Boltiere

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Boltiere
comune
Boltiere – Stemma Boltiere – Bandiera
Boltiere – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
SindacoOsvaldo Palazzini (lista civica Gente di Boltiere) dal 27-5-2019
Territorio
Coordinate45°36′N 9°35′E / 45.6°N 9.583333°E45.6; 9.583333 (Boltiere)
Altitudine171 m s.l.m.
Superficie4,21 km²
Abitanti6 141[2] (31-5-2021)
Densità1 458,67 ab./km²
Frazioninessuna[1]
Comuni confinantiBrembate, Ciserano, Osio Sotto, Pontirolo Nuovo, Verdellino
Altre informazioni
Cod. postale24040
Prefisso035
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT016029
Cod. catastaleA950
TargaBG
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[3]
Cl. climaticazona E, 2 428 GG[4]
Nome abitantiboltieresi
Patronosant'Aurelia
Giorno festivo25 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Boltiere
Boltiere
Boltiere – Mappa
Posizione del comune di Boltiere nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Boltiere [bolˈtjeːɾe] (Boltér [bolˈteɾ] in dialetto bergamasco[5][6]) è un comune italiano di 6 141 abitanti[2] della provincia di Bergamo in Lombardia. Situato nella media pianura bergamasca, dista circa 15 chilometri a sud-ovest dal capoluogo orobico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I primi insediamenti abitativi che riguardarono il territorio di Boltiere furono opera di alcune tribù delle popolazioni dei Liguri e dei Galli Cenomani. A questi subentrarono poi i Romani, che diedero al paese una precisa struttura e fisionomia. Il borgo crebbe con vitalità grazie alla sua posizione favorevole, proprio sulla strada che, utilizzata sia militarmente che commercialmente, collegava Bergamo con Milano.

Successivamente inserito nel regno dei Longobardi, fu poi conquistato dal Sacro Romano Impero il quale lo affidò al Vescovo di Bergamo. Questo trasferimento di proprietà fu sancito da un editto che, redatto nel 972 dall'imperatore Ottone I, risulta essere uno dei primi documenti in cui si menziona il nome di Boltiere.

Agostino Maffetti (podestà e vice-capitano di Bergamo), Capitoli e regole per la buona direzione e amministrazione del Comune di Boltiere e dei Luoghi Pii in esso eretti, 1751

Il primo testo in ordine cronologico è di poco antecedente, e risale al 909, quando in un atto viene citato un abitante di allora, tale "Andevertus filius quondam Grasemundi de Bolterio". Il toponimo dovrebbe derivare da quella che allora era la conformazione territoriale della zona, ricca di paludi ed acquitrini: il termine Bolta sta appunto a significare un ristagno d'acqua che avrebbe dovuto trattarsi dell'estremità nord del Lago Gerundo, presente in epoca medievale.

Altre ipotesi sostengono invece che derivi da un nome proprio di persona, teoria che tuttavia non pare suffragata da elementi concreti.

Dopo la breve esperienza del periodo comunale nell'XI secolo Boltiere fu coinvolto, al pari di quasi tutto il territorio bergamasco, nelle sanguinose lotte di fazione tra guelfi e ghibellini. In particolare modo il borgo, appartenente allo schieramento ghibellino, si scontrò ripetutamente con il vicino territorio di Trezzo sull'Adda, dove era predominante la famiglia guelfa dei Colleoni.

Conseguentemente a Boltiere vennero costruite fortificazioni a scopo difensivo ed un castello: distrutto nel corso del XV secolo, ha conservato soltanto qualche residua muratura, inglobata in successive costruzioni.

Dopo un periodo in cui il potere a Boltiere fu appannaggio della famiglia milanese dei Visconti, nel 1428, il territorio fu posto sotto la dominazione veneta. La Serenissima fece definitivamente terminare le lotte di fazione del periodo medievale, cominciando ad attuare una politica lungimirante in ambito sociale ed economico.

I confini della Repubblica di Venezia coincidevano con quelli sud di Boltiere, sanciti dal passaggio del fosso bergamasco costruito ad hoc dalla Serenissima, nei pressi del quale fu posta una dogana. Questa portò indubbi benefici economici al paese che vide la nascita e conseguente sviluppo di attività correlate all'esistenza della dogana stessa, quali il contrabbando ed il brigantaggio.

Alla Repubblica di Venezia subentrò, dal 1797, la dominazione francese, che accorpò Boltiere al vicino comune di Osio Sotto. Con il successivo avvento della dominazione austro-ungarica, il paese riacquisì la propria autonomia amministrativa, mantenuta fino ai giorni nostri.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale di san Giorgio[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale, dedicata a san Giorgio, sarebbe stata costruita secondo la tradizione dal re longobardo Cuniperto dopo una vittoriosa battaglia. Si sa comunque che venne consacrata nel 1292 dal vescovo di Bergamo, ed ampliata più volte negli anni seguenti. La riedificazione risale al 1830.

Chiesetta della Madonna di Lourdes[modifica | modifica wikitesto]

Era in origine dedicata a san Giuseppe, è posta a fianco della parrocchiale e risale alla fine del XIX secolo.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Torre dell'acquedotto[modifica | modifica wikitesto]

Merita menzione anche la torre del vecchio acquedotto che, esempio di archeologia industriale, è stata trasformata in monumento ai caduti.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Località[modifica | modifica wikitesto]

Secondo lo Statuto Comunale[1], la circoscrizione comunale non comprende frazioni.

Sono presenti comunque molte cascine e molte località rurali. Una piccola parte dell'abitato di Zingonia è località del territorio comunale.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Trasporto pubblico[modifica | modifica wikitesto]

Fra il 1890 e il 1953 la località era servita dalla tranvia Monza-Trezzo-Bergamo[8].

Boltiere è servito dalle linee V, V10 e V20 di TBSO con collegamenti da e per Bergamo, da e per Trezzo/Vaprio, da e per la stazione FS di Verdello-Dalmine. Presenta anche collegamenti di SAI da e per Treviglio.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito si riporta l'elenco dei sindaci boltieresi che si sono avvicendati dalla nascita della Repubblica ad oggi.

CONSILIATURA SINDACO PARTITO/LISTA CIVICA ELEZIONE
2019 - Osvaldo Palazzini Gente di Boltere 26/05/2019
2014 - 2019 Forlani Armida Cambia il Passo 25/05/2014
2009 - 2014 Osvaldo Palazzini Popolo della libertà 07/06/2009
2004 - 2009 Giovanni Testa Vivi Boltiere 12/06/2004
1999 - 2004 Angelo Arnoldi Insieme per Boltiere 13/06/1999
1995 - 1999 Angelo Arnoldi Insieme per Boltiere 23/04/1995
1990 - 1995 Renato Ciocca Democrazia Cristiana C.C. 19.05.1990
1985 - 1990 Renato Ciocca Democrazia Cristiana C.C. 01.06.1985
1980 - 1985 Giovanni Giacomo Zonca Democrazia Cristiana C.C. 27.06.1980
1975 - 1980 Giovanni Giacomo Zonca Democrazia Cristiana C.C. 04.07.1975
1970 - 1975 Gaetano Bovisio Democrazia Cristiana C.C. 28.06.1970
1964 - 1970 Gaetano Bovisio Democrazia Cristiana C.C. 13.12.1964
1960 - 1964 Angelo Zanga Democrazia Cristiana C.C. 13.11.1960
1956 - 1960 Angelo Zanga Democrazia Cristiana C.C. 10.06.1956
1956 Carrera Carlo Democrazia Cristiana C.C. 03.06.1956 – dimesso il 10.06.1956
1951 - 1956 Marco Santo Arnoldi Democrazia Cristiana C.C. 03.06.1951
1946 - 1951 Marco Santo Arnoldi Democrazia Cristiana C.C. - N.D.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è F.C. Boltiere che milita nel girone T lombardo di 2ª Categoria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Comune di Boltiere - Statuto
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2021 (dato provvisorio).
  3. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  6. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 85, ISBN 88-11-30500-4.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 1-1-2018.
  8. ^ Paolo Zanin, Monza e i suoi tram. Storia dei collegamenti tranviari da Monza a Milano e alla Brianza, 2ª ed., Firenze, Phasar, 2009. ISBN 978-88-6358-028-0.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Bergamo Portale Bergamo: accedi alle voci di Wikipedia su Bergamo e sul suo territorio