Gromo

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Gromo
comune
Gromo – Stemma Gromo – Bandiera
Gromo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Sara Riva (lista civica) dal 5/06/2016
Territorio
Coordinate 45°57′52″N 9°55′39″E / 45.964444°N 9.9275°E45.964444; 9.9275 (Gromo)Coordinate: 45°57′52″N 9°55′39″E / 45.964444°N 9.9275°E45.964444; 9.9275 (Gromo)
Altitudine 1 345 m s.l.m.
Superficie 20,07 km²
Abitanti 1 252[1] (31-12-2010)
Densità 62,38 ab./km²
Frazioni Boario, Ripa, Spiazzi
Comuni confinanti Ardesio, Gandellino, Oltressenda Alta, Valbondione, Valgoglio, Vilminore di Scalve
Altre informazioni
Cod. postale 24020
Prefisso 0346
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016118
Cod. catastale E189
Targa BG
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti Gromesi
Patrono San Giacomo Maggiore e san Gregorio Magno
Giorno festivo 25 luglio e 3 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gromo
Gromo
Posizione del comune di Gromo nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Gromo nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Gromo (Gróm in dialetto bergamasco[2]) è un comune italiano di 1.233 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia. Territorialmente posizionato nelle Alpi meridionali indicate con il termine Prealpi Bergamasche[3]. Situato sulla destra orografica del fiume Serio, in Val Seriana, dista circa 40 chilometri a nord-est dal capoluogo orobico, dai caratteristici i tetti neri in ardesia (pióde in dialetto bergamasco). Il comune fa parte della Comunità Montana della Val Seriana Superiore. Durante il Medioevo era soprannominato "la piccola Toledo"[4] essendo dotata di numerose fucine, che ne facevano un centro molto importante per la lavorazione del ferro e la conseguente realizzazione di armi bianche, alabarde, scudi e corazze.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo di Gromo, con i nuclei di Ripa (a sinistra) e Boario con Spiazzi (a destra)

Il comune è composto dal capoluogo sul fondovalle, posto su una rocca che domina il fiume Serio, a 676 m s.l.m. e da alcune frazioni che occupano entrambe le pendici montuose dei due lati della valle. Il territorio è compreso tra i 604 e i 2.354[5] m s.l.m.

A Nord si trova la frazione di Ripa, mentre a Est si trova la frazione di Boario, a sua volta formata da vari agglomerati posti tutti tra i 900 e i 1.200 m.

La strada che collega Gromo e il fondovalle con Spiazzi è lunga circa 7,5 km, tortuosa e panoramica, corre per i primi chilometri immersa in splendidi boschi sino alla frazione di Valzella, primo minuscolo nucleo abitato composto originariamente da una dozzina di cascine e abitazioni in pietra con tetti in ardesia,oggi ben conservate e abitate, arricchitosi oggi di alcune decine di palazzine di villeggiatura.

Dalla Valzella in poi la strada esce dai boschi, raggiunge il piccolo abitato di Boario e prosegue su ripidi pendii erbosi, fino a raggiungere le pinete della località Spiazzi.[6]

Grotta Carsica[modifica | modifica wikitesto]

Una grotta di origine carsica posta sul monte Redondo è il Bus di Tacoi. Custodisce i migliori esempi di forme carsiche conosciute. La si raggiunge con un'ora di cammino dagli Spiazzi di Gromo, con la quota di ingresso posta a 1550m. Si divide in quattro settori formati da cunicoli, corridoi e salti sviluppandosi per 1217 m con un dislivello di 189 m fino a raggiungere il lago verde.[7] L'origine del nome in italiano Buco dei Gracchi è riconducibile all'uccello montano omonimo, che nidificava nell'ingresso della grotta.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Bus di Tacoi.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Gromo è situato in una vallata e possiede un fondovalle stretto e ripido. Il suo clima è continentale, con inverni freddi e moderatamente secchi ed estati relativamente calde e umide. In condizioni di cielo sereno, in inverno si ha la tipica inversione con minime tra -4 e -6; in estate invece da minime di 16-17° si può arrivare a massime intorno ai 25-26°. Spesso l'inverno dà luogo a precipitazioni nevose. Anche nel caso di temperature superiori ai 30-33°, il vento è quasi sempre presente e soffia moderato e secco.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Lombardia.
Le origini del nome

Il toponimo del paese deriva da una parola latina: Grumus difatti significa collina, altura. A suffragio di questa teoria ci sono altri esempi nella bergamasca, riferiti a luoghi posti in prossimità di colli o montagne: Grumello del Monte e Gromlongo, frazione di Palazzago.

Castello Ginami e chiesa di San Gregorio.

L'antichità e il medioevo[modifica | modifica wikitesto]

"Damnati ad Metalla", così chiamò Plinio il Vecchio (23-79 d.C.) nel suo Naturalis historia[8] i cristiani condannati dai romani a cavar metalli nelle miniere dell'alta Val Seriana. Questo e alcune tracce in armi, cocci, testimoniano la presenza di abitanti sul territorio fin dall'epoca romana, nonché rifugio per i primi italici dalle invasioni barbariche.

Nel 774 il re dei Franchi, Carlo Magno, donò i territori dell'Alta Val Seriana al Monastero di San Martino di Tours ed a quello di Saint Denis De Paris[9]. Successivamente nel 1026 l'Episcopato di Bergamo se ne riappropriò in cambio di altri poderi, riservandosi il diritto sui ricavi della estrazione e lavorazione di argento e di ferro sicuramente presenti in valle, dando inizio a un periodo di gravi controversie tra il potere laico, rappresentato dal feudatario, e il potere ecclesiastico, rappresentato dal Vescovo. Anche i primi documenti scritti in cui si attesta l'esistenza del borgo risalgono a quel periodo: compaiono per la prima volta le espressioni "vallis Ardexie seu Grumi" oppure "curia Ardesii er Grummi"[10], proprio ad indicare Ardesio e Gromo, quelli che diventeranno i comuni rurali.

Emancipatosi in comune autonomo nella prima parte del XIII secolo (i primi documenti a riguardo risalgono al 1238), con atto ufficiale del 12 febbraio 1267[11] Gromo conquistò la sua autonomia e i diritti sulla vendita dei metalli, nonché l'esenzione di ogni tributo.

Napoleone Della Torre, Podestà di Bergamo, per ricompensare l'apporto di 200 uomini a sostegno della espugnazione del paese di Covo, concesse ufficialmente a Gromo il privilegio di essere nominato borgo di Bergamo, previo il pagamento di 1300 lire. Il documento, detto "Instrumento del privilegio", è ora conservato e consultabile presso il museo sito nel Palazzo Milesi, sede del municipio. Furono due le famiglie che si affermarono con il loro potere e i loro castelli: i Buccelleni, con il loro Castrum de Bucellenis, ed i Priacini, con il Castrum de Priacinis. Intorno a loro si sviluppò il paese con la costruzione delle fucine e il commercio delle armi[12].

La Serenissima Repubblica di Venezia e il declino[modifica | modifica wikitesto]

Seguì un periodo di prosperità economica, con conseguente significativo sviluppo architettonico: al Castello del XIII secolo, si aggiunse il Palazzo quattrocentesco, ora proprietà del Comune, la Chiesa di S. Gregorio e la piazza così come la si può vedere ancora oggi.

Nel 1428[13] la Repubblica di Venezia espanse il suo dominio anche alla Città di Bergamo ed ai suoi contadi, e non sfuggì certo a quest'ultima il potenziale economico che offriva l'alta Val Seriana, e nemmeno la qualità delle armi bianche prodotte dagli armaioli di Gromo. Questo favorì nuovi rapporti commerciali anche oltre il territorio lombardo, diventando così il paese noto come "la piccola Toledo". Ma durante il XVII secolo la situazione socio economica del paese cambiò profondamente. Il 1º novembre 1666[14]una sciagura si abbatté sul paese: una rovinosa frana staccatasi dal monte sovrastante, cadde nel torrente Goglio, distruggendo le 32 fucine per la lavorazione del ferro, causando la morte di 63 abitanti, le loro abitazioni e ponendo così drammaticamente e sistematicamente fine ad un periodo di ricchezza e prosperità. Ne seguì un periodo di grande carestia e miseria. Il verbale dell'evento redatto dall'incaricato della Serenissima ne riporta dettagliata cronaca.

L'età moderna e contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Vista di Gromo verso la fine del XIX secolo

Con l'arrivo di Napoleone Bonaparte, Gromo perse i suoi poteri statutari e il 7 marzo 1798[15], venne nominato dal compartimento di Bergamo capoluogo del XIX distretto delle "Sorgenti del Serio". Nel 1809 una revisione dei confini mediante un'imponente opera di accorpamento dei piccoli centri ai più grandi portò Gromo ad inglobare nei propri confini amministrativi anche i vicini comuni di Valgoglio e Gandellino. L'unione tra i tre borghi durò poco, dal momento che nel 1816, in occasione del nuovo cambio di governo che vide subentrare l'austriaco Regno Lombardo-Veneto alle istituzioni francesi, questi vennero nuovamente scissi.

La storia del paese negli anni seguenti seguì le vicende della penisola italiana con il passaggio dal dominio Austro-Ungarico all'unità d'Italia.

Nel 1927 il regime fascista, nell'ambito di una riorganizzazione amministrativa volta a favorire i grossi centri a scapito dei più piccoli, unì nuovamente Gromo con Valgoglio e Gandellino. L'unione durò fino al termine della seconda guerra mondiale, quando il 6 maggio 1947 i tre centri riacquisirono l'autonomia, divenuta però esecutiva soltanto nel 1954.

La costruzione delle centrali idroelettriche dalla fine del XIX secolo al XX diede breve risveglio all'economia del territorio.

Nel 1968, dopo una formale richiesta inoltrata nel 1955 ed approvata nel 1965, le frazioni di Ripa e Bettuno, già parte del comune di Gandellino, furono aggregate a Gromo[16].

In tempi più recenti il paese visse periodi di relativa tranquillità, trovando un deciso rilancio, nel XX secolo, grazie all'industria del turismo.

Le sempre difficili situazioni economiche portarono ad una unione amministrativa di Gromo con i paesi confinanti e il 17 luglio 2014, con seduta straordinaria il Consiglio Comunale approva lo Statuto Costitutivo dell'Unione di Comuni[17] dell'Alto Serio con Gandellino, Valgoglio e Valbondione.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Municipio di Gromo

Castello Ginami[modifica | modifica wikitesto]

Costruito sopra uno sperone di roccia sulla parte più elevata del territorio, nella prima metà del XIII secolo della famiglia Bucelleni, il castello domina il paese. L'imponenza della torre armigera, rimasta quasi intatta nei secoli, ne è la sua caratteristica. Nel XV secolo divenne di proprietà della famiglia Ginami, da cui ora ne prende il nome, continuando a subire modifiche architettoniche di ampliamento, fino al XVII secolo. Solo della prima metà del '900, è invece l'affresco di San Cristoforo che si trova sulla parete che si affaccia alla piazza. Ora il castello ospita un rinomato ristorante.

Palazzo Milesi[modifica | modifica wikitesto]

Costruito del XV secolo, il palazzo Milesi è rivestito di marmo grigio venato delle vicine cave di Ardesio. Mantiene intatta la sua facciata, con le cornici e le profilature delle finestre, così come i travetti che formano il soffitto nei salone centrale al primo piano. Due loggiati, soprapposti al portico di pianoterra, con i capitelli dalle colonne a foglie angolari tipiche dell'edilizia bergamasca lo datano nella metà del quattrocento. Il palazzo Ginami, cambiò proprietari in Franzini prima e Scacchi poi, mentre verso la fine del ‘700 passò alla famiglia Milesi. Una fontana circolare, presente nei documenti già dal 1399, di marmo bianco adorna la piazza di fronte al palazzo, che rimane uno dei pochi monumenti a non aver subito negli anni alterazione dell'arte barocca. Con atto del 1924, la famiglia Milesi cedette il palazzo all'amministrazione comunale, compresi i tanti documenti della fondazione Valerio Milesi, databili ad un periodo che va dal XIV al XIX secolo, testimonianza del patrimonio culturale del territorio. Attualmente il Palazzo è sede dell'amministrazione Comunale e dell'Ufficio Turistico, mentre ai piani superiori ospita il Museo delle Pergamene ed il Museo EcoNaturalistico. Durante il periodo estivo vi si svolgono numerose mostre d'arte, che hanno visto tra gli espositori Cesare Paolantonio.

Chiesa di San Gregorio[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Giacomo

La piazza è completata dalla quattrocentesca chiesa di San Gregorio, ora proprietà del comune con portale in pietra di Sarnico e soffitto a botte leggermente decorato. Vi è conservata la pala denominata “La Vergine col bambino” del 1625 di Enea Salmeggia detto il Talpino, dove ai piedi dei Santi Gregorio Magno e Carlo Borromeo c'è il paesaggio di Gromo antica e turrita, così come si presentava nel XVII secolo.

Chiesa di San Giacomo e San Vincenzo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1184 il vescovo di Bergamo nominò un certo Alberto di Parre come parroco di questa chiesa, che ora è la chiesa parrocchiale, dedicata ai Santi Giacomo Apostolo e San Vincenzo Levita. La sua struttura architettonica è romanica a tre navate, ed ha subito nei secoli tanti cambiamenti. All'interno numerosi sono le opere degne di nota: le navate poste a nord e sud presentano un forte intervento barocco; il presbiterio offre un pregevole scenario dato da un altare ligneo dorato (1645); un coro con 34 cariatidi; sei tele del Cifrondi raffiguranti il martirio e la morte dei santi patroni, e due portelle in rame dorato contenenti le reliquie di notevole pregio. Nella navata a sud, una pala di ognissanti di Antonio Marinoni, autore dell'opera simile in San Martino di Nembro mentre la [[Pala di Ognissanti chiesa di San Giacomo e San Vincenzo|pala di Ognissanti] presente nella Santa Maria Maggiore a Bergamo del XVI secolo, è opera di Antonio Bosselli. Un polittico, con cornice in legno dorato, sul lato a nord. Il Battistero è datato 1511, in stile rinascimentale. All'esterno al termine del portico XVII secolo, si può ammirare la cappella di S. Benedetto 1456 e la finezza dei suoi affreschi, a fianco è allestito il museo che custodisce opere della storia cristiana di Gromo.

Chiesa di San Giacomo (Gromo) affreschi
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Giacomo e San Vincenzo (Gromo).

Chiesa Di San Bartolomeo Frazione Boario[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa della frazione Boario dedicata a San Bartolomeo viene citata in un primo documento nel 1401 e nominata Parrocchia dal Vescovo Daniele Giustiniani nel 1677. In essa si trovano opere di pregio, tra cui il polittico dei Marinoni dipinto a più mani nel corso degli anni. Iniziato da Antonio Marinoni, proseguito poi dal figlio Ambrogio, e consegnato nel 1531, quanto anche questo era morto nel frattempo, tanto che nel 1563 dato il mancato pagamento del saldo dell'opera, la vedova di quest'ultimo, Giulia Pedruzzi, incaricò due pittori per la sua ultimazione Nicola Boneri, sostituito da Giovan Antonio Agnelli, e Giovanni Battista Moroni[18], il polittico verrà però terminato da Lucano da Imola[19]. La pala della Natività e Santi, datata 1777, posta sull'altare di destra è opera di Saverio Dalla Rosa.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Bartolomeo (Gromo).

Castello e Torre Priacini o Torre del Lavanderio[modifica | modifica wikitesto]

Un documento del 1428[20] nomina il Castello Priacini sopra un dosso del borgo di Gromo verso il torrente Goglio di proprietà della famiglia Bucelleni. Resta visibile, nella sua parte originale, solo la prima porzione della torre, detta del Lavanderio, mentre il resto del castello ha subito nel corso degli anni varie trasformazioni, attualmente di stile castellato con torre, cortile interno e merlature, di proprietà della famiglia Lubrini.

Ville stile Liberty[modifica | modifica wikitesto]

Lungo la mulattiera che porta dal borgo alla frazione Ripa troviamo alcune ville dall'architettura in stile Liberty dei primi novecento, realizzazione di Berardo Cittadini ed ora residenze private.

Dal 2008 Gromo è stato insignito della qualifica di Borgo Medievale e della Bandiera arancione del Touring Club Italiano[21].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Il concorso Penna d'Oro, fondato nel 1958 dalle sorelle De Marchi, l'Avv. Licinio Filisetti e l'ing. Ferrari, con il poeta Giacinto Gambirasio[22], avente lo scopo di stimolare l'elaborazione letteraria in lingua dialettale è, ed è stato, l'appuntamento culturale più importante del paese. Nel 1988 la Pro loco, rimasta per anni l'organizzatrice, estese l'ambito del concorso a livello regionale[23]. Numerosi furono i poeti lombardi che si presentarono con le loro opere a questo concorso, mettendo così a confronto le diverse caratteristiche delle lingue dialettali. Tra i vincitori ricordiamo il primo Franco Ferrari e Abele Ruggeri che nel 1960 dedicò la sua ode proprio al paese fondatore, nonché i pluripremiati Umberto Zanetti, Carmelo Francia e Memo Bortolazzi.

Persone legate a Gromo[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[24]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Coinvolgente e suggestiva è la processione che si svolge la sere del Venerdì santo [25][26] lungo le antiche vie del paese. Una processione notturna composta di centinaia di credenti con i lumi accesi che, partendo dalla Chiesa Parrocchiale, [27]al suono mesto di una marcia funebre, accompagnano la Statua del Cristo Morto, opera fantoniana, fino alla piazza mentre nei prati e sui pendii dei monti piccoli fuochi fatti di stracci imbevuti di olio e grasso rappresentano le vicende del Vangelo sul monte Calvario [28] In quel giorno si usa mangiare la maiassa, una torta particolare, fatta di farina gialla, cipolle, mele e fichi, condita con olio e poi cotta in forno [29][30].

Personalità sportive legate a Gromo[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazione Boario[modifica | modifica wikitesto]

Frazione di Boario

La frazione Boario è situata sulla sinistra orografica del fiume Serio, è ormai quasi fusa completamente con Valzella, grazie alla recente costruzione di un nuovo complesso di palazzine. Boario è il nucleo originariamente più grande composto da una chiesa barocca con annessa casa del Curato e da altre costruzioni sempre in pietra con copertura in ardesia L'etimologia deriva dall'essere sempre stato un luogo destinato all'allevamento del bestiame. Una pergamena del 1179 riporta Paulus de Boero.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Boario (Gromo).

Frazione Spiazzi[modifica | modifica wikitesto]

Da Boario con alcuni ripidi tornanti la strada continua la salita e dopo poche centinaia di metri si iniziano ad incontrare le prime ville e palazzine di villeggiatura che compongono gli Spiazzi. Rinomata stazione sciistica, ha conosciuto un notevole incremento del turismo invernale nei primi anni 2000, grazie all'ampiamento degli impianti di risalita fino alla località piani di Vodala.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Spiazzi (Gromo).

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1955 1956 Santus Luigi Commissario prefettizio
1956 1960 Filisetti Lodovico Democrazia Cristiana Sindaco
1960 1970 Filisetti avv. Licinio Democrazia Cristiana Sindaco
1970 1974 Andreoletti Cav. Benito Democrazia Cristiana Sindaco
1974 1978 Cittadini Geom Andrea Democrazia Cristiana Sindaco
1978 1978 Cugini dott. Ettore Commissario prefettizio
1978 1988 Oprandi Umberto Democrazia Cristiana Sindaco
1988 1993 Andreoletti cav. Benito Lista civica (area centro-sinistra) Sindaco
6 giugno 1993 26 aprile 1997 Beatrice Santina Olivari Lista civica (area centro-sinistra) Sindaca
27 aprile 1997 13 maggio 2001 Beatrice Santina Olivari Lista civica (area centro-sinistra) Sindaca
14 maggio 2001 29 maggio 2006 Luigi Santus Lista civica Sindaco
30 maggio 2006 15 maggio 2011 Luigi Santus Lista civica Sindaco
16 maggio 2011 5 giugno 2016 Ornella Pasini Lista civica Gromo e futuro Sindaca
5 giugno 2016 in carica Sara Avv. Riva Lista civica Gromo.Presente per il futuro Sindaca

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  3. ^ Renata Carissoni Cossali, in Loco de Par, Novecento Grafico Bergamo.
    «Relazione del Geologo Ravagnani il territorio appartiene alla grande unità strutturale delle Alpi Meridionali,...che normalmente si indica con termine di Prealpi».
  4. ^ Gromo-Piaza Dante Alighieri, Per antiche contrade.
  5. ^ ISTAT, Atlante Statistico dei Comuni.
  6. ^ da Gromo a Boario e Spiazzi, Gromo Ufficio turistico.
  7. ^ SCOPRI DI PIÙ - IL “BÜS DI TACOI”, Val Seriana.
  8. ^ Giovanni Targioni Tozzetti, Relazione di alcuni viaggi, in In FirenzeMDCCLII.
  9. ^ Carlo Magno storia e leggenda, in LICEO CAMMILLO GOLGI DI BRENO.
  10. ^ Paolo Gabriele Nobili, Statuerent Quod Comune ed Gromo et Omnes Hatantes Sint Burgum Et Burgienses (PDF).
  11. ^ Gabriele Nobili, Statuerent Quod Comune ed Gromo et Omnes Hatantes Sint Burgum Et Burgienses, ISBN 88-89393-03-3.
  12. ^ Bortolo Pasinelli, Gromo nel V secolo, 2011.
  13. ^ autonomia delle valli bergamasche, in Il dominio della terraferma veneta, lombardiabeniculturali.it, Lombardia beni culturali.
  14. ^ p.17 18 19 Gabriele Medolago, La Rovina del Goglio, CPZ Group.
  15. ^ Sorgenti del Serio, in Leggi della Repubblica Cisalpina.
  16. ^ Decreto del presidente della Repubblica 28 maggio 1968, n. 767, in materia di "Distacco delle frazioni Ripa e Bettuno dal comune di Gandellino con aggregazione al comune di Gromo."
  17. ^ "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali", in Gazzetta Ufficiale.
  18. ^ Marinoni Giovanni, Associazione socio culturale S.Agostino.
  19. ^ titolɒLa pala di Ognissanti aGromo San Giacomo Simone Facchinetti, Videocomp.it.
  20. ^ p. 80 Bortolo Pasinelli, Gromo nel XV secolo, Corponove, 2011.
    «citato come castrum de Priacinis in documento del 1428,è ubicato sopra un dosso ad Occidente del borgo di Gromo...».
  21. ^ Bandiere Arancioni TCI
  22. ^ Concorso di poesia in lingua lombarda, in ALP Associazione Linguistica Lombarda.
  23. ^ News dai Borghi, in Ecce Italia.
  24. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  25. ^ LA PROCESSIONE DEL VENERDÌ SANTO È UNA DELLE CELEBRAZIONI PIÙ PITTORESCHE DELLA ZONA, IlmadeinBergamo, 2016.
  26. ^ Benvenuti sul Portale degli Eventi in Italia, 2016, http://www.eventiesagre.it/Pasqua_Venerdi+Santo/21092968_La+Tradizione+Del+Venerdi+Santo.html.
  27. ^ Ufficio turistico, http://www.gromo.eu/index.php/eventi-e-sagre/item/19-tradizioni-venerdi-santo#.VuWBavnhBdg.
  28. ^ lo splendore che avvolge questa processione è il frutto di una illuminazione curata nei minimi particolari tutti facenti perno sui simboli della passione di Cristo Don Virgilio Fenaroli, Gromo sfogliando l'album del novecento, Ferrari edizioni, p. 112..
  29. ^ attorno a questa manifestazione di fede si è sviluppata anche la tradizione di una specie di torta chiamata in dialetto maiasa, con ingredienti che vanno dalla cipolla ai fichi al grasso di maiale Don Virgilio Fenaroli, Gromo sfogliando l'album del novecento, Ferrari edizioni, p. 111.
  30. ^ Araberara, 2012, http://www.araberara.it/vecchiosito/archivio/archivio.pdf.2012/araberara.12.ottobre.2012_pdf/27.pdf.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bortolo Pasinelli, Gromo nel XV secolo, Bergamo, Corponove, 2011.
  • Don Virgilio Fenaroli, Gromo sfogliando l'album del novecento, Ferrari edizioni.
  • Gabriele Nobili, Statuerent Quod Comune ed Gromo et Omnes Hatantes Sint Burgum Et Burgienses, ISBN 88-89393-03-3.
  • Penna d'Oro concorso di poesia in lingua lombarda, EQUA Edizioni.
  • Ketto Cattaneo Renato Morgandi, Il sentiero da "Tutte Belle" a Ripa Alta, Maggioni Lino srl, 2006.
  • Virgilio Fenaroli, La chiesa di Gromo Fede,Storia,Arte, Listostampa Istituro Grafica Bergamo.
  • Umberto Zanetti, Paesi e luoghi di Bergamo. Note di etimologia di oltre 1.000 toponimi, Bergamo, 1985.ISBN non esistente
  • Paolo Oscar e Oreste Belotti, Atlante storico del territorio bergamasco, Clusone, Ferrari, 2000, ISBN 88-86536-17-8.
  • Giovanni Silini Antonio Previtali, Statuta de Gromo, Litoripografia presservice 80-Rovetta, 1998.
  • Gabriele Medolago, La Rovina del Goglio, Comune di Gromo e Valgoglio, 2015.
  • Comune di Gromo, Gromo, Comune di Gromo, 1972.
  • Simone Facchinetti, La pala di Ognissanti a Gromo, Bergamo, 2009.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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