministratori.interno.it/amministratori/ .
  5. ^ a b c d e elezionistorico.interno.it, http://elezionistorico.interno.it/ .
  6. ^ Francesco Ogliari e Franco Sapi, Albe e tramonti di prore e binari, a cura degli autori, Milano, 1963.
  7. ^ Entratico calcio, 11 giugno 2016. URL consultato il 2016.

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