Deambulatorio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Pianta di fabbrica con evidenziato il deambulatorio
Pianta della basilica di Sant'Agnese fuori le mura
Il volume del deambulatorio e le tre cappelle radiali dell'Abbazia di Sant'Antimo

Il deambulatorio (noto anche come ambulacro) è un corridoio posto intorno al coro e all'abside, caratteristico dell'architettura romanica francese e poi dell'architettura sacra gotica. Esso è un caso particolare di "collaterale circolare", che non presenta parti diritte, ma che ha lo stesso ruolo, strutturalmente parlando, di un collaterale.

Il termine deriva dal latino deambulare, con il significato di "camminare". In origine, nell'antica Roma, con il termine ambulacrum s'intendeva il passaggio, in genere porticato, in cui si era soliti passeggiare, oppure lo spazio nel tempio greco fra la cella e il colonnato.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Un deambulatorio fu realizzato, ai tempi di Costantino, nella Basilica del Santo Sepolcro attorno al luogo ritenuto la tomba di Cristo. Nello stesso periodo il deambulatorio fu utilizzato in alcune basiliche paleocristiane di Roma: le "basiliche a deambulatorio" o circiformi (per analogia con lo schema planimetrico del circo romano a terminazione semicircolare[1]. In esse le navate laterali proseguivano formando un percorso semicircolare absidale. Ebbero una precisa connotazione funeraria: furono costruite in relazione alla sepoltura di martiri e fungevano anche da cimiteri coperti per i fedeli che desideravano farsi seppellire vicino al santo a cui la basilica era dedicata. In questo ristretto gruppo di edifici, del periodo costantiniano, si trovano la Basilica Apostolorum (oggi San Sebastiano), la Sant’Agnese sulla via Nomentana, la San Lorenzo al Verano e la chiesa dei Santi Marcellino e Pietro. Oggi rimangono poche testimonianze di tale assetto planimetrico.

Il deambulatorio divenne un elemento tipico delle basiliche di pellegrinaggio sorte nei secoli XI e XII, lungo gli itinerari di pellegrinaggio verso il santuario di Santiago di Compostela, nella Francia meridionale e nella Spagna settentrionale. Il deambulatorio permetteva ai pellegrini di girare attorno all'altare maggiore, dove si trovavano le reliquie del santo, e di pregare nelle cappelle poste sul perimetro esterno dell'abside (cappelle radiali), senza disturbare le celebrazioni di culto che si svolgevano sull'altare principale.Tra gli esempi, si possono citare la basilica di Saint-Sernin a Tolosa e la stessa cattedrale di Santiago di Compostela. Il deambulatorio fu un elemento caratterizzante anche dell'architettura cluniacense e dell'architettura romanica della Normandia.

Il deambulatorio che corre attorno al coro dell'abbazia di Saint-Denis, presso Parigi, è uno degli esempi più rappresentativi di questo elemento architettonico che caratterizzerà l'epoca delle grandi cattedrali gotiche francesi e che in alcuni casi sarà addirittura doppio (cioè composto da due navate) come nella cattedrale Notre-Dame de Coutances.

Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia gli esempi più antichi risalgono al periodo normanno nell'Italia meridionale come la cattedrale di Aversa, la cattedrale di Santa Maria Assunta e San Canio vescovo, nel comune di Acerenza, nel complesso della Santissima Trinità a Venosa, nell'abbazia di Sant'Eufemia a Lamezia Terme, nella cattedrale di Melfi, e successivamente nell'abbazia di Sant'Antimo. Del periodo gotico nella basilica di San Lorenzo Maggiore a Napoli (unico esempio di deambulatorio in gotico francese in Italia), la cattedrale di Barletta, la basilica della Santissima Annunziata di Montecosaro, la basilica di San Francesco e la basilica di Santa Maria dei Servi a Bologna e la basilica di Sant'Antonio di Padova.

Viene chiamato deambulatorio anche lo spazio compreso tra colonnato interno e struttura muraria esterna negli edifici a pianta centrale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Eugenio La Rocca, Le basiliche cristiane a deambulatorio e la sopravvivenza del culto eroico, in Serena Ensoli e Eugenio La Rocca (a cura di), Aurea Roma: dalla città pagana alla città cristiana, Roma, L'Erma di Bretschneider, 2000, pp. 204-220, ISBN 88-8265-126-6.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]