Gandellino

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Gandellino
comune
Gandellino – Stemma Gandellino – Bandiera
Gandellino – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Flora Donatella Fiorina (lista civica Uniti nel rinnovamento) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 45°59′24″N 9°56′47″E / 45.99°N 9.946389°E45.99; 9.946389 (Gandellino)Coordinate: 45°59′24″N 9°56′47″E / 45.99°N 9.946389°E45.99; 9.946389 (Gandellino)
Altitudine 675 m s.l.m.
Superficie 25,13 km²
Abitanti 1 058[1] (30-6-2011)
Densità 42,1 ab./km²
Frazioni Foppi, Gromo San Marino (comprendente Bocchetta, Bondo, Grabiasca, Legnaro, Pietra, Ronchello), Tezzi
Comuni confinanti Carona, Gromo, Valbondione, Valgoglio
Altre informazioni
Cod. postale 24020
Prefisso 0346
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016107
Cod. catastale D903
Targa BG
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti gandellinesi
Patrono san Martino
Giorno festivo 11 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gandellino
Gandellino
Posizione del comune di Gandellino nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Gandellino nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Gandellino (Gandilì in dialetto bergamasco[2]) è un comune italiano di 1 058[1] abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è situato prevalentemente sulla parte sinistra orografica del fiume Serio che lo attraversa, a 675 m s.l.m. in alta Val Seriana, circa a 44 chilometri a nord di Bergamo, ed è composto dal capoluogo sul fondovalle, che prosegue nella parte a nord lungo la strada provinciale con le frazioni Gromo San Marino, Bondo, Pietra e Grabiasca, sulla sua parte a est con la frazione Tezzi e sulla parte ovest con la frazione Foppi.

Dal paese è possibile collegarsi ai diversi sentieri alpini, il Sentiero dell'Alto Serio passa sui due versanti della valle: la terza tappa porta da San Giovanni di Gorno (punto di partenza) a Grabiasca passando per la Ripa sulla parte occidentale; la quarta tappa parte invece da Aprico (Fino del Monte) per arrivare ancora a Grabiasca, ma passando per i Tezzi Alti sulla parte orientale del paese[3].

Mentre attraverso il Sentiero delle Orobie, si possono raggiungere alcune cime delle prealpi bergamasche: i monti Redorta, Grabiasca, Brunone, e Cardeto.

Si possono così raggiungere i numerosi laghi alpini e rifugi: Laghi di Cardeto, Passo della Portula, Curò e Coca (da Valbondione), Brunone (da Fiumenero), Calvi (da Ripa di Gromo), Alpe Corte e Laghi Gemelli (da Valcanale); proprio da quest'ultimo ha inizio anche il sentiero dei rifugi delle Orobie, che si conclude all'Albani.

Gandellino baita val Sedornia 01

La pista ciclabile attraversa tutto il territorio di Gandellino, per lunghi tratti anche nel centro abitato[4]. Sul territorio c'è un impianto sportivo comunale completo di campi di pallavolo calcetto e tennis, mentre nella frazione Gromo S. Marino si trova il campo comunale di calcio e di pallavolo.

Gandellino val Sedornia Spiaz de la Martisola

Spias de Martisola[modifica | modifica wikitesto]

Il mistero di un luogo, le cui tracce sono per noi oggi sempre di difficile interpretazione. Partendo dalla frazione Tezzi si percorre un sentiero, antico che sale una valle nel bosco, la Val Sedornia, nome che è una trasformazione del nome romano "Saturnia", Saturnus quindi un elemento religioso, il dio Saturno, dio della natura, della potenza e abbondanza. La valle che percorre un bosco, si apre poi in pascoli, ma è stranamente deserta.

Giunti in località detta Spias de Martisola, compare una radura con un masso a forma di parallelepipedo[5]ora completamente ricoperto di muschio, le cui incisioni e coppelle lo rendono sicuramente riconducibile all'opera dell'uomo, e di un uomo preistorico. Lungo un lato del Masso erratico son ritagliati una serie di gradini, che conducono alla sua sommità. Un masso-altare per sacrifici, e questo secondo gli studi che sono stati fatti qui e in altre zone delle Alpi e Prealpi si ritiene che il masso altare sia stato utilizzato fra il terzo e il primo millennio prima di Cristo. Sulla superficie son ben visibili dei solchi chiamati coppelle. mentre la faccia rivolta a Nord mostra una serie di incisioni circolari, e di linee oblique, forse indicanti costellazioni.

Un masso-altare usato dai druidi[6], sacerdoti dei Celti[7]per riti sacrificali, le coppelle sembra che potessero raccogliere il sangue di vittime, animali o addirittura umane, altri parlano di riti religiosi legati all'acqua che feconda la terra, anche questa possibilità attendibile essendo presente il torrente Sedornia.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Gandellino è situato in una vallata e possiede un stretto fondovalle. Il suo clima è continentale, con inverni freddi e moderatamente secchi ed estati relativamente calde e umide. In condizioni di cielo sereno, in inverno si ha la tipica inversione con minime tra -4 e -6; in estate invece da minime di 16-17° si può arrivare a massime intorno ai 25-26°. Spesso l'inverno dà luogo a precipitazioni nevose anche di forte intensità.

Gandellino val Sedornia Baita Zucchi 01

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Di pregevole interesse artistico sono le due chiese parrocchiali.

S. Maria Nascente - Gromo San Marino[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di S.Maria Nascente
Pietro Bussolo (?)
Cristo Risorto
Legno dipinto e dorato
1510 circa

La chiesa, dedicata alla Natività di Maria,è risalente al 1350, situata sopra un dosso, è ben visibile dalla valle. Anticamente era annessa ad un convento di monache ora soppresso. Un porticato sui lati nord e ovest la contorna. Sul lato verso valle, presenta sette aperture ad arco a tutto sesto in pietra arenaria, complete di colonne in stile toscano che poggiano su di un alto parapetto in muratura coperto da piana in pietra come basamento.
L'interno è caratterizzato da una pianta a tre navate, di cui quella centrale più alta rispetto le due laterali. Le volte di sostegno poggiano su grosse colonne di pietra diverse tra loro per dimensione, ciò rende le arcate a loro volta diverse, creando un'asimmetria architettonica nella chiesa.
Tra le opere artistiche degne di nota vi sono da citare antichi affreschi, molto probabilmente riconducibili proprio alla chiesa primitiva poi ampliata, presumibile opera di Giacomo de Buschis detto il Borlone, che già aveva lavorato nella valle affrescando la Danza Macabra [8], mentre altri di epoca quattrocentesca rappresentano il "Il credo degli apostoli". Sia la navata centrale che il presbiterio sono decorati con medaglie e cornici in stucco di epoca barocca che raffigurano scene della vita di Maria mentre l'ancona lignea posta dietro l'altare è caratterizzata dalla scultura di un Cristo Risorto, opera della cerchia dello scultore Pietro Bussolo del 1510 circa.
L'edificio è stato restaurato tre volte: la prima nel 1877 e in seguito nel 1936 e infine1987[9].
Nel cimitero accanto è stato tumulato il missionario Alessandro Dordi, proclamato beato il 3 febbraio 2015 da Papa Francesco.

Chiesa Parrocchiale - San Martino[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa, del XX secolo, fu iniziata nel 1920 e terminata con la costruzione della torre campanaria nel 1984, si presenta all'esterno completamente rivestita in pietra, con ai lati due ambulacri aperti verso l'esterno con archi a tutto sesto, a cui si accede per mezzo di due scalinate. L'architettura dell'edificio da la sensazione di trovarsi davanti ad un edificio a tre navate. L'interno è a pianta rettangolare ad unica navata ripartita in sei campate uguali. Le pareti laterali sono interessate da un'alta zoccolatura in pietra, mentre la parte superiore s'imposta un matroneo con sei ordini di trifore per lato. Sopra, oltre il cornicione, si aprono dodici finestre circolari, due per campata, una per lato, che illuminano naturalmente l'interno della chiesa. Oltre la sesta campata inizia il presbiterio, una larga scalinata di sei gradini, nel cui mezzo spicca dominante il tiburio dell'altare centrale con ciborio proveniente dalla cappella dell'ex seminario di Clusone. La facciata opposta,sopra la porta d'ingresso, è interessata da una cantoria in muratura sorretta da quattro colonne con base e capitello. Alla base della torre campanaria posta nella parte occidentale della chiesa, vi è l'ingresso che porta all'interno della cripta. La cripta, usata per le funzioni nelle stagioni invernali, è a pianta rettangolare con un'unica navata e con copertura a volta a botte ed ha dimensione analoga alla chiesa soprastante. Ha un deambulatorio absidale e altare con colonne ed arcate in marmo rosso. Sulla parete rivolta a nord colpiscono gli intensi colori nella rappresentazione, di autore anonimo, raffigurante l'inferno, il purgatorio e il paradiso. Nella cripta è conservata la statua della Madonna del Carmine di opera fantoniana.

San Giorgio - Bondo. Santa Lucia -Tezzi[modifica | modifica wikitesto]

Altre chiese da visitare sono quelle di San Giorgio a Bondo, dedicata alla Madonna di Lourdes, di San Giovanni Battista in località Tezzi e di Santa Lucia in contrada Foppi. L'abitato di Tezzi offre anche alcuni esempi di architettura tipica della montagna bergamasca: un tempo contrada popolosa, oggi, ancora percorsa da viottoli e angusti acciottolati, ha ben conservato le case rurali con finestrelle e inferiate, ballatoi in legno e tetti con tipiche lastre di ardesia.

Pregevole esempio di archeologia industriale è invece la centrale idroelettrica Enel, risalente al 1920, di aspetto neogotico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Salendo la Val Sedornia, uno strano masso sembra testimoniare la presenza dell'uomo sul territorio almeno due millenni a.C., in località Spiaz de Martisola.

Un parallelepipedo con incisi segni circolari che si susseguono su linee parallele, e coppelle, che non sono sicuramente di origine naturale. Un masso-altare usato per culto e sacrifici dei sacerdoti precristiani, i drudi celtici,come nelle vicina valle Canonica.

Il primo documento che riporta il nome Oltre il dragone, riconducibile al bergamasco "dargùn", 'torrente rovinoso', o "drag", 'frana', questo è infatti l'antico nome della località[10], risale al 774, documento in cui Carlo Magno re dei Franchi, dona tutta l'Alta Valle Seriana al Monastero di San Martino di Tours in Francia, a testimonianza di questo, Gandellino mantiene S. Martino quale santo patrono.

Cappella San Carlo Gandellino

Nel 1267 ottiene l'autonomia dal Vicariato di Bergamo, che nel 1067 era subentrato al Monastero di S.Martino, partecipando con Gromo e Valgoglio all'espugnazione del paese di Covo con mezzi propri, sia economici che di uomini in qualità di soldati e di forza lavoro. Il documento, detto "Instrumento del privilegio", è ora conservato e consultabile presso il museo sito nel Palazzo Milesi di Gromo. Con l'autonomia i ricavati dell'estrazione e lavorazione di minerali, diventano l'economia del paese. Risale al 1396[11] invece il documento, un atto notarile di vendita, dove compare, per la prima volta, il nome di Gandellino, anche questo con ogni probabilità dalla voce bergamasca “ganda”, che significa “frana”.


Nel 1428, passando sotto il dominio veneto, il mercato e il lavoro delle armi, subiscono un notevole incrementato, come per tutti i paesi della valle, ma una terribile frana nel XV secolo, distrugge le fucine che erano presenti lungo il torrente Sedornia per la lavorazione dei metalli, e la successiva frana del 1834 ne cancella ogni traccia, rimangono consultabili solo gli atti notarili a testimonianza storica.

L'economia contadina, molto povera, data la posizione montana porta nei primi del '900 ad una migrazione corposa, in Francia e in Svizzera. Nel 1968 cedette le frazioni Ripa e Bettuno al comune di Gromo[12].

Sul territorio si sono susseguite frane anche nel 2000[13] che richiedono da anni interventi di prevenzione con canali di scolo acque e muri di contenimento[14][15]con lavori che hanno richiesto studi approfonditi del territorio.[16]

Tezzi Alti Gandellino

Le sempre difficili situazioni economiche porteranno ad una unione amministrativa di Gromo con i paesi confinanti e il 17 luglio 2014, con seduta straordinaria il Consiglio Comunale approva lo Statuto Costitutivo dell'Unione di Comuni[17] dell'Alto Serio con Gromo, Valgoglio e Valbondione.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Il gonfalone porta raffigurati cinque abeti d'argento, terrazzati di verde, e accompagnati in capo da due picconi d'oro, manicati d'argento, decussati, e in punta dall'incudine attraversante, sostenente il maglio posto in fascia, entrambi di nero.[18]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

La Madonna del Carmelo[modifica | modifica wikitesto]

Malgrado il paese abbia come santo patrono S. Martino, è la festa della Madonna del Carmelo che cade il 16 luglio, quella maggiormente solennizzata. I numerosi emigranti, che dai primi del Novecento si sono allontanati dal paese alla ricerca di lavoro tornando solo durante le vacanze estive, hanno portato a posticipare i festeggiamenti al 15 agosto, giorno della Assunta.

Le vie e gli angoli del paese, che diventano il percorso della precessione, vengono addobbati di fiori e di simboli mariani, ma l'attrazione della festa è l'incanto al porto della statua della Madonna.

Pochi minuti prima della processione, infatti, sul sagrato della chiesa, si radunano i paesani e seguono l'incanto all'asta per il porto della statua durante la processione.

Dopo il susseguirsi di suggestivi lanci e rilanci di offerte, il banditore proclama chi si è aggiudicato il porto della statua lungo le vie del paese, tra i maridac e i suen, tra gli sposati e i giovani. Lo scoppio di botti segna l'inizio della processione.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[19]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
7 maggio 1990 22 aprile 1995 Gabriella Dordi "Democrazia Cristiana", poi lista civica "Amicizia - Unità" Sindaco
23 aprile 1995 12 giugno 1999 Gabriella Dordi lista civica "Monte Redorta" Sindaco
13 giugno 1999 13 giugno 2004 Fabrizio Gusmini lista civica "Nuove idee" Sindaco
14 giugno 2004 7 giugno 2009 Fabrizio Gusmini lista civica "Nuove idee" Sindaco
8 giugno 2009 25 maggio 2014 Tobia Sighillini lista civica "Camminare nel tuo paese" Sindaco
26 maggio 2014 in carica Flora Donatella Fiorina lista civica "Uniti nel rinnovamento" Sindaco

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Merlini Don Giuseppe Merlini, La parrocchia e la chiesa di S. Martino di Gandellino, 2005.
  • Mario Merlini, don Giuseppe Merlini, La parrocchia di Santa Maria Nascente Gromo San Marino, 2005.
  • Gabriele Nobili, Statuerent Quod Comune de Gromo et Omnes Hatantes Sint Burgum Et Burgienses.
  • Umberto Zanetti, Paese e luoghi di Bergamo. Note di etimologia di oltre 1000 toponimi, Bergamo, 1985.
  • Paolo Oscar e Oreste Belotti, Atlante storico del territorio di Bergamo, in Monumente Bergamensia LXX.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile al 30-6-2011.
  2. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  3. ^ pizzo di petto 2270, hikr.
  4. ^ Valle Seriana Bike, ciclabile alta valle seriana http://www.valleserianabike.it/piste_ciclabili/alta_valle_seriana/ciclabile_alta_valle_seriana.html ciclabile alta valle seriana .
  5. ^ Enzo Valenti, l'eco di Bergamo, http://www.orobievive.net/36_itinerari/2013/val%20sedornia%209%20ottobre%202013.pdf.
  6. ^ [www.bergamoavvenimenti.it/calendario/event/6073/il-masso-altare-celtico-allo-spias-de-la-martisola/ Il Masso Altare Celtico Allo Spias De La Martisola] , Bergamo Avvenimenti.
  7. ^ Il Sizzi, [ilsizzi.wordpress.com/2015/01/20/cognomi-bergamaschi-di-etimo-celtico/ Cognomi bergamaschi di etimo celtico] .
  8. ^ Il dogma degli apostoli di Gromo S: Marino, MYvallei.it. URL consultato il 2 aprile 2016.
  9. ^ http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=31410&Chiesa_di_San_Marino_e_Nativit%C3%A0_di_Maria_Vergine__Gromo_S._Marino,_Gandellino
  10. ^ Gandellino (Bg), Italiapedia. URL consultato il 1 aprile 2016.
  11. ^ http://www.bibliotecamai.org/cataloghi_inventari/archivi/collezione_pergamene/form_visualizza_pergamena.asp?id_pergamena=1927
  12. ^ Decreto del presidente della Repubblica 28 maggio 1968, n. 767, in materia di "Distacco delle frazioni Ripa e Bettuno dal comune di Gandellino con aggregazione al comune di Gromo."
  13. ^ Si scava una trincea per proteggere le case di Gandellino, L'eco di Bergamo. URL consultato il 1 aprile 2016.
  14. ^ Il paese della frana fantasma «Così fermeremo la montagna»
  15. ^ Gandellino frana dei Tezzi ripartono i lavori Antenna 2 TV 08022013 - YouTube
  16. ^ MELCO SRL - Realizzazioni
  17. ^ http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/testi/00267dl.htm
  18. ^ Statuto comunale
  19. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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