Palazzo delle Poste e Telegrafi (Bergamo)

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Palazzo delle Poste e Telegrafi
PPB15.jpg
Il Palazzo delle Poste di Bergamo.
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLombardia
LocalitàBergamo
Indirizzovia Masone
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Inaugurazione1932
UsoUfficio postale centrale
Realizzazione
ArchitettoAngiolo Mazzoni
ProprietarioMinistero dello Sviluppo Economico

Il palazzo delle Poste e Telegrafi di Bergamo è un edificio situato nella centralissima via Masone.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Progettato da Angiolo Mazzoni nel 1929, fu completato e inaugurato il 31 ottobre 1932 durante la riqualificazione urbanistica e architettonica dell'area nei pressi dell'ex ospedale di San Marco, e dell'antica fiera cittadina su progetto di Marcello Piacentini.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio pur essendo di linee sobrie è imponente, con la grande torre dell'orologio che si confronta con la torre dei Caduti su piazza Vittorio Emanuele- Due delle quattro statue addossate alla facciata sopra la vasca, foderata di mosaico e rifornita da una scultura di bronzo ritraente un delfino, sono opera dello scultore Nino Galizzi, la statua di San Crisfotoro è opera di Franceco Minoti, e il soggetto raffiguranti l'italia cattolica e quella fascista sono di Giovanni Manzoni.

Il Palazzo delle Poste in una foto del 1935

All'interno dell'edificio si trovano due teleri di Mario Sironi: Il lavoro in città e Il lavoro nei campi Fu oggetto di critiche per le ricche decorazioni (lampade di vetro soffiato, porte con telai di legno e alabastro e arredi di Venini) ma elogiato per la mole e l'architettura all'avanguardia.[1]

Poste di Bergamo

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Paolo Oscar, Palazzo delle poste di Bergamo, Lombardia Beni Culturali, 2014. URL consultato il 10 aprile 2020..

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • BERGAMO Guida turistica ENIT Ferrovie dello Stato, Bergamo, Ferrovie dello stato, 1937.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN212735654 · WorldCat Identities (ENviaf-212735654
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