Enea Salmeggia

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Enea Salmeggia, detto il Talpino, o Salmezza (Bergamo, 1558Bergamo, 25 febbraio 1626), è stato un pittore italiano.

Vergine del Rosario, chiesa di San Giorgio, Fiorano al Serio

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Delle sue origini non si sa molto, dato che al riguardo manca una documentazione scritta, tanto da fare ipotizzare persino l'anno della sua nascita[nota 1].

Si presume che nacque indicativamente tra il 1546 ed il 1558, di certo nel borgo S. Leonardo a Bergamo dal sarto Antonio de Fagnano detto Talpino, che risulta abitasse il quel borgo il 3 ottobre 1580, così come riportato sull'atto del notaio Michele Fu Giacomo Calvi domino Antonio de Salmetia omnibus habitatoribus Burgi Sancti Leonardi forse Gherardi o Gerardi; si sa che sposa una certa Vittoria, che ebbe sei figli: Dorotea e Isabella, che morirono di peste, Agata Giovanna, Chiara che continuò il lavoro del padre e che sposò il pittore Giacomo Assonica probabile suo alunno[1], Elisabetta e Francesco, quest'ultimo lavorerà come pittorr con il padre[2]. Non vi è documentazione degli anni che trascorse in Romania, certa invece è la sua presenza a Milano, documentata dalle sue opere giovanili. Il pittore aveva una bottega di pittura nella casa vicina alla chiesa di Sant'Alessandro in colonna[3]. Tra i suoi allievi risulta Marcantonio Cesareo, forse suo parente e erede delle sue opere alla morte del figlio Francesco [4]

Amava firmare i propri quadri accompagnando al proprio nome il soprannome il Talpino, tanto che in alcuni documenti appare la dicitura: Enea Salmezza pittore, dito Talpino.

Fin dalla giovane età, cercò di apprendere le arti pittoriche da artisti bergamaschi, anche se si ipotizza che possa avere ricevuto una formazione presso la bottega di Simone Peterzano, sita a Milano, si calcola che proprio nella bottega del Peterzano il Salmeggia incontrò il Caravaggio che rimase nella sua bottega dal 1584 al 1588 [5].

Chiesa si S.Gregorio-Gromo-La Vergine con il bambino

Questa ipotesi è suffragata dalle numerose opere che il Salmeggia ha lasciato nel capoluogo lombardo, tra cui spicca la Madonna in trono col Bambino e Santi, ora custodita presso la Pinacoteca di Brera. Interessante anche il Martirio di Sant'Andrea Apostolo, del 1604, conservato presso Santa Maria della Consolazione al Castello.

La maggior prolificità artistica del Salmeggia, da molti considerato un "Raffaello bergamasco", si ebbe però nella sua terra.

Numerosissime sono infatti le sue opere, eseguite seguendo la tradizione pittorica lombarda, tuttora presenti in chiese e santuari della bergamasca, con una grande concentrazione a Bergamo e nella Val Seriana. Nella Arcipresbiterale Plebana di San Martino di Nembro, suo paese natale, ad esempio, è presente un suo ciclo pittorico formato da ben 27 dipinti.

Una pala raffigurante l'Annunciazione è nell'omonima cappella della Certosa di Garegnano; a Gromo, una pala raffigurante la Vergine col bambino del 1625 dove ai piedi dei Santi Gregorio Magno e Carlo Borromeo c'è il paesaggio di Gromo antica e turrita, così come si presentava nel XVII secolo. Creò una propria bottega, nella quale ebbe una discreta schiera di discepoli, tra cui la figlia Chiara, dalla quale uscì, fra gli altri, una Veronica, che si trova nella Chiesa di Santa Maria della Pace ad Alzano Lombardo. Mentre la tela della Madonna con Bambino che appare su nubi ai santi: Rocco, Francesco e Sebastiano, un tempo custodita nell'Oratorio di San Rocco a Calcio, è attualmente nella Pinacoteca di Brera.

Morì il 25 febbraio 1626 nel capoluogo orobico, e venne sepolto nella locale chiesa di Sant'Alessandro in Colonna.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni
  1. ^ Il libro Monumente Bergamensia lo darebbe morto il 23 febbraio
Fonti
  1. ^ Gio Giacomo Assonica pittore, books.google.it.
  2. ^ Enea Salmeggia detto il Talpino, comune di Selvino. URL consultato il 22 giugno 2016.
  3. ^ Roberto Belotti, Arte e storia in Monumenta Bergomensia, p. 48.
  4. ^ Ugo Ruggeri, Enea Salmeggia, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1980. URL consultato il 22 giugno 2016.
  5. ^ Milesi, p.12

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ugo Ruggeri, Enea Salmeggia detto Talpino: rassegna e studio dell'opera pittorica e grafica con 186 disegni inediti, 1966.
  • Ugo Ruggeri, Enea Salmeggia, 1986.
  • classe 2.G, Enea Salmeggia, scuola media statale Enea Talpino di Nembro, 1986.
  • Silvana Milesi, Cavagna, Salmeggia, Zucco, Palma il Giovane e il secondo cinquecento bergamascp, Corponove Editore, 1992.

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