Bracca

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Bracca
comune
Bracca – Stemma Bracca – Bandiera
Bracca – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
SindacoGiacomo Gentili (lista civica Bracca Viva) dal 26-5-2019
Territorio
Coordinate45°49′N 9°43′E / 45.816667°N 9.716667°E45.816667; 9.716667 (Bracca)
Altitudine720 m s.l.m.
Superficie5,47 km²
Abitanti726[1] (31-5-2021)
Densità132,72 ab./km²
FrazioniBruga, Cornalta, Fieno, Follo, Fonte Bracca, Galleria, Molino Zocchi Canarino, Ponte Merlo, Pozze, Pregaroldi, Sottoripa Usdè, Staviglio, Truchel, Zubioni
Comuni confinantiAlgua, Costa Serina, San Pellegrino Terme, Zogno
Altre informazioni
Cod. postale24010
Prefisso0345
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT016035
Cod. catastaleB112
TargaBG
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 890 GG[3]
Nome abitantibracchesi
Patronosant'Andrea Apostolo
Giorno festivo30 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bracca
Bracca
Bracca – Mappa
Posizione del comune di Bracca nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Bracca (Braca in dialetto bergamasco[4]) è un comune italiano di 726 abitanti[1] della provincia di Bergamo in Lombardia.

Situato al termine della Val Serina, laterale della Val Brembana, dista circa 25 chilometri a nord dal capoluogo orobico. Il comune fa parte della Comunità montana della Valle Brembana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Parrocchiale di Sant'Andrea

Le origini del paese sembrano risalire al I secolo a.C., ai tempi della dominazione romana, quando tutta la valle Serina fu riunita sotto il municipio di Bergamo. Anche l'origine etimologica del toponimo sembrerebbe risalire a quel periodo: pare difatti che in questi territori avesse un ruolo importante un tale chiamato Braccus.[senza fonte]

In epoca medievale il paese non risentì di particolari scontri tra guelfi e ghibellini, ma venne comunque dotato, probabilmente a scopo preventivo, di torri e fortificazioni, di cui restano alcuni ruderi in località Botta. Difatti il paese è il primo borgo che si incontra salendo la val Serina dalla val Brembana, ed era posto sulla via che si collegava alla via Mercatorum, situazione commercialmente favorevole che avrebbe potuto rendere il paese soggetto ad assalti esterni. Soltanto con la costruzione della strada sul fondovalle, lungo il torrente serina, il paese perse la sua vocazione commerciale, costringendo gli abitanti a dedicarsi ad altre attività, quali l'agricoltura e la manifattura laniera.

Ma il motivo per cui il paese è conosciuto e rinomato, anche al di fuori dai confini provinciali, sono le innumerevoli fonti d'acqua minerale presenti sul proprio territorio. Sfruttate a livello commerciale fin dall'inizio del XIX secolo grazie anche a Leopoldo Gentili che diede un significativo impulso, sono particolarmente indicate per la cura delle malattie all'apparato digerente, tanto da annoverare illustri personaggi (in primis Papa Giovanni XXIII) tra i fruitori.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma del comune di Bracca è stato concesso con decreto del presidente della Repubblica dell'11 ottobre 1983.[5]

«Troncato: nel primo, d'azzurro, alla montagna al naturale, caricata dal tralcio di vite posto in palo, pampinoso di verde, fruttifero di due grappoli di nero; nel secondo, d'argento, alla fontana zampillante di azzurro. Sotto lo scudo, il motto, su lista bifida e ondulante d'argento, Fons Aquae Salutis, in caratteri lapidari romani di nero.»

(D.P.R. 11.10.1983)

Il tralcio di vite di uva nera rappresenta la caratteristica produzione agricola del luogo, mentre la fontana ricorda l'importante presenza, sottolineata anche dal motto, della sorgente di acqua minerale conosciuta come Fonte Bracca.[6]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Sant'Andrea (Bracca).
  • Chiesa parrocchiale di Sant'Andrea. Edificata nel 1857 e consacrata nel 1872 in luogo di un edificio religioso che risulta fosse già presente nel 1360, fu infatti inserito nel documento Nota ecclesiarum civitati et episcopatus Bergomi del 1360.[7]. Conserva al proprio interno un calice d'argento di pregio, risalente al XV secolo

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

La principale attrazione è l'industria delle acque minerali, di cui è possibile ammirare un albergo in stile liberty.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Orridi di Bracca

Il percorso della strada di fondovalle che, costeggiata dal torrente Ambria, è inserita in un contesto naturalistico mozzafiato. Gli orridi, scavati dall'erosione del torrente, calano a strapiombo sulla strada e, durante il periodo invernale, permettono la formazione di stalattiti di ghiaccio.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Molto interessante è la kermesse folkloristica, che si svolge al termine della stagione estiva, denominata Festa della castagna, rinomata al punto da far accorrere persone da tutta la provincia.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2021 (dato provvisorio).
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  5. ^ Bracca di Costa Serina ora Bracca, concessione di stemma e gonfalone, su dati.acs.beniculturali.it, Archivio centrale dello Stato, Ufficio araldico, Fascicoli comunali, busta 221, fascicolo 3259.6. URL consultato il 25 aprile 2021.
  6. ^ Bracca, su Stemmi dei comuni bergamaschi. URL consultato il 7 gennaio 2021.
  7. ^ Luigi Chiodi, Nota Ecclesiarum Civitatis et Episcopatus Bergomi 1360, Bolis, 1957.
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiara Paratico, La bottega dei Marinoni, pittori di Desenzano al Serio, sec. XV-XVI, Bolis, 2008, ISBN 978-88-7827-168-5.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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