Palazzo Pacchiani Rivola

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Palazzo Pacchiani già Ginani, Rivola, Angelini, Carrara
Palazzo Pacchiani-Rivola.jpg
Palazzo Pacchiani Rivola prima Zecca di Bergamo in via Gaetano Donizetti ex via Gromo
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàBergamo
Indirizzovia Gaetano Donizetti antica via Gromo
Coordinate45°42′10.14″N 9°39′51.94″E / 45.702816°N 9.664427°E45.702816; 9.664427Coordinate: 45°42′10.14″N 9°39′51.94″E / 45.702816°N 9.664427°E45.702816; 9.664427
Informazioni generali
Condizionibuono
CostruzioneXIII secolo
Usoprivato e laboratorio Museo Cividini

Palazzo Pacchiani, un tempo Palazzo Gromo dei Rivola, si trova nella parte alta della città di Bergamo, in via Gaetano Donizetti, quella che un tempo era chiamata via Gromo prendendo il nome dal colle omonimo, e raggiunge piazza Duomo e piazza Reginaldo Giuliani[1], dove si trova la porta dei leoni bianchi della basilica di Santa Maria Maggiore, nel XIII secolo era la zecca di Bergamo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Via Gaetano Donizetti ex via Gromo, perché posta sul colle omonimo, ha una storia antica, vi sono presenti palazzi di proprietà delle antiche famiglie bergamasche fra questi Casa Fogaccia[2] detto anche dell'Arciprete, palazzo Scotti[3] e palazzo Gromo dei Rivola, un tempo la Zecca di Bergamo[4][5]. Sulla via era presente anche la scomparsa chiesa di San Cassiano[6] che formava la vicinia omonima.

Una epigrafe posta sul muro a sud del palazzo ricorda la sua antica destinazione di fabbrica di monete, è documentata infatti dal 1236[7] al 1302 la fabbricazione di monete in argento da parte della famiglia Rivola proprietaria del palazzo[8], l'antica famiglia guelfa[9] che aveva possedimenti minerari d'argento in alta Val Seriana e precisamente a Gromo in località Coren del Cucì[10], miniere che i Rivola dovranno cedere nel 1214[11] al vescovo Giovanni Tornielli[12][13].

Nel tempo si susseguirono differenti famiglia proprietarie del palazzo, ora sede del Museo Cividini nella Antica Zecca, officina di scultura e gipsoteca dello scultore Pierantonio Volpini, e una collezione di opere dedicate alla scultura contemporanea[14].

Un ramo della famiglia Rivola, si trasferì in via Arena, viene citata una torre dei detto Migliavacca dei Rivola nel 1220, costruita sopra un domus romana -Domus di Lucina -, torre che venne poi ceduta ai Priacini. Nel 1399 Antoniolo Priacini donò il fabbricato e le sue rendite terriere alla Fondazione MIA disponendone la trasformazione in un istituito l’hospitium, diventando poi l’Ospedale di Santa Maria Maggiore[15][16].

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Epigrafe della casa Pacchiani Rivola prima zecca di Bergamo

Le differenti zoccolature del palazzo denotano che due erano i fabbricati inglobati solo in epoche successive in uno unico. La parte più a sud è formata da grossi blocchi di pietra che potrebbero essere la base di una torre, o forse di un edificio di origine romana. L'edificio venne più volte restaurato e modificato dal XVII secolo fino al XX. Il grande portone a tutto sesto ha gli stipiti scolpiti in motivo bugnato, e architrave sagomata dove è posto lo stemma degli Angelini. Si apre su di un androne con volta a crociera.

Al secondo piano sono presenti grandi finestre architravate, che sulla parete a est danno sul giardino pensile, mentre sul lato ad nord le finestre sono irregolari e danno accesso su di un lungo balcone, sulla facciata a ovest sono presenti piccoli balconcini in pietra arenaria. Il fabbricato si presenta intonacato con una base in pietra a vista di robusto impianto sulla parete est, così come grossi blocchi di pietra sugli spigoli, e con le cornici delle aperture in pietra arenaria bocciardata[17].

Accanto al fabbricato è presente il grande arco che conteneva la fontana del Gromo[18], nella posizione e muratura tipica delle fontane medioevale della città.

Bergamo grosso 4 d 76001807

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bergamo scomparsa: i grandi casati nelle vicinie, Bergamosera. URL consultato il 7 dicembre 2016.
  2. ^ Casa Fogaccia detta dell'Arciprete in via Donizetti (PDF), IBCAA. URL consultato il 7 dicembre 2016.
  3. ^ Palazzo Scotti (PDF), IBCAA. URL consultato il 7 dicembre 2016.
  4. ^ Guida d'Italia esclusa Lombardia, Tpuring Club Italiano, p. 272. URL consultato il 7 dicembre 2016.
  5. ^ Gianpietro Basetti, Le monete della civica Biblioteca Angeo Mai di Bergamo, Civica Biblioteca Angelo Mai, p. 31.
  6. ^ Parrocchia di San Cassiano, Lombardia beni culturali. URL consultato il 6 dicembre 2016.
  7. ^ Gianni Baracchetti, possedimenti del vescovo di NìBergamo nella valle di Ardesio documenti dei secc.XI-XV, edizione Seccomandi, 1951.
  8. ^ Il libero comune di Bergamo, ARS ET HISTORIA DI BERGAMO. URL consultato il 6 dicembre 2016.
    «Le monete dovevano essere d'argento secondo la legislazione monetaria del 1254: il grosso equivalente a 4 imperiali e il denaro la metà del primo; la moneta era battuta presso la zecca detta Gromo dei Rivola già Palazzo Carrara-Pacchiani in via Donizetti.».
  9. ^ Guelfi e Ghibellini a Bergamo, Amici delle mura di Bergamo. URL consultato il 6 dicembre 2016.
  10. ^ VISITE GUIDATE IN OCCASIONE DELLA GIORNATA BANDIERE ARANCIONI, Val Seriana. URL consultato il 7 dicembre 2016.
  11. ^ Gabriele Nobili, Statuerent Quod Comune ed Gromo et Omnes Hatantes Sint Burgum Et Burgienses, p. 32, ISBN 88-89393-03-3.
  12. ^ Giovanni Maria Finazzi, Sulle antiche miniere di Bergamo, PRESSO LA SOCIETÀ PER LA PUBBLICAZIONE DEGLI ANNALI UNIVERSALI DELLE SCIENZE E DELL’INDUST, 1860. URL consultato il 6 dicembre 2016.
    «Mazzocco di Rivola e Oldicino suo figlio vendono al Vescovo Giovanni i suoi diritti di feudo o di gastaldo nelle vene d’argento della Valle d’Ardesio e di Gromo».
  13. ^ Gianni Barachetti, Possedimenti del vescovo di Bergamo nella valle di Ardesio, Bergamo, Tipografia Secomandi, p. 28-29.
  14. ^ Museo Cividini, Museo. URL consultato il 6 dicembre 2016.
  15. ^ Sotto Casa Angelini alla scoperta dell'antica Domus Lucinae, Bergamo news. URL consultato il 7 dicembre 2016.
  16. ^ Abitazioni private - Civici 16/18/20 (PDF), comune di Bergamo. URL consultato il 19 maggio 2017.
  17. ^ Palazzo Pacchiani già Ginani, Rivola, Angelini, Carrara, IBCAA. URL consultato il 6 dicembre 2016.
  18. ^ Se Dante fosse venuto a Bergamo, Bergamopost. URL consultato il 6 dicembre 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • E. Fornoni, La zecca di Bergamo, Rivista di Bergamo-Angelini, 1925.
  • A. Gasparinetti, Storia della Zecca di Bergamo, 1969, p. 47.
  • Gianni Baracchetti, possedimenti del vescovo di NìBergamo nella valle di Ardesio documenti dei secc.XI-XV, edizione Seccomandi, 1951.

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