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Predore

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Predore
comune
Predore – Stemma Predore – Bandiera
Predore – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Paolo Bertazzoli (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 45°41′N 10°01′E / 45.683333°N 10.016667°E45.683333; 10.016667 (Predore)Coordinate: 45°41′N 10°01′E / 45.683333°N 10.016667°E45.683333; 10.016667 (Predore)
Altitudine 189 m s.l.m.
Superficie 10,96 km²
Abitanti 1 901[1] (12-01-2013)
Densità 173,45 ab./km²
Frazioni Eurovil, Mantolina
Comuni confinanti Iseo (BS), Sarnico, Tavernola Bergamasca, Viadanica, Vigolo
Altre informazioni
Cod. postale 24060
Prefisso 035
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016174
Cod. catastale H020
Targa BG
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 383 GG[2]
Nome abitanti Predoresi
Patrono Sacro Cuore di Gesù e San Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Predore
Predore
Predore – Mappa
Posizione del comune di Predore nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Predore (Predùr in dialetto bergamasco[3][4]) è un comune italiano di 1.901 abitanti[5] della provincia di Bergamo, in Lombardia. Situato sulla sponda occidentale del Lago d'Iseo, dista circa 31 chilometri a est dal capoluogo orobico.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio e luoghi d'Interesse[modifica | modifica wikitesto]

Arrivando da Sarnico, dopo il centro turistico Eurovil, si trova la chiesetta di San Giorgio, dove alcuni recenti interventi di ripristino hanno evidenziato le caratteristiche architettoniche medievali del piccolo edificio.

Proseguendo per circa un chilometro si giunge nel centro del paese, posto su un declivio tra lago e collina, formato dai sedimenti del torrente Rino, che qui trova sfogo nel lago d'Iseo.

Nell'ariosa Piazza Vittorio Veneto sorge il municipio, affiancato a sinistra dalla storica fontana dell'anno 1709 e dall'olmo a cui un tempo era intitolata la piazza.

Panorama del comune

Poco resta del fascino originario del Centro Civico: l'ex chiesa arcipresbiterale plebana venne eretta prima dell'anno 1000 nell'antico borgo a lago di Predore, e nel corso dei secoli subì molteplici trasformazioni che ne compromisero la struttura altomedioevale. La facciata orientata verso il lago è semplice nella forma, la pianta è ad unica navata di stile barocco, la copertura attuale è a capriate e sostituisce la volta che è crollata per via del periodo di abbandono che ha subito, ora è interessata da un intervento di riqualificazione atto a renderla idonea come auditorium civico.

In riva al lago, all'interno della pregevole villa Lanza si trova la Torre Dimezzata del XII secolo, che faceva parte della fortificazione di Predore. Le credenze popolari raccontano di due fratelli, l'uno guelfo e l'altro ghibellino, venuti a contesa e che vollero uno lasciare in piedi, e l'altro abbattere la torre. In realtà non è certo cosa sia stato a provocare il crollo del mastio.

L'altro centro storico arroccato a monte della strada rivierasca conserva alcuni resti dell'antico borgo fortificato e del castello medievale; caratteristiche sono invece le strette viuzze che si articolano in ripido pendio fino ai margini più elevati del nucleo abitato.

A nord del paese, in una stupenda posizione a mezza montagna sorge il Santuario della Madonna della Neve, edificato nel XV secolo; esso subì in successione profonde trasformazioni ed ampliamenti. Il Santuario è accessibile per una strada particolarmente ripida, o a piedi per una scalinata di ben 288 gradini. Ottimo da qui il panorama sul lago e sulla riserva ambientale delle Torbiere di Iseo.

Nella parte orientale del comune sorge il cosiddetto Corno di Predore, area di grande interesse scientifico e naturalistico.

Chiesa arcipresbiterale[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Arcipresbiterale Plebana del Sacro Cuore di Gesù e San Giovanni Battista
  • La Chiesa arcipresbiterale plebana del Sacro Cuore di Gesù e San Giovanni Battista sorge a est di Piazza Vittorio Veneto e venne edificata nel 1909 su progetto del prof. Giovanni Barboglio. Il titolo di Arcipresbiterale Plebana indica che è la chiesa matrice della 14 parrocchie afferenti al vicariato di Predore, diocesi di Bergamo. All'interno spicca un dipinto della Madonna con San Felice da Cantalice di Francesco Zucco (XVII secolo). L'organo a doppia tastiera, provvisto di 19 registri, è stato commissionato alla ditta Marzoli e Rossi di Varese nel 1925, ma necessita di un intervento di restauro. L'attiguo campanile di metri 45 d'altezza, ultimato nel 1921, vanta un concerto di 8 campane in tonalità Do3 grave lombardo, fuso nel 1950 dalla fonderia pontificia Angelo Ottolina di Bergamo per un peso complessivo di 60 quintali, di cui 18,64 quintali la campana maggiore.
  • Il Vicariato di Predore n° 20 è una suddivisione amministrativa della diocesi di Bergamo comprendente le parrocchie di Adrara San Martino, Adrara San Rocco, Credaro, Foresto Sparso, Gandosso, Paratico (Bs), Parzanica, Predore, Sarnico, Tavernola Bergamasca, Viadanica, Vigolo, Villongo Sant'Alessandro e Villongo San Filastro. Con il sinodo diocesano dell'anno 1574 il vescovo di Bergamo Federico Cornaro nell'intento di realizzare la riforma promossa dal Concilio di Trento e caldeggiata soprattutto dal metropolita di Milano Carlo Borromeo, avviò una radicale riorganizzazione della struttura diocesana: erano abolite le circoscrizioni plebane e venivano introdotte le vicarie. Un'eco di queste innovazioni è riscontrata già a partire dal 1575, proprio in occasione della visita apostolica di Carlo Borromeo, quando vediamo spartito l'antico nucleo delle parrocchie sottosposte alla pieve di Calepio, tra le vicaria di Calepio, detta anche Valle Calepio Inferiore, e quella di Predore, detta anche della Valle Calepio Superiore (Beneficiorum ecclesiasticorum 1577). Entro quest'ultima erano confluite, come attestato nei verbali della visita apostolica dell'arcivescovo di Milano, le parrocchie di San Giovanni Battista di Predore, Santa Maria Maddalena di Tavernola, di Santa Maria di Vigolo, di San Colombano di Parzanica; mentre nella pieve di Calepio comparivano le parrocchie di San Lorenzo di Calepio, San Lorenzo di Tagliuno, San Giorgio di Credaro, San Marco del Foresto, San Filastro di Villongo, San Giovanni Battista di Viadanica, San Martino di Adrara, San Martino di Sarnico, Santa Maria di Paratico (Visita Borromeo 1575)

In occasione della visita pastorale del vescovo Barbarigo, avvenuta nel 1659, la vicaria foranea di Predore risultava composta dal medesimo nucleo di parrocchie, ossia Predore, Tavernola, Vigolo e Parzanica (Montanari 1997). E ancora nell'intera serie dei registri manoscritti relativi allo Stato del clero della diocesi di Bergamo, contenenti le relazioni dei vicari foranei circa l'assetto delle parrocchie da essi visitate a partire dall'anno 1734, la parrocchia di Predore risultava a capo di una circoscrizione vicariale che si mantenne stabile nei propri confini (Stati del clero 1734-1822).

La parrocchia di Predore restò a capo dell'omonima vicaria, comprensiva delle suddette quattro comunità, fino alle successive modifiche dell'assetto territoriale della diocesi di Bergamo. Dal 1971, sotto l'episcopato di Clemente Gaddi, in seguito alla riorganizzazione territoriale diocesana in zone pastorali (decreto 28 giugno 1971), la diocesi venne divisa in diciotto circoscrizioni e la vicaria di Predore, insieme alle parrocchie delle vicarie di Calepio, Telgate e con l'aggiunta della parrocchia di Bolgare gravitante sulla Val Calepio, entrò a far parte della zona pastorale XIII. A quest'epoca la vicaria di Predore, si presentava inalterata nei suoi confini che comprendevano sempre le medesime quattro parrocchie di Predore, Parzanica, Tavernola e Vigolo.

Con l'abolizione dei vicariati foranei e l'erezione dei vicariati locali nella diocesi, fu istituito il vicariato di Predore, in cui confluirono le suddette parrocchie, con l'aggiunta di Adrara San Rocco, Adrara San Martino, Collepiano, Costa d'Adrara, Credaro, Foresto Sparso, Gandosso, Paratico, Sarnico, Viadanica, Villongo Sant'Alessandro, Villongo San Filastro, provenienti dal vicariato di Calepio (decreto 27 maggio 1979).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del nome

Sicuramente i primi reperti ritrovati ci riportano all'epoca romana ed è al popolo dei latini a cui dobbiamo il nome Predore: infatti per quanto riguarda l'origine etimologica abbiamo due teorie, secondo la prima il nome deriva da PREDA, che significa bottino di caccia, mentre un'altra propone la teoria di PRAEDIUM, facendo riferimento al console e pretore romano Nonius Arius Mucianus che qui si stabilì nel III secolo. Preda in dialetto locale significa pietra ed altre teorie suppongono che dalla declinazione "Predù" derivi il nome del comune, in rapporto all'imponente carattere della parete del Corno.

Situato poco oltre la Valcalepio, sulla sponda destra del lago d'Iseo (il quale divide la provincia bresciana da quella bergamasca), non è facile stabilirne le origini.

Di tale epoca numerosi sono i reperti ritrovati: i resti di una strada romana che assieme all'antico porto faceva di Predore un centro attivo, alcune monete risalenti tutte al III secolo, residui di pavimentazione interna che per struttura e disegno precisavano l'epoca di formazione romana che vennero ritrovati scavando nella contrada del lago.

Inoltre ad inizio secolo facendo degli scavi per l'erezione di un locale scolastico si rinvenne la base di vasche balneari che fanno supporre che i romani venissero a villeggiare sulle nostre spiagge. Altra testimonianza della presenza romana è il tempio della dea Diana, dea dei boschi e delle selve, della selvaggina in sasso bianco alto 90 cm e largo 60 donato nel 1743 al comune di Bergamo.

Nel Medioevo Predore era un fortilizio sicuramente alla pari dei comuni vicini, in riva al lago sorgeva il palazzo del Signorotto difeso da due torri, una merlata dimezzata e l'altra che risulta ora modificata, da una cinta muraria a nord e dalle barriere naturali costituite dal lago e dal fosso del torrente Rino. Per quanto riguarda gli spunti bellicosi in questo territorio si limitano al conflitto tra guelfi e ghibellini.

A Predore, comune a prevalenza guelfa, capeggiava la famiglia Foresti, tra cui va ricordato Micideno, erudito e autorevole, non mancavano però i ghibellini. La mezza torre non va però ricollegata alle leggende e alle diatribe tra queste due fazioni, bensì a un cedimento delle fondazioni che probabilmente avvenne poco dopo la sua costruzione, perché in tutte le battaglie avvenute non esistono documenti che fanno riferimento a questa torre.

Da ricordare anche il grande impegno e apporto dei Predoresi nei due conflitti mondiali che viene ricordato con il parco delle rimembranze presso San Rocco.

Merita di essere menzionata, infine, un'importante scoperta avvenuta recentemente sul territorio di Predore. Durante un'esplorazione alla grotta Bus del Coren tra le rupi che sovrastano l'abitato, alcuni saggi nel terreno consentirono di portare alla luce importanti reperti del periodo Neolitico. Scoperta di notevole importanza archeologica, essendo queste le uniche attestazioni di insediamenti in grotta di tale periodo in tutto il territorio bergamasco.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Predore[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio

Il sindaco è Paolo Bertazzoli, della lista Insieme per Predore, eletto il 16/05/2011 ed attualmente impegnato nel suo secondo mandato.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2006 2011 Lorenzo Girelli lista civica Sindaco
2011 2016 Paolo Bertazzoli lista civica Sindaco
2016 in carica Paolo Bertazzoli[7] lista civica Insieme per Predore Sindaco II mandato

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 519.
  5. ^ demo.istat.it, ISTAT http://demo.istat.it/bilmens2012gen/index.html=Dati ISTAT . URL consultato il 12 febbraio 2013.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Comune di Predore, www.repubblica.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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