Palazzo De Beni

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Palazzo De Beni ex Grataroli - Marenzi
610BergamoPalMaffeisDeBeni.jpg
palazzo De Beni ex Palazzo Grataroli Marenzi
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLombardia
LocalitàBergamo
IndirizzoVia Pignolo 72-74
Coordinate45°42′01.76″N 9°40′27.01″E / 45.700488°N 9.674169°E45.700488; 9.674169Coordinate: 45°42′01.76″N 9°40′27.01″E / 45.700488°N 9.674169°E45.700488; 9.674169
Informazioni generali
CondizioniItalia
CostruzioneXVI secolo
UsoPrivato
Pianitre
Realizzazione
Proprietariofamiglia
Proprietario storicofamiglia

Il Palazzo De Beni già Palazzo Grataroli casa Marenzi[1] si trova in via Pignolo ai numeri civici 72-74 nella parte bassa della città di Bergamo. La via che fa da collegamento tra la parte alta della città sede degli uffici amministrativi, e la parte bassa venne nel XVI secolo urbanizzata da borghesi che si erano arricchiti grazie al commercio principalmente dei panni di lana e delle sete.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo è la fusione di due distinti edifici, il primo indicato al civico numero 72 venne costruito nel 1515 dalla famiglia Grataroli nobile casato proveniente da Oneta piccola frazione di San Giovanni Bianco[2][3]. La famiglia Grataroli vi aveva fondato il Circolo artistico cui fecero parte personaggi illustri e che si riuniva nella sala con il plafone di legno.

Risale a qualche anno successivo la parte di fabbricato al numero civico 74 edificato dalla famiglia Casotti che nel XVI secolo si era arricchita vendendo la seta in tutta la penisola italiana fino in Egitto, ma particolarmente nelle Marche, risulta che Francesco Maria I Della Rovere venne ospitato dalla famiglia nel 1525[4]. Questa parte di fabbricato fu costruito nel 1520 su progetto dall'architetto Alessio Agliardi per la famiglia di Zanin Casotti de Mazoleni. Il palazzo divenne proprietà della famiglia Maffeis agli inizi del XX secolo[5], e dal 1947 è di proprietà dalla famiglia De Beni.

I due palazzi pur mantenendo la diversa numerazione civica, internamente sono stati unificati conferendo all'immobile uniformità. La ricchezza degli arredi ha permesso che alcune scene del film girato nel 1948 dedicato al musicista Gaetano Donizetti avente per interprete Amedeo Nazzari, furono realizzate nelle sale del palazzo.

Palazzo Grataroli e casa Marenzi 2

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo, pur mantendo la doppia numerazione civica, è stato internamente riunito e uniformato dai De beni, eliminandone i confini interni.

Ex Grataroli[modifica | modifica wikitesto]

La parte del palazzo ex Grataroli, che si presenta per primo salendo via Pignolo, nella parte che si affaccia sulla via non ha nessun elemento decorativo contrariamente nella parte interna vi è un cortile porticato posto su tre lati forse tra i più belli della città. L'elegante porticato ha una configurazione architravata a pianterreno sovrastata da un parapetto al piano superiore dove si ripete nel motivo a colonne con arcate a tutto sesto che poggiano su colonnine. La parte termina con una fascia liscia che rende visibile la gronda del tetto. Il complesso è composto da un primo fabbricato su via Pignolo di mt. 15,5 con una profondità di mt. 18,20 che, tramite il cortile porticato interno, si collega con un ulteriore fabbricato di 22,3 mt. di profondità che si affaccia su di un grande giardino che collega la proprietà con via santa Elisabetta. Luigi Angelini ne diede una precisa descrizione.

La parte sicuramente più interessante è quella del cortile interno. Il pianterreno si presenta con piattabande, il piano superiore è loggiato con la presenza di piattabande nella parte verso la strada, mentre sul lato opposto le colonnine sono collegate da arcate circolari. Le quindici colonne hanno differenti capitelli a volute ripiegate, festoni e foglie ripiegate. Gli spazi presenta raffigurazioni, tra queste una figura seduta ad uno scrittoio con l'epigrafe Hoc fac ed vivens e la data 1515.
Dal cortile si ha accesso al due salottini che conducono al salone, anticamente la sede del Circolo artistico, riccamente decorato da Romeo Bonomelli e Gian Battista Galizzi, il salone ha un fregio raffigurante amorini che suonano differenti strumenti musicali.

Ex Zanin Casotti de Mazzoleni[modifica | modifica wikitesto]

Il fabbricato realizzato intorno agli anni venti del XVI secolo su progetto di Alessio Agliardi, si presenta molto ricco sulla parte che si affaccia in via Pignolo. Un portone di grandi dimensioni con due colonne latarali sormontato da un balcone a colonnette si apre su di una grande finestra arcata e altre due di dimensioni inferiori laterali. Le finestre sono sormonate da una trabeazione che si ripete sulle due finestre minori. Il piano terra presenta due finestre quadrate con contorni in pietra arenaria. La prima parte del fabbricato si affaccia su di un cortile interno che prosegue con la seconda parte di fabbricato dal quale si accede al cortile.
La prima parte dell'edificio è riccamente affrescata in stile neoclassico dei primi anni del XIX secolo, presente al piano terra il salone dei ricevimenti. Di notevole valore la sala adornata da stucchi e bassorilievi che raffigurano scene di campagna, danze di amorini, e nicchie con la statua di Apollo opere di Grazioso Rusca datate 1810. Il piano nobile ha sale ugualmente affrescate e decorate. Ottima descrizione ne venne eseguita da Luigi Angelini[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Palazzo Grataroli già, LombardiabeniCulturali. URL consultato il 15 marzo 2018.
  2. ^ tra i personaggi più noti Guglielmo Grataroli Palazzo De Beni, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 15 marzo 2018.
  3. ^ Grataroli, EFL SocietàStoricaLombarda. URL consultato il 15 marzo 2018.
  4. ^ Casotti, EFL Società Storica Lombarda. URL consultato il 16 marzo 2018.
  5. ^ Circolo Srtistico Bergamasco, Circolo artistico Bergamasco. URL consultato il 19 marzo 2018.
  6. ^ La sala principale si presenta già alla prima immediata visione...le figure scure delle delle composizioni sono di singolare importanza, appaiono come il risultato di divertenti creazioni figurative dovute alla fantasia del pittore ottocentesco che le ha eseguite...In corrispondenza agli assi della volta si elevano alla cornice d'imposta quattro composizioni a tempietto entro i quali sono dipinte Venere che esce dalle onde su quattro tritoni, Giove con l'asta e l'acquila, le coppie di Baccoe Flora e di Mercurio e Diana....la terza sala presenta il mito di Ercole in due lunette di parete

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]