Basilica di San Francesco (Bologna)

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Basilica di San Francesco
6049 - Bologna - San Francesco - Facciata - Foto Giovanni Dall'Orto, 9-Feb-2008.jpg
La facciata della basilica nell'omonima piazza
StatoItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna
LocalitàBologna
Indirizzopiazza San Francesco e piazza Malpighi 9 ‒ Bologna (BO)
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
Arcidiocesi Bologna
Consacrazione1251
Stile architettonicogotico
Inizio costruzione1236
Completamento1263

Coordinate: 44°29′41.69″N 11°20′06.17″E / 44.494913°N 11.335046°E44.494913; 11.335046

La basilica di San Francesco (baséllica ed San Franzàssc in bolognese) è una chiesa bolognese del XIII secolo dedicata a san Francesco d'Assisi di proprietà dell'Ordine dei frati minori conventuali. Nel novembre del 1935 papa Pio XI l'ha elevata alla dignità di basilica minore[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Cartolina del 1941

San Francesco giunse a Bologna nel 1222 e la sua predica determinò un decisivo interesse verso il francescanesimo. I francescani però, tramite l'opera di Bernardo di Quintavalle, avevano ottenuto da Nicolò Pepoli già dal 1213 la modesta casa di Santa Maria delle Pugliole, la quale sarà il primo insediamento francescano a Bologna. Qui i frati rimasero fino al 1236, anno in cui, per interessamento di papa Gregorio IX e per la concessione delle autorità civili, ebbero la possibilità di avviare la costruzione del grande complesso che, fin dalle sue fondazioni, ebbe carattere di monumentalità.

Non si conosce il nome dell'architetto che realizzò il progetto iniziale, ma dalle cronache di Bartolomeo delle Pugliole si apprende che nel 1254 crollarono due arcate e che nell'incidente venne coinvolto frate Andrea "maestro della ghiexia", il quale ebbe le gambe spezzate. Questo fa presuppore che frate Andrea fu l'ideatore del progetto originale. La presenza a Bologna di Marco da Brescia, frate francescano, potrebbe far pensare che sia anche l'ideatore del progetto, ma non è suffragato da prove documentali. È probabile invece che tutto il complesso sia stato realizzato in maniera collettiva dalla comunità francescana intera, senza che ci sia stata una preminente individualità che ha ideato e condotto i lavori. Nel 1263 l'edificio era completo nelle sue parti essenziali.

Tra il 1397 e il 1402 fu innalzato un nuovo grande campanile su progetto di Antonio di Vincenzo, che realizzò anche la prima cappella privata, quella della famiglia Muzzarelli. Lungo il perimetro furono successivamente costruite altre cappelle gentilizie, tutte eliminate nei restauri di fine Ottocento, esclusa la quattrocentesca cappella di san Bernardino.

Dopo l'arrivo dei francesi (1796) la chiesa fu sconsacrata, ridotta a dogana, subì la dispersione del suo patrimonio artistico e conobbe un forte degrado strutturale. Tra il 1886 e il 1906 Alfonso Rubbiani ne curò un restauro che restituì alla chiesa l'aspetto originario ma con alcune pesanti ricostruzioni.

I bombardamenti della seconda guerra mondiale hanno arrecato al complesso ulteriori danni e crolli (facciata, volte e chiostro), poi ripristinati dai restauri della Soprintendenza.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

Benché di forme e aspetto ancora prettamente romanici, San Francesco di Bologna è tra le costruzioni italiane quella nella quale sono riflesse con maggiore fedeltà le caratteristiche del gotico francese, chiaramente riconoscibili soprattutto negli archi rampanti absidali esterni.

Di notevole interesse nei pressi dell'abside i tre monumenti funebri (Arche) dei glossatori Accursio e del figlio Francesco d'Accursio, del giurista Odofredo e di Rolandino dei Romanzi.

La facciata a capanna è di impronta ancora romanica, tripartita da lesene e decorata da scodelle di ceramica lungo gli spioventi. Il portale si apre entro un protiro marmoreo affiancato da bassorilievi che forse risalgono all'VIII secolo.

Atrio romanico[modifica | modifica wikitesto]

Alla base del campanile si trova la grande Tomba di Pietro Canetoli (1382), in stile gotico; vicino, l'affresco con Madonna col Bambino e santi di Pietro di Giovanni Lianori (1405 circa).

Incassato fra la chiesa e gli edifici che la fiancheggiano dal lato sud è un piccolo atrio in stile romanico, ma anch'esso fortemente restaurato, con archi a tutto sesto, e sulle pareti frammenti di sculture e elementi decorativi; da qui si accede al chiostro del convento e alla chiesa per un ingresso laterale.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

L'interno è a tre navate scandite da pilastri ottagonali con altissime (rispetto all'altezza della basilica) volte esapartite (cioè divise in sei vele, come a Notre Dame di Parigi). Nel coro si sviluppa un deambulatorio absidale con corona di nove cappelle a raggiera.

Sulla controfacciata si trova il Monumento di Ludovico Boccadiferro (1545); sulle pareti della chiesa si trovano il Monumento di Pietro Fieschi di Francesco di Simone Ferrucci (1492), l'Arca del vescovo Galeazzo Bottrigari (1519), il Monumento di Alessandro Zambeccari opera di Lazzaro Casario (1571), il Sepolcro di Giuseppe Arnolfini (1543); il Sepolcro di papa Alessandro V, opera di Nicolò Lamberti (1424) e Sperandio Mantovano[2], la Pietra tombale di Ercole Bottrigari (1612). All'altare maggiore è la grandiosa ancona marmorea di San Francesco che fu commissionata ai fratelli Pierpaolo e Jacobello dalle Masegne, ma realizzata dal solo Pierpaolo (1388-1392).

Alle pareti del presbiterio sono ricollocati frammenti di affreschi con Storie della vita di san Francesco, realizzati da Giovanni da Rimini nel refettorio del convento, staccati e restaurati.

In una delle cappelle radiali è un Crocifisso dipinto da Giovanni Lianori.

In una delle cappelle dell'abside è contenuto l'organo costruito da Balbiani e in seguito ampliato da Francesco Michelotto di Albignàsego (PD). Fu progettato e inaugurato dall'organista Ireneo Fuser.

Nella cappella absidale dedicata alla Madonna di San Luca, si trovano le pale di San Bonaventura e di San Francesco di Paola dipinte da Antonio Maria Nardi.

Il convento[modifica | modifica wikitesto]

Il Chiostro dei Morti fu realizzato in pieno XIV secolo; sulle pareti sono collocate tombe dei dottori dello Studio tutte trecentesche. Un altro grande chiostro quattrocentesco è verso il lato sud: questo e molte altre parti del grande complesso che nei secoli fu dei frati Minori è oggi adibito ad altri usi (uffici finanziari).

Maestri dell'antica Cappella musicale[modifica | modifica wikitesto]

L'elenco è preso dalla Miscellanea storico-patria bolognese tratta dai manoscritti di Giuseppe Guidicini e pubblicato col nr. 50 e il titolo Catalogo dei PP. Minori Conventuali, che hanno occupato il posto di maestro di Cappella, nella Chiesa di San Francesco di Bologna dal 1537 al 1784 dal figlio Ferdinando nel 1872[3].

  • 1537 Fra Bartolomeo da Tricarico fino all'anno 1571.
  • 1571 Padre Girolamo da Napoli.
  • 1573 Padre Giuliano Cartari da Bologna fino all'anno 1610.
  • 1591 Padre Giulio Belli da Longiano in tempo solamente del Capitolo.
  • 1641 Padre Guido Montalbani.
  • 1642 Padre Bartolomeo Montalbani sino all'anno 1651.
  • 1651 Padre Guido Montalbani.
  • 1654 Padre Antonio Cossado da Brescia in tempo del Capitolo.
  • 1655 Padre Francesco Maria Angeli d'Assisi in tempo del Capitolo.
  • 1658 Padre Arconati da Saronno sino all'anno 1659.
  • 1659 Padre Marco da Rimini.
  • 1660 Padre Arconati da Saronno.
  • 1667 Padre Francesco Passerini da Bologna.
  • 1672 Padre Domenico Scorpione da Rossano fino all'anno 1674.
  • 1674 Padre Guido Montalbani da Bologna.
  • 1675 Padre Francesco Passerini da Bologna.
  • 1675 Padre Carlo Baratta.
  • 1677 Padre Arconati da Saronno.
  • 1681 Padre Francesco Passerini fino all'anno 1694.
  • 1695 Padre Tarabusi da Cesena in tempo del Capitolo.
  • 1698 Padre Giuseppe Natoli da Camerino.
  • 1700 Padre Ferdinando Gridi da Bologna per supplemento. Fu invitato in quest'anno il Padre Francesco Antonio Collegari da Venezia, ma non venne. Dall'anno 1695 sino al 1700 non vi fu Padre maestro di Cappella.
  • 1702 Padre Ferdinando Lazzari da Bologna. Nell'anno 1705 fu fatto maestro di Cappella de' Frari in Venezia Chiesa dei Conventuali.
  • 1706 Padre Giuseppe Maria Pò del Finale eletto, ma non venne.
  • 1708 Padre Ferdinando Gridi da Bologna fino al 1713.
  • 1720 Padre Alessandro Salvolini.
  • 1725 Padre Gio. Battista Martini da Bologna maestro insigne.
  • 1784 Padre Stanislao Mattei da Bologna.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Vignali, Dall'antica perduta cattedrale al San Petronio: l'evoluzione dell'architettura sacra a Bologna, Zola Predosa, BTF, 2002

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]