Colleoni (famiglia)

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Stemma della famiglia Colleoni
Colleoni Stemma.jpg
Blasonatura
Stemma originario della famiglia Colleoni

I Colleoni sono un'antica nobile famiglia, di origine longobarda discendente da un ramo della famiglia Suardi di Bergamo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome coleus (testicolo) risale al 1123, adottato da Gisalbertus Attonis detto “Il Colione”, figlio del notaio Attone (1044-1081), che discendeva da un ramo della famiglia Suardi, e che nel 1123 risulta console di Bergamo, è dagli storici ritenuto capostipite della famiglia. Dei suoi figli Alberto fu console di Bergamo dal 1159 al 1173, e alleato dei Bonghi e dei Rivola contro l'imperatore Federico Barbarossa, Sozzo e Guglielmo, furono consoli di giustizia. Entrambi diedero origine ai diversi rami della famiglia.

I Colleoni furono una famiglia di notai che seppe tenere buoni rapporti con la chiesa di Bergamo, e con la comunità.

Quando i duchi di Milano della casa dei Visconti conquistarono Bergamo, avevano sostenitori di parte ghibellina, come i Suardi, mentre i Colleoni di fazione guelfa , dovettero fuggire in esilio. Tra questi Galeazzo Colleoni detto Carpione si rifugò in alta Val Seriana, per poi tentare nel 1315 con Giorgio Del Zoppo, Belfantino Rivola e i Bonghi una mal riuscita insurrezione, che li porterà ad essere prima prigionieri, e poi liberati il 7 luglio 1315 dopo aver accettato un trattato con il Matteo Visconti per una signoria in Bergamo che fosse limitata nel tempo[1].

Milano, Cappella Trivulzio, sarcofago di Margherita Colleoni

Paolo Colleoni conquistò nel 1404 il castello di Trezzo e lo tenne fino a che non venne assassinato dai suoi parenti, forse per conto del Visconti. Suo figlio fu il più famoso membro della famiglia, il condottiero Bartolomeo Colleoni, capitano generale della Repubblica di Venezia. Lui e sua figlia Medea († 1470) sono sepolti nella Cappella Colleoni a Bergamo, significativo monumento del Rinascimento. Andrea Verrocchio costruì per lui una statua equestre a Venezia, che è annoverata tra le più importanti sculture del Rinascimento italiano.

Un altro membro della famiglia fu Margherita Colleoni (1455-1483), prima moglie del comandante militare Gian Giacomo Trivulzio, sepolta nella Cappella Trivulzio di San Nazaro Maggiore di Milano.

Il nipote di Bartolomeo, Alessandro Martinengo Colleoni, commissionò a Lorenzo Lotto la Pala Martinengo per la chiesa domenicana dei santi Bartolomeo e Stefano a Bergamo.

Tra i Colleoni va ricordato Guardino Vincenzo Francesco Giovanni Giorgio Galeazzo Maria Colleoni Porto che venne eletto due volte deputato e il 2 giugno 1908 nominato senatore a vita, della sua attività di senatore degna di nota è la rivendicazione all'Italia contro l'usurpazione austriaca[2].

La famiglia Colleoni ebbe una ampia ramificazione con famiglie ancora presenti sia nel bergamasco che in tutta Italia[3].

Stemma della famiglia Colleoni modificato con i tre cuori

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

La parola Colleoni derivato dalla parola latina coleus (testicolo) adottato già nel 1123 da Ghisalberto. Lo stemma raffigura due testicoli bianchi su campo rosso, e uno rosso su campo bianco. Bartolomeo Colleoni era molto orgoglioso del suo stemma tanto da riempirne le sue dimore[4]. Successivamente lo stemma venne da alcuni rami della famiglia, modificato con i cuori capovolti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luigi Cortesi, Tor Boldone, Quadrifoglio srl, p. 128 129.
  2. ^ Fascicolo del Senato del regno (PDF), Senato. URL consultato il 10 marzo 2017.
  3. ^ Rami della famiglia Colleoni, Enciclopedia delle famiglie Lombarde. URL consultato il 12 marzo 2017.
  4. ^ il nome e lo stemma Colleoni, Cappella Colleoni.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Cornazzano, Vita di Bartolomeo Colleoni, a cura di Giuliana Crevatin. Manziana, Vecchiarelli ed., 1990, ISBN 88-85316-16-6.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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