Pedrengo

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Pedrengo
comune
Pedrengo – Stemma Pedrengo – Bandiera
Pedrengo – Veduta
Chiesa parrocchiale di Sant'Evasio ed oratorio
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Gabriele Gabbiadini (Il Popolo della Libertà-Lega Nord) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°41′54″N 9°44′02″E / 45.698333°N 9.733889°E45.698333; 9.733889 (Pedrengo)Coordinate: 45°41′54″N 9°44′02″E / 45.698333°N 9.733889°E45.698333; 9.733889 (Pedrengo)
Altitudine 262 m s.l.m.
Superficie 3,6 km²
Abitanti 5 777[1] (31-12-2010)
Densità 1 604,72 ab./km²
Comuni confinanti Albano Sant'Alessandro, Gorle, Scanzorosciate, Seriate, Torre de' Roveri
Altre informazioni
Cod. postale 24066
Prefisso 035
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016160
Cod. catastale G412
Targa BG
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti pedrenghesi
Patrono sant'Evasio
Giorno festivo 10 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pedrengo
Pedrengo
Pedrengo – Mappa
Posizione del comune di Pedrengo nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Pedrengo (Pedrèngh in dialetto bergamasco[2]) è un comune italiano di 5.946 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia. Situato alla sinistra orografica del fiume Serio, dista circa 6 chilometri dal capoluogo orobico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La dimora storica dei conti Sottocasa

I primi documenti che attestano l'esistenza del paese risalgono all'anno 1051, anche se studi approfonditi hanno certificato l'esistenza di una strada militare, risalente all'epoca dell'impero romano, che collegava il paese al limitrofo comune di Gorle, passando tramite il Ponte Marzio (in territorio di Scanzorosciate) sul fiume Serio.

Sono presenti anche segni del passaggio dei Longobardi, come si evince dal significato del toponimo: Pedrengo, difatti sta a significare proprietà di Pedrus (Pietro), con la caratteristica desinenza longobarda -engo.

Il successivo periodo medievale vide il paese al centro di numerose dispute tra le opposte fazioni guelfe e ghibelline, che spesso degeneravano in cruenti scontri.

Dopo la pace di Cremona, che nel 1440 sanciva la fine di queste battaglie, il paese vide un periodo di tranquillità, anche grazie alla nuova dominazione della Serenissima. I veneziani effettuarono opere volte all'irrigazione del territorio, al fine di favorire le attività agricole presenti. Tra queste meritano menzione le rogge Borgogna e Pedrenga, tuttora funzionanti.

Da quel momento non si verificarono più eventi particolari nel paese, che seguì le vicende politiche del resto dalla provincia bergamasca.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento di maggiore interesse è indubbiamente la villa dei conti Sottocasa. Edificata nel 1705 dall'architetto Calepio, è circondata da un grande giardino con un porticato, ed è dotata di numerosi affreschi presenti nei propri saloni.

Altri edifici degni di nota sono Villa Berizzi e Villa Frizzoni, ora sede del polo scolastico, nel cui parco crescono quattro Cedri dell'Himalaya denominati i Giganti di Pedrengo; il più maestoso è alto 35 metri e allarga la sua chioma per 25 metri.[3]

La chiesa parrocchiale, intitolata a Sant'Evasio, è stata edificata all'inizio del XX secolo su progetto di Antonio Piccinelli. Portata a termine da Elia Fornoni, possiede dipinti del Procaccino e di L. Giordano. Il parroco è don Angelo Mazzola, e il curato è don Patrizio Carminati oltre a loro è presente anche monsignor Lorenzo Grigis (Canonico Onorario del Capitolo Cattedrale di Bergamo dal 2009). Oltre alla parrocchiale, ai margini dell'abitato è situato un piccolo santuario dedicato alla Madonna del Buon Consiglio, risalente ai tempi delle epidemie di peste.

La palestra comunale, denominata Pala Matti ed edificata nel 1983 su progetto dell'Ing. Simone Persico. La struttura si sviluppa su pianta rettangolare e presenta un particolare soffitto a cassettoni difficilmente riscontrabile in simili palazzetti bergamaschi. Presenta una tribuna a gradoni con collegamento a ponte tra le due sezioni riservate agli spettatori ed una barriera in metallo di tipologia Sealand che separa il campo dal pubblico. L'ingegner Persico è legato molto al presidente Marco Panigada della società sportiva PedrengoBasket, squadra di pallacanestro che gioca le sue partite in questa struttura e momentaneamente in vetta alla classifica in categoria Promozione del campionato provinciale. La squadra è molto conosciuta nella scena del basket bergamasco anche per merito dei loro vivaci supporter, membri della malfamata Brigata Faranna.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Stemma e gonfalone[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune ha, come segno distintivo della propria personalità giuridica, lo Stemma. Lo Stemma ed il Gonfalone del Comune sono stati realizzati dallo Studio Araldico di Genova, adottati con delibera di Consiglio Comunale n. 30 del 25 maggio 1961 e riconosciuti con provvedimento del Presidente della Repubblica in data 18 giugno 1962.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma adottato è uno scudo di foggia sannitica sormontato dalla corona regolamentare di Comune e circondato da due rami, uno di alloro e l'altro di quercia, avendo il primo il significato di sapienza e gloria e il secondo di forza, di resistenza e di lealtà, legati da un nastro.

È diviso in tre parti:

  • nella prima, in alto, a sfondo blu sono ricamate tre api, simbolo della laboriosità e dell'operosità della popolazione;
  • la striscia centrale, ondulata color argento con sei onde azzurre, rappresenta il fiume Serio che scorre ad ovest del Comune, delimitandone il confine;
  • nella terza, in basso, su sfondo rosso, è rappresenta la chiesetta dei Morti, denominata Madonna del Buon Consiglio, sorta per ricordare i morti della peste del Seicento.

Gonfalone[modifica | modifica wikitesto]

Il Gonfalone è un drappo rettangolare, terminante al ventame con tre bandoni, il centrale più lungo, frangiati d'argento. È diviso in due campi: il primo, in alto, di colore rosso con l'iscrizione in argento centrata e convessa verso l'alto, recante la denominazione Comune di Pedrengo; il secondo, in basso, è di colore blu. Al centro del drappo è incastonato lo Stemma comunale. Il Gonfalone è supportato da un'asta terminante con una punta a forma di freccia. Sull'asta, prima della freccia, è collocato un fiocco tricolore, rappresentante la bandiera italiana.[4]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  3. ^ Gabriele Rinaldi, Schede di grandi alberi (PDF), provincia.bergamo.it. URL consultato il 5 novembre 2008.
  4. ^ Comune di Pedrengo, Regolamento per l'uso dello stemma comunale, del gonfalone, della fascia tricolore e delle bandiere (DOC), comune.pedrengo.bg.it. URL consultato il 13 maggio 2008.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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